LETTERATURA CLASSICA

Le Opere e i Giorni (Esiodo). L'uomo è posto dagli Dei di fronte alla scelta tra il "lavoro" o la "colpa" (la violenza, la frode).

Secondo Vico, soltanto una società dominata da una violenta, ambiziosa, crudele e avida èlite di "eroi" poteva produrre lo splendore dei poemi omerici; così come soltanto una società aristocratica quale quella italiana delle Signorie e del Papato poteva produrre tutto lo spendore nelle arti figurative del Rinascimento (ndr).

Omero è il massimo rappresentante della "Ragione poetica" che caratterizzò l'epoca barbara, l'epoca della fantasia, del mito, della magia della favola, non riducibile al mondo della ragione (come Dante lo è della "barbaria ritornata"che è il Medioevo).

Nel suo lungo e tormentoso viaggio iniziatico Ulisse ha amato quattro donne: Circe la maga amante, Calipso la ninfa innamorata, figlia di Atlante nell'isola di Ogigia, Nausicaa la vergine palpitante. Ma al termine del suo viaggio torna tra le braccia di Penelope, la sposa fedele e regina. Nel suo viaggio è guidato e protetto da Atena la Dea, e insidiato dalle sirene.

Nausicaa è la vergine palpitante, una creatura semplice; non una Ninfa che promette l'immortalità sovvertendo le leggi del fato, non una maga tentatrice che voglia mettere alla prava la sua forza (Circe), e verso di lei Ulisse nutre soltanto un amore paterno, privo di emozione e di desiderio. Egli non è più soltanto un eroe, ma un padre che vuole tornare da suo figlio, un marito che vuole rivedere sua moglie, un re che vuole tornare tra la sua gente.

Tragoidia: da trago (capro) e ode (canto). La tragedia greca nasce con le feste in onore di Dioniso nelle quali ci si vestiva con una maschera che riproduceva la testa del caprone. Teatro: da Theàomai (guardare con attenzione). Dramma: da drama (azione).

Da un sistema di pubblicazione e trasmissione orale della cultura, ancora imperante nell'Atene e nelle poleis del V sec. , nell'età ellenistica (IV - I sec. a.C.) si passa ad un sistema di composizione e di trasmissione scritta dell'opera letteraria o scientifica (il libro è un rotolo di papiro, poi di pergamena ndr). Non ci si affida più alla recitazione o al canto in occasione delle feste religiose, negli spettacoli teatrali e gli agoni poetici o nei simposi. Il pubblico non è più di uditori ma di lettori più sensibili agli articoli della parola scritta. Il sistema culturale dell'età ellenistica (grazie a questa rivoluzione) è più simile al nostro (a distanza di due millenni) che trova in esso le sue origini. La cultura diviene ora di élite, ufficiale, dotta e raffinata, riservata a quanti operavano nell'ambito della Corte o di un determinato circolo culturale (la cultura acquista in profondità ciò che perde in estensione). Permane tuttavia una cultura popolare orale trasmessa dai cantori dell'epoca tradizionale e dagli attori itineranti. Mentre nell'età arcaica la cultura era patrimonio della collettività, in quella Ellenistica si scinde in una cultura della classe dirigente, innovativa ed elitaria, e in una cultura delle classi subalterne, tradizionale e di massa.

Fedone: "...vi sono poi (nell'Etere, nell'universo) molti animali diversi da quelli di qui, e uomini poi, che abitano all'interno, altri sulle rive dell'aria, come noi qui su quelle del mare e altri ancora in isole avvolte d'aria, non lungi dal continente (per Socrate esistevano gli extraterresti - ndr)

Le affinità elettive, vedi in Eliodoro - "Etiopiche". In quel momento avemmo la prova che l'anima è divina e dal cielo riceve le proprie affinità; perchè nello stesso momento i due giovani si videro e si amarono, come se la loro anima avesse riconosciuto al primo incontro il suo simile. Poi ebbero un sorriso rapido e furtivo che fu denunciato soltanto da un lampo degli occhi, poi arrossirono vergognandosi dell'accaduto, poi impallidirono per la passione che invadeva il loro animo.

