LETTERATURA STRANIERA MEDIEVALE

Il francese moderno deriva dalla lingua "d'oil" (il volgare neolatino); la lingua "doc" è quella provenzale dei "trovatori" con le chansons de geste e in particolare con la "chanson de Roland" nel Nord del paese e con la lirica amorosa dei trovatori nel Sud, ha inizio la letteratura francese.

Eleonora d'Aquitania, divenuta poi regina di Francia e d'Inghilterra, fu l'ispiratrice della poesia cortese dei Trovatori provenzali in lingua d'Oc. Il movimento cui diede vita, fu chiamato Gai Saber, o gaia scienza "Oc" e "Oil" derivano dal latino hoc e ille e significano: "si".

I Franchi di Carlo Magno esportano in Italia il feudalesimo, frantumandola in una galassia di Contee, di Ducati e di Baronie e provocando quel frazionamento linguistico che diede origine ai vari dialetti della lingua parlata; mentre la lingua scritta restava sempre il latino, guardato a vista e gelosamente protetto dalla Chiesa, che, attraverso il Latino, deteneva il monopolio della cultura medievale.

Chronicle plays, moralities, spiritual plays, mistery plays, sono le forme del teatro medievale inglese i cui temi sono profondamente legati al mondo allegorico-morale-religioso, e a cui si ispira Shakespeare nei suoi drammi e nelle sue commedie.

LETTERATURA STRANIERA MODERNA

Come Erasmo da Rotterdam, per mettere alla frusta il degrado morale della Chiesa dei Papi e dei Vescovi del suo tempo senza rischiare il rogo, ricorse alla satira geniale del suo "Elogio della Pazzia" oggi, per mettere alla frusta il degrado della politica del berlusconismo senza rischiare la denuncia penale, bisognerebbe scrivere un "Elogio della Furbizia" o della Disonestà. Il classicismo di Erasmo da Rotterdam, ha definitivamente espulso fuori dalla cultura e dalla civiltà europea, il bizantinismo e l'arido formalismo della Scolastica del Medioevo. E' merito suo se la razionalità e la libertà di pensiero si sono imposti nei secoli posteriori. Erasmo da Rotterdam (1500), con il suo Laus stultitiae (Elogio della Pazzia) anticipa lo stile brillante, dissacratorio, paradossale, trasgressivo, che poi sarà di Voltaire. Egli è stato una delle più insigui figure del Rinascimento, così come Voltaire lo è stato dell'Illuminismo

Di Shakespeare R. Greem scrive che "egli si abbelli di penne altrui" nel senso che attinse come scrittore a precedenti drammaturghi. Anche D'Annunzio subì la stessa accusa e chissà quanti altri scrittori lo hanno fatto (anche per una ragione un fenomeno naturale).

"Essere, o non essere questo è il problema. Se sia più nobile sopportare le pietre e gli strali dell'avversa fortuna o brandire l'armi contro un mare di guai e combattendo por fine ad essi. Morire, dormire e con un sonno dire che noi poniamo fine alle sofferenze del cuore e alle mille offese, retaggio naturale della carne" (Shakespeare, Amlet)

"Amici romani, compatrioti, prestatemi orecchio. Io vengo a seppellire Cesare, non a lodarlo. Il male che gli uomini fanno sopravvive ad essi; il bene spesso è sepolto con le loro ossa..."(Shakespeare, "Iulius Caesar")

Letteratura Inglese: il '600. La prosa: G. Gascoigne (Le avventure del Sig. F. J.) - T. Nashe (Il viaggiatore sfortunato); i primi romanzi inglesi.

Amadigi di Gaula; Palmerino d'Inghilterra; Tirante il Bianco; Lisuarte di Grecia; Felismarte di Icarnia; Circongilio di Tracia; Rodomonte; Orlando; Perione di Gaula; Splandiano; Re Sobrino...ect. I cavalieri erranti, "idoli" di Don Chisciotte della Mancia.

