"La clessidra della storia dell'uomo è ripiena di cenere, non di sabbia"

La storia non muterà mai a causa della politica, o delle conquiste, o delle teorie, o delle guerre. Queste sono solo ripetizioni, eventi a cui assistiamo sin dall'inizio dei tempi. La storia cambierà quando sapremo utilizzare l'energia dell'amore, così come impieghiamo quella del vento, del mare, dell'atomo.

"Se la storia é il Romanzo che è stato, il Romanzo è la storia che avrebbe potuto essere (... o che sarà).

"Dentro le viscere della storia, sotto i grandi eventi di sangue, si dispone un filo che rappresenta la continuità dei perdenti, di contro a quella dei vincitori. Sono loro i sommersi della storia, a salvare la storia. Tra loro puoi cercarti un padre adottivo, se non vuoi il padre naturale che ti hanno dato i vincitori. "Dalla furia salvatemi dal Mondo voi che patiste la tortura e il fuoco senza poter trovare o pace o loco al dolore di cui toccaste il fondo".

La storia è fatta dai grandi uomini, i "giganti", gli "eroi" di Carlyle.

 

"Platone è l'antitesi dei Progressisti (Comte, Mill, Hagel, Marx) i quali credono in una legge del progresso storico. Per Platone la storia è un regresso, una degenerazione da uno stato originario perfetto e ideale, così come tutte le cose degenerano.

 

STORIA MEDIEVALE

il Ducato è una istituzione di origine longobarda; la Contea e il Marchesato sono di origine Franca.

Il Sacro Romano Impero, dai Franchi di Carlo Magno e suoi successori, passa nel X sec. ai Re Sassoni, da Enrico I (l'Uccellatore) ai suoi discendenti (Ottone I ect. ect.). Non comprendeva però più la Francia, ormai avviata a divenire un Regno sotto i discendenti di Ugo Capeto (capetingi).

Con l'investitura papale a "Imperatore del Sacro Romano Impero", costui diveniva l'uomo di fiducia della Chiesa, costui poteva distribuire tra i suoi favoriti i Vescovati (Diocesi vaste e ricche di uomini e di terre), insieme a un bel blasone di Principe - Vescovo, o di Conte Vescovo, e creare così una nuova aristocrazia fedele. Dopo la morte di Carlo Magno, il titolo era rimasto praticamente vacante (conteso tra feudatari minori) sino a che non fu assunto dagli Imperatori germanici (Ottoni...).

Nella lotta per le "investiture" il Papa si arrogava il potere di deporre gli Imperatori scomunicandoli e di sciogliere dall'obbligo della fedeltà i sudditi dei Principi scomunicati.

I Baroni, rappresentanti della nobiltà feudale nel territorio del Regno di Napoli (sud della penisola), discendevano dai Longobardi, dai Normanni, dai Tedeschi, dai Francesi e degli Spagnoli, vivevano nelle campagne, arroccati nei loro turriti castelli e tribolavano il Regno con continue guerricciole fratricide, rivolte, colpi di mano. A loro risalgono molti dei mali che da sempre affliggono il Meridione d'Italia.

Federico il Grande di Svevia unificò tutto il meridione d'Italia nel Regno delle due Sicilie e fece di Palermo e di Napoli due centri all'avanguardia della cultura europea. Egli non riuscì ad unificare l'Italia intera in un Regno d'Italia, per l'opposizione del Papato che gli sobillò contro le città Guelfe e poi gli Angioini.

Fu Federico II di Svevia (1194-1250) a fondere l'Università di Napoli e la Scuola Medica di Salerno. Promulgò inoltre un corpusiuris detto le "Leggi Melfitane".

Il Papato impedì anche ai successori di Federico II (il Grande) di unificare l'Italia in un Regno d'Italia e farne uno Stato Nazione, come la Francia, l'Inghilterra e la Spagna. Per impedire questo disegno invocò l'aiuto del Re di Francia Luigi IX, che inviò il fratello Carlo di Angiò. Così il Regno delle due Sicilie dagli Svevi Hohenstaufen, passò ai francesi Angioini.

La battaglia di Legnano (1176) del Carroccio e della Lega Lombarda (contro l'Imperatore Germanico), insieme ai "Vespi Siciliani" contro gli Angiò francesi (del 1282), visti come le prime manifestazioni di patriottismo italiano?

La tragica e ingloriosa fine del Barbarossa (durante ua crociata fallimentare) segnò una prima, profonda crisi del Sacro Romano Impero rispetto alle forze nuove degli Stati Nazionali che si erano formati, o si andavano formando (Francia, Inghilterra, Spagna), rispetto alle autonomie comunali sorrette da una Borghesia che aveva spezzato le catene del Feudalesimo.