Romanzi antichi: Romanzo di Alessandro, attribuito al c.d. Pseudo Callistene, il più noto degli scritti di storia romanzata fioriti attorno alla figura di Alessandro Magno e alle sue imprese. Lucio o l'asino. Luciano (?) da cui Apuleio avrebbe tratto Metamorfosi o l'Asino d'Oro, primo romanzo di avventure del II sec. a.C. dal Siriano Iambulo. Romanzo di Nino (Rè dell'Assiria) datato 100 a.C. (ci sono frammenti in alcuni papiri). I romanzi pervenutici interi (attraverso la tradizione dei manoscritti bizantini appartengono tutti all'età imperiale. Le avventure di Cherea e Calliroe, Caritone di Afrodisia (I° sec. d.C.). Ephesiaka (racconti efesii) Senofonte Efesio (II° sec.). Le avventure di Leucippe e Clitofonte, Achille Tasio (II° sec.). Romanzo pastorale di Dafni e Cloe, Longo Sofista (II° - III° sec.). Storie Etiopiche, Eliodoro di Emesa (III° - IV° sec.). Le meraviglie di là di Thule, Antonio Diogene (I° sec.). Storie Babilonesi, Giamblico (II° sec.). Romanzo di Metioco e Partenope (I° sec.). Romanzo di Sesoncosi. Romanzo di Iolao.

La lira di Orfeo rappresenta il simbolo della effusione poetica che può smuovere le montage, addomesticare le belve e persino aprire le porte degli Inferi di Ade e di Persefone.

Il locus amoenus: Platani e salici piangenti che fanno ombra, tenera erba e fiori, edera e muschio, fonte zampillante, uccelli che cantano, grotta fresca per riposare.

 Già Luciano di Samosata scrive in difesa dell'eutanasia ne la "Storia Vera".

 Mecenatismo deriva da Gaius Mecenas, consigliere di Augusto e protettore degli artisti.

Coppie famose: Amleto e Ofelia (che si lascia morire nel torrente. Oppure è un incidente?). Rinaldo e Armida (Rianldo si apparta con lei in un'isola, ma poi torna alla guerra). Angelica e Medoro ( Angelica s'innamora di Medoro e Orlando, che ne è innamorato, scopre il tradimento e impazzisce). Erminia e Tancredi (Erminia è saracena e s'innamora di Tancredi, eroe cristiano. Amore segreto). Gerusalemme liberata - Tasso. Lot e le due figlie: incesto e rovescio (erano pure a Sodoma ma poi...). Giuseppe e la moglie di Putifarre. Tobia e Sara (sette mariti morti la prima notte!). Marte e Venere (moglie di Vulcano). Venere e Adone (dal cui sangue nasce l'anemone, era figlio di un incesto!). Pan e Siringa (che si trasforma in canna, come Dafne in alloro). Diana e Atteone (trasformato in un cervo). Galatea e Polifemo (che uccide il rivale Aci, da cui Acitrezza?). Cupido e Psiche (principessa bellissima che non può vedere il suo amante e, trasgredendo, viene tradita). Orfeo ed Euridice (Orfeo, figlio di Apollo e Calliope. Euridice, sua sposa che muore. Orfeo la vuole resuscitare dall'Ade ma si volta indietro e guarda la...). Giasone e Medea (costei uccide la rivale Glauce e lo stesso Giasone e i due figli avuti da lui). Ulisse e Calipso (Ulisse tradisce Penelope, ma si pente e vuole tornare. Calipso l'aiuta a costruire la zattera: conflitto). Enea e Didone.Abelardo ed Eloisa (la giovane che subisce il fascino del maestro più anziano, intellettuale).

 LETTERATURA ITALIANA MEDIEVALE

I primi testi in volgare in Italia furono "l'indovinello veronese" (sè pareba boves, alba pratalia araba albo versorio teneba, et negro semen seminaba) allegoria dello scrittore, e la "Carta capuana" (sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni li possette parte Sancti Benedicti).

