LIBRO PENSIERI SPARSI

PENSIERI SPARSI

 

Questa non è la consueta raccolta di pensieri o aforismi. Qui troverai buona parte degli appunti presi durante le mie letture e scritti a matita a margine del testo o, più spesso su post.it che, da sempre raccolgo, catalogo e suddivido sistematicamente per materia (Arte, Economia, Filosofiia, Letteratura, Mitologia, Musica, Poesia, Politica, Religione, Scienza e Tecnica, Società, Storia).

Grazie a questo metodo non ho disperso il frutto delle mie letture ed anzi l'ho consolidato, accumulando nel tempo un patrimonio prezioso di riflessioni, di idee, di spunti critici e di nozioni, dal quale spesso attingo per i miei scritti.

Quest'opera è un work in progress; cioè verrà di mano in mano aggiornata anche con il tuo eventuale contributo, purché sia autenticamente tuo e originale.

Ciò che la distingue ulteriormente dalle altre raccolte, poi, è il fatto che ciascun pensiero, o buona parte di essi, sarà illustrato da una immagine pertinente, opportunamente scelta.

La felice correlazione tra testo e immagine rappresenta non solo una peculiarità dell'opera, ma ne rende più gradevole e stimolante la consultazione e le conferisce un interessante  valore aggiunto.

Potrai consultare la raccolta sia seguendo la progressione numerica delle pagine, sia "cliccando" sulla voce  che ti interessa, tra quelle dell'indice alfabetico che segue:

 

indice

I N D I C E

01 Amore

"Amiam che non ha tregua cogli anni umana vita, e si dilegua; Amiam che il sol si muore e poi rinasce a noi sua breve luce s'asconde e il sonno eterna notte adduce.

"L'amore aiuta a vivere, a durare, l'amore annulla e dà principio ... la mia pena è durare oltre quest'attimo (M. Luzi)

"Anche nell'amore più pieno, deve esserci un anticipo della perdita futura, dell'uno o dell'altra, che renda più intensa la presenza attuale"

"L'ideale avvelena ogni possesso imperfetto; e nell'amore ogni possesso è imperfetto e ingannevole, ogni piacere è misto di tristezza, ogni godimento è dimezzato, ogni gioia porta con sè un germe di sofferenza, ogni abbandono ha con sè un germe di dubbio; e i dubbi guastano, contaminano, corrompono i diletti come le Arpie rendevano immangiabili i cibi a Fineo (G. D'Annunzio)

"L'amore è una stella a cui si riferisce ogni barca alla deriva" (W. Shakespeare)

"Il mio amore non era più lo scoppiettante fuoco d'artificio di un tempo, ma una fiamma benefica e durevole che mantiene giovane il cuore e alla quale un vecchio scapolo penitente può scaldarsi qualche volta le dita nelle fredde serate invernali."

"...e se il coito si farà con grande amore e grande desiderio delle parti, allora il figliolo sarà di grande intelletto e spiritoso e vivace e amorevole" (Leonardo da Vinci)

"Il bacio è un espediente geniale per impedire a due innamorati di dire troppe stupidaggini"

Alla base del comportamento dell'uomo e della donna, come negli animali, c'è sempre l'istinto della salvaguardia della specie. Anche se avesse cento uomini in un anno, la donna potrebbe avere comunque solamente un figlio. Quindi con un uomo il suo istinto è placato. Ma un uomo con cento donne potrebbe avere cento figli, quindi il suo istinto non si placa mai

"L'amore è una forza selvaggia. Quando cerchiamo di controllarlo, ci distrugge. Quando tentiamo di imprigionarlo, ci rende schiavi. Quando ci sforziamo di capirlo, ci lascia smarriti e confusi"

Come il vento sul monte che irrompe dentro le querce, Eros scuote la mia anima, scioglie le mie membra e le agita, dolce, amaro, indomabile serpente.

L'amore è una semplice questione fisiologica; non ha niente a che fare con la nostra volontà. I giovani vorrebbero essere fedeli, ma non lo sono. I vecchi vorrebbero essere infedeli, ma non lo possono. E' tutto qui quello che si può dire dell'amore

Credevano di essersi innamorati l'uno dell'altra; invece era stato solo uno sbocco di serotonina e ora sentivano di disprezzarsi e si odiavano.

 

02 Amore

Secondo Fedro, Amore è il dio più antico. Parmenide così narra la genesi: "Primo di tutti gli dei creò Amore". Secondo il Cristianesimo, Dio è Amore.

 

Se mi chiedessero di erigere un tempio agli antichi dei dell'Olimpo, lo erigerei ad Eros, il dio dell'Amore, a cui non è mai stato consacrato un tempio, perchè egli è al di sopra e viene prima di tutti gli altri dei e ha un potere enorme sul mondo, sulla natura e su ciascuno di noi, fin nelle più intime fibre.(Antonio Canova, "Amore e Psiche")


 

Il primo amore è come il segno tracciato col gesso su una lavagna nuova di ardesia. Anche se lo cancelli con lo straccio, la traccia di quel segno resta per sempre e la lavagna .....non è più la stessa.

L'Amore è l'arte che offre a ciascuno di noi, anche a chi non ha talento, l'illusione di essere "artista" per una volta nella vita, e di poter comporre il suo "capolavoro".


 

"Voglio morire nella voluttà che tu mi rivelerai.." (da: "Il Fuoco", di G. D'Annunzio)

"Amore e Natura furono i giacimenti della mia poesia" (P. Neruda)

"L'Amore e la Chiesa esigono belle tovaglie sui propri altari" (H. De Balzac)

I doni principali della vita, sono i bollori degli amanti, dei vati e dei poeti.

Potere e fedeltà di coppia sono inversamente proporzionali: all'aumentare del potere diminuisce la fedeltà. Le donne in carriera sono le più infedeli perchè hanno fiducia nella propria abilità nel tenere segreta la relazione extraconiugale e hanno l'ambizione di affermare il proprio predominio anche nel campo affettivo oltre che in quello lavorativo.



 

03 Amore

L'uomo è stato creato da un soffio di Dio, ma non è un uomo finchè non sente su di sè il soffio di una donna (Libero adattamento di un pensiero di Vincent Van Gogh)

Pessimismo cosmico (leopardiano). Oscurità eterne, silenzi sovrumani oscuri e sconfinati, immensità gelide, abissi del tempo...spezzati soltanto dalla breve luce, dal piccolo fuoco che abbiamo chiamato vita e Amore. "Quando sarà spento il nostro breve giorno, dovremo dormire una notte senza fine. La nostra vita è solo un attimo di luce tra due oscurità (silenzi) eterne; quella che ci ha preceduto, senza aver avuto un inizio, e quella che ci seguirà e che avrà fine". Qui c'è intenso lirismo c'è phatos, c'è musicalità, ritmo, qui la sua prosa diventa poesia.

Quel che Amor vede, Amore gli fa invisibile e l'invisibil fa vedere Amore (L. Ariosto, "Orlando furioso")

"C'è tutta una vita in un'ora d'amore" (H. de Balzac, "Lo zigrino")

 

"L'Amore a prima vista, è spesso una svista" (R. Gervaso)

"Amore è desiderio di conoscenza"(C. Pavese, "Il mestiere di vivere")

"Non è l'Amore che fa soffrire, ma la sua assenza"(A. Morandotti, "La minime di Morandotti")

"L'inizio dell'Amore è spesso simultaneo. Non così la fine. Da qui nascono le tragedie"(A. Morandotti, idem)

Amore e Amicizia si escludono a vicenda. Il tempo che rafforza l'Amicizia, affievolisce l'Amore"(Jean de La Bruyère, "I caratteri")

"Non ama colui al quale i difetti della persona amata non appaiono virtù"(J.W. Goethe,"Massime e riflessioni")

"L'Amore è come la Morte: Cambia tutto!"( Gibrain Kahalil, "Massime spirituali")

 

04 Amore

"Come dice S. Agostino, l'amore fra uomo e donna è more bestiarum, ma solo gli esseri umani fanno all'amore guardandosi in faccia."

"Fare l'amore con una donna dovrebbe essere semplice, come bere acqua quando si ha sete. Invece, abbiamo complicato l'amore con tutta una congerie di sentimenti, pensieri, riti, legittimazioni e divieti. Per questo il modo migliore di fare l'amore è quello semplice e immediato che offrono le prostitute, così come le migliori bevute son quelle che facciamo a una fontanella all'angolo di una strada"

"Se l'amore è cieco, a lui conviene, più del sole, la tenebra notturna. Oh, la bellezza dei diamanti è luce che nei riti d'amore li rischiara"

 

05 Amore

06 Arte

L'arte ceramica del Quattrocento ha il suo più illustre rappresentante in Luca Della Robbia, fiorentino, autore di pregevolissime Madonne col bambino in terracotta invetriata (in cromi a bianco e blu), di grande finezza stilistica, non inferiore a quello del Donatello, del Venocchio ,suoi coevi.

L'arte è la continuazione del sacro con altri mezzi.

Alla base dell'Arte c'è la joie de vivre (la gioia di vivere) e la forza di volontà

L'arte ai pochi eletti dà le ali; ai molti dà solo le stampelle.

Capolavoro - chef-d'oeuvre - master work of art - master piece - obra maestra.

Vorrei essere sempre più colto di Pittura, di Musica, di Letteratura, coltissimo dei dettagli, della curiosità, delle mirabilia minimalia che consentono all'uomo di gusto una conoscenza privata dell'opera d'arte.

Solo il significato intimo conta nell'arte; quello esteriore conta nella storia. L'artista geniale sa cogliere e trasmettere l'idea. Il manierista coglie solo il concetto. La prima è universale e immutabile e rende eterna l'opera d'arte. Il secondo è relativo e mutevole sicchè l'arte del manierista viene accolta subito con grande favore dei contemporanei (la folla opaca di ogni generazione) ma poi cade nell'oblio perchè sono mutati i concetti dominanti, lo spirito del tempo. Per questo il plauso dei posteri non si acquista, di regola, se non a costo del successo contemporaneo e viceversa.

"I principali artisti alla Corte Medicea del '400 furono Leon Battista Alberti (pittore, architetto e critico d'arte), Filippo Brunelleschi (architetto - Cupola del Duomo), Donatello (Donato di Nicolò di Betto Bardi) scultore (David), Masaccio (Tommaso Guidi) pittore, Beato Angelico (Guido di Pietro da Vicchio di Mugello) pittore, Filippo Lippi (pittore), Sandro Botticelli (Sandro Filipepi) pittore.

Piero della Francesca (Borgo San Sepolcro 1415-20 / 1492) visse e operò prevalentemente tra l'Umbria e le Marche, a Borgo San Sepolcro, Arezzo, Urbino. Il suo capolavoro giovanile fu il "Battesimo di Cristo". La sua opera più grande e significativa fu "La leggenda della vera croce".

I dipinti di Pietro Vannucci detto il Perugino denotano una grazia sublime, come quelli del suo allievo Raffaello, ma senza macchia e senza passione. Nei capolavori di Raffaello è evidente l'utilizzo dei modelli del maestro.

L'Alto Rinascimento copre i primi due decenni del Cinquecento. La tradizione pittorica di maniera dei grandi maestri (Botticelli, Perugino) entra in crisi di fronte all'esplodere delle passioni umane nei dipinti di Leonardo, l'incanto e il supremo equilibrio estetico in quelli di Raffaello, la potenza sicura e grandiosa delle opere di Michelangelo, la morbida sensibilità verso la natura nei dipinti di Giorgione.

"Nella Gioconda di Leonardo, i trapassi tonali, cromatici, luministici, sempre più delicati, lo sfumato morbido, avvolgente, la stesura di velature leggere e trasparenti, conferiscono alla figura di Monna Lisa e al paesaggio quel margine di indeterminatezza, quella vaghezza che esprime il perpetuo divenire e rinnovarsi della natura e della vita. Forse Verlaine (?) si è ispirato alla Gioconda nel dire "la bellezza non sta nel colore, ma nell'alone"

Per Michelangelo la scultura è la più nobile, la più spirituale delle arti; essa si fa "levando" mentre la pittura si fa "ponendo". La scultura è l'arte superiore perchè consente la vittoria sulla materia.Nelle sue prime opere (es. Centauromachia), denota influssi da Giovanni Pisano, Donatello e lo stesso contemporaneo Leonardo. Poi attinge a Bologna, da Jacopo della Quercia e da Nicolò dell'Arca (es. l'Angelo in San Domenico)

Dalla seconda metà del '500 a tutto il '700 il problema di fondo dell'arte italiana sarà la scelta tra l'ideale di Raffaello e l'ideale di Michelangelo

Gli affreschi della volta della Cappella Sistina rappresentano la summa del genio artistico di Michelangelo, nella quale tutti gli elementi figurativi si fondono in una perfetta sintesi tra architettura, scultura e pittura

Nella "Madonna Granduca" e nella "Madonna del cardellino", Raffaello dimostra gli influssi evidenti dei modelli e della tecnica di Leonardo; per l'uso dello sfumato che fa emergere gradualmente e plasticamente la figura della Vergine dallo sfondo scuro e per l'espressione dolce e mesta del volto (la prima) e per lo sfondo paesaggistico (la seconda). Nella Madonna del Louvre e nel ritratto di Maddalena Doni invece sono evidenti gli influssi Michelangioleschi (del Tondo Doni). Ma la grandezza di Raffaello sta nell'averli assimilati e sintetizzati entrambi nel suo stile personale.

L'arte è una emozione ricordata in tranquillità

Dopo la morte di Raffaello, il suo linguaggio e la sua tecnica pittorica suscitano in tutta Italia (e oltre) una serie di imitatori e si crea il primo linguaggio artistico unitario della penisola, che sarà detto manierismo.

Francesco I di Francia fu un grande mecenate degli artisti italiani. Oltre a Leonardo (La Gioconda) e a Benvenuto Cellini (Saliera), accolse molti altri artisti italiani (come il pittore Rosso Fiorentino), cui affidò la decorazione della sua residenza estiva di Fontainebleau) fuoriusciti dopo il sacco di Roma (1527) e l'assedio di Firenze (1530).

La scuola pittorica dei Bellini contribuì a fare di Venezia uno dei massimi templi dell'arte del Quattrocento. Fu fondata da Jacopo e portata alla fama dai figli Gentile e Giovanni Bellini

Giorgione (1478 - 1510) si forma alla scuola di G. Bellini e avrà come allievi e collaboratori Tiziano e Sebastiano del Piombo. Il suo capolavoro è considerato "I tre filosofi", capolavoro del tonalismo. Stupendi sono i suoi paesaggi naturali di una magica luminosità.

Giorgione è uno dei principali maestri del tonalismo, cioè della pittura (veneta) basata esclusivamente sul trascorrere dei toni di luce e di colore sull'immagine, limitando o eliminando del tutto il disegno di contorno. Al tonalismo dei pittori veneti si ispirano gli impressionisti per la loro tecnica pittorica con plein aire.

Lo sviluppo dell'arte è legato alla duplicità dell'apollineo e del dionisiaco, così come la generazione dipende dalla dualità dei sessi"(Giorgione - Tiziano, "Concerto campestre")

Il Giorgione di Castelfranco veneto, a Venezia lavora insieme ad altri artisti, in particolare a Sebastiano del Piombo (es. I tre filosofi). La sua "Venere di Dresda" e il suo (?) "Concerto campestre" è stato probabilmente ultimato dal Tiziano. questa ultima opera è stata un modello soprattutto per gli impressionisti (Manet)

Il capolavoro di Paolo Caliari detto il Veronese (1528 / 1555) è la "Cena in casa di Levi", dipinto per il quale fu processato dal Tribunale della Inquisizione per "indecenza" (troppi personaggi ) e costretto a cambiare il titolo originario (Ultima Cena).

Nella su piena maturità Tiziano fa propri alcuni temi e schemi pittorici del manierismo. Le sue figure (v. Allocuzione di Alfonso d'Avola - v. Incoronazione di spine) richiamano la statuaria classica, le pose, le anatomie, ricordano la "terribilità" di Michelangelo

Tiziano chiamava "poesie" i dipinti di soggetto mitologico (le Veneri, Danae, Bacco e Arianna)

Paolo Veronese ha una tavolozza di colori brillanti e raffinati che spesso rendono i suoi dipinti sfarzosi e luminosi. Egli fu, dopo il Tiziano, il migliore interprete dell'epopea della Repubblica di Venezia prima del suo declino. A lui si ispirò Sebastiano Ricci e a lui deve molto il Tiepolo.

"I pittori veneti furono i primi, a fine '400, a dipingere su tela libera, montanta su telaio e quindi focalmente smontabile e trasportabile.

Francesco Mazzola detto il Parmigianino (1503 - 1540), propone un contrappunto stilistico con il Correggio e fa di Parma e Reggio, uno dei più avanzati laboratori d'arte dei primi anni del '500. Famosa la sua opera tarda la "Madonna dal collo lungo". Nei suoi dipinti sacri risente chiaramente di influssi da Michelangelo e Raffaello.

La Riforma Protestante produsse effetti anche nell'arte pittorica differenziando l'arte fiamminga del '600, che predilige i paesaggi e le scene di vita quotidiana e popolare, da quella dei paesi della Controriforma, Italia e Spagna, sempre legata ai soggetti religiosi, paludati in pompa magna e trionfalistica.

Con la Controriforma del Concilio di Trento, viene promossa massicciamente dalla Chiesa Cattolica Romana una nuova arte sacra devozionale, che deve "illuminare l'intelletto, eccitare la devozione e pungere il cuore

Il Guercino si forma alla scuola di Ludovico Carracci. La sua tecnica luministica, però, testimoniata dalle opere romane (La Notte e L'Aurora del Casino Ludovisi) denotano l'influenza dei coloristi Veneti e del ferrarese Dosso Dossi. Tornato in Emilia il Guercino ritorna sui soliti temi devozionali e raccoglie stancamente l'eredità di Guido Reni

Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) è stato scultore, architetto, pittore, scenografo e i contemporanei hanno riconosciuto in lui il grande genio del secolo. La sua opera di scultore e architetto si è espressa nella basilica di San Pietro e per il cardinale Scipione Borghese

Ai primi del '600 a Roma si confrontano l'accademismo di Annibale Carracci e il naturalismo del Caravaggio.

Con la "fuga in Egitto" di Annibale Carracci (1603) il paesaggio non è più soltanto un accessorio sullo sfondo del dipinto, ma diviene il soggetto principale del dipinto, a scapito delle figure umane. Il genere della pittura di paesaggio verrà sviluppato da C. Lorrain e N. Poussin (paesaggio di Arcadia) in senso classicistico.

Le prime opere del Caravaggio piacciono anche ai classicisti schietti e portano nell'ambiente chiuso del manierismo romano una fresca corrente di colorismo Veneto (ne "Il riposo in Egitto" la gamma dei colori richiama quella del Lotto). Nelle opere successive scompare il paesaggio, le ombre diventano quasi nere e si contrappongono, senza sfumature a luci violente.

Il Caravaggio esclude la ricerca del Bello e punta al Vero. Rinuncia alla invenzione e sta ai fatti, non insegna l'immaginazione ma ricerca la verità

Il Caravaggio supera il manierismo e nel quadro complesso dell'arte barocca rappresenta un caso isolato. Tuttavia la sua arte avrà conseguenze lontane sino ai due vertici opposti della cultura artistica del '600: Rembrandt in Olanda e Velasquez in Spagna. Anche il Rubens studiò il Caravaggio a Roma, pur essendone così distante.

 

 

07 Arte

"Dal naturalismo del Caravaggio si passa al realismo dei pittori olandesi del sec. XVII, anticipato dal Durer e dal Bruegel (c.d. pittura di genere)

"Contemporaneamente al manierismo (imitazione dei modelli pittorici classici dei maestri Michelangelo e Raffaello), dalla prima metà del '500 prende avvio la pittura di genere dei paesi nordici, ispirati al realismo e al naturalismo. I personaggi sono presi dalla vita reale e non sono più modelli idealizzati dalla classicità. Pieter Bruegel il Vecchio è il promotore della pittura di genere nordica, col suo realismo e naturalismo.

Rembrandt (Leida 1606 - 1669) si formò particolarmente alla scuola dei caravaggeschi di Utrecht, acquisendone la particolare tecnica luministica. Si affermò anche come incisore.

Jan Vermeer (Delft 1632 - 1675) raggiunse una capacità descrittiva eccezionale e una padronanza unica nella cattura della luce; ciò particolarmente grazie all'amico Leeuwenhoek inventore del microscopio, con il quale condivideva la passione per le piccole cose rivelate dalla luce.

Diego Rodriguez de Silva y Velazquez (Siviglia 1599 - Madrid 1660) si formò particolarmente grazie ai suoi lunghi soggiorni in Italia (Venezia e Roma) dove assimilò i canoni pittorici del classicismo. Come pittore di Corte a Madrid si dedicò a soggetti laici e in particolare al ritratto.

Bartolomè Estebon Murillo è stato il più celebre pittore della Siviglia seicentesca. In un viaggio di studio a Madrid conobbe le opere di Tiziano, Rubens e Van Dick, subendone evidenti influssi. Più tardi conobbe Velazquez, anch'egli originario di Siviglia

Con Giovanni Battista Tiepolo (1696-1770) si chiude il ciclo storico della grande pittura veneta e, a rigore, della pittura italiana. Egli fu l'ultimo grande pittore barocco (egli attinge molto alla pittura del Veronese)

Il Barocco è l'arte sostenuta dalla politica e dalla ideologia della Chiesa della controriforma.