Storia della Letteratura Tedesca. 2° 700: Sturm und Drang. J.G. Herder - Goethe - Schiller - Il classicismo di Weimar. Romanticismo: Fratelli Schlegel - Novalis - Tseck - Brentano - Fratelli Grimm - Hoffmann - Chamisso. Tra Romanticismo e Realismo: (Biedermeier - Trivialitterature) - F. Grillparzer - Heine - Buchner - Gotthelf la "Junges Deutschland". Realismo - Naturalismo: G. Keller - Hauptmann (I tessitori - I ratti) - A. Holz Wedekind. Simbolismo - Estetismo - Espressionismo: Rilke - Hofmannsthal - Schuitzler - Hofman - G. Benn. Romanzo: T. Mann - H. Hesse - Kafka - Doblin - Musil. Elias Canetti, Hermann Broch - Gunter Grass - Enrich Boll - Walser "Gruppo '47". Teatro: Kurt Weill - Bertold Brecht.

Nell'epilogo della salvazione di Faust, va letto il "messaggio" dell'opera di Goethe e cioè la sconfitta del nichelismo grazie alla liberazione della creatività umana.

Dopo le alte vette attinte dalla letteratura tedesca con Goethe e Schiller a fine '700, essa restò imbrigliata nella mediocrità della Trivialitterature dello stile Biedermeir, incerta tra Romanticismo e Realismo.

Oltre al neoclassicismo, nell'Europa di fine '700 si manifestò il preromanticismo che in contrapposizione al razionalismo illuministico, contrappose alle astrazioni del pensiero gli impulsi del cuore. In letteratura lo Sturm und Drang tedesco (I dolori del giovane Werther di Goethe) e i poeti inglesi Young e Gray, Wordsworth - Coleridge con la loro Lyrical Ballads e I. Macpherson con i Canti di Ossian.

La "generazione pallida e febbrile" quella dei romantici tedeschi (Sturm un Drung), dei francesi e inglesi del primo Ottocento, ribelli alle convenzioni, liberi artisti, fuori legge satanici, proscritti byroniani, eroi prometeici tesi all'autorealizzazione alla più assoluta libertà di autoespressione.

La Letteratura Tedesca del primo '800 ha il suo epicentro in Vienna, nella produzione teatrale di Franz Grillparzer.

La Germania conobbe, in ritardo con il secondo Reich di Guglielmo I di Prussia e di Metternich (1871 - 1900), rispetto a Francia e Inghilterra, i rivolgimenti economici, sociali, culturali e politici portati dalla rivoluzione industriale e dall'ascesa della boghesia. Conseguentemente la letteratura tedesca giunse più tardi al passaggio dal Romanticismo al Naturalismo e questo si espresse più nella produzione drammaturgica teatrale che nella narrativa o nella Poesia. L'epicentro culturale tedesco, con l'unificazione del 2° Reich, si spostò da Vienna a Berlino, Monaco, Francoforte.

 Nietzsche scatena la volontà di potenza dell'individuo (superuomo) la sua irrazionalità, i suoi istinti dionisiaci, contro la dittatura della scienza, del razionalismo positivistico (che ha la sua lontana matrice nel pensiero di Socrate) da cui essa trae alimento, contro il falso egualitarismo democratico e la morale degli schiavi della religione cristiana.

 Nietzsche contrapponeva la "civilizzazione latina" dalla quale discendeva quella della Francia, alla "dionisiaca civiltà greca", progenitrice di quella tedesca.

Fine '700 inizi '800, storia letteratura inglese. Preromantici: Thomas Grey - Robert Burns - William Blake - Coleridge - Wordsworth - Walter Scott - Byron - Shelley - Keats. Primo '800 Romantici: Dickens - G. Eliot - Bronte - Thakeray. Epoca Vittoriana (1837 - 1900) James - E. Gaskell - Trollope - Hardy (far from the madding crowd) - Stevenson (Treasure Iland) - Carrol (Alice in Wonderland) - Doyle - Hawthorne - Stoker (Dracula) - Wells (The time machine - The war of the worlds) - Wilde - Conrad - Kipling - Shaw.

Storia della Letteratura inglese: il 1° '900. Poesia: Il Bloomsbury Group (V. Woolf E.M. Forster - T.S. Eliot). Poeti: Yeats - Eliot - Pound - V. Woolf - J. Conrad - E.M. Forster - Joyce. Narrativa: Lawrence, Ford, Maugham, Waugh, Orwel. Teatro: Beckett - T.S. Eliot - Craig - Coward. Il 2° '900: Lessing - H. Amis, Murdoch, Wilson, Berger, G. Greene, W. Golding, McEwan, Barnes, Swift, Rushke, Gray, Doyle, Kelman - Mokureishi, Ishiguro.