 La Lega Lombarda tra i comuni di Milano, Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova si estende a Venezia, Padova, Vicenza, Treviso, Bologna, Modena, Ferrara, formando la Lega italica. L'Italia dei Comuni.

Podestà (=capo della città); Capitano del Popolo (=comandante esercito); Consigli cittadini (l'organo che li eleggeva); Arti Maggiori e Minori (le Corporazioni dei mestieri), Priori (=Magistrati). Questi erano gli organi direttivi dei Comuni. Il Comune italiano medievale fu oligarchico, corporativo e gerarchico, assai poco democratico.

I Guelfi di Firenze costituivano la fazione dei Neri. I Ghibellini quella dei Bianchi.

La crisi dei Comuni medievali fu causata dalla estrema faziosità dei cittadini, del Popolo Grasso contro il Popolo Minuto e viceversa, dalle Arti Maggiori contro quelle Minori, e dalle Arti tra loro stesse. Sicchè, da carica a termine, quella del Podestà divenne permanente e con pieni poteri (facendone il dominu Civitatis). Qaundo la carica del Podestà divenne ereditaria nacque la Signoria.

Arnaldo da Brescia. Altro capo popolo (antesignano di Cola di Rienzo?).

Inghilterra e Francia uscirono dalla guerra dei cento anni con l'affermarsi di un forte sentimento nazionale e di una più stretta alleanza fra la Borghesia e la Monarchia, a scapito della Nobiltà feudale.

Gli Stati Generali francesi, durante la guerra dei cento anni, e neppure dopo, non ebbero la capacità di porre limiti alla autorità della Corona, che ebbe invece, da allora in poi, il Parlamento inglese.

Con la Bolla d'oro (metà sec. XIV) che affidava a sette principi tedeschi il potere di eleggere l'imperatore (principi elettori), ebbe inizio la progressiva trasformazione del Sacro Romano Impero, da istituzione di carattere universalistico, a Stato monarchico nazionale tedesco.

Le due maggiori Repubbliche marinare, Genova e Venezia, anticiparono di due secoli le grandi fortune coloniali di Spagna, Inghilterra, Portogallo e Olanda.

La Repubblica di Venezia nacque democratica, quando i primi Dogi venivano eletti dall'assemblea del popolo o Concio publica. Ma ben presto divenne sempre più oligarchica, governata dall'aristocrazia del danaro, che componeva di diritto il Maggior Consiglio e il Senato dei Pregadi, che deteneva il vero potere. Il Doge fu sempre una carica elettiva e una figura simbolica, di rappresentanza, senza reali poteri.

Il Balivo era una specie di magistrato dal Doge per governare i Fondachi veneziani, vere e proprie cittadine con i loro depositi, alberghi, ospedali e chiese, disseminati lungo le coste della Balconia e dell'Asia Minore, i quali godevano di speciali immunità e privilegi.

Capitani di ventura: 1) John Hawkwood detto Giovanni Acuto: combattè al soldo dei Visconti, dei Pisani, dei Fiorentini e del Papa. 2) Francesco Bussone, detto il Carmagnola: combattè al soldo dei Visconti e poi di Venezia. Vinse la famosa battaglia di Maclodio (1427) celebrato dal Manzoni nell'omonima tragedia. Finì giustiziato dai Veneziani per alto tradimento. L'Italia fu il paradiso dei condottieri perchè non aveva un suo esercito. Ma un paese senza soldati è anche un paese senza cittadini.

Condottieri: Wallestein, Montecuccoli, John Churchill, Duca di Marlborough, Eugenio di Savoia. Prima di loro Giovanni Acuto (John Hackwood); ma costui era un Capitano di Ventura.

Guglielmo Tell fu l'erore della lotta dei confederati Svizzeri per affrancarsi dal dominio feudale degli Asburgo (XIII - XIV sec.).

Alla morte di Lorenzo il Magnfico il Papa Innocenzo VIII commentò: la pace in Italia è finita. Egli infatti aveva sempre mediato diplomaticamente i rapporti di forza fra i cinque stati più potenti: Regno di Napoli, Stato Pontificio, Milano, Venezia, Firenze.

Il Savonarola fu un arruffapopolo, si scagliò non solo contro la corruzione della Chiesa, ma anche contro la corruzione, la protervia, l'ingiustizia dei Signori e dei Potenti.

La caduta di Costantinopoli ad opera degli Ottomani nel 1453, segnò la fine del'Impero d'Oriente e una grave sconfitta della religione cirstiana a favore dell'Islam. Provocò però anche l'esodo in Francia e Italia di uno stuolo di filosofi, letterarie artisti greci che sparsero qui i semi della rinascita umanistica.