Pompeo Girolamo Batoni è indubbiamente l'artista più rappresentativo del Barocco italiano. Per la particolare cura nel disegno e l'armonia delle sue composizioni, è detto il "Raffaello barocco. il più "L'Arte! Ecco l'amante fedele, sempre giovane e immortale, ecco la fonte della gioia pura vietata alle moltitudini, concessa agli eletti; ecco il prezioso alimento che fa l'uomo simile a un Dio"(P.G. BAtoni, Maria Maddalena)

"Lo stesso impulso che suscita l'Arte quale completamento e perfezionamento dell'esistenza, che induce a continuare a vivere, fece anche nascere il mondo olimpico degli Dei"(P.G.Batoni, "Apollo e due Muse")


"Jean Antoine Watteau (1684 - 1721) si formò nell'atelier di C. Gillat a Parigi, specializzandosi in ambientazioni scenografiche e teatrali. L'incontro con Rubens e i pittori veneziani del '500 lo maturò maturò artisticamente. Si specializzò nel genere della Fetes galantes in cui rappresentò genialmente quel mondo fatato e ozioso, spazzato via dalla Rivoluzione francese.

Nel '700 si assiste a due tendenze artistiche: 1) Lo sviluppo estremo dal Barocco, che è sempre più e soltanto arte decorativa, nel Rococò; 2) lo sviluppo di una filosofia del bello che si realizza nell'arte del Neoclassicismo, soprattutto nell'architettura (con il Juvarra a Torino (Stupinigi-Superga) e il Vanvitelli a Caserta (Reggia)

Il Rococò si sviluppa poi nella decorazione degli interni, con l'impiego di stucchi a delicate tinte pastello o argentate, specchi, legni pregiati e modellati finemente, tessuti preziosi come il broccato e la seta. Nascono così i boudoirs, i graziosi salottini con alcove.

Il "salone degli specchi" della palazzina di caccia di Amalienburg (Monaco di Baviera) è il capolavoro di Cuvillies e del Rococò bavarese. Presenta alle pareti una delicata trama di stucchi azzurri e d'argento e ornamenti di madreperla, che si riflettono negli enormi specchi, con richiami alla natura grazie a un pergolato, tralci di vite, alberi e uccelli.

Berlino, la capitale della Prussia - Brandeburgo di Federico II il Grande, conobbe, a metà '700, una notevole fioritura artistica. Federico amava lo stile Rococò francese per la sua gaia frivolezza e fece costruire la sua residenza estiva a Postdam chiamandola appunto Sanssouci (senza pensieri)

Lo Zwinger di Dresda, residenza di piacere, la Frauenkirche e la Gemaldegalerie sono i principali tesori della città. La Galleria d'arte è una delle poche frutto di acquisti e non di saccheggio. Vi si trova infatti la collezione dei Duchi d'Este, acquistati nel 1746 per centomila zecchini d'oro. A Dresda lavorarono parecchi artisti e artigiani italiani. Il più famoso vedustista di Dresda fu Bernardo Bellotto.

L'arte è l'unione dello spirito e del sangue; può cominciare dalla sfera più sensuale e condurre in quella più astratta, o prender le mosse in un puro mondo di idee e finire nella carne più sanguigna"(Boucher, "nudo sul sofa")

Jean-Honorè Fragonard (1732 - 1806) si forma all'Accademia e risente dello stile di Boucher, ma ben presto si stacca dalla carriera accademica e, anche grazie ad un soggiorno in Italia, acquista un suo stile personale, esuberante. Si specializza in quadri da Boudoir e soprattutto in ritratti di fantasia, dove ricorda lo stile di Hals

Thomas Gainsborough (1727 - 1788) fu un raffinatissimo pittore, specializzato nella ritrattistica e nella paesaggistica. Nei ritratti si ispirò a Van Dyck, Rubens, Watteau, cose il suo rivale J. Reynolds. Nei paesaggi ricalcò lo stile di Constable e dei pittori olandesi.

"Thomas Gainsborough e Joshua Reynolds furono i più importanti pittori inglesi del '700, fondatori del Royal Academy of Art. Reynolds teorizzò i fondamenti di uno stile pittorico tipicamente inglese, il Grand style.

Dopo Reynolds e Gainsborough, furono pittori di rilievo nell'Inghilterra di fine '700 Thomas Lawrence, ritrattista, erede del Grand style di Reynolds e pittore di corte (detto il Tiziano inglese, per l'abilità nell'uso del colore) e John Henry Fuseli, famoso per soggetti storico-letterali (Milton e Shakespeare).

Bernardo Bellotto (detto il Canaletto, dal nome dello zio, 1721 - 1780) dipinse le capitali europee del '700 (Dresda, Vienna, Monaco, Varsavia) oltre che Roma, la sua Venezia e Torino.

Caspar David Friedrich si ispira all'estetica del sublime kantiano, (come il suo contemporaneo inglese William Turner) ed è il più prestigioso rappresentante del romanticismo e dell'idealismo tedesco

"A fine settecento in Europa si svilupparono due tendenze artistiche: Il Neoclassicismo (che condannò il barocco e il rococò per recuperare la purezza dei classici) sull'onda dell'entusiasmo per le scoperte archeologiche in Italia (Ercolano e Pompei) e in Grecia e sulle teorie del tedesco Winkelmann. in Inghilterra il neoclassicismo ebbe come esponente W. Hamilton. In Francia Jacques-Louis David.

"Jacques Louis David fu il pittore che riassunse meglio di ogni altro la parabola del neoclassicismo, la sua origine, il suo sviluppo, la sua fine (v. il "Giuramento degli Orazi") l'epopea napoleonica

L'unica via per divenire grandi e, se possibile, inimitabili, è l'imitazione degli antichi; un ritorno alla nobile semplicità e serena grandezza degli antichi". Questo è il pensiero di Winckelmann che sta alla base del neoclassicismo, lo stile che si impone nell'arte della seconda metà del '700, in contrapposizione al decadente Barocco e Rococò(I.A.D. Ingres, "La fonte")

"Eugene Delacroix è il pittore che più di ogni altro rappresenta la parabola del Romanticismo Francese. Egli richiama la perfezione di Michelangelo nei nudi, il suo colore è rigoglioso come quello del Tiziano, ha l'esuberanza compositiva del Rubens.Mentre Gericault riscopre Caravaggio, Delacroix si rifà a Rubens e a Tiziano, da cui trae la foga, l'estro, la ricchezza cromatica.

Le tre grazie" di Antonio Canova rappresentano l'incarnazione dell'ideale neoclassico di bellezza teorizzato dal Winkelmann. Furono commissionate dalla prima moglie di Napoleone Josephine Beauharnais. Canova si forma a Venezia, ma fu decisivo il suo soggiorno a Roma dove studiò le sculure antiche della classicità.Antonio Canova preparava modelli in argilla per le sue sculture in marmo. Sulle sculture di nudi femminili applicava una patina cerosa morbida e rosata per rendere la morbidezza della carne e togliere al marmo l'aspetto freddo

.Il pittore che più di ogni altro ha avvertito il passaggio di stile e di cultura tra il '700 e l' '800 è stato Francisco Goya. Nelle sue prime opere (affreschi e cartoni per arazzi) risente ancora dello stile decorativo barocco del Tiepolo. Successivamente nei ritratti di corte denota l'influenza del Velasquez e attraverso di lui, del Tiziano. Nelle oper tarde, soprattutto nelle scene di vita e nei paesaggi popolari sembra anticipare il realismo di Courbet. Nelle opere finali (come il gigante) abbandona totalmente gli schemi e i modelli accademici e anticipa lo stile degli impressionisti.

Francesco Goya (1746 - 1828) è interprete della svolta radicale dell'arte di fine '700. Dal più compiaciuto Rococò sino alla soglia del realismo ottocentesco. A Madrid, nei cartoni per arazzi, riproduce con leggerezza il mondo galante, riprendendo lo stile di G.B. Tiepolo. La sua Maja desnuda, riprende i nudi del Tiziano e Velazquez e ispira Manet per la sua Olympia.

 

 

08 Arte

I "preraffaeliti" (Rossetti, Ruskin, Swinburne) denunciano la decadenza dell'arte a causa del materialismo (del realismo) indotto dal progresso tecnico idustriale, e propugnano il ritorno ad una età gotica dell'arte (anteriore a Raffaello) ad un'arte ingenua e autentica, primitiva.

A Ruskin e al preraffaellismo è debitrice la tendenza culturale dell'estetismo, intesa come devozione alla bellezza e all'arte, come concezione della vita come arte, ricerca della bellezza, della sensibilità, della raffinatezza; dell'arte per l'arte.

Si è soliti far iniziare la pittura moderna con la "Colazione sull'erba", e con l' "Olympia" di Edonard Manet.

Con l'impressionismo si chiude un ciclo durato quattro secoli, dal Rinascimento: il ciclo del Naturalismo secondo cui l'arte doveva trovare ispirazione attingendo la propria verità dalla natura, dalla vita.

Questi erano i punti fondamentali dell'Impressionismo, secondo il programma studiato e discusso dai frequentatori del caffè Guerbois: 1) Avversione per l'arte accademica 2) Orientamento realista 3) Disinteresse per il soggetto a favore del paesaggio 4) Rifiuto della consuetudine d'atelier di illuminare i modelli 5) Cominciare con il disegno per poi passare al chiaroscuro e al colore 6) Studiare le ombre colorate e i rapporti tra i colori complementari.

Gli impressionisti superano gli schemi del realismo della scuola di Barbizon, un realismo efficace, ma ancora impostato su schemi tardo romantici (ad esempio il chiaroscuro). Essi lasciano che la luce agisca sul colore, inondando i loro quadri di una luminosità mai vista prima; l'abbandono dei toni grigi, laccostamento di colori complementari, l'uso di ombre colorate.

Gli impressionisti mettono in discussione prima di tutto la regola aurea della pittura accademica: la prospettiva; la quale metteva in primo piano il disegno e imponeva la razionalizzazione dello spazio.

"Van Gogh sembra presentire lo sfacelo dei miti ottocenteschi del positivismo, anticipa il "grido dell'anima" dell'espressionismo e il suo tormentoso messaggio arriva sino a noi. Dopo di lui, siamo stati costretti a guardare la pittura con occhi diversi.

"Van Gogh ha rivoluzionato la concezione stessa della pittura, non più considerata mera imitazione del mondo, ma gesto creatore della realtà stessa, trasfigurata e arricchita dalla sensualità del pittore.

"I dipinti di Van Gogh tradiscono la sua profonda e quasi infantile sincerità, il suo grande amore per la natura e per la verità; la sua verità.

"L'arte di Van Gogh, originale, appassionata, animata da un soffio di vita ardente e sincera. Per la nostra felicità, egli ha riprodotto gli aspetti magici della natura, la gioia enorme e magnifica, la festa miracolosa della vita.

"Si usa lo specchio per guardare il viso; si usano le opere d'arte per specchiarsi nell'anima"(G. Bernard)

"Tutto quello che vediamo non è vero, si dilegua. La natura è sempre la stessa ma nulla resta di essa, di ciò che appare". Cezanne (1839-1905) ha cercato di cogliere nella natura ciò che è solido, durevole, eterno, al di là delle apparenze.

"Cezanne, Toulouse Lautrec e Seurat, sono le figure dominanti e i grandi sperimentalisti della pittura francese di fine '800.

Cezanne, ben presto si distacca dallo stile imperante dell'impressionismo. Non concepisce più il paesaggio come una impressione di luce e di colore, ma come una costruzione mentale di solidi geometrici (cubo, sfera, cilindro). Con una solida sintesi tra forma e colore getta le basi del cubismo.

La tecnica del cubismo ( di Picasso e Braque) consiste nello scomporre l'oggetto in linee e figure geometriche, sino alla perdita di consistenza della materia e all'astrattismo.


"Ogni grande opera d’arte ha due facce, una per il proprio tempo e una per il futuro, per l’eternità"

"Esiste un ideale di Bello classico che appartiene al mondo della ragione, e un ideale di Bello romantico che appartiene a quello del sentimento, della sensibilità. Il secondo non è stasi ma moto, non è simmetria ed equilibrio, ma asimmetria e ritmo; non immagine fissa e immobile ma mutazione continua; non perfetta geometria di volumi ma tenerezza di un sorriso o di uno sguardo, fascino di un gesto, di un riflesso di luce sui capelli, di un velo d'ombra sul viso, di un brillare di seta di una veste" (Stendhal)

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Pablo Picasso (1881-1973), insieme a Giotto, Masaccio, Raffaello e Caravaggio, potrebbe essere considerato uno dei grandi innovatori della storia dell'arte di tutti i tempi. Egli fu straordinariamente eclettico ma sempre paradossalmente coerente (tutto è Picasso, e Picasso è presente in tutto).

09 Arte

Con il Monet delle ninfee, con Matisse e Picasso, la Pittura ha oltrepassato le colonne d'Ercole dell'Impressionismo e, passando attraverso l'informale di Schiele, Munch, Kandinsky è approdato nell'estetica oggettiva della Pop Art. Gli dei sono definitivamente scomparsi, la metafisica dei sentimenti ha lasciato il posto alla fotografia.

Il passaggio dall'800 al '900 segna un "decadimento estetico" nelle arti. In Letteratura e Poesia dal naturalismo si arriva al "simbolismo ermetico". In Pittura si passa dall'impressionismo alla frantumazione e alle involuzioni delle nuove correnti: espressionismo, cubismo, dadaismo. In Musica, la scuola di Vienna di musica modernista (Gustav Mahler) rompe definitivamente i canoni tradizionali dell'armonia introducendo la "dissonanza" della musica dodecafonica.

Con l'espressionismo l'artista fugge da una realtà per lui sempre più terribile e angosciante (orrore della guerra, schiavitù e alienazione della macchina) e si fa introverso, cerca una realtà invisibile, deformata, che stà oltre la realtà apparente; cerca il "brutto" non più il bello(Egon Schiele, "Autoritratto").

L'espressionismo, raduna in sè il Fauvismo, la Die Brucke, il Blaue Reiter, Picasso, Schiele, Reiter, Kokoschka, insieme ai precursori Gauguin, Van Gogh, Munch, Cezanne; cioè quanto di più selvaggio veniva dipinto nell'Europa agli inizi del '900. I colori sono accesi e innaturali, le figure distorte(Kokoschka, "Amanti").

Dipingere alberi di colore rosso (Hofmann) è sintomatico di un rifiuto del mimetismo (imitazione della realtà) che rivela un più profondo, inconscio rifiuto della realtà da parte degli "espressionisti" (pittori e letterati, i quali rifiutano il "mondo dei padri", la realtà del mondo borghese ottocentensco e contemporaneo, il totalitarismo, la guerra), i quali sviluppano una "estetica del brutto" andando a cercare i segni contradditori della decadente società moderna nei contri industriali, lungo le strade metropolitane, nei ghetti, negli ospedali...(G.Grosz, "Scene di strada a Berlino")


I pittori dell'Espressionismo usano tinte forti e vivaci in cui enfatizzano gli aspetti emotivi e simbolici della loro arte. Come i Fauves, si vogliono differenziare dagli impressionisti per esprimere i moti interiori dell'animo piuttosto che le impressioni ricevute dall'esterno. Anch'essi traggono ispirazione dall'arte primitiva africana e oceanica.

Wilhem Worringer, nel suo "Astrazione ed empatia" (1907) sostiene che l'impulso artistico originale non ha nulla a che spartire con la riproduzione della natura, ma mira alla pura astrazione. Kandinskij, nella sua progressiva ricerca dell'astrazione ripartisce i suoi dipinti in improvvisazioni, impressioni, composizioni.

Secondo Kandinskij, coloro che criticano l'arte astratta e non credono nel suo futuro, è come se si fondassero nel loro giudizio su uno stadio evolutivo paragonabile a quello degli anfibi, i quali sono molto lontani dai vertebrati superiori e rappresentano solo l'inizio della creazione.

I pittori dell'iperrealismo partono in genere da un originale fotografico notevolmente ingrandito; gli scultori da calchi in gesso di persone vive, approdando così ad una profonda e inquietante spersonalizzazione, ad un realismo totalmente inespressivo.

L'espressionismo astratto e l'iperrealismo, sono esasperazioni rispettivamente dell'espressionismo tedesco, del realismo di Hopper e della Pop Art di Wahrol.

Edward Hopper è il maggiore interprete del realismo americano e dell'immagine dell'America degli anni '50, col suo sentimento di grande malinconia, di solitudine, di incomunicabilità.

Come scrive Breton nel 1924, i due stati contraddittori del sogno e della realtà devono risolversi in uno stesso stato, una specie di realtà assoluta, o surrealtà. Questo è il pensiero fondante del surrealismo, il fenomeno culturale più influente del '900 che segna il passaggio da Parigi a New York della capitale dell'arte.

"Il Dadaismo viene da : "da,da" così come il bambino chiama il cavallo a dondolo"(Duchamp)

"Il modernismo. Le avanguardie pittoriche del primo Novecento ricusano le tradizionali forme rappresentative e mostrano come ci sia un modo diverso di cogliere la realtà; quello non realisitico, non lineare, non prospettico, che sfocia nella dislocazione e frammentazione della forma, nella sovrapposizione e compenetrazione dei piani ect. ect. Analogo processo avviene in letteratura, dove si cercano nuove forme espressive (impressionismo, cubismo letterario) astratte, senza continuità, connessione o sequenzialità narrativa, frazionate in "impressioni" fuggevoli in improvvise rivelazioni (le "epifanie" di Joyce, le "intermittenze del cuore di Proust, i "moments of being" di Virginia Woolf). In poesia v. E. Pound e T.S. Eliot.

Passando attraverso la rivoluzionaria Action painting, il Dripping di Pollock, il Colourfield di Rothko, le avanguardie statunitensi del secondo dopoguerra, giungono all'estremo della Post Painterly Abstraction di Reinhardt e Raushenberg che dipingono in monocromo.

10 Arte

L'arte è una emozione da vivere in tranquillità

L'artista è "divino artefice". E' anche "posseduto dal demone" o "nato sotto Saturno" (Dio della malinconia)

"L'arte, l'opera d'arte più perfetta, e il sogno hanno in comune una cosa: il Mistero"

"L'arte rende possibile la vita e degna di essere vissuta"

"La funzione essenziale del racconto e, più in generale, dell'arte, è quella di imporre una tregua alla lotta degli uomini"

Per fare un buon quadro, il pittore non deve limitarsi ad una buona riproduzione, ma cogliere un momento dell'indifferente, enigmatico essere e accadere della natura, spezzando così la superficie vitrea e far sentire il grande respiro selvaggio della realtà. (Marc Chagall,"Il pittore")

L'artista sacrifica all'arte la vita, si lascia sfuggire la vita per l'arte. "Una notte estiva con te, sì con te Irene, questo sarebbe stata la vita"

"I grandi artisti, questi uomini profondi che ignorano l'immensità delle cose che essi esprimono. Immersi nella vita con milioni di radici, non come alberi soli ma come vastissime selve, essi assorbono infiniti elementi per trasfonderli e considerarli in specie ideali le cui essenze rimangono a loro ignote, come i sapori del pomo al ramo che lo porta. Essi sono i misteriosi tramiti per cui si appaga la perpetua aspirazione della Natura verso i tipi che ella non riesce a stampare integri nelle sue impronte. Perciò, continuando l'opera della Divina Madre, "la loro mente si trasmuta in una similitudine di "mente divina", come dice Leonardo. E poichè la forza creatrice affluisce alle loro dita come la linfa alle gemme degli alberi incessantemente, essi creano con gioia. (G. D'Annunzio, "Il fuoco")

"L'arte ha una precisa funzione sociale; mette in scena il rimorso di una società - comunità. L'arte è l'unica medicina contro la depressione di una cultura"

"La pittura di De Chirico è metafisica, enigmatica, la... "scrittura dei sogni"

"L'arte è la sola funzione teoretico-spirituale che libera l'uomo dalla propria individualità. Essa produce infatti una specie di annullamento in virtù del quale si è consapevoli non più di sè stessi ma solo degli "oggetti intuiti". In tal modo riusciamo a distanziarci dai nostri bisogni e dai nostri interessi; insomma dalla volontà che ci alimenta ma anche ci determina. Affrancati dal nostro essere particolare, siamo in grado di guardare la realtà in modo nuovo. Questa nuova visione dei fenomeni è il dono più specifico e prezioso dell'arte. Grazie ad essa ci è possibile anche spogliare e cose dal loro "principio di individuazione", dal loro carattere effimero e contemplare in esse l'universale, l'idea. L'arte allontana l'uomo dalla inperfezione del mondo, aprendogli una nuova e felicitante dimensione dell'essere. Gli dona l'esperienza del permanere contro quella del divenire, dell'eterno contro quella del transeunte, della purezza contro quella dell'interesse" (Shopenhauer)

Mentre la scienza, tenendo dietro all'incessante e instabile flusso di cause ed effetti, ad ogni meta raggiunta viene di nuovo sospinta sempre più lontano e non può mai trovare un termine vero, nè un pieno appagamento, più di quanto si possa raggiungere, correndo, il punto in cui le nubi toccano l'orizzonte, l'arte, all'opposto, è sempre alla sua meta. Poichè ella strappa l'oggetto della sua contemplazione fuori dal corrente flusso del mondo e lo tiene isolato davanti a sè; e questo oggetto singolo che era in quel flusso una infinatemente minima parte, diviene per lei un rappresentante del tutto, un equivalente del molteplice infinito nello spazio e nel tempo; a questo singolo essa si arresta; ella ferma la meta del tempo, svaniscono per lei le relazioni; soltanto l'essenziale, l'idea è suo oggetto.