Il Novel, istituzione letteraria che si afferma nell'Inghilterra di fine '700, designa una lunga narrazione in prosa di invenzione fantastica, ma con personaggi realistici, situazioni quotidiane ed eventi plausibili, deriva dall'incrocio di due modelli narrativi apparentemente divergenti: Il Romance, di carattere fantastico che, insieme all'epica, è considerato sempre meno accettabile per la sua distanza dalla relatà e dall'esperienza comune; la History, che tende a dare importanza (solo) a queste ultime. Si stabilisce così nel Novel un equilibrio fra fittizio e reale, dove la preferenza (di stampo razionalistico) per il vero, il verosimile, lo storico, si trova spesso a contrastare con la permanenza dell'improbabile, del meraviglioso, del melodrammatico, del decisamente fantastico.l "Novel" dell'epoca vittoriana, è un romanzo "realistico - didascalico" che ritrae la pullulante vita cittadina della società inglese della rivoluzione industriale, dell'età della macchina (Mecanical age) Dickens - Thakeray (di Vanity Fair).

"Il Novel è il romanzo in cui gli avvenimenti sono adattati al normale corso degli eventi umani e allo stato moderno della società, con una forte impronta realistico - didascalica. Il Romance è il romanzo in cui l'interesse della narrativa si svolge principalmente verso il meraviglioso e gli incidenti inconsueti.

Secondo Hegel il Romanzo si configurò come "la moderna epopea borghese". Secondo l'Alfieri il "dramma (teatro) borghese contemporaneo" è l'"epopea delle rane"

"The natural goodness of heart": La naturale bontà di cuore nel Tom Jones di Fielding.

L'opera "Wuthering Heights" (Cime tempestose) è moorish, è rustica da cima a fondo, selvatica e nodosa come una radice di erica.

Far from the madding crowd": Via dalla pazza folla (Thomas Grey). E' il motto del poeta romantico che si allontana dal mondo "civile" per rifugiarsi nella campagna, nella natura.

Gli esponenti del Bloomsbury Geoup, ispirati dai principi del filosofo G.E. Moore, contestano le ipocrisie e le convenzioni estetiche, sociali e morali dell'Inghilterra Vittoriana.

Oscar Wilde volle essere per la sua Londra quello che Petronio arbitro, l'autore del Satyricon fu per la Roma di Nerone. Non solo un novello arbiter elegantiarum, bensì il promotore di un nuovo edonismo, di una spiritualizzazione dei sensi capace di ricreare la vita e salvarla dall'arido e rozzo puritanesimo dell'età vittoriana.

Letteratura indiana in inglese: M. Raj Anand. - R.K. Narayan (Swami e i suoi amici...) - K. Singh (Train to Pakistan) - G.V. Desani (All about H. Hatterr) - Arun Joshi (The foreigner - The apprentice) - A. Desai - Salman Rushdie (Midnight Children) - Amitav Ghosh (The Shadow lines) - Arundhati Roy (Il dio delle piccole cose) - Hanif Hureishi.

I più famosi ispettori: Sherlock Holmes (di C. Doyle); Miss Marple e Poirot (di A. Christie); Maigret (di  G. Simenon); Philo Vance (di W. H. Wright); Nero Wolf (di Rex Stout); Montalbano (di Camilleri).

Le pagine più belle che siano state scritte sulla tragica fine dell'impero napoleonico, dalla quale sarebbe poi nata l'Europa borghese, si trovano in tra libri La Certosa di Parma di Stendhal, Guerra e Pace di Toltoj, I Miserabili di V. Hugo.

Dostoewskij non è uno psicologo; è un realista nel senso più alto del termine, cioè quello che descrive tutti gli abissi dell'anima umana. Egli ama fuor di misura il realismo nell'arte, il realismo che, per così dire, giunge al fantastico. Cosa può apparire più fantastico e inatteso che la realtà.