La poesia cortese celebrava la donna amata, le sue furtive apparizioni e i Suoi fuggevoli abbandoni su uno sfondo di giardini incantati e profumati, di alberi complici, di foglie rugiadose, in un'atmosfera di trepidanti attese e di profondi sospiri, propizia agli smarrimenti e agli svenimenti, sotto un cielo azzurro e terso, di giorno, trapunto di stelle di notte. Il tutto condito dal cinguettio degli uccelli e dal frinire della cicala.

Dalla poesia romanza dei Trovatori provenzali derivò la poesia cortese siciliana alla Corte di Federico II di Svevia e il dolce stil novo della poesia toscana.

L'Università di Napoli fondata da Federico II di Svevia (sec. XIII, inizi), raccolse il fior fiore dell'intellighenzia italiana ed europea, un faro di cultura laica, spregiudicata, non più incappata dal dogma.

La Chiesa osteggiò sempre la nascita del volgare, cioè di una lingua italiana, che ebbe il suo trampolino di lancio nella scuola siciliana di Federico II e dovrà attendere ancora tre secoli per avere l'impulso decisivo con la scuola stilnovistica toscana.

 Le "Confessioni" di S. Agostino e la "Vita Nuova" di Dante Alighieri, le prime grandi autobiografie.

La scuola del "Dolce Stil Novo" fu fondata da una nouvelle vague della poesia italiana, di cui faceva parte Dante Alighieri, e la sua fu una art nouveau ante litteram.

Il Decamerone è la prima "Commedia umana" che segna il passaggio dalla narrativa medievale alla narrativa moderna, sotto la spinta innovativa delle civiltà dei Comuni e della borghesia (sicchè si può stabilire un ponte ideale tra il Decamerone e la "Comedie humane" di Balzac.  Idem per "Le mille e una notte" ndr)

Boccaccio riscopre il genere del romanzo e della novella, sino ad allora considerato un genere di scrivere volgare e scomunicato. Al mondo lirico con le sue estasi (Dante, Petrarca) le sue visioni e leggende (Poema cavalleresco) succede il mondo epico o narrativo, con le sue avventure, le sue feste, i suoi piaceri, le sue malizie.

I trionfi del Petrarca, sono quelli del desiderio sul sentimento, della castità sul desiderio, della morte sulla castità, della gloria sulla morte, del tempo sulla gloria, dell'eternità sul tempo.

LETTERATURA ITALIANA MODERNA

Le chansons de geste italiane, furono le imprese del mercenario normanno Ruggero di Altavilla alla conquista della Sicilia contro i Saraceni (celebrate nel Teatro dei Pupi).

Dal Tasso in poi, attraverso il Marino e il Guarini, sino a compiersi con il Metastasio, la letteratura si assoggetta lentamente alla musica, la parola non è più una idea ma un suono, non interessa ciò che dice, ma come suona; la parola è la nota e i nuovi poeti sono il Pergolesi e il Cimarosa, il Paisiello.

Il mondo dell'Orlando Furioso è un mondo vuoto di motivi religiosi, politici (patriottici) a morali, un mondo puro dell'arte, il cui obiettivo è realizzare nel campo dell'immaginazione l'ideale della forma. L'Ariosto continua il Petrarca, il Boccaccio, il Poliziano e chiude il ciclo dell'arte nella Poesia.

Per il suo "Orlando Furioso" l'Ariosto trasse spunto dall' "Orlando Innamorato" di Matteo Maria Boiardo.

Il fatto che l'Italia esprima il Poema Cavalleresco solo nel '400-'500 (con l'Ariosto, il Boiardo e il Tasso), rispetto ai corrispondenti francesi del '200 (Chanson de Geste), sta forse a testimoniare un suo ritardo culturale in letteratura.

Le "sette arti liberali": Trivio - grammatica, retorica, dialettica; Quadrivio - aritmetica, geometria, musica, astronomia. Le "sette colonne del Tempio di Salomone"

La "Scuola di Atene" del Raffaello, la basilica di San Pietro del Michelangelo e l'Orlando Furioso dell'Ariosto, sono le tre grandi sintesi del secolo XVI.