 

 

 

 

 

11 Arte (tecniche e materiali)

ACQUAFORTE: Con l'acquaforte l'artista disegna su uno strato di vernice resistente agli acidi, steso preventivamente sulla lastra di rame, composta da cera, bitume e mastice; la lastra protetta dalla vernice, viene immessa in un liquido mordente di acqua e acido nitrico la quale, penetra nei solchi incisi, corrodendo il metallo sul tracciato del disegno. A seconda dell'effetto che l'incisore vuole ottenere, si possono usare diverse concentrazioni di acido (cloridrico, nitrico, o perclorato di ferro). A morsura completata si elimina lo strato di vernice, si inchiostra e si stampa.

ACQUATINTA: L'acquatinta è un metodo di incisione nato nel Settecento e derivato dall'acquaforte (o, più esattamente, dal mezzotinto). Essa produce effetti simili a quelli dell'acquerello.La rugosità della lastra di rame, su cui si effettuerà il disegno, viene ottenuta però non con una lama dentata, ma è provocata direttamente con l'acido che agisce negli interstizi, tra i granelli di resina e di bitume preventivamete stesi( granitura) Nelle stampe ad acquatinta l'immagine è costituita da campiture più o meno nette declinate nei vari toni del grigio.

ACQUERELLO: Per l'acquerello si sciolgono in acqua pigmenti macinati finissimi, con l'aggiunta di sostanze agglutinanti come la gomma arabica o il miele.( I primi acquerelli dell'evo moderno furono quelli di A. Durer).

AMBRA: L'ambra, insieme all'avorio e al corallo, è uno dei materiali naturali non minerali utilizzati in oreficeria. Si tratta di una resina fossile di una conifera e si rinviene nelle miniere di lignite formatesi da antiche foreste.

AFFRESCO: Nell'affresco i colori sono sciolti in acqua e stesi su intonaco ancora fresco ("a fresco"). E' il carbonato di calcio presente nella calce che imprigiona il colore essiccandosi. Questo effetto si chiama carbonatazione.I cristalli di carbonato di calcio, non più solubili in acqua, inglobano le particelle colorate rendendo la pellicola pittorica lucente e resistente nel tempo.Il cartone serviva per il disegno preparatorio dell'affresco e della pittura a secco. I contorni delle figure venivano finemente bucherellati e con la tecnica dello spolvero le figure stesse venivano riprodotte sul supporto. Il cartone più grande e meglio conservato è quello di Raffaello per l'affresco della Scuola di Atene. Per lo spolvero si usava battere il disegno dai contorni perforati con un sacchetto di pezza ripieno di polvere di carbone.

ARGENTO: L'argento si trova in lega con piombo, zolfo e altri minerali in piccola quantità. Per estrarlo si pone il minerale argentifero in grossi crogiuoli dentro appositi forni per la fusione. In una prima fase si ottengono lingotti di piombo argentifero che poi vengono affinati con successiva fusione. L'argento fonde a 960 gradi.Il prodotto della fusione finale viene raffreddato ad aria, provocando l'ossidazione dello strato superficiale di piombo, che viene eliminato per liberare la naturale lucentezza dell'argento. Era già in uso in Europa nel terzo millennio a.C., ma si diffonde a partire dal XVI sec., dopo la scoperta dei giacimenti sudamericani

BULINO: Il Bulino è una delle tecniche principali di stampa in cavo, o calcografia.La punta di acciaio "a becco" incide la lastra di rame o, a partire dal XIX sec., di ottone, zinco, acciaio, e oggi anche plexiglas, o materiali plastico vetrosi. Il bulino era strumento usato in oreficeria.

CAMMEO: Il Cammeo è una invenzione degli artigiani alessandrini in epoca ellenistica(II-I sec. a.C.), e consiste in una immagine incisa su una pietra dura, (gemma) naturalmente dotata di strati di vari colori, come l'agata o la sardonica, il corallo o le conchiglie,l'onice.L'intaglio era fatto anticamente "in negativo", poi "a rilievo". Sfruttando la struttura "zonata" della gemma, l'artista ottiene suggestivi effetti cromatici e sfumature.

CARBONCINO: Il Carboncino è il più antico lmateriale per disegno già usato nella preistoria. Lo si ottiene in genere da rametti di salice cotti in creta nel forno e lasciati essicare.

CERAMICA:a) La "Decorazione dipinta" è una tecnica presente nei manufatti ceramici a partire dal IV millennio a.C. nelle zone periferiche di Asia ed Europa. Si tratta di polveri d'ocra, contenenti ossido di ferro che, in cottura, modificano il colore dell'argilla nei punti in cui sono applicate. A partire dal II millennio in area mediterranea troviamo una decorazione a figure rosso-arancione e grigio-blu che, a partire dall'VIII-VII sec evolve in decorazione nero su rosso e, più tardi rosso su nero. La tecnica decorativa greca si ritrova anche in quella etrusca e romana. La "Decorazione graffita" è realizzata sull'argilla cruda mediante incisione con un punteruolo  o a stampo con punzoni, prima della cottura o sul biscotto dopo una prima cottura. Nella produzione ceramica del vasellame si distingue la tasse jasmin (tazza svasata con manico più alto dell'orlo) da una tasse litron (tazza di forma cilindrica più comune).Nei piatti di Ceramica, la parte centrale rotonda e concava è detta cavetto, la parte piatta circolare è detta tesa (o orlo)

CESELLO: Il cesello è un piccolo scalpello di acciaio usato in oreficeria per incidere i metalli e le pietre dure. Col cesello si realizzano decorazioni incavate e tutte le operazioni di finitura e si correggono le imperfezioni della fusione.

COLLAGE: L'opera è composta con pezzi di carta ritagliata e incollata su un supporto di carta o carone, o tela.La tecnica del collage è stata adottata per primi dai cubisti agli inizi del '900.

CORALLO: Il corallo è composto da colonie di piccoli polipi che secernono una secrezione calcarea. Sin dagli antichi egizi esso veniva lavorato per collane, anelli o scarabei intagliati. Grande produttrice di corallo è l'India. Esso viene pescato con un attrezzo chiamato "ingegno"e trascinato a strascico sui fondali.

CRISTALLO DI ROCCA: Il cristallo di rocca è una varietà di Quarzo incolore, particolarmente trasparente, che veniva estratto principalmente nelle zone moreniche delle Alpi e perciò si credeva che fosse prodotto dal freddo dei ghiacciai.

DECOUPAGE: E' una tecnica decorativa, il cui nome deriva dal francese découper, ovvero ritagliare.Nota in Italia come "lacca contraffatta", era stata introdotta nel XVII sec dai mobilieri veneziani per abbreviare i tempi di realizzazione di mobili laccati in stile cinese. Tecnica semplice che non richiede particolari doti artistiche è oggi molto diffusa, con un gran fiorire di riviste e fiere specializzate e materiali professionali. La varietà di carte, colle, pennelli, oggetti e scrap-art è talmente vasta da poter permettere anche a un principiante di avvicinarsi a questa tecnica e produrre decorazioni d'effetto.

DIAMANTE: Il diamante è la più preziosa e la più dura delle gemme. Si forma alle grandi profondità della crosta terrestre per l'effetto della enorme pressione e delle altissime temperature su elementi di carbonio provenienti da gas magmatici. E' composto di atomi di carbonio allo stato puro, disposti a esaottaedro. Sino al sec.XVI si effettuava il taglio "a rosa semplice". Successivamente si è perfezionato il taglio "a triplo brillante" (58 sfaccettature!). In natura è opaco ma, opportunamente tagliato diventa luminosissimo per la forte rifrazione e dispersione della luce e acquista il caratteristico e suggestivo "fuoco"

ENCAUSTO: Antica tecnica di pittura su tavole di legno. I colori, mischiati a colla, liscivia e cera, venivano mantenuti liquidi in un apposito braciere, chiamato Cauterium.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

12 Arte (tecniche e materiali)

FILIGRANA: Antichisima tecnica per la filatura di metalli preziosi: Oro, argento, Platino, mediante l'uso di incudine e martello. Oggi si usano le c.d. "trafile", o filiere, dotate di fori circolari imbutiformi. La parte più larga per l'ingresso del filo, la più stretta per l'uscita.

FROTTAGE: Tecnica di disegno inventata da Max Ernst nel 1925, che consiste nello sfregamento di una matita su di un foglio sotto il quale viene posto un oggetto.

FUSIONE: La tecnica della fusione "a cera persa" o a "forma permanente", mutuata dalla fonderia in bronzo, permette di ottenere piccoli o grandi oggetti di oreficeria, modellati a stampo, dalla struttura piena.Anticamente gli stampi a forma permanente venivano fatti con pietra ollare, o terracotta. La fusione "a cera persa", consente un alto livello di precisione e raffinateza. L'oggetto viene prima progettato e modellato in cera e gli vengono applicati gli sfiatatoi. Quindi viene ricoperto di creta finissima fatta poi asciugare lentamente e riscaldata sino a far liquefare e fuoriuscire la cera. Lo stampo di creta così svuotato viene riempito di metallo fuso. Lasciato raffreddare, viene poi rotto e l'oggetto di metallo è pronto per la rifinitura

GESSO: Il Gesso è solfato di calcio biidrato. Si usa la calcite per il gesso bianco, l’argilla cruda da mattoni per il grigio e il carbon fossile per il nero. Per i gessetti colorati si mescola la polvere di gesso con pigmenti minerali, acqua e colla.

GUAZZO: Il Guazzo è una tecnica pittorica con colori che utilizzano come legante non l’uovo o l’olio, bensì materiali collosi solubili in acqua di origine vegetale o animale, come la gomma arabica e le gelatine ricavate dallea bollitura dei ritagli di pergamena. Il termine deriva dal francese gouache e indica una tecnica affine all’acquerello.(A. Durer, "Pezzo di prato", Guazzo-Acquerello, 1503)

LACCA: Col termine “Lacca” si indicano vari prodotti, come il pigmento estratto dall’essicazione di alcuni insetti (Lacca di cocciniglia o di Kermes) e le vernici resinose impiegate perm rendere impermeabile il legno. La Lacca vera e propria è estratta dalla lavorazione della linfa di una pianta orientale la Rhus vernicifera detta anche “albero della lacca”.La lacca è molto usata in ebanisteria, oreficeria e intarsi.

LITOGRAFIA:  La litografia fu inventata a Monaco nel 1778 da certo Aloys Senefelder. Si disegna direttamente su una pietra calcare con matite o pastelli grassi la cui sostanza oleosa aderisce alla pietra.,Il disegno è prima fissato alla lastra dal mordente di gomma arabica e acido nitrico, con cui la pietra viene trattata  prima della stampa.La traccia disegnata viene rinforzata con bitume e trementina e così la lastra è pronta per la stampa al torchio.

MAIOLICA: La Maiolica, o Ceramica bianca, rivestita di uno smalto vitreo opaco contenente stagno fu un'innovazione orientale (araba). La ceramica moresca con riflessi vitrei, luccicanti di vetrine iridescenti che contenevano metalli puri o i loro solfuri (di rame e d'argento), ocra e aceto, si diffuse in Europa attorno al XI sec.

MINIATURA: Il termine miniatura sta ad indicare la tecnica di sottolineare o colorare le iniziali dei testi con il colore rosso minio e illuminare le pagine con lamine d’oro o d’argento unite a colori puri e luminosi.I copisti lasciavano gli spazi per le miniature. Sulla pergamena pulita e preparata con vari strati di colla e zucchero candito veniva stesa la lamina d’oro e fatta aderire con un sottile strato di albume d’uovo ben sbattuto.La doratura veniva lucidata con dente di lupo o di vitello. Le immagini piccolissime richiedevano colori finemente macinati, stemperati con albume o gomma arabica. Si usavano terre per le tinte calde, lapislazzuli, per i toni del blu, la curcuma per i gialli, il nerofumo per gli scuri.

MOSAICO: Per mosaico si intende una decorazione murale composta con tasselli o tessere in pasta vitrea o di marmo, madreperla, calce. Per rendere il vetro più luminoso si aggiunge in fusione ossido di piombo

ORO: L'oro è il metallo più prezioso per le sue caratteristiche uniche: colore giallo lucentissimo, inalterabilità, inossidabilità, resistenza agli acidi e duttilità senza pari. La duttilità dell'oro è talmente straordinaria che con un grammo d'oro si può ottenere un filo di 3.200 metri! In natura non è mai puro, ma si lega con l'argento (elektron), il tellurio, il palladio e latri materiali rari. Nei corsi d'acqua che trasportano a valle sabbie aurifere, l'oro viene separato dalle parti silicee che sono sette volte più leggere. La sua lavorazione ha inizio tra il 3.00 e il 2000 a.C.

PASTELLO:I Pastelli sono punte formate da pigmenti colorati agglutinati con materiale ceroso, inventati forse in Fancia nel sec. XVI e danno il nome ad una tecnica a metà tra il dipinto e il disegno. I pigmenti utilizzati sono di origine minerale: il bolo armeno per i rossi, l'azzurrite per i blù e l'ematite nera per le tinte scure, miscelati con acqua e agglutinanti come la gomma arabica, il lattice di fico, la colla di pesce o lo zucchero candito. Più tardi i colori vengono impastati con argilla bianca, consapone di Marsiglia o cere in modo da indurirli.La pasta viene modellata a forma di bastoncini e fatta essiccare. Il pastello è particolarmente adatto per la ritrattistica.

PENNELLO: Il Cennini consigliava di utilizzare pennelli di pelo di scoiattolo, ma  un tempo erano frequenti anche quelli di pelo di puzzola, di cane, di bue ect. Spesso il pennello viene usato con inchiostri diluiti. Passando a più riprese inchiostri trasparenti si ottengono le c.d. "velature". Utilizzando invece la biacca sciolta in acqua e la gomma arabica, si ottengono le "lumeggiature", a volte accentuate con l'uso di oro e argento, mediante la tecnica della miniatura

PERLE: Sono prodotte da varietà di molluschi lamellibranchi del genere della meleagrina di cui si conoscono quattro specie (margaritifera, martensi, vulgaris, californica).La prima vive nei mari della Nuova Guinea, in Nuova caledonia, Australia e Ceylon. Le due successive vivono nel Mar rosso e Golfo Persico. L'ultima vive nei mari dell'America Centrale. I banchi naturali di questi molluschi si trovano a 15-20 metri di profondità. La perla nasce attorno ad un qualsiasi corpo esterno che si introduce nella conchiglia attorno al quale il corpo del mollusco secerne sostanze che, indurendosi, formano la perla. Essa è formata da lamelle calcaree sottili e trasparenti e da una proteina detta "conchiolina". la perla può risultare sferica, a bottone, piriforme o molto irregolare (scaramazza). Il colore, che può variare dal bianco al rosa, a giallo, grigio, nero e persino verde e viola, è dato dai pigmenti contenuti nella conchiolina. I pescatori di perle sono allenai a restare sott'acqua sino a 80 secondi e oltre. Oggi però si preferisce coltivarle.

PIETRE PREZIOSE: Si dividono solitamente in tre gruppi: "Pietre preziose, semipreziose e dure". delle prime fanno parte il diamante, il Rubino, lo Zaffiro, lo smeraldo, i coridoni. Le semipreziose sono meno rare di queste: la Tormalina, l'Ametista, il Topazio e altre. Le pietre dure sono : il Calcedonio, l'Onice, la Malachite, l'Agata, il Turchese, il Lapislazzuli. La lavorazione delle pietre preziose nasce nella valle dell'Indo dal III millennio a.C. Pietre preziose e loro colori:  Crisoberillo: verde oliva, che diviene rosso sotto la luce artificiale. Cimofano: striato da un filo d'argento. Crisolito: color pistacchio. Topazio: rosa o ambrati come il vino. Carbonchio: dall'intenso colore scarlatto e dalle tremule stelle a quattro raggi. Cinnamo: rosso fiamma. Ametista: con i loro strati alternati di zaffiro e rubino. Opale lattea: dallo spezzato arcobaleno. Zaffiro: dal colore azzurro. Rubino: dal colore rosso vivo e trasparente. Smeraldo: dal colore verde intenso.

PIGMENTI: Sono sostanze colorate, naturali od artificiali, insolubili nel mezzo in cui  sono utilizzate, la cui azione colorante deriva da dispersione  meccanica nel mezzo stesso. Questa caratteristica li differenzia dai coloranti che sono applicabili in forma solubile e poi resi insolubili per tenerli fissati  sul supporto da colorare. I pigmenti differiscono, inoltre, dai coloranti in base al metodo di applicazione più che alla costituzione chimica. Negli ultimi decenni l'industria chimica è riuscita a selezionare tre pigmenti di notevole purezza che permettono di ricavare una serie di colori puri che non è invece possibile ottenere con le tinte utilizzate in precedenza. Attualmente, per convenzione, i colori primari pittorici (corrispondenti ai colori secondari della luce) coincidono con quelli appositamente selezionati dall'industria, ossia il blu-ciano (C = cyan-blue), Il magenta (M) e il giallo-cadmio chiaro (Y = yellow). Questi tre colori sono universalmente utilizzati nella stampa in quadricromia, mentre gli artisti, che non sono vincolati dalle esigenze della produzione industriale, continuano, ognuno in base alle proprie esigenze espressive, ad utilizzare anche le terne di primari individuate da Johannes Itten e da altri teorici dei colore. Pigmenti pittorici: Oggi prodotti sinteticamente, un tempo venivano ricavati impastando la polvere ottenuta dalla frantumazione di particolari minerali come: ematite (detta anche rosso dei gioiellieri), malachite (un composto verde del rame), azzurrite (blu reale), cinabro (rosso vermiglione), lapislazzuli (blu oltremare), realgar (solfuro di arsenico) e orpimento (arsenico giallo). La produzione industriale di pigmenti sintetici ha consentito di dismettere l'uso di pigmernti tradizionali molto nocivi  o comunque problematici come ad esempio, il bianco di piombo (biacca), molto velenoso, sostituito oggi dal bianco di zinco. All'Ocra gialla, di uso antichissimo, si affiancano ioggi i gialli di Cadmio. Vengono usati i blu di cobalto e il verde di cromo, insieme alle tradizionali lacche di Robbia e le terre verdi e marroni.

PITTURA A OLIO: Nella pittura a olio si usano oli essicativi di noce, di lino o di papavero, con aggiunta di oli essenziali, come la trementina, o l’olio di lavanda o di rosmarino.I primi grandi esecutori di pitture a olio furono i fiamminghi. In Italia la pittura ad olio soppianta gradualmente quella tempera a tuorlo d’uovo a partire dalla fine del sec XV, contemporaneamente alla diffusione della tela come supporto più leggero e versatile del legno.Con l’olio sono possibili una maggiore varietà di effetti, come le velature. Il fatto che la pittura a olio asciughi più lentamente di quella a tempera d'uovo, consente al pittore di mescolare i toni e sfumare i contorni sulla tela, caratteristica particolarmente utile a rendere le tonalità della pelle. "La carne è stata il motivo per cui è stata inventata la pittura a olio" (W. De Kooning).

PITTURA A TEMPERA: Con il termine “tempera” si  intende qualunque sostanza agglutinante cui viene aggiunto il colore perché “leghi” con il supporto (legno, tela, muro, ect). Anticamente era usato il tuorlo rosso o il bianco d’uovo (quest’ultimo nella miniatura), lattice di fico, gomme e colle vegetali o animali, cere, resine, ect: La tempera a uovo è la più diffusa nella pittura su tavola sino alla fine del ‘400. Prima di dipingere le tavole, queste venivano epurate con lavaggio da tutte le resine e i tannini, essiccate e preparate con molte mani di colla e gesso e raschiate prima dell’applicazione dello strato successivo. I pigmenti colorati erano principalmente la biacca, l’ocra gialla e rossa, la terra verde, la malachite, il lapislazzuli, l’azzurrite, il minio, il nero d’avorio, il carbone di legna.A metà '800, l'introduzione dei tubetti contenenti i colori a tempera facilitò la pittura en plain air degli impressionisti.