Gli Arabi furono cacciati dalla Sicilia alla fine del XI Sec. (dai Normanni). E da Granada nel 1492 da Ferdinando e Isabella di Aragona

Il Papa (Clemente V) che trasferì la sede ad Avignone (1305) era il Cardinale di Bordeaux e il Conclave che lo elesse era composto in maggioranza da Cardinali francesi. D'altronde il Papato aveva chiesto l'intervento dei francesi (Carlo di Angiò, Carlo di Valois) per risolvere i suoi problemi italiani.

Durante l'esilio avignonese dei Papi (Cattività di Babilonia), praticamente durante tutto il sec. XIV, a Roma la Plebe viveva di elemosine, i nobili di rendita e rapine, il Clero di decime, usura e simonia. Mancava di una borghesia mercantile e imprenditoriale capace di inserirla in un circuito vasto e dinamico, come era accaduto nelle città del Nord e restava tagliata fuori dalla grande epopea comunale. Solo dopo e grazie al ritorno dei Papi, Roma fu restituita al suo rango di capitale e si avviò a diventare uno dei massimi centri del Rinascimento.

Cola di Rienzo, paladino della sovranità popolare, fondò una specie di Repubblica romana, nel periodo in cui il Papato aveva abbandonato la Città eterna e si era trasferito ad Avignone. Egli  fu un tipico arruffa popolo italico, che si ubriacava delle proprie parole e finiva per crederci smarrendo il senso della realtà e della misura.

Le Signorie succedono ai comuni: - Visconti a Milano - Malatesta a Rimini - Della Scala a Verona - Ordelaffi a Forlì - Da Camino a Treviso - Della Rovere a Urbino - Colleoni a Bergamo - Este a Ferrara - Bonocolsi poi - Gonzaga a Mantova - i Correggio a Parma poi i Farnese anche a PC.

La prima Signoria di Milano fu quella dei Visconti, ma furono gli Sforza (con Francesco Sforza e Ludovico il Moro) a darle lustro nel '400.

Il Cardinale Albornoz, con il suo esercito papalino piegò le mire dei signorotti Malatesta, Montefeltro, Ordelaffi, Varano, Di Vico e ricompattò lo Stato Pontificio, a rischio di dissoluzione durante l'esilio Avignonese del Papa e dopo la maldestra avventura dell'arruffa popolo Cola di Rienzo. Così spianò la strada del ritorno del Papa a Roma.

Niente avrebbe potuto rappresentare meglio lo scontro tra la vecchia Europa del feudalesimo e la nuova Europa delle Monarchie assolute che il duello tra il Duca di Borgogna Carlo il temerario e il Re di Francia Luigi XI.

Gli Angioini, chiamati in Italia dal Papa, sostennero la causa guelfa e vi guadagnarono le principali città italiane, tra cui Firenze e Milano, ma lo stesso Papato, per arginare lo strapotere angioino, non esitò a rivolgersi ai ghibellini (come i Visconti di Milano) sotto la protezione di Rodolfo di Asburgo!

Nel 1442 il Regno di Napoli fu tolto agli Angiò dagli Aragonesi (spagnoli) e unificato a quello di Sicilia. Alfonso d'Aragona (nel 1432) detronizzò l'ultimo degli Angiò, e riunificò sotto gli Aragonesi il Regno di Napoli con il Regno di Sicilia, già sotto gli Aragonesi dai tempi dei Vespri siciliani. Il Regno delle due Sicilie resterà sotto gli Aragonesi sino al 1501.

Francesco Sforza, era un capitano di ventura, genero di Filippo Maria Visconti, l'ultimo della dinastia dei Visconti, signori di Milano, che morì senza designare un successore. Dopo il brevissimo intervallo della Repubblica Ambrosiana, Francesco Sforza fu acclamato Duca e diede il via alla Signoria sforzesca.

Ludovico il Moro (Sforza) fece quello che tutti i potenti d'Italia avevano sempre fatto (vedi il Papato con gli Angioini francesi, per difendersi da Federico II il Grande) e che avrebbero continuato a fare: cioè chiamare in proprio aiuto contro altri italiani il padrone straniero (Carlo VIII di Francia).

Carlo VIII calò in Italia, chiamato da Ludovico il Moro per riprendersi il Regno di Napoli che gli Aragonesi spagnoli avevano sottratto agli Angiò (1494). Egli entrò trionfalmente in Napoli, quasi senza colpo ferire, dopo aver ottenuto il lasciapassare da Piero de' Medici per Firenze e da Papa Alessandro VI per lo Stato Pontificio. La sua, però, fu una conquista effimera e breve.

 

 

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