I personaggi di Dostoewskij e di Tolstoj (come quelli di Stendhal) hanno uno spiccato individualismo e anticonformismo che finisce per isolarli dalla società e venirne espulsi.

Dostoewskij è drammatico. Tolstoj è epico. Il Carducci è più epico ed elegiaco; il Leopardi è più lirico.

I poeti e gli scrittori della avanguardia dell'Espressionismo (Rilke, Kafka, Joyce) vogliono esprimere l'indicibile e a questa necessità suprema anela tutta la loro arte.

Kafka è lo scrittore imprescindibile del XX Secolo; ne interpreta tutta la profonda angoscia, l'assurdità, dando un volto al potere e ai suoi orrori (n.d.r. tanto da non voler pubblicare le sue opere da vivo, quasi ne avesse timore o vergogna). Relazione tra Individuo e Potere. Il potere è virtuale e la vittima del potere mette in atto una forza che, altrimenti, non esisterebbe. Siamo noi a vestire il re nudo, a trasformare il fantasma del potere nel corpo del potere.

Kafka ha fatto del senso di colpa che il potere incute nell'individio per tenerlo soggiogato (così come le religioni monoteistiche) una categoria trascendentale; viviamo nel Tempo, nello Spazio, nella Colpa. Questa categoria fu usata contro Socrate, poi nei lager e nei campi di sterminio nei gulag e poi in forme blande ma non meno crudeli dai vari McCarthy del mondo.

Kafka ha insegnato che si può scrivere in un modo nuovo, varcando il muro, la frontiera del verosimile. Non per evadere dal mondo reale, come facevano i romantici, ma per afferrarlo meglio. Sulle sue orme sono passati molti altri, ciascuno a modo suo: Fellini, Marquez, Fuentes, Rushdie, Kundera, Bulgakov, Calvino, Buzzati e altri ancora.

Il personaggio di Kafka ne "il Processo e "il Castello", il Signor "K" è vittima di una "Scherzi a parte" ante litteram.

Per i poeti maledetti (simbolisti decadenti) tutto ciò che ci circonda non esiste realmente; le cose sono soltanto un simbolo e hanno un significato nascosto. Il poeta è colui che coglie questi significati irrazionalmente, attraverso l'intuito e rivela il mistero che ci circonda con la parola.

Letteratura francese: il '900. Paul Bourget, Maurice Barrés, Anatole France, Andrè Gide, Marcel Proust, Sartre, Camus, Celine, De Beauvoir, J. Prevert (poesia), E. Ionesco (teatro), G. Simenon.

Voltaire - Rousseau; Goethe - Shiller; Tolstoj - Dostoewskij. Queste "coppie" rappresentano antitesi tra razionalismo e irrazionalismo, intelletto e senso. In tutti i tre casi sono di fronte un aristocratico, un patrizio, da una parte, un plebeo ribelle, dall'altra.

Marcel Proust ha sicuramente tratto ispirazione e spunto, per la sua Recherche, dai Memoires d'outre-tombe di Chatenbriand.

La ricerca del tempo perduto non è la rievocazione nostalgica di un passato inaccesibile, ma la pregressiva scoperta della sola realtà, quella che si forma nella memoria, perchè i veri paradisi, sono i paradisi che abbiamo perduto. La "Ricerca del tempo perduto" è il primo romanzo la cui storia si riduce a dimostrare che era possibile scriverlo

Herbert Marcuse: "L'uomo a una dimensione" è una doppia critica alla società industriale che schiaccia e reprime l'individualità della persona e ai Mass Media che creano falsi bisogni a favore del sistema produttivo (consumismo). Poichè anche la classe operaia (americana) si era perfettamente integrata nel sistema consumistico, la speranza di una liberazione fu riposta da Marcuse negli emarginati!

 Introdurre i personaggi come apparizione, come presenze vagamente misteriche, scaltramente seducenti nel suscitare il desiderio di scoprire l'enigma che li circonda (tecnica narrativa di Fitzagerald).