 

13 Arte (tecniche e materiali)

PORCELLANA: La porcellana è un materiale ceramico di pasta a grana finissima e compatta, bianca e traslucida. Inventata dai cinesi e citata da Marco Polo, giunge in Europa solo nel 1300 c.a., ma solo nel 1700 se ne scopre la composizione: caolino quarzo o alabastro calcinato, entrambi minerali di natura feldspatica.Nel 1708 l'alchimista tedesco Johann F. Bottger, cuocendo a 1400 gradi per 12 ore il caolino di Kolditz e l'alabastro calcinato, ottenne un prodotto molto simile alle porcellane cinesi, importate in Europa dalla Compagnia delle Indie. Nel 1710 fu fondata la Manifattura di Meissen, la prima manifattura europea di porcellana a "pasta dura". Johann Joachim Kandler (1706-1775) fu il suo più abile modellatore. In Francia, a Vincennes - Sevres , prima di Meissen era già attiva una fabbrica di porcellana a "pasta tenera". I soggetti blu su fondo bianco e dorature di questa fabbrica riproducevano quasi sempre soggetti di Watteau e Boucher, i più famosi pittori barocchi di Corte. La Manifattura fu poi portata a Sevres, dove si inventò il biscuit, una porcellana che imita il marmo.Nel secondo '800 venne messa a punto nelle manifatture di porcellana una gamma di colori che, applicati sopra o sotto vernice, potevano resistere alle temperature del grande fuoco (1300° - 1400° c); il blu, il verde celadon, il rosso di rame e l'avorio. I colori a smalto, o sopra vernice venivano cotti al piccolo Fuoco (900° c, circa). Prima della scoperta della porcellana dura di Meissen da parte dell'alchimista Bottger, era in uso la c.d. Porcellana tenera francese del ceramista di Rouen Louis Porterat, composta da una "Fritta" di materiali vetrosi che, fondono a circa 1000 c° ma priva di caolino, producendo una pasta friabile di color latteo. Già nel '500 Francesco I de' Medici, alchimista, aveva fondato a Firenze le  Manifatture Medicee, dove si produceva porcellana tenera. Questa tradizionale produzione ceramica fiorentina è stata ereditata poi dalla Richard Ginori. La Manifattura Ginori a Doccia fu la più importante nella Toscana del '700. Per la pasta utilizzava il c.d. "masso bastardo" dal colorito grigiastro dovuto alla terra di Montecarlo (Lucca). A metà '700 Re Carlo di Borbone fondò la "Real Fabbrica di Capodimonte, la cui produzione è la più ricercata sul mercato. Agli inizi subì l'influenza di Meissen, con i manici a forma di corpo femminile e i beccucci a forma di testine con tricorno. Il più famoso modellatore fu Giuseppe Gricci, le cui statuette sono improntate a un fresco realismo, lontane dalla leziosaggine del Rococò, e raffigurano i personaggi della commedia dell'arte, o i "poveri" delle c.d. "voci di Napoli" o i gruppi "galanti" di ispirazione tedesca o francese. Il pittore più famoso fu il piacentino Giovanni Caselli. Capolavoro della Manifattura è il salottino in porcellana per la regina Maria Amalia. Nel 1759 Carlo III trasferì la manifattura nel Buen Retiro di Madrid. La porcellana che si produce in questa zona ha delle caratteristiche peculiari che la distinguono dalla porcellana nord europea. Al sud Italia, infatti, non c'è il caolino pertanto l'impasto si compone di una fusione di varie argille provenienti dalla cave del sud miste al feldspato. Ne deriva un impasto tenero dal colorato latteo, che renderà questa manifattura, unica nella storia della porcellana. La prima manifattura di porcellana a Venezia fu fondata da Giovanni Vezzi e C. Hunger, proveniente dalla Du Paquier di Vienna. Il vasellame utilizzava il blu sottovernice e rilievi ornamentali ispirati al blanc de Chine. Ma fu solo con Geminiano Cozzi che Venezia si impose con le sue porcellane ispirate al Rococò veneziano e allo stile di Meissen. Nel campo della scultura sono famosi i magots, figurine copiate dalla produzione cinese."Le porcellane di Sevres si distinsero per la bellezza dei fondi in tinta unita e le dorature, tecniche protette da brevetto reale. Sono famosi i fondi bleuroy, il rosa Pompadour, il giallo e il verde intenso. Si distinsero per i clichè decorativi su dipinti di Watteau."Le porcellane cinesi (della dinastia Yuan, sec. XIII) hanno il caratteristico colore bianco e blu, dato sul manufatto ancora crudo con un pigmento contenete ossido di cobalto; uno dei pochi colori resistenti alle alte temperature della porcellana. Le porcellane cinesi della c.d. Famille rose, per la tinta dominante rosa, erano così dipinte dopo la cottura dell'oggetto, perchè le tine rosa e verde chiaro non potevano resistere alle alte temperature. Queste tinte pastello delicate venivano cotte in muffola, un piccolo forno a bassa temperatura. Molto pregiata è la porcellana inglese delle manifatture reali: la "Crown Darby",   particolarmente bianca e fine. Il "Gabinetto delle porcellane" del Castello di Charlottenburg, nella periferia di Berlino (Wunderkammer) contiene una delle più importanti collezioni di porcellane d'arte Cinesi, Indiane ed Europee.

PORPORA: La tintura porpora si estrae da due molluschi originari del Mediterraneo: il buccinum e il purpura. E' prodotta da una ghiandola detta "fiore", situata in prossimità della testa. Un mollusco forniva una sola piccola goccia di porpora; per questo era così costosa.

SANGUIGNA: Si dice sanguigna una matita dal caldo color rosso mattone, ricavata da una argilla ferruginosa detta "ematite". Leonardo da Vinci ne fece un largo uso

SBALZO: E' la tecnica di lavorazione e decorazione usata in oreficeria per modellare i metalli mediante martelli o ceselli dalla testa arrotondata, lavorando sul rovescio della laster di metallo (oro, argento, rame). Viene lavorato a sbalzo anche il cuoio.

SCULTURA IN PIETRA: Le rocce più usate in scultura, sin dall'antichità, sono i calcari metamorfosati, ossia i "marmi bianchi" di durezza media e con struttura cristallina. Sono usate anche le "rocce ignee" come i graniti, i porfidi, i basalti, più duri e spesso intensamente colorati e dall'aspetto prezioso. Infine si scolpiscono anche le rocce metamorfiche più tenere, come il tufo, l'arenaria, l'alabastro e il travertino. La tecnica è sempre "a levare" che non ammette correzioni, per cui lo scultore prepara prima un modello, o grafico o in cera o terracotta, di dimensioni più piccole.

SCULTURA LIGNEA: Per la povertà del materiale usato la scultura lignea è collocata nell'indistinto gruppo delle "Arti minori". Essendo di struttura non omogenea e irregolare, sul legno si effettuano spesso particolari lavorazioni (con cere o lacche) , o  colorazioni policrome, o rivestimenti con lamine metalliche, tessuti o pietre preziose.

SERIGRAFIA: La serigrafia è una tecnica di stampa per colatura da una matrice di seta, inventata anticamente dai cinesi e ripresa negli USA attorno agli anni quaranta del '900 dagli artisti della Pop Art (Andy Warhol). Oggi è realizzato con la fotografia: la matrice viene cosparsa di una vernice foto sensibile sulla quale viene proiettata l'immagine.

SMALTO: La tecnica dello "smalto a fuoco" consiste nell'applicare su un supporto metallico un impasto vetroso fissato tramite cottura, con l'aggiunta di additivi, come il borace, la soda o il magnesio, per conferire al prodotto maggiore durezza. La pasta vetrosa è cotta in un forno "a muffola" e la principale difficoltà sta nell'individuare il  giusto punto di fusione della pasta vitrea, senza danneggiare la parte metallica.

SOFFIATURA: Il vetro si ottiene fondendo a 1200° - 1400° un impasto di silice (da sabbia o frammenti di quarzo) e soda (da ceneri calcinate di alghe o piante marine). La prima fusione viene poi integrata con sostanze affinanti. Il vetro tolto dal crogiolo viene fatto rorolare su una lastra di metallo detta "bronzino", per coferirgli una forma cilindrica regolare. Il bolo vitreo viene poi attaccato ad una "canna da soffio", attraverso la quale il vetraio insuffla aria per gonfiare la bolla. Il pezzo soffiato viene ripetutemente scaldato e modellato con pinze e strumaeti vari sino a raggiungere la forma voluta.Gli oggetti di vetro una volta foggiati e raffredati possono essere decorati a smalti fusibili o con tinte a freddo e colori a olio.I Il vetro al sodio è detto "vetro lungo" perchè resta plastico a lungo e permette lavorazioni più sofisticate di quello al piombo.Il vetro lattimo, di colore bianco opaco latteo, si ottiene aggiungendo alla fritta di cristallo biossido di manganese e ossido di stagno come opacizzante. Il prodotto finito somiglia molto alla porcellana cinese. Il vetro cristallo è ottenuto usando come fondente ceneri potassiche di querce e faggi, per abbassare il punto di fusione della silice. Il vetro calcedonio si ottiene aggiungendo durante la fusione vari ossidi di metallo in tempi diversi, i quali danno al vetro l'effetto di venature e striature policrome come quelle del marmo. Nel 1674 a Londra G. Ravenscroft inventtò un vetro cristallino con molto piombo, il Flintglass, che venne poi prodotto in Boemia e che oggi viene comunemente detto cristallo di Boemia. Oggi si dice "mezzo cristallo", quello ottenuto con una percentuale del 24% di ossido di piombo; "cristallo superiore" quello con una percentuale del 30%. Il vetro piombo-potassico è molto più cristallino e trasparente di quello sodico

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STUCCO: Lo stucco è un impasto morbido a solidificazione veloce formata da polvere di marmo, calce, sabbia, gesso o caseina plasmato a mano o con spatola. Per le figure a tutto tondo si modellava lo stucco attorno ad armature in ferro. La lavorazione era possibile solo nei mesi caldi e secchi (Residenza di Wurzburg, stucci della Sala Bianca)

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TARSIA: a)"Tarsia lignea": La tecnica dell'intarsio del legno nasce in Europa nel Medioevo nei conventi dell'ordine certosino per la decorazione di scrigni e forzieri. L'intarsio detto "alla certosina" usava vari tipi di legno (quelli chiari come il pero e l'acero, accostati a essenze più rosate, come il ciliegio e il bosso, con tocchi di mogano e noce per le parti scure), insieme a osso e madreperla, fissati con il mastice alla struttura. nel XIV sec. nasce la "tarsia pittorica o prospettica" che riproduce temi figurativi o vedute architettoniche. I legni posson essere colorati per imbibitura con tinte bollite insieme a oli o a infusioni di erbe. Dal tardo '500 in Italia si diffonde la fabbricazioni di mobili intarsiati "a secco" (con incastri delle parti) e con incrostazioni di materiali preziosi (ottone dorato, madreperla, rame). Famosi sono i mobili del torinese Piffetti. L'ebanisteria per la produzione di mobili di lusso si sviluppa particolarmente alla Corte di Luigi XIV nella Manifattura Reale dei Mobili della Corona, ad opera soprattutto di Andrè Charles Boulle, un maestro dell'incastro. I legni più pregiati che vengono impiegati sono l'ebano, il mogano il palissandro.Si utilizzano anche la radica di noce e ulivo e la lacca di importazione cinese, la madreperla,  l'argento, l'avorio.- b) "Tarsia in scagliola": La scagliola è una verietà di gesso naturale (selenite), molto presente nell'Appennino modenese. L'intarsio in scagliola fu inventato a Carpi (MO) nel Seicento. Per essere lavorata va cotta a 300 gradi, macinata finemente e passata al setaccio. La sottilissima polvere ottenuta è poi mescolata a colla di ritagli di pelle conciata, per ricavarne una pasta modellabile, suddivisa e colorata in varie tinte. Gli intarsi in scagliola, con l'utilizzo di materiali poveri, come acqua, gesso, olio di lino e intelaiature di sottili cannucce, permettonio perfette imitazioni di qualsiasi tipo di marmo o pietra dura.

TERRACOTTA: La “terracotta” è il risultato della manipolazione in acqua dell’argilla , materiale di base di tutti i prodotti ceramici: laterizi, maioliche, gres, porcellana. Alla lavorazione su stampi rudimentali, succede ben presto quella al “tornio”. Dopo la tornitura si applicano i beccucci o le anse e si procede all’essicazione in forno, raggiungendo una temperatura di 1200-1400 gradi.a) “Terracotta invetriata”Per rendere impermeabile e decorare poi la terracotta si effettua la “invetriatura” con vernice piombifera, probabilmente inventata in Cina e importata dai romani. Ad una temperatura di 750800 gradi l’ossido di piombo della vernice, a contato con la silice dell’argilla ne provoca la fusione, ricoprendo l’oggetto di una pellicola trasparente. B) “Terracotta ingobbiata”:  L’oggetto essiccato viene ricoperto con uno strato di varie argille finissime (“ingobbio”) sul quale viene dipinta o graffita la decorazione, poi fissata dalla invetriatura o da smalto stannifero, infine viene cotto. Queste lavorazioni sono anche dette “Faenze”. 

TERRAGLIA: Con il termine terraglia si indica unmateriale costituito da varie argille bianche mescolate a terre silicee calcinate, di notevole durezza e resistenza. La terraglia nasce in Inghilterra alla fine del Seicento nella bottega di Jhonn Dwight. Si tratta di un prodotto superiore alle Faenze che, per gli oggetti di uso domestico ha in parte surrogato la porcellana. Le terraglie si dividono in "tenere" (di colore bianco grigiastro) e in "forti", composte queste ultime anche da caolino e quarzo. La composizione è simile a quella del Gres. La differenza sta nella cottura, che per la terraglia avviene a 800 gradi: Prima della cottura essa viene impermeabilizzata con una vernice di silice, minio, biacca e galena macinati in acqua.

XILOGRAFIA: a) Incisione su legno: Si scava il legno tutto intorno alle linee che devono venire impresse. b) Incisione in rame: si incide la lastra di rame col bulino, tracciando le linee che tratterranno il colore e che saranno impresse nella carta. L'incisione in rame è il "negativo" della xilografia. L'acquaforte usa la stessa tecnica dell'incisione con bulino della lastra di rame, preventivamente ricoperta di una vernice antiacido e poi sottoposta all'azione dell'acido nitrico, in corrispondenza dei segni tracciati.

 

13 bis - Stili e Correnti dell'Arte Moderna (1750 - 1950)

NEOCLASSICISMO

Il Neoclassicismo nasce a metà Settecento in concomitanza con gli scavi di Ercolano e Pompei. Il teorico del neoclassicismo è il tedesco J. Joachin Winckelmann, il quale sostiene la superiorità dell'arte greca e romana. Nasce così un vasto movimento culturale in Europa e negli Stati Uniti che interessa non solo la pittura e la scultura, ma anche la letteratura, l'architettura, le arti decorative, la gioielleria e persino la moda e il costume. I neoclassici hanno come ideale la Bellezza, "L'aurea beltade ond'ebbero ristoro a' mali le nate a vagheggiar menti mortali"(U. Foscolo, "All'amica risanata").Le opere sono caratterizzate da equilibrio nelle masse, nitidezza nel disegno e in generale una accentuata accuratezza formale che, però va spesso a discapito della originalità e spontaneità della ispirazione degli artisti, troppo impegnati ad imitare pedissequamente i modelli classici. Esponenti principali del neoclassicismo furono Jacques Louis David, Jean August Dominique Ingres, Antonio Canova.(J. A. Dominique Ingres, "La grande odalisca")

Le tre grazie" di Antonio Canova rappresentano l'incarnazione dell'ideale neoclassico di bellezza teorizzato dal Winkelmann. Furono commissionate dalla prima moglie di Napoleone Josephine Beauharnais. Canova si forma a Venezia, ma fu decisivo il suo soggiorno a Roma dove studiò le sculure antiche della classicità.Antonio Canova preparava modelli in argilla per le sue sculture in marmo. Sulle sculture di nudi femminili applicava una patina cerosa morbida e rosata per rendere la morbidezza della carne e togliere al marmo l'aspetto freddo:

ROMANTICISMO

Il termine "Romantic" veniva usato in Inghilterra per indicare una evasione fantastica ed emotiva dalla realtà e definisce un vasto movimento culturale diffusosi in Europa tra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento. Il Romanticismo nasce in Germania ad opera degli scrittori e intellettuali dello "Sturm und Drang", i quali reagiscono al razionalismo degli illuministi e all'imitazione degli antichi del neoclassicismo. I romantici sostengono il valore della spontaneità creatrice e della libertà espressiva dell'artista, che gli consenta di manifestare in pieno la propria interioorità e le sue più profonde e più autentiche emozioni.Si privilegiano così gli aspetti spirituali e irrezionali dell'individuo. Teorizzano il Romanticismo le riviste letterarie "Athenaum" in Germania e il "Conciliatore" in Italia. Maggiori esponenti della corrente romantica in pittura sono il tedesco Caspar David Friedrich, il pittore del sublime(C. D. Friedrich, "Wanderer")) :

gli inglesi Turner e Constable,  i francesi Delacroix e Gericault; l'italiano Francesco Hayez, che fu allievo del Canova (F. Hayez, "Il bacio")

in letteratura Wilhelm e Friedrich von Shlegel, Novalis, Byron, Scott, Hugo, Foscolo, Leopardi, Manzoni; in musica Beethoven, Schumann, Schubert, Mendelsonn, Liszt, Chopin. (William. Turner, "Dido e la costruzione dell'impero di Cartagine")

BIEDERMEIER

Il Biedermeier è un movimento artistico e ornamentale sviluppatosi nel periodo storico che intercorre tra il 1815 ed il 1848. Molto in voga tra la borghesia tedesca e austriaca, viene spesso definito di genere romantico.Il termine stesso si diffuse attorno al 1850 come dispregiativo, preso in prestito da un personaggio creato dagli scrittori Adolf Kussmaul e Ludwig Eichrodt e stava ad indicare il piccolo borghese apolitico e conservatore, interessato solo alla propria vita familiare. È composto da due parole, cioè l'aggettivo semplice, sempliciotto (bieder, ma che significa anche integro, onesto) unito a uno dei cognomi tedeschi più diffusi Meier (o Maier).Questo stile nacque come contrapposizione al cosiddetto "Stile Impero" nel periodo immediatamente successivo al Congresso di Vienna, di cui riprende una decisa "voglia di normalità". Soprattutto per questa ragione, il Biedermeier è stato spesso definito come lo stile della Restaurazione.Lo scopo che sottende allo stile Biedermeier infatti è valorizzare la sobrietà e l'armonia, mutuando parte dei motivi stilistici dal periodo precedente, ma spogliandoli di tutti i decori, gli orpelli e gli eccessi che lo avevano caratterizzato. Tutto ciò è coerente con la situazione socio-politica del momento, che cerca di dimenticare i fatti tumultuosi della Rivoluzione francese e del successivo impero napoleonico. Anche l'avvento della Rivoluzione industriale gioca un ruolo decisivo nello stile, proponendo prodotti funzionali ma dalle linee semplici, e quindi facilmente industrializzabili.Questa tendenza si ritrova nell'architettura quanto nell'arredamento, nella musica quanto nella letteratura, e produce atmosfere solenni ma sobrie, prive di decori dorati ma ricche di elementi consueti, quotidiani. Nell'arredamento il Biedermeier introduce l'uso di tappeti, tendaggi e nuovi tipi di mobile, come il servante a vetrina, l'armadietto secrétaire a ribalta, il divano imbottito, oltre alla diffusione di materiali pregiati come il mogano e il ciliegio. Le composizioni floreali sono un esempio significativo dello stile, così come le facciate severe di alcune città europee (una per tutte, Vienna) o le famose sedie in legno curvato e paglia di Vienna di Thonet. In musica e letteratura possiamo considerare esemplificative del periodo le composizioni misurate e semplici di Franz Shubert, le opere letterarie di Adelbert Von Chamisso, e le opere teatrali dell'austriaco Franz Grillpatzer.(Franz Dobyaschofsky)

PRERAFFAELLITI

La Confraternita dei Preraffaelliti è stata una corrente artistica della pittura vittoriana, nata nel settembre del 1848, sviluppatasi ed esauritasi in Gran Bretagna. Ascrivibile alla corrente del simbolismo, può essere definita - insieme al raffinato simbolismo di Klimt ed alle forme del Liberty - l'unica trasposizione pittorica del decadentismo. Tra i suoi esponenti principali Dante Gabriel Rossetti, William Hunt,  Ford Madox Braun, Johnn Everett Millet, William Morris Edward Burne Johns ed il tardivo John William Waterhouse. La Confraternita si sviluppa durante l'età vittoriana, periodo particolarmente importante sia per la società che per le arti britanniche. Il periodo, che segnò l'affermarsi di valori borghesi, come la fedeltà al Paese, la fede nel progresso, era reduce dalle grandi innovazioni artistiche di Johann E. Fussli e William Blake che aprirono la strada al romanticismo e stava vivendo proprio in quegli anni la grande rivoluzione del decadentismo con Oscar Wilde. La Confraternita dei Preraffaelliti fu chiamata così per indicare un certo connotato di setta esoterica; il riferimento al pittore ed architetto italiano Raffaello si riferisce invece al rifiuto di ogni accademicità nella loro pittura e, piuttosto, all'ispirazione che essi dichiaravano di trarre dai pittori italiani precedenti a Raffaello, portatori di una freschezza poi contaminata dalle varie scuole. L'anello di congiunzione tra i Preraffaelliti e l'analogo movimento tedesco d'ambientazione italiana dei Nazareni è Ford Madox Braun che venne a contatto con loro durante il suo viaggio a Roma, tra il 1845 e il 1846. I punti di contatto tra le due correnti pittoriche risiedono principalmente nel rifiuto di ogni convenzionale accademismo a favore di una più genuina spontaneità.(Edward Robert Hughes, "Valkyrie's Vigil)