Leonardo da Vinci ha disegnato l'uomo Vitruviano. Assunto a simbolo della centralità dell'uomo nell'Universo, la grande conquista culturale dell'Umanisimo e del Rinascimento.

Con Macchiavelli nasce la scienza dell'uomo, non quale può e deve essere, ma quale è. La Divina Commedia, col Macchiavelli diviene la "commedia umana" e si rappresenta in terra. Si chiama storia, politica, filosofia della storia, la scienza nuova.

Manuzio a Venezia. Giunta o Giunti a Firenze. Sono i primi grandi tipografi italiani del '500, editori - librai

Altro famoso e influente umanista fu il Guarino, Veronese di nascita ma ferrarese di adozione. Fu Ercole d'Este a volerlo a Ferrara (fine'400). Altro ancora fu Lorenzo Valla, alla corte aragonese di Napoli (metà '400).

La letteratura italiana (del Seicento) con la sua tendenza accademica, classicheggiante e retorica, per la poca serietà del contenuto e il suo distacco dai temi  quindi interessi morali, politici e sociali che allora commuovevano e ringiovanivano l'Europa, portava in sè il germe della sua dissoluzione.

Cloe, Nice, Fille, Tirsi, Titiro, Irene, Licori sono tra i personaggi della poesia bucolica e idillica dell'Arcadia, le "pastorellerie" settecentesche

Il vero erede del Verri della rivista "Il Caffè", fu Gianpietro Viessieux, che fondò il "Gabinetto scientifico - letterario" e rilevò la rivista "Antologia" (1830), cui collaborarono Leopardi, Romagnosi, Guerrazzi e altri nella Firenze del Granducato di Toscana.

Uno dei primi giornali dell'Italia del '700 fu "Il giornale dei letterati", nato sul modello francese "journal des savants". Le prime testate di opinione erano redatte a cura de "Il Caffè" dei F.lli Verri o della "Frusta del Baretti, e avevano a modello i giornali inglesi (the Spectator). Poi vennero le Gazzette di Venezia e di Parma.I pionieri del giornalismo italiano del '700: Gaspare Gozzi: "La Gazzetta Veneta", Giuseppe Bavetti: "La Frusta letteraria", Pietro Verri: "Il Caffè".

Il Goldoni percorre la via tracciata dal Moliere e pone l'uomo, la natura umana, il carattere, al centro delle sue commedie, abbandonando tutti gli orpelli, la retorica, l'eroico, il fantastico, l'arcadico della vecchia letteratura. In nuce vi è in lui il realismo e il verismo letterario.

Eleonora De Fonseca Pimentel romana di origine portoghese, aveva fondato a Napoli un salotto intellettuale e divenne la Ninfa Egeria degli insorti giacobini della Repubblica napoletana. Ella affrontò il supplizio con grande coraggio e dignità (1799).

 Questo è Vincenzo Monti, cavaliero gran traduttor dei traduttor di Omero

"C'è il patriottismo, ma non la Patria, c'è l'amore, ma non l'amante, c'è la libertà ma manca l'uomo; sono personificazioni i protagonisti, non persone con i loro contrasti, con le gradazioni, la ricchezza della loro natura "(De Santis, a proposito dei personaggi delle tragedie dell'Alfieri).

Ciò che consentì a Leopardi di esprimere sentimenti e pensieri di dimensione universale tutt'ora insuperati, fu la sua condizione spirituale di esule; esule dalla felicità, esule dall'amore, esule dalla vita, mentre tutto il suo essere non anelava che a vivere e ad amare.

Il Leopardi, sotto il giogo della insostenibile pesantezza del (suo) essere, dà alla irraggiungibile felicità immagini di leggerezza: gli uccelli, la voce di una ragazza che canta da una finestra, la trasparenza dell'aria e, sopratutto, la luna.

E' curioso come il Leopardi si esprima divinamente nella poesia, ma abbia una prosa così stentata, contorta negli altri scritti (Zibaldone, Operette morali). Eppure è coevo del Manzoni la cui prosa (Promessi sposi) è estremamente più evoluta, scorrevole e godibile! Se anche il Leopardi, come il Manzoni, avesse "risciaquato in Arno" i suoi panni...