La scrittura di Faulkner può definirsi barocca, per una certa sua dilatazione, un avvolgersi, una tortuosa complessità della frase e, soprattutto, un tono "alto", fino all'iperbole.

 l modernismo letterario (T.S. Eliot). Il tema del capolavoro "The Wast Land" è la crisi e la frammentazione della cultura occidentale, simbolicamente rappresentata come perdita della fertilità naturale. L'attuale desolazione, che è vita dissecata, rimanda alla aridità che le culture primitive erano chiamate ad esorcizzare affinchè, con il ritorno della pioggia, avesse luogo la rinascita della vita. La Wast Land è, allo stesso tempo, il deserto biblico, la terra devastata del Re Pescatore nella leggenda del Graal, l'Inferno di Dante, la città satanica di Milton, lala fantasmatica Fourmillant e citè di Baudelaire, la folla anonima della Londra attuale.

 L'Ulisse di Joyce è il controcanto eroicomico dell'Odissea; la putrefazione del mito e dell'epica omerica.

L'urlo di Munch, pittore norvegese a cavallo tra '800 e '900, e l'urlo di Allen Ginsberg, poeta della beat generation alla seconda metà del '900! E' da un pezzo che gli artisti lanciano appelli angosciosi all'umanità!

Per Jean Paul Sartre (che cosa è la Letteratura) gli scrittori devono sostenere la causa dell'emancipazione delle classi popolari, dell'indipendenza dei popoli oppressi, della pace, così che"nessuno possa ingnorare il mondo e nessuno se ne possa dire innocente.

Le "Vie dei canti" o "Piste del sogno", un dedalo di sentieri invisibili che coprono tutta l'Australia e che gli aborigeni chiamano "Orme degli Antenati" o "Via della Legge". I miti aborigeni sulla creazione parlano le creature totemiche che nel tempo del sogno avevano percorso il territorio cantando il nome di ogni cosa o animale creando così il mondo.

Casa di Bambola" (1877) di H. Isben ha dato un decisivo impulso alla emancipazione della donna ( e la femminismo), mettendo in crisi e in discussione il suo ruolo di moglie e di madre.

Scoraggiati, infelici, impauriti...che non si aspettano che i vicini gli siano amici... Sono così i protagonisti del racconto "Il colpevole" di Tobias Wolff e sono lo specchio dell'America anni '60. ndr Quella di oggi è ancora peggiore!

 VARIE

La letteratura è evasione: Evasione dalla società in cui si vive e che si sente estranea; evasione che non conduce soltanto alla solitudine come condizione esistenziale, ma anche nel vagheggiamento di una oasi di originaria innocenza, dei luoghi dei  costumi, delle condizioni di vita ai margini della civiltà (la campagna, o le zone inesplorate, l'infanzia o i popoli primitivi...)

Il romanzo epistolare è inaugurato da Samuel Richardson con i suoi "Pamela" e "Clarissa". Poi Goethe scrive "I dolori del giovane Werther", Rousseau scrive "La nuova Eloisa", Ugo Foscolo "le ultime lettere di Jacopo Ortis".

Il primo principio del romanzo moderno è da individuare ne L'Astrè di Honoré d'Ufrè (1568-1625), che ha le sue premesse vicine ne L'arcadia del Sannazzaro. Ndr

Il luogo comune in letteratura non dovrebbe esistere. Lo scrittore dovrebbe essere un avventuriero, una specie di capitano Cook, meglio, di Achab, con il pellicciotto di Amudsen sulle spalle quadrate, che ci transita in luoghi sconosciuti e inauditi, nel bel mezzo dell'hic sunt leones della nostra fantasia. Poi ci sta anche che naufraghi, come l'Ulisse dantesco; ma lo accettiamo e magari ne godremo, E' il rischio della esplorazione che non deve mancare.

L'arte, la letteratura non è in grado nè deve pretendere di cambiare il mondo. La letteratura non ha messaggi nè valori morali da proporre e quando ne ha è cattiva letteratura. Il suo solo compito è di rappresentare la contradditoria esperienza del tutto e del nulla della vita, del suo valore e della sua assurdità.

La letteratura parla sempre fondamentalmente della liberazione dell'uomo e dice che questa è possibile.

La Letteratura e forse il desiderio di resistere alla morte; è la difficoltà di non essere più bambini e nello stesso tempo la voglia di continuare ad esserlo.