REALISMO

Verso la metà dell’ ottocento, proprio in Francia, dove fino ai primi decenni del secolo aveva prevalso la pittura di ispirazione “storica”, dedicata soprattutto a ideali di libertà e di ribellione del popolo, si sviluppa un nuovo movimento, che venne chiamato Realismo. Esso intende rappresentare la realtà così come è, attribuendo all’ arte un contenuto sociale. Infatti per i pittori che appartengono al movimento realista, l’ arte non deve rappresentare sentimenti, impressioni o idee personali, come avveniva per l’ arte romantica, ma deve avere una spiccata finalità sociale, traendo i propri soggetti dalla realtà quotidiana, specie da quella più umile e misera, così come anche dalla realtà delle nuove classi sociali, quelle degli operai, o dei contadini, che per la prima volta, iniziavano ad essere rappresentati in dipinti e opere d’ arte. I principali esponenti della corrente realista francese, sono Gustave Courbet (1819-1877), Honoré Daumier (1808-1879) e Jean Francois Millet (1814-1875).(G. Courbet)

Con Courbet, per la prima volta, i personaggi umili ed anonimi vengono scelti come protagonisti di quadri di  dimensioni monumentali. Courbet rifiuta ogni tipo di idealizzazione e rappresenta la realtà per quella che è, e cioè brutta, cruda, lontano dalle regole imposte dalla tradizione e dagli ambienti ufficiali. Il pittore, ci presenta una dura realtà, i visi brutti e comuni che si incontrano ovunque, i contadini della sua terra, innalzati a ruolo di protagonisti di una nuova storia, anche se umile e dimessa, vissuta giorno dopo giorno. In questo la pittura di Courbet, rappresenta una autentica rottura che lascia prevedere il successivo sviluppo dell’ arte. Honoré Daumier denuncia sia i vizi borghesi sia la drammatica condizione del proletariato urbano, che era una classe nata proprio nell’ Ottocento, con l’ avvento delle varie lotte sociali e lo sviluppo industriale. Daumier utilizza la sua bravura di illustratore satirico e disegnatore, per realizzare numerose vignette e caricature di uomini politici o ricchi signori, in modo da denunciare le loro corruzioni ed i loro malaffari. Mentre come pittore, cerca di dare spazio alla realtà dei più umili e dei più poveri, per sottolineare la drammaticità umana, di queste persone, in modo da cercare di smuovere un po’ le coscienze dei governanti. In alcune opere, l’ Artista Daumier per sottolineare con più forza questi miseri personaggi e la loro condizione sociale, ne deforma i visi, o ne accentua l’ espressività attraverso l’ uso di forti contrasti chiaroscurali, come nell’ opera intitolata Il vagone di terza classe del 1861 circa. Anche l’ Artista Jean Francois Millet, rappresenta la dura e cruda realtà, soprattutto quella dei contadini, che vivono giorno per giorno mille sofferenze ed umiliazioni. Infatti per l’ Artista, i lavoratori, non devono essere idealizzati, o inseriti in ambienti idilliaci, come si faceva nei periodi precedenti, con regole tradizionali. I contadini di Millet si guadagnano da vivere lavorando i campi, e accettano quasi religiosamente tutte le dure condizioni che si presentano a loro, (J. F. Millet, "Spigolatrici")

MACCHIAIOLI

Il termine macchiaiolo compare per la prima volta nel 1862 sulla Gazzetta del Popolo. Il caffè Michelangelo, già prima degli incontri che lo hanno reso famoso, era il ritrovo di giovani artisti che amavano scambiarsi le opinioni e le tecniche che divergevano dalle pitture accademiche e tradizionali, in un ambito concitato e disordinato, ma pieno di impulsi e stimoli carichi di creatività. Come nell’Impressionismo francese, la pittura macchiaiola non si limita alla raffigurazione paesaggistica con la pura applicazione della nuova tecnica “a macchie di colore chiare e scure accostate”, ma necessita di una rappresentazione della natura vista “dal vero”. Il 1856 è la data di nascita del movimento macchiaiolo, il quale dichiara che la forma dell’oggetto non è creata dal suo profilo, ma dal rimbalzo della luce che colpendolo arriva ai nostri occhi sottoforma di colore. Componendo perciò i colori sulla tavolozza e riportandoli a “macchie accostate” le une alle altre sulla tela, sarà poi l’occhio dell’osservatore a mescolarli nella sua retina e ad ottenerne gli effetti desiderati. La tecnica macchiaiola sarà l'incubatrice di quella pittura che di lì a poco rivoluzionerà il mondo dell’arte: infatti frequenti sono le visite a Parigi dei componenti del gruppo che desta l’attenzione dei più grandi esponenti della pittura francese del periodo. Nascerà l'impressionismo francese. I principali esponenti della corrente furono Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Silvestro Lega, Raffaele Sernesi.  (G. Fattori, "Pattuglia a cavallo")

IMPRESSIONISMO

Movimento artistico sorto in Francia nella seconda metà dell’Ottocento. Deriva il suo nome dall’appellativo  di “impressionisti” dato in senso spregiativo da un giornalista dell’epoca al gruppo di artisti rifiutati dalle esposizioni ufficiali dei Salons e che esposero per proprio conto nello studio del fotografo Nadar a Parigi. Antecedenti del movimento in senso antiaccademico e realista furono il romantico Delacroix, opposto al neoclassico Ingres, sono i pittori della Scuola di Barbizon che dipingevano già all’aria aperta vedute di natura non idealizzata, Corot con la sua pittura volta alla ferma anche se emozionante rappresentazione del vero, Courbet con il suo sguardo sulla realtà quotidiana. (Delacroix, "Donne di Algeri)

Le innovazioni tecnico-linguistiche degli impressionisti sono costituite dall’abbandono del chiaroscuro di derivazione accademica nella pittura e dall’eliminazione del nero per dipingere le ombre, nonché dall’uso del colore , in modo che corrisponda alle sensazioni percettive dirette, senza la mediazione dell’esperienza (che ad esempio ci fa dire che un foglio è bianco anche se lo vediamo illuminato da una luce gialla o blu: per gli impressionisti il foglio è effettivamente giallo o blu e come tale lo dipingono). Le impressioni che si ricevono dalla  percezione immediata del mondo sono per gli impressionisti le più autentiche e vere e anche le più adatte a rendere il senso del tempo che trascorre, nel quale le cose non sono mai identiche un attimo dopo l’altro, ma in continua mutazione come la luce del giorno. E' quindi un’arte corrispondente alla nuova realtà urbana dell’Ottocento, allo sviluppo seguito alla rivoluzione industriale, alla crescita della borghesia commerciale con la sua voglia di affermarsi e di godere dei frutti del proprio lavoro a teatro, nei bar, alle regate, alle corse dei cavalli, ed è così che spesso gli impressionisti la ritraggono nelle loro opere. Il movimento, in sé, quindi, senza intenzioni rivoluzionarie, è  totalmente rivoluzionario per quel che riguarda il rinnovamento del linguaggio dell’arte ancorato non più a determinate leggi, ma al mutare dell’esperienza del mondo, portando a termine la rottura di tutti gli equilibri antichi iniziata con l’opera di Turner e aprendo definitivamente la via a tutte le esperienze dell’arte contemporanea. I maggiori rappresentanti dell’Impressionismo sono i francesi Manet, Monet, Renoir, Degas, Cezanne. (Manet, "Petit dejeuner sur l'erbe)

Anagraficamente l'Impressionismo nasce a Parigi intorno alla metà dell'Ottocento ed ha la sua prima uscita ufficiale nel 1874, quando viene allestita la mostra della “Societé Anonyme des Artistes peintres, sculpteurs, graveurs” nei locali del fotografo Nadar, esempio di prima mostra collettiva autogestita dagli artisti fuori dai circuiti ufficiali. Tra tutti i partecipanti figurano anche quelli che verranno poco tempo dopo definiti “impressionisti”, anche se sarebbe un errore identificare questi pittori come “gruppo” organicamente costituito. L'Impressionismo, assolutamente privo sia di manifesti che di alcuna formulazione teorica, non si configura come scuola né come movimento omogeneo riconoscibile in una teoria chiaramente enunciata. Esso è piuttosto un incontro tra artisti, tra loro anche profondamente diversi, ma accomunati da un analogo modo di vedere e di rendere il visibile in termini soggettivi, spontanei, scevri di letteratura e “simbolismi”, svincolati dai rigidi e obsoleti canoni tradizionali. Nell'Impressionismo non vi è intimismo o sentimentalismo, esso è invece la nitida applicazione di una nuova “verità ottica”; per la prima volta nella storia della pittura l'uomo esprime la poesia dell'attimo che passa, della luce sempre mutevole, che senza sosta cambia la materia delle cose. C'è la consapevolezza che tutto scorre, niente resta, ogni istante è ingoiato dal continuo fluire del tempo. Il soggetto non ha più rilevanza, l'acquista invece il modo in cui questo viene recepito dal pittore in quel preciso istante di luce, in quell'attimo irripetibile di vita fenomenica, atmosferica, e così resa nel quadro: “trattare i soggetti per i toni e non per il soggetto stesso, ecco cio' che distingue gli impressionisti dagli altri pittori”, come scrive nel 1877 uno dei più attenti critici dell'epoca, Georges Rivière. Se i realisti rivolgevano la loro attenzione prevalentemente a soggetti umili, colti nella loro misera quotidianità, i pittori impressionisti, per eccellenza “peintres de la vie moderne”, preferiscono cogliere gli stessi soggetti nei momenti di svago, quando nei pomeriggi festivi i parigini si recano in gita lungo la Senna e affollano i Caffè e i ristoranti all'aperto.  Tali soggetti diventano solo il pretesto, così come i paesaggi inondati dalla luce solare, per cogliere un'immediata suggestione visiva: notazioni luminose di vita colorata e movimentata, trasparenze atmosferiche, mutazioni cromatiche rese con colori puri e brillanti; la visione frammentata in mille tocchi sfavillanti di colore. Le innovazioni tecniche che gli impressionisti sperimentano per meglio rendere il complesso dei fenomeni naturali della visione e in particolare la luce solare e le sue infinite vibrazioni e rifrazioni sono la scomposizione dei colori, non più mescolati in precedenza sulla tavolozza, ma fissati direttamente sulla tela così come escono dal tubetto, e l'invenzione delle ombre colorate, negazione del chiaro-scuro opaco della pratica accademica (Claude Monet, "Terrasse a Sainte Adresse")
 

 

 

POSTIMPRESSIONISMO

 

Il Postimpressionismo è un termine convenzionale, usato per individuare le molteplici esperienze figurative sorte dopo l’impressionismo. Il denominatore comune di queste esperienze è proprio l’eredità che esse assorbono dallo stile precedente. Il postimpressionismo, tuttavia, non può essere giudicato uno stile in quanto non è assolutamente accomunato da caratteri stilistici unici. Esso è solo un’etichetta per individuare un periodo cronologico che va all’incirca dal 1880 agli inizi del 1900. La grande novità dell’impressionismo è stata la rivendicazione di una specificità del linguaggio pittorico che ponesse la pittura su di un piano totalmente diverso dalla produzione di altre immagini. Da ricordare che, in questi anni, la nascita della fotografia aveva messo a disposizione uno strumento di riproduzione della realtà totalmente naturalistico. (E. Muybridge, "Il cavallo in movimento")

 

 

La fotografia registra la visione ottica con una fedeltà e velocità a cui nessun pittore potrà mai giungere. La fotografia, pertanto, ha occupato di prepotenza uno dei campi specifici per cui era nata la pittura: quello di riprodurre la realtà. Che l’arte avesse per mezzo espressivo la riproduzione della realtà visibile era un dato implicito e costante di tutta l’esperienza artistica occidentale. Solo nell’altomedioevo, dal VII al IX secolo, si era assistito ad una fase artistica aniconica. Ma, da ricordare, che l’altomedioevo fu il periodo di maggior decadenza della cultura occidentale in genere, periodo che vide l’affermazione della iconoclastia dei bizantini e dell’aniconismo delle culture arabe e barbariche. In sostanza, tutta la cultura occidentale ha sempre inteso l’arte quale riproduzione del reale, avendo come obiettivo qualitativo finale il perfetto naturalismo. Questo atteggiamento culturale di fondo si rompe proprio nel corso del XIX secolo, quando le nuove scoperte scientifiche e tecnologiche portano alla nascita della fotografia e del cinema, perfezionando allo stesso tempo le tecniche della riproduzione a stampa. La civiltà occidentale diviene sempre più una civiltà delle immagini ma, paradossalmente, la pittura in questo processo si trova a svolgere un ruolo sempre più marginale. Competere con la fotografia sul piano del naturalismo sarebbe stato perdente e perfettamente inutile. Alla pittura bisognava trovare un’altra specificità che non fosse quella della riproduzione naturalistica. È quanto, sul piano tecnico, fanno i pittori dell’impressionismo ed è quanto, sul piano dei contenuti, faranno i pittori della fase successiva. Agli inizi del Novecento, l’arte, ed in particolare la pittura, hanno completamento cambiato funzione: non riproducono, ma comunicano.(Vincent Van Gogh, "Notte stellata")

 

 

Ovviamente anche l’arte precedente, da sempre, comunicava. Tutto ciò che rientra nell’ambito della creatività umana è anche comunicazione. Solo che nell’arte precedente questa comunicazione avveniva sempre per il tramite della riproduzione del visibile. Ora, dal postimpressionismo in poi, l’arte si pone solo ed unicamente l’obiettivo della comunicazione senza più porsi il problema della riproduzioneOvvero, l’arte serve a mettere in comunicazione due soggetti – l’artista e lo spettatore – utilizzando la forma che è, essa stessa, realtà, senza riprodurre la realtà visibile. Nel breve volgere di pochi decenni, le premesse di questo nuovo atteggiamento porteranno a rivoluzioni totali nel campo dell’arte dove, la nascita dell’astrattismo, intorno al 1915, sancisce definitivamente la rottura tra arte e rappresentazione del reale.

 

 

 

 

 

POINTILLISME

 

Il pointillisme è un movimento pittorico caratterizzato dalla scomposizione della luce nei colori dello spettro, sviluppatosi in Francia verso il 1885 e così denominato dal critico Felix Feneon. Si era iniziato infatti a constatare l'inesistenza di un colore locale; ciascun colore è influenzato dal colore cui è posto accanto e quindi i colori non dovranno essere mescolati ma anzi accostati, soprattutto i colori complementari così da creare il contrasto simultaneo. La fusione o il mescolamento dei colori in questo modo non avviene nel quadro ma nella retina dell'osservatore. Il termine puntinismo deriva quindi dal fatto che i colori per rendere questi effetti dovranno essere applicati sotto forma di punti.Gli artisti di questa corrente artistica rappresentavano paesaggi e scene di vita quotidiana. I maggiori esponenti di questo movimento furono George Seurat (celebre per il suo dipinto di grandi dimensioni "Una domenica sull'isola della Grande Jatte) cui esprime l'essenza pittorica della corrente) e Paul Signac. Il primo fu l’ideatore del puntinismo, o meglio, come avrebbe preferito del "divisionismo" in quanto non è importante la forma delle pennellate ma la divisione dei colori. Il secondo invece riprese il metodo di Seurat usando pennellate più larghe, a zone rettangolari o quadrate. In Italia gli esponenti di rilievo del movimento furono Gaetano Previati, Pelizza da Volpedo e Segantini, che a differenza dei francesi non provenivano dall'impressionismo, ma dal tardo romanticismo. Previati con il suo trattato intitolato La tecnica della pittura si propose come il teorico del movimento, che dalla seconda generazione in poi tenderà a sfociare nel Futurismo. Il puntinismo si basa sull'applicazione delle scoperte della percezione visiva e sulle teorie del colore formalizzate da Michel Eugène Chevrel a partire dal 1838.(George Seurat, "Ile de la Grande Jatte")

 

SIMBOLISMO

 

Nelle arti figurative il simbolismo nasce in accordo con le teorie e i lavori dei neo-impressionisti, soprattutto per quanto riguarda la rappresentazione di soggetti ispirati dalla natura a cui i simbolisti attingono fermamente. Il simbolismo è dedicato ad un pubblico colto e sensibile per via dei suoi contenuti molto complessi da decifrare. Fine dei simbolisti è quello di superare la pura visività dell'impressionismo in senso spiritualistico (e non scientifico, come avviene invece tra i neo-impressionisti), cercando di trovare delle corrispondenze tra mondo oggettivo e sensazioni soggettive. Influenzati dalla letteratura simbolista francese, soprattutto da Stephane Mallarmè e da Baudelaire, tentano di recuperare nei loro quadri la spiritualità di tutto ciò che esiste nella realtà ma non è direttamente visibile dall'occhio umano. Alla nuova tendenza si accostarono i pittori post-impressionisti per superare la rappresentazione dell'oggetto e sostituirla con l'espressione del proprio "io". Questi pittori rifiutarono la resa dell'illusione nella pittura, che per loro doveva essere in grado infatti di trasfigurare la realtà, nell'esaltazione delle linee e dei colori che avevano maggiormente suscitato la loro reazione emotiva. In Francia gli artisti simbolisti più rappresentativi furono Pierre Puvis de Chavannes, Gustave Moreau, creatore di immagini fortemente evocative e Odilon Redon, personalità complessa dall'opera molto diversificata. Si possono stabilire dei canoni fondamentali per il simbolismo: L'ideismo, cioè l'espressione delle idee per mezzo delle forme; la sintesi, cioè la riduzione in essenza dei simboli per meglio suggerire l'evocazione; il soggettivismo, cioè il considerare l'oggetto come segno dell'idea concepita dal soggetto. Tutto questo è generalmente accompagnato da un'intensa emotività, più o meno velata.(Gustave Moreau, "Edipo e la Sfinge")

NABIS

 

Nabis o Le Nabis (dalla parola ebraica per profeti) furono un gruppo di artisti parigini dell'avanguardia post-impressionista, attivi negli anni '90 del XIX secolo. Il termine fu coniato dal Nabi Auguste Cazalis, esperto di ebraico e lingue orientali, per classificare un gruppo di giovani artisti usciti dalla Acadèmie Julian e dall'Ecole des Beaux-Arts che, appartenenti al filone del simbolismo, si raccoglievano intorno al pittore Paul Sérusier, con l'intento di rinnovare la pittura. Il giovane Sérusier ebbe l’opportunità di dipingere all’aperto con Paul Gauguin a Pont-Aven in Bretagna e da questa esperienza trasse uno spunto per un nuovo uso del colore. Durante questo incontro realizzò un dipinto (1888) su una scatola di sigari (Paysage au bois d'amour), che venne poi considerato il Talismano dai Nabis, per il potere che ebbe nella loro conversione da una pittura di modello scolastico a una del tutto nuova ma nello stesso tempo più semplice ed arcaica.(Paul Serusier, "Le Talisman")

DIVISIONISMO

Il Divisionismo è un movimento pittorico che si sviluppò a partire dall'ultimo decennio dell'Ottocento italiano e si evolve per un periodo piuttosto lungo. Secondo alcuni studiosi trovò il suo esponente principale in Pellizza da Volpedo, secondo altri in Giovanni Segantini. I principi che ne codificarono le direttive furono delineati da Gaetano Previati che ne sviluppò le linee influendo sia sul territorio ligure che su quello lombardo. L'atto ufficiale che sancisce la nascita del divisionismo è alla Triennale di Milano dove, nel 1891 viene esposto il quadro "Le due madri" di G. Segantini:

Il divisionismo prese anche spunto dal Pointillisme francese. Quest'ultimo, derivato dalla corrente impressionista, accostava nella tela attraverso puntini e non pennellate, colori puri senza mischiarli. In Italia l'applicazione alla pittura delle nuove scoperte scientifiche relative al tema del colore non avviene nel modo strettamente ortodosso, fedele alle leggi della mescolanza ottica e ai principi della forma, come in Francia (Seurat). Diversi sono, infatti, i precedenti pittorici e l'ambito culturale: in Francia, l'impressionismo; in Italia la Scapigliatura e il Decadentismo. La tecnica del pointillisme consentiva di ottenere la massima luminosità accostando i "colori complementari", ma rivelava anche un interesse scientifico. Infatti, con tale tecnica l'artista si prefiggeva di ottenere la scomposizione del colore quale quella che si riteneva essere allora, sulla scorta delle ultime acquisizioni scientifiche, la scomposizione ed acquisizione "naturale" dei colori a livello retinico. Secondo tale principio, sarà la retina dell'osservatore a dover ricomporre tonalità e sfumature derivate dalla pittura "per punti", come avviene fisiologicamente quando guardiamo un bosco e, ad esempio, le mille tonalità di verde delle foglie e delle piante. Queste, infatti, ci appariranno distinte in loro prossimità, mentre tenderanno sempre più ad "unificarsi" per tonalità omogenee non appena le si osserverà di lontano. A tale proposito, tuttavia, va precisato che l'interesse scientifico rivolto al colore ed alla sua percezione prese relativamente meno forza nel divisionismo rispetto al pointillisme. Nel divisionismo, infatti, i puntini diventano filamenti frastagliati che invece di accostarsi spesso si sovrappongono (in tal senso, sono chiari gli spunti che indirizzano verso il dinamismo futurista). Dalla scapigliatura lombarda della metà dell'Ottocento viene invece mutuato l'interesse antiaccademico che contrasta l'arte consacrata dalla tradizione, il contenuto mitologico e storico, le forme classicheggianti o puriste, privilegiando invece il ritratto di introspezione psichica o sentimentale comuni anche al Realismo. Per la tecnica pittorica caratterizzata da contorni sfumati, colore spumoso, forte contrasto chiaroscurale, la Scapigliatura viene accostata all'Impressionismo, ma se ne diversifica per l'acuta sensibilità e l'intimismo dell'interpretazione. (Tranquillo Cremona)