Leopardi e Shopenhauer furono rispettivamente il sommo poeta e il sommo filosofo del dolore umano, e del non senso della vita che ci è dato trascorrere.

Le magnifiche sorti e progressive dell'umanità è una frase ripresa dal Leopardi nella poesia "La ginestra e il fiore del deserto", scritta da suo cugino Terenzio Mamiani nella dedica ai suoi Inni sacri, ispirati alla idea degli spiritualisti cattolici.

"La "Frusta Letteraria", "Il Caffè", "Il Conciliatore", "Il Leonardo", "La Voce", "LA Ronda", "Solaria", "Politecnico", "Il Contemporaneo", "Officina"; sono le più famose storiche riviste letterarie italiane.

Come per Michelangelo la statua è già presente dentro al blocco di marmo e stà all'artista tirarla fuori togliendo il superfluo, così per D'Annunzio il verso perfetto è un pensiero che già esisteva preformato nella oscura profondità della lingua. Estratto dal poeta, seguita ad esistere nella coscienza degli uomini.

Il Realismo, la corrente letteraria dominante del secondo Ottocento europeo, prese il nome di Naturalismo in Francia (E. Zolà) e di Verismo in Italia (G. Verga).

Il semplice fatto umano farà pensare sempre; avrà sempre l'efficacia dell'esser stato, delle lacrime vere, delle febbri e delle sensazioni che sono passate per la carne...(Verga)

Il naturalismo fu una traduzione del positivismo, sul piano artistico letterario. Esemplare in tal senso fu il "romanzo sperimentale" di E. Zolà.

Nella Lirica moderna (da Rimbaud, Mallarmè, Valery sino ai poeti ermetici: Ungaretti, Montale, Luzi, E. Pound, T. Eliott ect...) vi è la rinunica alla comprensibilità, sentita come limitante, a favore di una ambigiutà (ritenuta) più ricca di significato.

Il Neorealismo. Nel Cinema "Ladri di biciclette" di V. De Sica e "Roma città aperta" di R. Rossellini. In Letteratura "Cristo si è fermato ad Eboli" (di P. Levi), "Conversazioni in Sicilia" (di E. Vittorini) "Gli indifferenti" (di A. Moravia), "Storia di poveri amanti" (di V. Pratolini).

Con il suo scetticismo sulla natura dell'uomo (gli individui sono pupi mossi dai fili invisibili di un burattinaio abile e crudele (la vita è una "enorme pupazzata"). Pirandello interpreta la crisi del positivismo di fine Ottocento e rinuncia all'illusione di giungere a certezze assolute.

La poesia di Montale è scabra ed essenziale, come l'osso di seppia, disseccato sulla sabbia, corroso dall'acqua salina sulla battigia. La poesia scabra e essenziale di Montale fu la reazione inconscia alla poesia del D'Annunzio, satura di pose eroiche, di cuore da lanciare oltre l'ostacolo.

Con lo sperimentalismo di C.E. Gadda "Quel pasticciaccio brutto di Via Merulana" entra in crisi il neorealismo italiano.

Vittorini riferisce sui sentimenti e i pensieri dei suoi personaggi solo attraverso le loro manifestazioni esteriori; non dice mai che il tale personaggio sentiva o pensava la tal cosa. Lo ritiene artificioso.

Dino Buzzati è il Kafka italiano

Buona parte della letteratura contemporanea per giovani è letteratura pulp o splatter punk, dove splatter è lo schizzo di sangue e punk è la scelta di un antagonismo radicale

Avanguardie letterarie - Modernismo (E. Pound) - Imaginismo. La realtà, ormai in crisi, era fenomenologia di una irrimediabile discontinuità. Cadute la linearità e la seguenzialità temporale, l'eperienza poteva essere rappresentata solo mediante schegge e frammenti ("l'immagine" presenta un complesso intelettuale ed emotivo in un istante di tempo). Si sostituisce alla diacronia la sincronia.

 

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