La cultura del "Bello" (Rinascimento). La cultura del "Vero" (Seicento e illuminismo). La cultura dell' "Utile" (Rivoluzione industriale, capitalismo - '800). La cultura del "Potere"(Novecento - guerra). La cultura del "Superfluo" (Consumismo - fine '900) e la cultura della "Imbecillità" (Ventennio berlusconiano?)

Fu Enrico Borbone di Navarra a pronunciare la famosa frase "Parigi val bene una messa". Egli infatti era protestante (ugonotto - calvinista) e per ottenere l'investitura a Re di Francia accettò di convertirsi al Cattolicesimo (dopo la terribile "Notte di S. Bartolomeo (1572) della strage degli Ugonotti.

Gli inglesi non hanno anticipato i francesi solo nella rivoluzione e nell'esecuzione capitale di un re, ma anche nella pubblicazione di una Cyclopedia, or Universal Dictionary of Art and Sciences che precedette di oltre vent'anni la pubblicazione della Encyclopedie degli illuminati.

Per scrivere un grande romanzo occorre narrare una grande tragedia? Un fatto clamoroso e criminale il più abbietto possibile come l'uccisione di due donne per rapina, o l'uccisione del padre per gelosia (Delitto e castigo e Fratelli Karamazov)?

Questa totale aderenza ai linguaggi dei media da parte della giovane narrativa, è da taluni ritenuta rivoluzionaria e alternativa. Si sostiene infatti che l'immersione totale nel mondo della merce, dell'artificio, del consumo, in tutte le possibili forme di disgregazione e degradazione del presente, avrebbe di per sè una carica distruttiva, portandoci oltre il vecchio e autoritario umanesimo, aprendo la strada all'invasione selvaggia del diverso, dell'abnorme, di una vitalità barbarica e rigeneratrice. Questo è il linguaggio della cultura Pulp, Funk, Splatter dei "Giovani Cannibali".

L'Oriente è una specie di tesoreria a cui l'Occidente attinge ad ogni suo rinverdire. Il bisogno di rovesciare il corso del sole e della storia... Oriente, paese inesistente e straordinariamente materno, terra mentale e letteraria delle cose perdute.

Una "Prima Lingua" (sancrito?) anticipa tutte le lingue storiche, come tutte le letterature del mondo sono in embrione dentro a una "Prima Letteratura" universale e perduta da ricercare nella Bibbia, nella Poesia beduina pre-islamica, nei classici del Medioevo orientale. Le tracce di una Utopia: la spontanea, originaria "Natura poetante".

Raccontare è come "ballare" come "nuotare": la cadenza del racconto è il suo più vero respiro, tanto che il ritmo costituisce la vera essenza dell'opera, al punto da risolvere in essa la figura dell'autore.(C. Pavese)

Di fronte al racconto e al romanzo, che sono cose incredibili o irrealistiche, il lettore (ben disposto) opera dentro di sè una temporanea sospensione della incredulità.

Nel racconto breve lo scrittore deve saper coniugare la velocità con l'intensità, deve saper nascondere la profondità in superficie.

ll compito dello scrittore è quello di vedere, di scoprire che cosa si nasconde dietro le cose; una seconda realtà più profonda e vera di quella vistomente e sensibilmente apparente (ndr: Intermittenze del cuore; che sono poi le c.d. epifanie di Dedalus, alias J. Joice).

Con la scoperta della "Psicoanalisi" di S. Freud, con quella della "Relatività" di A. Einstein (che rifiuta la concezione di uno spazio e di un tempo assoluti), con quella del "flusso di coscienza" della filosofia di H. Bergson, il romanzo del '900 si concentra sulla psicologia, sugli stati d'animo, sull'interiorità di personaggi, piuttosto che sulla oggettività dei fatti, degli eventi, dell'azione. Al narratore onnisciente si sostituisce l'io narrante, al racconto di fatti, azioni e reazioni si sostituisce il discorso indiretto libero, il monologo, il flusso di coscienza.

Dopo Proust e Joice, il romanziere moderno si sforza di cogliere la realtà nascosta nelle cose dietro la loro apparenza, di cogliere il segreto che costituisce la verità permanente delle cose. Questo concetto mi richiama Verlaine secondo cui il bello, l'arte, non sta nel colore ma nell'alone, non nell'oggetto ma nella sua ombra, nelle sfumature (le idee platoniche?).