Verso la fine del secolo, l'aggravarsi dei problemi sociali viene registrato dagli artisti i cui contenuti pittorici si fanno più tragici, la scienza, invece che sanare la triste condizione delle masse, diventa mezzo per accrescerne lo sfruttamento. L'arte è ora interpretata come una via di salvezza, per cui si estende ad ogni aspetto della vita (da notare gli sviluppi in Inghilterra con i Preraffaelliti). Contro il Positivismo si assiste alla rivalutazione della filosofia di Shopenhauer, anche attraverso il pensiero di Nietzsche, secondo la quale il mondo fenomenico è ritenuto pura apparenza, mentre solo la contemplazione artistica consente il contatto con la verità. Secondo lo Spiritualismo di fine secolo, la natura è percorsa da forze vitali, identificate nella forma artistica della linea curva, serpentina. L'artista si rifugia nell'interiorizzazione del rapporto arte/natura, che interpreta con sottolineature diverse, accentuandone il significato simbolico evocativo, che si concretizza nelle diverse tecniche, applicazioni del Divisionismo. In questo senso, se il Pointillisme si ricollega al Positivismo, la teoria divisionista ne diventa una sorta di antitesi. Per Previati:

 « Compito dell'artista non è quello di copiare letteralmente tutto ciò che si vede, ma è una funzione intellettiva sulle forme e i colori del vero... L'artista deve anzitutto rinunciare alla speranza di ritrovare nel mondo esteriore il quadro già composto. La verità dell'arte è lontana dalla contraffazione del vero. »
  

Il tratteggio, già adottato nei disegni e nelle incisioni, diventa pennellata direzionale, che spesso si avvolge su se stessa, filamento arabescato, che asseconda le forme, si piega in matasse di luce/colore, dall'andamento spesso circolare, a spirale, a sezione di cerchio, perché la luce è vita. Nell'interpretazione di Previati si ravvisano più esplicitamente, sia nel valore di segno dei soggetti, sia nell'uso della linea curva, i caratteri propri del Simbolismo (Maternità 1891; Il sogno 1912). Segantini, in Così penso e sento la pittura per "Cronaca d'arte" di Milano, attribuisce all'arte un valore religioso. "Letteratura, musica, pittura, ...formeranno la trinità dello spirito. Un forte sentire, a contatto della natura... Ecco che le tematiche si differenziano dalla corrente francese puntinista: sebbene in un primo periodo vennero riproposti paesaggi e scenari all'aria aperta, questi lasciarono posto a problematiche sociali e vita quotidiana (sviluppo certamente già presente nei macchiaioli toscani) in particolare nel caso di Pelizza e Plinio Nomellini, i cui interessi artistici si intrecciarono all'attivismo socialista. Nel caso di Previati invece profonde riflessioni su temi religiosi. == Esponenti ==I maggiori esponenti del Divisionismo Italiano sono: Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Angelo Morbelli. Di particolare interesse la scuola ligure, la scuola lombarda e quella piemontese (G. Segantini, "Ave Maria")

 

SECESSIONE

Nella storia dell'arte viene detto Secessione un fenomeno artistico che si manifestò verso la fine del xix secolo in diverse città tedesche e austriache e che coincise con il distacco di alcuni giovani dalle istituzioni ufficiali dell'arte, dalle Accademie e dai loro circuiti espositivi, come segno di protesta nei confronti dell'eccessivo conservatorismo del loro tempo. La parola "Secessione" venne usata per la prima volta agli inizi del ventesimo secolo da tale Hans Ulrich Simon e pur non ottenendo molta approvazione tra i critici, l'espressione rimase e si affermò. Come il Simon aveva giustamente osservato, lo scostamento dall'arte classica si ebbe già quasi un secolo prima a Parigi, donde poi l'idea separatista si diffuse in tutta l'Europa. Durante tutto l'Ottocento infatti alcuni artisti francesi si erano ribellati alle direttive obsolete dell'Accademia, finché nel 1980 la Société Nationale des Beaux-Arts venne rinnovata, accettando punti di vista molto più liberali. L'Accademia francese fece sue le nuove idee, diversamente da quanto avrebbe fatto più tardi quella tedesca che si sarebbe chiusa entro le proprie ferree convinzioni. Questa totale modernizzazione della società accademica francese è storicamente la prima effettiva secessione nell'arte, dalla quale però non uscirono artisti di valore eccezionale. Sono artisticamente molto più importanti i fenomeni di rottura nei confronti delle organizzazioni artistiche ufficiali che distinsero il resto dell'Europa ed in particolare i Paesi Tedeschi alla fine del 1800, e cioè la "Secessione Viennese", la "Secessione di Monaco" e la "Secessione di Berlino". I primi ad abbandonare la corporazione degli artisti accademici furono i pittori di Monaco che fin dal 1892 si impegnarono in una revisione degli stili classici e nella ricerca di nuovi modi di espressione. Ne seguirono l'esempio i gruppi di Vienna nel 1897 e di Berlino nel 1899. Di questi tre gruppi, i viennesi erano gli artisti più dotati, per cui la loro separazione rimane la secessione per antonomasia. Fu l'affermazione di una nuova concezione dell'arte: l'artista non deve render conto a nessuno, ma è l'unico a valutare le proprie creazioni. Secondo questa mentalità, l'arte figurativa e l'architettura prima di tutte accettò forme totalmente nuove. Il distacco organizzato dei tre gruppi fu un fenomeno solo tedesco. In altre parti d'Europa non si ebbero defezioni di gruppo, cioè non ci fu una secessione. Vi si possono trovare invece molti artisti che preferirono esprimersi con rappresentazioni di figure fantastiche e di linee elegantemente ricurve, con utilizzo di materiali e tecniche innovative. Questo era l'Art Nouveau. Bisogna dunque distinguere tra i due fenomeni, sebbene gli Austriaci abbiano continuato a nominarli ambedue con la parola Sezession. Ma correttamente sono secessionisti solo i membri dei tre gruppi che in modo organizzato e collettivamente ruppero con i circoli accademici. Non si possono definire secessionisti invece quegli artisti che un po' dovunque in Europa adottarono il nuovo stile. La totale libertà di espressione promossa dai secessionisti fu la causa e la giustificazione delle notevoli diversità di stile che si riscontrano tra i maggiori rappresentanti della Secessione. Ad esempio, Egon Schiele si sofferma sulle manifestazioni più dolorose e scostanti della vicenda umana, senza la minima concessione a qualche particolare che ne potrebbe mitigare il crudo espressionismo. Gustav Klimt, invece, propone temi allegorici e personaggi dolci ed evanescenti che si fondono con uno sfondo dorato. (Gustave Klimt)

I due artisti non hanno in comune che un totale distacco dall'arte classica e dagli altri artisti accademici del tempo, ambedue cioè sono secessionisti, ma i loro stili differiscono totalmente. Analogamente anche l'architettura di questo periodo non si presenta con uno stile unico, ma passa dalle decorazioni dorate e dai rami fioriti alla geometria pura e semplice, come nel caso di Otto Wagner. La stessa cosa si ripete nelle decorazioni interne dove si spazia dalle forme fantastiche di piante ad abbellimenti costituiti da sole linee.  In pratica, il periodo della Secessione nell'arte tramontò con i suoi creatori, in quanto era solo un trampolino di lancio per l'arte moderna. Ma si tratta comunque di un periodo molto importante da diversi punti di vista. Il merito principale della Secessione è ovviamente la concezione totalmente nuova dell'arte. Nel XIX secolo l'arte era stata praticamente riservata ai ceti agiati della popolazione, i quali potevano pagare costosi maestri e spesso anche i loro apprezzamenti che magari molte opere meno che mediocri non meritavano. Gli artisti meno abbienti invece che non potevano permettersi protettori accademici, venivano trascurati. Questo circolo chiuso di artisti affermati era a tutti gli effetti una corporazione dove elementi non germanici non venivano nemmeno presi in considerazione. I giovani secessionisti avversavano questa mentalità e infine dimostrarono che l'arte si palesa anche all'infuori dei canoni classici. Questo rivoluzionario concetto di libertà artistica si spinse più tardi fino a degli estremi indesiderati. Mentre in origine la Secessione chiedeva solo che anche i giovani venissero considerati, col tempo si finì col dichiarare che "artisti si nasce, non si diventa", il che presupponeva la totale inutilità di scuole e maestri. Questa mentalità condusse all'apprezzamento di autodidatti che sostituivano l'estro artistico e la tecnica con la sola originalità. La Secessione è importante anche in quanto favorì la nascita di un nuovo stile artistico che in vari paesi prese vari nomi. In Austria gli rimase il nome di Sezession, mentre in Germania si chiamò Jugendstil, in Inghilterra Modern style, in Francia Art nouveau, in Italia Liberty e poi Art déco. Secondo alcuni critici comunque, la Secessione e lo stile liberty che la seguì formano solo la prima fase di un più vasto movimento artistico, il Modernismo (Egon Schiele, "Donna seduta")

ESPRESSIONISMO

Espressionismo indica, in senso molto generale, un’arte dove prevale la deformazione di alcuni aspetti della realtà, così da accentuarne i valori emozionali ed espressivi. In tal senso, il termine espressionismo prende una valenza universale. Al pari del termine «classico», che esprime sempre il concetto di misura e armonia, o di «barocco», che caratterizza ogni manifestazione legata al fantasioso o all’irregolare, il termine «espressionismo» è sinonimo di deformazione. Nell’ambito delle avanguardie storiche, si circoscrivono nell'Espressionismo una serie di esperienze sorte soprattutto in Germania, la nazione che più si identificò con questo fenomeno culturale. Alla nascita dell’Espressionismo contribuirono diversi artisti operanti negli ultimi decenni dell’Ottocento. In particolare possono essere considerati dei pre-espressionisti Van Gogh, Gauguin, Munch e Ensor. ( Munch, "L'urlo")

In questi pittori sono già presenti molti degli elementi che costituiscono le caratteristiche più tipiche dell’Espressionismo: l’accentuazione cromatica, il tratto forte e inciso, la drammaticità dei contenuti. Il primo movimento che può essere considerato espressionistico nacque in Francia nel 1905: i Fauves. Di questo gruppo facevano parte Matisse, Vlaminck, Derain e Marquet.(v. infra). Sempre nel 1905, quando comparvero i Fauves, si costituì a Dresda (Germania) un gruppo d'artisti che si diede il nome «Die Brücke» (il Ponte). I principali protagonisti di questo gruppo furono Ernest Ludwig Kirchner e Emil Nolde.(Emile Nolde, "La danza").

In essi sono presenti i tratti tipici dell’Espressionismo: la violenza cromatica e la deformazione caricaturale. In più vi è una forte carica di drammaticità che, per esempio, nei Fauves non era presente. Nell’Espressionismo nordico, infatti, prevalgono sempre temi quali il disagio esistenziale, l’angoscia psicologica, la critica all'ipocrisia della società borghese e al militarismo dello stato. Alla definizione dell’Espressionismo nordico fu determinante il contributo di pittori quali Munch e Ensor. Proprio da Munch i pittori espressionisti presero la suggestione del fare pittura come esplosione di un grido interiore. Un grido che portasse in superficie tutti i dolori e le sofferenze umane e intellettuali degli artisti del tempo.
Un secondo gruppo espressionistico si costituì a Monaco nel 1911: «Der Blaue Reiter» (Il Cavaliere Azzurro). Principali ispiratori del movimento furono Wassilj Kandinskij e Franz Marc:

Con questo movimento l’Espressionismo prese una svolta decisiva. Nella pittura fauvista, o dei pittori del gruppo Die Brücke, la tecnica era di rendere espressiva la realtà esterna così da farla coincidere con le risonanze interiori dell’artista. Der Blaue Reiter propose invece un’arte dove la componente principale era l’espressione interiore dell’artista che, al limite, poteva anche ignorare totalmente la realtà esterna a se stesso. Da qui a una pittura totalmente astratta il passo era breve: fu proprio Wassilj Kandiskij il primo pittore a scegliere la strada dell'Astrattismo totale.
Il gruppo Der Blaue Reiter si disciolse in breve tempo. La loro ultima mostra avvenne nel 1914. In quell’anno scoppiò la guerra e Franz Marc, partito per il fronte, morì nel 1916. Alle attività del gruppo partecipò anche il pittore svizzero Paul Klee, che si sarebbe reincontrato con Wassilj Kandiskij nell’ambito della Bauhaus, la scuola d’arte applicata fondata nel 1919 dall’architetto Walter Gropius. All’interno di questa scuola, l’attività didattica di Kandiskij e Klee contribuì in maniera determinante a fondare i principi di una estetica moderna, trasformando l’Espressionismo e l'Astrattismo da un movimento di intonazione lirica a un metodo di progettazione razionale di una nuova sensibilità estetica. (Ernst Kirchner, "Autoritrato da soldato")

FAUVISME

Fauvisme: Movimento pittorico del principio del XX secolo basato sull'uso di colori intensamente vividi, non naturalistici; imperniato su un gruppo di artisti francesi che lavorarono assieme dal 1905 al 1907 circa, fu il primo dei grandi movimenti d'avanguardia dell'arte europea nel periodo di sperimentazione, senza precedenti, che si ebbe tra il passaggio di secolo e la prima guerra mondiale. La figura più importante del gruppo fauvista fu Henri  Matisse (Gioia di vivere)

;Matisse usò colori vividamente contrastanti fin dal principio, nel 1899, e arrivò a realizzare il potenziale di un colore liberato dal suo tradizionale ruolo descrittivo quando dipinse con  Paul Signac nella splendente luce di Saint Tropez nell'estate del 1904 e con Andrè Derain a Collioure, nell'estate del 1905. I fauve esposero insieme per la prima volta al Saloon D'Automne del 1905. Il nome gli venne dato dal critico Louis Vauxcelles (1870-1943), il quale indicò una scultura in stile rinascimentale al centro della galleria ed esclamò: "Donatello au milieu des fauves!" (Donatello tra gli animali selvatici). L'osservazione fu stampata sul quotidiano Gil Blas il 17 ottobre e il nome si diffuse immediatamente. Prevedibilmente, i dipinti dei fauve attirarono molte derisioni e molti insulti; il critico Camille Mauclair (1872-1945), per esempio, scrisse che "Un barattolo di pittura è stato lanciato in faccia al pubblico". Ma ci furono anche recensioni favorevoli. Gertrude e Leo Stein comprarono Donna con cappello di Matisse (collezione privata), il quadro che attirava i peggiori insulti. Ciò contribuì a risollevare il morale abbattuto di Matisse e segnò l'inizio di una intensa crescita della sua reputazione artistica. Tra gli artisti che esposero con Matisse al Salon d'Automne c'erano Derain, Rouault, Marquet, Vlaminck. Più tardi vi si unirono anche Dufy e Braque (1907). Tutti questi erano di qualche anno più giovani di Matisse (la maggior parte aveva circa vent'anni, mentre lui trentacinque). Questi artisti furono influenzati in vario modo da Cezanne, Van Gogh, Gauguin e i neoimpressionisti. Il loro soggetto più tipico era il paesaggio e l'eccezionale caratteristica delle loro opere era costituita dall'estrema intensità del colore, spesso usato arbitrariamente per effetto decorativo ed emotivo. A parte questo, non ebbero un programma comune. Come movimento strutturato il fauvismo raggiunse il suo apice nel Salon d'Automne del 1905 e nel Saloon des Independants del 1906. Dal 1907 i membri del gruppo si allontanarono gli uni dagli altri: per molti di loro il fauvisme era stato una fase momentanea attraverso la quale passare per sviluppare stili diversi (Valtat fu un'eccezione, dato che continuò ad analizzare l'uso del colore puro dall'inizio alla fine della sua vita), e il loro lavoro non mostrò mai più tanta somiglianza. Sebbene di breve durata, comunque, il fauvisme fu estremamente influente, per esempio sull' espressionismo tedesco e sull'opera dei Coloristi scozzesi.(Andrè Derain, "Blackfriars")

CUBISMO

Cubismo è un'espressione con cui si è soliti designare una corrente artistica ben riconoscibile, distinta e fondativa rispetto a molte altre correnti e movimenti che si sarebbero successivamente sviluppate. Tuttavia il cubismo non è un movimento capeggiato da un fondatore e non ha una direzione unitaria. Si può tuttavia individuare in Paul Cézanne un pittore che nelle sue solitarie sperimentazione è stato in grado di prefigurare quelli che saranno lo stile, la visione e le tematiche cubiste. (P. Cezanne)

Partendo dalla semplificazione delle forme di Cézanne e dall'osservazione dell'espressività delle maschere africane, alcuni artisti iniziarono ad operare una scomposizione della figuratività e vennero, attraverso un'etichetta non proprio lusinghiera imposta da un critico esterno al gruppo (nello specifico, da Louis Vauxcelles in una recensione del 1908 comparsa su Gil Blas), questi artisti giungono alla scomposizione dell'oggetto, abbandonando completamente la visione prospettica e naturalistica. I primi pittori propriamente cubisti sono considerati, per le opere che separatamente crearono nello stesso lasso di tempo (durante il 1907) ma senza conoscersi, Georges Braque e Pablo Picasso. (Pablo Picasso, "Le demoiselle d'Avignon")

Oltre a questi due indiscussi geni, Daniel Henry Kahnweiler, che fu loro gallerista, include nel novero dei "quattro grandi", Juan Gris e Leger : "Non a loro può richiamarsi lo scadere nell'ornamentazione e nella bella scrittura priva di senso che si viene oggi affermando in qualità di pittura accademica del nostro tempo. Michelangelo non è responsabile degli armadi in stile rinascimentale - ha detto Picasso alcuni decenni fa". Oltre a loro ne hanno fatto parte: Guillaume Apollinaire, Robert Delaunay, Marcel Duchamp, Jacques Villon, Francis Picabia, Gino Severini e altri.(Georges Braque, "Natura morta")

FUTURISMO

Il Futurismo diede il meglio di sé nelle espressioni artistiche legate alla pittura, al mosaico e alla scultura, mentre le opere letterarie e teatrali, ma anche architettoniche non ebbero la stessa immediata capacità espressiva. Le radici del fermento che porterà alla declinazione del Futurismo nell'arte si possono riconoscere, artisticamente parlando, già nella Scapigliatura (corrente tipicamente milanese e borghese della seconda metà dell'Ottocento) laddove il Futurismo, anch'esso nato a Milano, distoglie con disprezzo l'attenzione dalla raffinata borghesia per concentrarsi sulla rivoluzione industriale, sulle fabbriche. Dal punto di vista stilistico il Futurismo (in particolare quello boccioniano) si basa sui concetti del Divisionismo che però riesce ad adattarlo per esprimere al meglio gli amati concetti di velocità e di simultaneità: è grazie ad artisti come Giovanni Segantini e Pellizza da Volpedo che, pochi anni dopo, il futurista Umberto Boccioni potrà realizzare dipinti come "La città che sale":

Naturalmente dal punto di vista concettuale il Futurismo non ignora i principi cubisti di scomposizione della forma secondo piani visivi e rappresentazione di essi sulla tela. Cubista è senz'altro la tecnica che prevede di suddividere la superficie pittorica in tanti piani che registrino ognuno una diversa prospettiva spaziale. Tuttavia, mentre per il cubismo la scomposizione rende possibile una visione del soggetto fermo lungo una quarta dimensione esclusivamente spaziale (il pittore ruota intorno al soggetto fermo cogliendone ogni aspetto), il Futurismo utilizza la scomposizione per rendere la dimensione temporale, il movimento. Altrettanto interessanti sono i rapporti stilistici tra il Futurismo boccioniano e il Cubismo Orfico di Delaunay:

Non mancarono relazioni complesse tra i futuristi italiani e i più importanti  esponenti delle avanguardie russe e tedesche. Infine, equiparare la ricerca futurista dell'attimo con quella impressionista, come è stato fatto in passato, è ormai considerato profondamente errato. Se è vero infatti che gli impressionisti fecero dell'"attimalità" il nucleo della loro ricerca (loro scopo era fermare sulla tela un istante luminoso, unico e irripetibile) la ricerca futurista si muove in senso quasi opposto: suo scopo è rappresentare sulla tela non un istante di movimento ma il movimento stesso, nel suo svolgersi nello spazio e nel suo impatto emozionale. Come conseguenza dell'estetica della velocità, nelle opere futuriste a prevalere è l'elemento dinamico, il movimento coinvolge infatti l'oggetto e lo spazio in cui esso si muove. Il dinamismo dei treni, degli aeroplani (Aeropittura), delle masse multicolori e polifoniche e delle azioni quotidiane (del cane che scodinzola andando a spasso con la padrona, della bimba che corre sul terrazzo, delle ballerine) è sottolineato da colori e pennellate che mettano in evidenza le spinte propulsive delle forme. La costruzione può essere composta da linee spezzate, spigolose e veloci, ma anche da pennellate lineari, intense e fluide se il moto è più armonioso.

 

Tra gli epigoni più interessanti del Futurismo, l'avanguardia russa del Raggismo e del Costruttivismo. Le tecniche pittoriche futuriste sono state riassunte nei due manifesti sulla pittura dei primi mesi del 1912. Due esponenti del movimento pittorico sonoUmberto Boccioni e Giacomo Balla, questi ultimi presenti anche in scultura. La pittura di Boccioni è stata definita "simbolica": il dipinto La città che sale, per esempio, è una chiara metafora del progresso, dettato dal titolo e dalle scene di cantiere edile sullo sfondo, esemplificate nella loro vorticosa crescita dalla potenza del cavallo imbizzarrito, un vortice di materia che si scompone per piani. Se Boccioni è simbolico, Balla è fotografico e analitico. Ancora legato a principi cubisti, non è raro che realizzi sequenze fotogrammetriche di una scena, per rendere il movimento, piuttosto che affidarsi a impetuosi vortici di pittura: è il caso del posato Ragazza che corre al balcone.

 

 

ASTRATTISMO

 

L'Astrattismo è un'esperienza artistica nata nei primi anni del XX secolo, in zone d'Europa lontane tra loro, dove si sviluppò senza intenti comuni. Il termine indica quelle opere pittoriche e plastiche che esulano dalla rappresentazione oggettiva della realtà. La diffusione sempre più ampia dei mezzi di riproduzione delle immagini, come la fotografia, porta gli artisti ad esaltare le peculiarità dell'arte che siano inaccessibili alla meccanicità, ovvero un'interpretazione del reale soggettiva, propria ed esclusiva dell'artista. Fondamentali furono le esperienze fauvista e cubista: la prima esaltava lo stato d'animo dell'artista attraverso l'uso non tradizionale del colore, mentre il secondo perseguiva la semplificazione delle forme secondo l'ordine della geometria. L'astrattismo nasce dalla scelta degli artisti di negare la rappresentazione della realtà per esaltare i propri sentimenti attraverso forme, linee e colori. Punto di riferimento fondamentale è il testo di Wilhelm Worringer Astrazione ed empatia, del 1908, dove l'arte viene interpretata in base all'intenzionalità dell'artista. La forma viene intesa come risultato dell'incontro tra uomo e mondo, in un alternarsi di empatia, ovvero avvicinamento alla realtà, ed astrazione, cioè il rifiuto della realtà. Con il termine "astrattismo" vengono quindi spesso designate tutte le forme di espressione artistica visuale non figurative, dove non vi siano appigli che consentano di ricondurre l'immagine dipinta ad una qualsiasi rappresentazione della realtà, nemmeno mediata dalla sensibilità dell'artista come nel caso degli impressionisti. Tuttavia in alcune accezioni con "astrattismo" si intende (in senso restrittivo) solamente la ricerca della forma pura per tramite di colori e forme geometriche, come nelle opere di Piet Mondrian, Josef Albers e Mario Radice, mentre le altre esperienze non figurative vengono definite con nomi propri, quali Espressionismo astratto, Informale e simili. I primi, prematuri, esperimenti in Italia di realizzazione di opere d'arte staccate dalla rappresentazione del vero risalgono agli inizi del '900 con alcune visionarie pitture del milanese Romolo Romani, a cui fecero seguito tele di artisti futuristi, quali Ivo Pannaggi e soprattutto Giacomo Balla, quest'ultimo in particolare con una serie di quadri denominati "compenetrazioni iridescenti" del 1912. (Giacomo Balla)

Tuttavia le esperienze di Romani e del futurismo non possono dirsi veramente astratte, in quanto nei quadri di Romani non vi era astrazione, ma se mai un tentativo di fissare le forze della natura. mentre nei futuristi l'idea del movimento e del dinamismo non abbandona mai una base figurativa: Balla infatti studia oggetti che appaiono visti come attraverso le lenti di un caleidoscopio mentre i solidi tridimensionali di Pannaggi non sono altro che giocattoli o meccanismi ingranditi, come testimonia talvolta la rappresentazione di un uomo intento ad assemblarli. Anche le forme create da Enrico Prampolini, in apparenza astratte, traggono la loro origine da creature organiche e organismi viventi, se pur dilatati in contesto e dimensioni. L'astrattismo vero e proprio deve invece intendersi come armonia pura distaccata da qualsiasi riproduzione del vero. In Italia le idee dell'arte astratta pura vennero accolte piuttosto tardi, attorno agli anni '30, ma si svilupparono in forme di grande spessore artistico, che aprirono la strada a molti dei più originali movimenti del secondo '900. Furono due i principali gruppi di pittori astrattisti: il primo, più eterogeneo, guidato dalle teorie espresse da Carlo Belli nel testo "Kn", si riunì attorno alla galleria "il Milione" di Milano, e annoverò nomi quali Mauro Reggiani, il giovane Lucio Fontana, Atanasio Soldati e Luigi Veronesi, il secondo, più coeso, fiorì a Como ispirato dall'architetto Giuseppe Terragni e dai pittori Manlio Rho e Mario Radice, includendo artisti quali Aldo Galli, Carla Badiali e Carla Prina. Ovviamente data la vicinanza fra Como e Milano furono frequenti gli interscambi fra i primi astrattisti. Il gruppo de "il Milione" praticò un'arte più "istintiva", seguendo il talento di Reggiani, che costruiva mosse geometrie partendo da linee oblique, e dalle originalissime e colorate sintesi di forme realizzate da Osvaldo Licini.  Como era la città della seta, e i concetti di stile e modernità nel colore erano ben presenti. Manlio Rho aveva nella sua libreria i testi della Bauhaus, dove Kandinsky insegnò fino al 1932 e la scintilla dell'arte di Kandinsky esplose, con un astrattismo geometrico puro, in apparenza vicino al suprematismo russo, ma in realtà inconfondibilmente italiano. Nascono così le purissime campiture geometriche di colore nelle tele di Rho, nitide come cristalli ma, al contrario della freddezza cristallina, pervase da un calore che mancava ai suprematisti come Malevic.(Manlio Rho)

Un aspetto del tutto originale dell'astrattismo italiano nasce dall'intuizione di Lucio Fontana che partendo dal "Manifesto Blanco" scritto a Buenos Aires nel '46 teorizza un nuovo rapporto fra la luce, lo spazio e la tela, sino ad arrivare al gesto rivoluzionario del "taglio". Oltre a Fontana i principali spazialisti furono GIanni Dova, che però troverà presto una strada personale forse influenzata dal Surrealismo, Mario De Luigi che esplorò le possibilità di creare scintille di luce sulla tela con la tecnica del "grattage" e soprattutto Roberto Crippa che negli anni '50 toccò i vertici della sua arte creando fantasmagoriche "Spirali" che ricordano orbite atomiche trasposte sulla superficie del quadro.Vasilij Kandinskij realizza i primi acquerelli astratti, ma non aveva ancora conosciuto il testo di Worringer: in seguito, proprio da questo trarrà il termine astratto, che userà per primo in riferimento ad un'opera d'arte. Nei suoi quadri sono quasi del tutto assenti le forme geometriche: preferisce tinte accese e contrasti stridenti. Importante è il rapporto con la musica, dalla quale mutuerà i titoli dei propri lavori: Composizione, Improvvisazione, Impressione, addirittura numerati come si fa con i brani musicali, proprio per dimostrare il legame attivo fra musica e pittura che, per l' artista devono esprimere i sentimenti e non riprodurre la realtà, questo il principio base che distingue l' astrattismo dalle altre avanguardie del XX secolo. (V. Kandinskji, "Improvvisazione")

Piet Mondrian, venuto in contatto con Teosofia e Cubismo, approda al rifiuto della natura per rifugiarsi nella perfezione spirituale delle forme astratte. L'oggetto viene sintetizzato in linee e colori, pur partendo da forme reali, fino a giungere alle campiture geometriche di colori primari. Nel 1917 fonda la rivista De Stijl, che diventa il punto di riferimento del Neoplasticismo. Kasimir Malevich fu il fondatore del Suprematismo, che si proponeva di raggiungere l'assoluta purezza attraverso la riduzione estrema degli elementi figurativi, fino a giungere al paradosso del Quadrato nero su fondo bianco. (Pietr Mondrian)

  

 

  

BAUHAUS

  

l'abbreviazione di Staatliches Bauhaus, una scuola di architettur, arte e design della Germania che operò a Weimer dal 1919 al 1925, a Dessau dal 1925 al 1932 e a Berlino dal 1932 al 1933. Erede delle avanguardie anteguerra, fu non soltanto una scuola, ma anche il punto di riferimento fondamentale per tutto il movimento d'innovazione nel campo del design e dell'architettura conosciuto come razionalismo, funzionalismo, movimento moderno o addirittura "stile Bauhaus".I suoi insegnanti, appartenenti a diverse nazionalità, furono figure di primissimo piano della cultura europea. L'esperienza didattica della scuola influirà profondamente sull'insegnamento artistico e tecnico fino ad oggi. Più in generale il Bauhaus fu un momento cruciale nel dibattito novecentesco del rapporto tra tecnologia e cultura. L’esperienza del Bauhaus ha i suoi antecedenti nel clima culturale che si era venuto a creare da metà ottocento in Europa, soprattutto nei paesi anglosassoni, nel periodo storico successivo alla Rivoluzione industriale, che aveva prodotto la meccanizzazione dei sistemi produttivi, la crescita del proletariato e iniziato un processo di razionalizzazione e riduzione dei prezzi delle merciIn Inghilterra, dove il governo aveva promosso una riforma delle accademie e della formazione professionale nel senso di un maggiore coinvolgimento dello studente nella fase progettuale, WIlliam Morris, influenzato dal pensiero di John Ruskin, fondò laboratori che producevano artigianalmente sedie, tavoli, bicchieri, cucchiai, brocche, mobili contenitori, cassepanche, decretando l’affermazione dello stile Arts and Crafts. I primi musei che raccolsero opere di arte applicata e industriale, furono aperti in Inghilterra e ad essi seguirono la fondazione del Museo austriaco delle arti applicate a Vienna e del Kunstgewerbwemuseum a Berlino. La Prussia inviò in Inghilterra Hermann Muthesius per scoprire e studiare le ragioni del successo economico inglese. Muthesius suggerì di integrare laboratori all’interno delle scuole di artigianato artistico e cercò di stimolare la formazione di aziende-laboratori come i Deutsche Werkstätten, suscitando la nascita del Deutscher Werkbund, volta a mettere insieme le ragioni dell’arte con quelle dell’industria. Tra le scuole che vennero riformate secondo i nuovi principi si ricordano l'Accademia di Dusserdolf di Peter Behrens, la Scuola di artigianato artistico di Stoccarda di Otto Pankok, l’Accademia di Breslavia di Hans Poelzig, l’Accademia di Berlino di Bruno Paul, la Scuola di artigianato artistico di Weimar di Henry Van de Velde. Il Bauhaus, che nacque dall’unione delle due scuole d’arte di Weimar, fu influenzato nel suo cammino iniziale dal clima espressionista d'anteguerra. I principi su cui si basava il programma del Bauhaus del 1919 erano stati infatti anticipati, da Bruno Taut, nel suo programma sull'architettura del 1918. Taut era convinto che l'unione profonda di tutte le discipline in una nuova arte del costruire avrebbe portato una nuova unità culturale. Nel 1919 l'architetto Walter Gropius assume a Weimar la direzione dello "Kunsthochschule" (Accademia d'Arte) che il 1 aprile del l9l9 diventa la "Staatliches Bauhaus in Weimar". Dirige il Bauhaus fino all'aprile del 1928; dal marzo del 1921 all'aprile del 1925 è "maestro delle forme" nella falegnameria. Dopo il trasferimento a Dessau progetta il nuovo edificio del Bauhaus (1925-1926). Ad influenzare Walter Gropius fu anche la ricerca dell’architetto Otto Bartning e del suo “Programma di insegnamento per l’Architettura e le Belle Arti impostato sui metodi e i processi dell’ artigianato.

ECOLE DE PARIS

L'École de Paris è uno dei momenti fondamentali dell'arte parigina ed europea di inizio '900. Per descriverlo correttamente bisogna distinguere il suo svolgimento storico dalle caratteristiche stilistiche. Dal punto di vista storico l'"École de Paris" è stata una sorta di contenitore eterogeneo di artisti d'avanguardia, che hanno animato il dibattito culturale parigino tra il 1907-08 e il 1920. Questi artisti erano accomunati da:

  • Il fatto di vivere e lavorare a Parigi,
  • uno spirito di sperimentazione formale,
  • l'interesse per l'arte primitiva, la scultura negra e cicladica,
  • l'ammirazione per l'opera di Paul Cézanne
  • l'estraneità a movimenti o gruppi particolari,
  • rapporti di amicizia e scambio intellettuale,
  • un certo atteggiamento "bohemienne", se non addirittura "maudit" (maledetto).

Il termine "École de Paris" significa letteralmente "Scuola di Parigi". Ma non si tratta di una scuola vera e propria, né tantomeno di un gruppo ben caratterizzato. Al contrario, gli artisti che facevano capo all'École de Paris risultavano piuttosto eterogenei fra loro. Di somigliante era solo il fatto che tutti operavano in ambito figurativo. In sostanza, la definizione di una "École de Paris" è servita agli studiosi più che altro per classificare vari artisti di grande rilievo, che non potevano essere incasellati in nessun movimento noto. Alcuni di essi erano di origine ebrea e provenivano dall'Est europeo. Altri provenivano dall'Italia, richiamati dal grande vento di novità che giungeva dalla capitale francese. Tra essi spiccano i nomi di Constantin Brancusi, Marc Chagall, Moïse Kiesling, Marie Laurencin, Amedeo Modigliani, Jules Pascin, Georges Rouault, Chaim Soutine e Maurice Utrillo. (Amedeo Modigliani, "Nudo Rosso")

Tra gli italiani, oltre a Modigliani, si possono includere anche Giorgio De Chirico e Renato Paresce. Per capire il senso vero dell'École de Paris bisogna considerare il ruolo eccezionale svolto, in campo artistico, da Parigi nella prima metà del '900. Parigi, in particolare, è stata:

  • un luogo di grande apertura, tolleranza e libertà nei confronti di idee e ricerche nuove,
  • un formidabile centro di richiamo per artisti e intellettuali da ogni parte d'Europa,
  • un terreno di coltura unico per movimenti, correnti e nuove tendenze,
  • un grande centro del mercato dell'arte.

Queste prerogative hanno fatto sì che Parigi, in diversi momenti, sia stata il crocevia di multiformi esperienze artistiche d'avanguardia. Tra gli artisti che la hanno animata alcuni si sono fatti promotori, o hanno aderito, a gruppi organizzati, movimenti, manifesti. Altri si sono espressi in maniera più autonoma, o comunque indipendente da ogni forma di arte organizzata. Questo è il caso dei protagonisti dell'École de Paris.Il termine "École de Paris" è stato ripreso all'indomani della seconda guerra mondiale, per indicare un vasto raggruppamento di artisti astratti operanti a Parigi. Questi artisti muovono i primi passi negli anni '30 e '40 in ambito figurativo. I loro primi riferimenti artistici sono la grande tela Guernica (1937) di Pablo Picasso ma, soprattutto, la figura di George Braque. Dopo la guerra si dedicano a un processo di dissoluzione formale sulla base di un desiderio di semplificazione e rinnovamento. Questo processo li porta a superare la figurazione e ad approdare a forme diverse di astrazione.(Marc Chagalle, "Amanti")

METAFISICA

La Pittura metafisica è una corrente pittorica del XX secolo che vuole rappresentare ciò che è oltre l'apparenza fisica della realtà, al di là dell'esperienza dei sensi. Il pittore Giorgio De Chirico, durante il suo soggiorno a Parigi tra il 1911 e il 1915, usa per primo questo appellativo sia parlando di luoghi, sia di dipinti propri e delle opere dei grandi maestri del passato; anche il fratello Alberto Savinio (Andrea de Chirico) ebbe fin dall'inizio della sua attività artistica un ruolo importantissimo nella creazione della poetica metafisica. La genesi della pittura metafisica è individuabile nel quadro di Giorgio de Chirico L'enigma di un pomeriggio d'autunno del !909-1910. A Parigi i fratelli de Chirico entrano in contatto con gli esponenti delle avanguardie artistiche del novecento e contribuiscono ad anticipare la crisi che avrebbe condotto all'enorme cambiamento di clima intellettuale ed estetico che prese corpo durante la prima guerra mondiale. Nel giugno del 1915 Alberto Savinio e Giorgio de Chirico giungono a Ferrara  e stabiliscono contatti con Ardengo Soffici e Giovanni Papini in Italia e, a Parigi, con il il mercante d'arte e collezionista Paul Guillaume. Dal 1916 riprendono i contatti epistolari con Apollinaire e nello stesso anno avviene l'incontro con il giovane intellettuale ferrarese Filippo de Pisis. In questo periodo fra i due fratelli de Chirico e Soffici si realizza una stretta comunanza di idee e di intenti nel delineare la nascita della nuova strategia culturale ed in questo quadro, dalla fine di marzo del 1917, si inserisce l'incontro con Carlo Carrà.

Fino a quel momento Carrà aveva percorso le strade del divisionismo, del futurismo (era stato molto amico di Boccioni, morto da poco tempo) e, dopo il soggiorno parigino ed il contatto con le avanguardie artistiche, stava esprimendo una personale pittura vicina al primitivismo. La "scuola metafisica", oltre che dall'entusiasmo dei protagonisti, nasce anche da una inaspettata coincidenza: sia de Chirico che Carrà, ai primi di aprile del 1917, vengono inviati in convalescenza all'ospedale neurologico Villa del Seminario nella campagna ferrarese. Il 18.12.1917 a Milano, alla galleria Paolo Chini, Carrà inaugura una sua grande personale con diverse tele (Il gentiluomo ubriaco, La carrozzella, I romantici) in cui era molto evidente l'influenza di de Chirico. Nel 1917 aderisce alla corrente metafisica anche Giorgio Morandi, con una serie di nature morte dal disegno rigorosamente geometrico (Giorgio Morandi, "Natura morta")

Solo due anni dopo, presso la galleria di Anton Giulio Bragaglia di Roma, Giorgio de Chirico inaugura la sua prima mostra in Italia. La pittura metafisica cresce quindi in Italia, a Ferrara in particolare, a partire dal 1916. Fu una novità rispetto alla pittura delle avanguardie e dei futuristi, anche per il ritorno dei soggetti classici che ricordavano l'antichità greca e romana ed i temi del risorgimento nazionale. La parola "metafisica" raffigura l'inconscio e il sogno, il surreale. Come nel sogno i paesaggi appaiono realistici, ma assemblati confusamente: una piazza non è necessariamente accanto ad un campo di fiori.(G. De Chirico, "Le muse inquietanti")

DADAISMO

Il Dadaismo è un movimento artistico che nasce in Svizzera, a Zurigo, nel 1916. La situazione storica in cui il movimento ha origine è quello della Prima Guerra Mondiale, con un gruppo di intellettuali europei che si rifugiano in Svizzera per sfuggire alla guerra. Questo gruppo è formato da Hans Arp, Tristan Tzara, Marcel Janco, Richard Huelsenbeck e Hans Richter. Il loro esordio ufficiale è fissato al 5 febbraio 1916, giorno in cui fu inaugurato il Cabaret Voltaire fondato dal regista teatrale Hugo Ball. Alcuni di loro sono tedeschi, come il pittore e scultore Hans Arp, altri rumeni, come il poeta e scrittore Tristan Tzara o l’architetto Marcel Janco. Le serate al Cabaret Voltaire non sono molto diverse dalle serate organizzate dai futuristi: in entrambe vi è l’intento di stupire con manifestazioni inusuali e provocatorie, così da proporre un’arte nuova e originale.
I due movimenti, Futurismo e Dadaismo, hanno diversi punti comuni, come l’intento dissacratorio e la ricerca di meccanismi nuovi del fare arte. Altri punti in comune tra i due movimenti sono l’uso dei manifesti quale momento di dichiarazione di intenti. Vediamo i contenuti principali del dadaismo: innanzitutto la parola Dada, che identificò il movimento, non significava assolutamente nulla. Già in ciò vi è una prima caratteristica del movimento: quella di rifiutare ogni atteggiamento razionalistico. Il rifiuto della razionalità è ovviamente provocatorio e usato come una clava per abbattere le convenzioni borghesi intorno all’arte. Pur di rinnegare la razionalità, i dadaisti non rifiutano alcun atteggiamento dissacratorio. Tutti i mezzi sono idonei per giungere al loro fine ultimo: distruggere l’arte. Distruzione assolutamente necessaria per poter ripartire con una nuova arte, non più sul piedistallo dei valori borghesi, ma coincidente con la vita stessa e non separata da essa. Il movimento, dopo il suo esordio a Zurigo, si diffonde ben presto in Europa, soprattutto in Germania e quindi a Parigi. Benché il dadaismo sia un movimento ben circoscritto e definito in area europea, vi è la tendenza di far ricadere nel medesimo ambito anche alcune esperienze artistiche che, negli stessi anni, ebbero luogo a New York negli Stati Uniti. L’esperienza dadaista americana nacque dall’incontro di alcune notevoli personalità artistiche: il pittore francese Marcel Duchamp, il pittore e fotografo americano Man Ray, il pittore franco-spagnolo Francis Picabia e il gallerista americano Alfred Stieglitz.
La vita del movimento è abbastanza breve. Del resto non poteva essere diversamente. La funzione principale del dadaismo era quello di distruggere una concezione oramai vecchia e desueta dell’arte. Questa è una funzione che svolge in modo egregio, ma per poter diventare proposita necessitava di una trasformazione: ciò avvenne tra il 1922 e il 1924, quando il Dadaismo scomparve e nacque il Surrealismo.(Francis Picabia)