I romanzi sono organismi troppo grossi, gonfi di cose troppo pesanti e troppo inutili. La forma letteraria perfetta può essere soltanto il racconto molto breve che permette di concentrarsi solo sull'essenziale, come fa la poesia.

I grandi romanzieri del passato hanno non tanto raccontato, o rappresentato, ma realizzato l'epoca in cui vivevano. La vita sta sempre qualche spanna dietro all'arte. La vita va al trotto mentre l'arte galoppa su immaginarie praterie mai prima battute.

Entrare in un romanzo è come fare una escursione in montagna: occorre imparare un respiro, prendere un passo, altrimenti ci si ferma subito...; ci sono romanzi che respirano come gazzelle e altri che respirano come balene, o elefanti. L'armonia non sta nella lunghezza del fiato, ma nella regolarità con cui li si tira (nel ritmo ndr).

Porsi l'obiettivo, lo scopo ultimo di scrivere il più bel romanzo della tua vita è il modo migliore di vivere più intensamente e più a lungo, sino a quando non sarai riuscito nell'impresa;...cioè mai.

Il romanzo soddisfa il bisogno del sogno, l'appetito sentimentale della gente, la sua inquieta aspirazione ad uscir fuori da una realtà mediocre, a trascendere l'angustia della vita comune e quotidiana, una smania quasi incoscente di vivere una vita più fervida e più complessa.

Lo scrittore  deve saper penetrare nel cuore degli uomini e scavare nelle piaghe della società; altrimenti i suoi personaggi appaiono semplici macchiette e non uomini, maschere da commedia e non personalità contradditorie e complesse. Lo scrittore non deve limitarsi a descrivere i gesti, gli atteggiamenti, le smorfie dei suoi protagonisti, ma i loro sentimenti, i palpiti di odio e di amore.

Lo scultore scolpisce il blocco di marmo con lo scalpello e ne ricava la "figura". Lo scrittore scolpisce la realtà con la parola, e ne ricava il "concetto" il "significato essenziale".

Il "sublime"per i poeti romantici è il senso di vastità illimitata, di infinito, di terrore. Il pericolo, la pena, l'angoscia provocano emozioni, portano al sublime, quindi al piacere.

"...era stato un uomo di cultura (non un agitatore politico o un combattente per la libertà) silenzioso e delicato, un umanista, sempre chino sui libri al suo tavolino. Che cosa era però in fondo l'umanesimo? Nient'altro che amore verso gli uomini, quindi politica e ribellione contro tutto ciò che macchinava e offendeva l'idea dell'uomo"

"Vile, tu uccidi un uomo morto", lo disse Francesco Ferruzzi, comandante delle truppe fiorentine, a Fabrizio Maramaldo, al soldo degli Spagnoli nello scontro a Gavinana del 1530. di qui il termine maramaldeggiare, sinonimo di vigliaccheria.

Volghi scarsi di sapere, ricchi di passioni e di fantasia si affollano avidamente intorno al romanziere come le plebi elleniche intorno ai rapsodi.

 

Warning: INSERT command denied to user 'Sql407221'@'62.149.143.155' for table 'watchdog' query: INSERT INTO watchdog (uid, type, message, variables, severity, link, location, referer, hostname, timestamp) VALUES (0, 'php', '%message in %file on line %line.', 'a:4:{s:6:\"%error\";s:12:\"user warning\";s:8:\"%message\";s:353:\"UPDATE command denied to user 'Sql407221'@'62.149.143.155' for table 'sessions'\nquery: UPDATE sessions SET uid = 0, cache = 0, hostname = '3.80.32.33', session = 'uc_referer_uri|s:29:\\"http://www.vitoff.it/node/197\\";', timestamp = 1547809824 WHERE sid = 'orffd8isue37a0phschh34p1q3'\";s:5:\"%file\";s:51:\"/web/htdocs/www.vitoff.it/home/includes/session.inc\";s:5:\"%line\";i:70;}', 3, '', 'http://www.vitoff.it/node/19 in /web/htdocs/www.vitoff.it/home/includes/database.mysqli.inc on line 135