SURREALISMO

Surrealismo. La nascita della psicologia moderna, grazie a Freud, ha fornito molte suggestioni alla produzione artistica della prima metà del Novecento. Soprattutto nei paesi dell’Europa centro settentrionale, le correnti pre-espressionistiche e espressionistiche hanno ampiamente utilizzato il concetto di inconscio per far emergere alcune delle caratteristiche più profonde dell’animo umano, di solito mascherate dall’ipocrisia della società borghese del tempo. Sempre da Freud, i pittori, che dettero vita al Surrealismo, presero un altro elemento che diede loro la possibilità di scandagliare e far emergere l’inconscio: il sogno. Il sogno è quella produzione psichica che ha luogo durante il sonno, caratterizzata da immagini, percezioni, emozioni che si svolgono in modo irreale o illogico. Queste immagini possono essere svincolate dalla normale catena logica degli eventi reali, mostrando situazioni che, in genere, nella realtà sono impossibili a verificarsi. Il primo studio sistematico sull’argomento risale al 1900, quando Freud pubblicò : «L’interpretazione dei sogni». Secondo lo studioso il sogno è la «via regia verso la scoperta dell’inconscio». Nel sonno, infatti, manca il controllo della coscienza sui pensieri dell’uomo e può quindi liberamente emergere il suo inconscio, travestendosi in immagini di tipo simbolico. La funzione interpretativa è necessaria per capire il messaggio che proviene dall’inconscio, in termini di desideri, pulsioni o malesseri e disagi. Il sogno propone soprattutto immagini: si svolge, quindi, secondo un linguaggio analogico. Di qui, spesso, la sua difficoltà a essere tradotto in parole, ossia in un linguaggio logico. La produzione figurativa può risultare più immediata per la rappresentazione diretta e immediata del sogno. Da qui nacque la teoria del Surrealismo, movimento artistico, nato nel 1924. Alla sua nascita contribuirono in maniera determinante sia il Dadaismo sia la pittura Metafisica.(Salvador Dalì)

Teorico del gruppo fu soprattutto lo scrittore André Breton. Fu egli, nel 1924, a redigere il Manifesto del Surrealismo. Egli mosse da Freud, per chiedersi come mai sul sogno, che rappresenta molta dell’attività di pensiero dell’uomo, data la quantità di vita trascorsa a dormire, ci si sia interessati così poco. Secondo Breton, bisogna cercare il modo di giungere a una realtà superiore (appunto una surrealtà), in cui conciliare i due momenti fondamentali del pensiero umano: quello della veglia e quello del sogno. Il Surrealismo è dunque il processo mediante il quale si giunge a questa surrealtà. L’automatismo psichico significa quindi liberare la mente dai freni inibitori, razionali, morali, eccetera, così che il pensiero è libero di vagare secondo libere associazioni di immagini e di idee. In tal modo si riesce a portare in superficie quell’inconscio che altrimenti appare solo nel sogno. Al Surrealismo aderirono diversi pittori europei, tra i quali Max ErnstJuan Mirò :

René Magritte e Salvador Dalì. Non vi aderì Giorgio De Chirico, che pure aveva fornito con la sua pittura metafisica un contributo determinante alla nascita del movimento, mentre vi aderì, seppure con una certa originalità, il fratello Andrea, più noto con lo pseudonimo di Alberto Savinio.(R. Magritte, "Impero della luce")

NUOVA OGGETTIVITA'

La Nuova oggettività (in tedesco Neue Sachlichkeit) è stata un movimento artistico nato in Germania alla fine della prima guerra mondiale che coinvolse principalmente la pittura. L'anno più importante per il movimento fu probabilmente il 1925, quando si tenne una mostra d’arte a Mannheim dedicata alla Nuova oggettività. Ebbe punti di contatto più o meno marcati con il Realismo, il Neoclassicismo, l' Espressionismo, il Dadaismo e il Surrealismo . In particolare, fu come reazione all'espressionismo che alcuni artisti cercarono la rappresentazione della realtà senza trucco; questi artisti, disillusi e pieni di cinismo e di rassegnazione nel tragico dopoguerra tedesco, volevano osservare le cose concrete con amara acutezza e con una lucidità descrittiva quasi glaciale, usando l’arte come un’arma, come un freddo specchio teso alla società malata e corrotta. La Nuova oggettività si distingue tuttavia dal Realismo, in quanto conserva una certa componente emozionale, tipica della tradizione culturale tedesca: è per questa componente che alcuni particolari vengono accentuati all’estremo ed intensificati espressivamente. La Nuova oggettività terminò con la fine della Repubblica di Weimar e con la presa del potere da parte dei nazisti, che consideravano la Nuova oggettività come "Arte degenerata": fu allora che numerosi artisti emigrarono, per lo più verso gli Stati Uniti. La Nuova oggettività fa parte di quel vasto fenomeno di rinnovato interesse per la realtà tangibile che caratterizza la situazione artistica europea intorno al 1920, con la corrente dei Valori plastici in Italia e con la parentesi neoclassica in Francia. All'interno della Nuova oggettività si possono distinguere due gruppi: una corrente verista e una corrente più classica. Nonostante le loro divisioni, entrambi i rami sentivano la stessa necessità di tornare al reale ed al quotidiano, dopo l’eccesso soggettivista dell' Espressionismo. La Corrente verista, attiva soprattutto tra Berlino e Dresda, era molto attenta alle vicende del tempo ed era impegnata politicamente nel caotico dopoguerra tedesco. La società del tempo era considerata profondamente cinica ed era giudicata in modo radicalmente critico. I soggetti sono rappresentati con una pittura freddamente oggettiva, con una esattezza clinica implacabile, nonostante sia in parte ancora segnata dai modi dell' Espressionismo e del Dadaismo, con accentuazioni emozionali e tensioni espressive esageratamente grottesche che talvolta arrivano alla caricatura. I soggetti più frequentemente usati per mettere inclementemente a nudo le realtà più cupe del tempo sono i profittatori, gli sfruttatori, le prostitute, i mutilati di guerra messi vicino a distruzioni e rovine. (George Grosz)

Tra gli esponenti più noti di questa corrente si ricordano Georg Grosz, Otto Dix, Conrad Felixmuller, Rudolf Schlichter e Heinrich M. Davringhausen. (Otto Dix)

La Corrente classica, detta anche del "Realismo magico", riconducibile ai centri artistici di Monaco di Baviera e Karlsruhe, era più aperta alle influenze del movimento italiano Valori plastici, di cui ammirava gli intenti plastici e prospettici. Fu scelto il nome di realismo magico perché mirava a cogliere le zone di magico incanto della realtà quotidiana, alla ricerca di un classicismo armonioso e senza tempo per comprendere l’essenza dell’oggetto nella sfera artistica, al di là delle leggi fisiche dello spazio e del tempo. Questi artisti, che possono essere considerati come un ponte verso il Surrealismo, erano poco impegnati politicamente, più interessati alle tecniche ed ai modi stilistici tradizionali; generalmente dipingevano paesaggi, nature morte e ritratti. Tra gli esponenti più noti di questa corrente si ricordano Georg Schrimpf, Alexander Kanoldt, Franz Radziwill, Carl Grossberg e Christian Schad. (George Grosz, "La società tedesca") (Christian Schad)

REALISMO AMERICANO ED EUROPEO

Il Realismo americano applica gli stilemi del Realismo ottocentesco alla rappresentazione pittorica del nuovo assetto architettonico della città moderna. Il paesaggio urbano e industriale, quasi del tutto privo di presenze umane, viene riletto alla luce di un marcato realismo (Precisionismo), secondo una tendenza volta a celebrare la società americana e la sua fiducia in sè stessa e nel progresso tecnologico, oltre che a recuperare lo spirito e le tradizioni del Paese. La "Scena americana" viene rappresentata con la poetica del "Realismo sociale" o del "Regionalismo". Il primo accoglie istanze di denuncia delle dure condizioni del lavoro operaio e della miseria conseguita alla grande depressione del 1929. Il secondo si sviluppa lontano da New York e dalle grandi città e si sofferma sulle scene di vita provinciale degli USA, con particolare riguardo al Midwest. Gli artisti più rappresentativi del movimento furono Edward Hopper, Charl Scheeler, Charl Demuth, Ben Shahn.(E. Hopper, "Solitudine")

Il realismo in Europa si impone come un "ritorno all'ordine" per eazione ai fenomeni di irrazionalismo e asocialità che avevano contraddistinto le più importanti esperienze avanguardistiche. Si avverte una rinnovata esigenza di figuratività e concretezza nella pittura. Una tendenza che viene avvertita anche da Picasso e dai cubisti (P. Picasso, "Tre donne")

L'Italia rappresenta uno dei centri propulsivi del nuovo realismo, soprattutto con l'esperienza dei "Valori plastici" e di "Novecento" i cui artisti avvertono il bisogno di recuperare la purezza formale della tradizione pittorica del passato, dall'antichità classica al Rinascimento.Nell'ambito di questa corrente pittorica italiana, sia pure nella sua fase più tarda, si colloca anche Renato Guttuso:

  
  

IL "DECADIMENTO ESTETICO" E GLI ORRORI DELLA GUERRA

Il passaggio dall'800 al '900 segna un progressivo "decadimento estetico" nelle arti. In Letteratura e Poesia, dal naturalismo si arriva al "simbolismo" ermetico. In Musica si abbandona la melodia e la tonalità. Con il Monet delle ninfee, con Matisse e Picasso, la Pittura ha oltrepassato le colonne d'Ercole dell'Impressionismo e, passando attraverso l'informale di Schiele, Munch, Kandinsky è approdata nell'estetica oggettiva della Pop Art. Gli dei sono definitivamente scomparsi, la metafisica dei sentimenti ha lasciato il posto alla fotografia. Soprattutto dopo il secondo conflitto mondiale, l'arte figurativa ha rimarcato questo regresso estetico, come se  fosse in fuga angosciosa di fronte alla bellezza cromatica, ad ogni cosa armoniosa, gradita e piacevole ed è divenuta in troppi casi un fatto esclusivamente di mercato. E' assai significativo che questo progressivo distacco dalla "Bellezza, sia avvenuto in pieno '900; cioè in  quello che è stato definito il "Secolo degli Orrori"!!

Quando la Gestapo, perquisendo la casa parigina Picasso vide una riproduzione di questo quadro, chiese al pittore : "Questo l'avete fatto voi?" Ed egli prontamente rispose: "No. Questo l'avete fatto voi!" (Pablo Picasso, "Guernica")

 

 

13 ter Arte - Stili e Correnti dell'Arte contemporanea (1950 - 2000)

Metropolitan Museum of Modern Art - New York

INFORMALE

Nei primi due decenni del secolo XX, le avanguardie storiche hanno totalmente rivoluzionato il panorama artistico europeo. In nome di una sperimentazione continua, giungono con l'Astrattismo a un’arte che è totalmente agli antipodi con qualsiasi tradizione precedente. Con il termine «Informale» definiamo una serie di esperienze artistiche, sviluppate soprattutto negli anni 1950, che hanno una fondamentale matrice astratta. La caratteristica dell’«Informale» è di essere contrario a qualsiasi forma. Cosa sono le «forme»? Nella realtà sensibile è forma tutto ciò che ha un contorno, con il quale un oggetto o un organismo si differenzia dalla realtà circostante, nel quale si definiscono le sue caratteristiche visive e tattili. Anche l’arte astratta, soprattutto nelle sue correnti più geometriche, si costruisce per organizzazione di forme. Queste, non più imitate dalla natura, nascono solo nella visione (o immaginazione) dell’artista, rimanendo pur sempre forme. L’Informale, rifiutando il concetto di forma, si differenzia dalla stessa arte astratta, costituendone al contempo un ampliamento. Questo ampliamento è da intendersi sia come possibilità di creare immagini nuove sia come allargamento del concetto stesso di creatività artistica, in quanto l’Informale produrrà in seguito una notevole serie di tendenze che sconfineranno oltre pittura e scultura. L’Informale è una matrice fondamentale di tutta l’esperienza artistica contemporanea. Il termine «informale» fu coniato negli anni 1950 dal critico francese Antoni Tapié. A questa etichetta sono state variamente attribuite, poi negate, molte ricerche di quegli anni. Oggi s'individuano, nell’ambito dell’Informale, due correnti principali: l’informale gestuale e l’informale materico. A queste due tendenze devono essere uniti altri due segmenti: lo spazialismo e la pittura segnica.(Antoni Tapies)

L’informale gestuale, anche definito «Action painting», proviene soprattutto dagli Stati Uniti, e coincide di fatto con l’espressionismo astratto. Suo maggior rappresentante è Jackson Pollock. La sua tecnica pittorica consisteva nello spruzzare o far gocciolare (dripping) i colori sulla tela senza procedere ad alcun intervento manuale diretto sulla superficie pittorica. Le immagini così ottenute si presentano come un caotico intreccio di segni colorati, in cui non è possibile riconoscere alcuna forma. I quadri informali sono pertanto la negazione di una conoscenza razionale della realtà, ossia diventano la rappresentazione di un universo caotico in cui non è possibile porre alcun ordine razionale. In tal modo l’esperienza artistica diventa solo testimonianza dell’essere e dell’agire. In ciò si lega molto profondamente alle filosofie esistenzialistiche di quegli anni, che proponevano una visione di tipo pessimistico della reale possibilità dell’uomo di realizzarsi nel mondo. Le premesse dell’Informale di gesto si legano in modo molto diretto a alcune esperienze delle avanguardie storiche. In particolare dal Dadaismo si può fa risalire il suo rifiuto per la cultura, dall’Espressionismo la violenza delle immagini proposte, dal  Surrealismo l’Informale prende un principio fondamentale: la valorizzazione dell’inconscio. Nell’Informale di gesto il risultato che si ottiene è del tutto automatico: deriva da gesti compiuti secondo movenze in cui la gestualità parte dalla liberazione delle proprie energie interiori. In tal modo l’automatismo psichico dei surrealisti arriva alle sue estreme conseguenze. In esso non v'è alcun momento cosciente, che cerchi di razionalizzare o spiegare ciò che proviene dall’inconscio. Uno dei grandi fascini di quest’arte risiede proprio nel suo farsi. Da essa infatti possiamo far derivare tutte quelle esperienze successive, quali il comportamentismo, la body art o le performance, in cui il risultato estetico non risiede più nell’opera compiuta, ma solo nel vedere l’artista all’opera. Tra i principali artisti americani dell’action painting ricordiamo, oltre a Jackson Pollock, Willem de Kooning e Franz Kline.(Jackson Pollock, "Action Painting")

L’informale di materia è la tendenza che maggiormente si manifesta in Europa. Deriva da un’antica dicotomia da Platone in poi: la polarità materia-forma. Il primo termine indica il magma informe delle energie primordiali, il secondo definisce l’organizzazione della materia in organismi superiori. Questo contrasto materia-forma diventò un termine problematico nella scultura di Michelangelo e da lì ha influenzato, attraverso la riscoperta di Rodin, la scultura moderna. Con l’Informale anche i pittori si appropriano di questa problematica, proponendo immagini in cui i valori estetici e espressivi sono quelli dei materiali utilizzati. L’informale di materia inizia nello stesso anno in cui Pollock inventa l’action painting: il 1943. Protagonista è il pittore francese Jean Fautrier, che, rifacendosi alle esperienze del  Cubismo sintetico di Picasso e Braque e alle ricerche surrealiste di Max Ernst, inserisce nei suoi quadri materiali plastici che emergono dalla superficie del quadro. In tal modo rompe il confine tra immagine bidimensionale e immagine plastica, proponendo opere che non sono più classificabili nelle tradizionali categorie di pittura o scultura. Ai valori espressivi dei materiali si rivolgono altri artisti informali europei: tra essi emergono soprattutto il francese Jean Dubuffet, lo spagnolo Antoni Tápies e l’italiano Alberto Burri. Quest’ultimo, in particolare, propone opere dalla singolare forza espressiva, ricorrendo a materiali poveri: legni bruciati, vecchi sacchi di juta, lamiere, plastica. (Alberto Burri...)

Lo Spazialismo è una corrente non uniforme, che può aggregarsi intorno a due artisti principali: il milanese Lucio Fontana e il russo (ma naturalizzato americano) Marc Rothko. Anche le loro ricerche possono ricondursi all’Informale per la comune assenza di «forme», così come sopra definite. Tuttavia la loro ricerca mira a altri risultati, diversi da quelle degli altri informali. Con le loro opere mirano a suggerire effetti spaziali del tutto inediti: Fontana ricorrendo a buchi e tagli prodotti nelle tele, Rothko ricorrendo alle stesure di colori secondo macchie di sottile variazione tonale. Entrambe queste ricerche hanno la capacità di suscitare atmosfere immateriali e non terrene, proponendo un'inedita visione di spazi che vanno al di là dello spazio percettivo naturale (Lucio Fontana...).

La pittura segnica è, infine, un’ultima versione dell’Informale, anche se da questa si differenzia per la mancanza di un netto rifiuto della forma. In queste ricerche la forma, benché non del tutto assente, tende a trasformarsi in «segno», cioè in un elemento grafico di riconoscibilità formale, ma non contenutistica. Le ricerche della pittura segnica tendono a costruire nuovi alfabeti visivi, non concettuali, in cui è evidente la componente calligrafica. Tra gli artisti più significativi di questa tendenza sono da citare l’italiano Giuseppe Capogrossi, il francese George Mathieu e i tedeschi Wols (pseudonimo di Wolfgang Schultze) e Hans Hartung.( George Mathieu..)

ESPRESSIONISMO ASTRATTO

L'Espressionismo astratto fu un movimento artistico statunitense successivo alla seconda guerra mondiale. Fu il primo fenomeno artistico tipicamente americano ad influenzare il resto del mondo e contribuì a spostare radicalmente la capitale artistica da Parigi a New York, e più in generale dall'Europa agli Stati Uniti d'America. Il New Deal americano, che coincise con la diffusione delle dittature europee (il fascismo in Italia, il nazismo in Germania e il franchismo in Spagna), aveva favorito l'immigrazione degli artisti in fuga dall'Europa che portarono negli Stati Uniti cellule di ogni tendenza: Il Cubismo muralista con Léger, il Dadaismo con Duchamp, Mondrian e Hans Hofmann, l'Astrattismo con Albers, il Realismo con Grosz, il Razionalismo architettonico con Mies Van der Rohe e soprattutto il Surrealismo, che viene spesso considerato il più importante predecessore dell'espressionismo astratto, grazie all'enfasi posta sulla creazione spontanea, automatica o subcosciente. Il dripping (in inglese: sgocciolatura) di Jackson Pollock su una tela di canapa stesa sul pavimento è infatti una tecnica che ha le sue radici proprio nel lavoro di Max Ernst. Il termine "Espressionismo astratto" si deve ad Alfred H. Barr Jr. che lo coniò nel 1929 a commento di un quadro di Vasily Kandinsky.

Successivamente fu ripreso per essere applicato all'arte americana degli anni '40 dal critico Robert Coates nel 1946. Il movimento prende il suo nome dalla combinazione dell'intensità emotiva e autoespressiva degli espressionisti tedeschi con l'estetica anti-figurativa delle scuole di astrazione europee come il Futurismo, il Bauhaus e il Cubismo sintetico. In aggiunta, il movimento possiede un'immagine di ribellione, anarchica, altamente idiosincratica e, secondo il pensiero di alcuni, piuttosto nichilista. In pratica, il termine viene applicato a tutti quegli artisti operanti a New York nell'immediato dopoguerra con differenti stili, e perfino il cui lavoro non è né particolarmente astratto né espressionista. L'action painting energica di Pollock, è tecnicamente ed esteticamente molto differente dalla violenta e grottesca serie di donne di Willem de Kooning (che non è particolarmente astratta) e dai luccicanti blocchi di colore delle opere di Mark Rothko (che non sembrano particolarmente espressioniste), tuttavia tutti e tre vengono considerati espressionisti astratti.(Mark Rothko)

L’espressionismo astratto ha delle caratteristiche comuni, ad esempio la predilezione per le ampie tele in canapa, l’enfasi per superfici particolarmente piatte, ed un approccio a tutto campo, nel quale ogni area della tela viene curata allo stesso modo (per esempio, al contrario, alcuni stili prediligono concentrare la raffigurazione nell’area centrale rispetto ai bordi).Come prima originale scuola di pittura in America, l'espressionismo astratto dimostrò la vitalità e la creatività del paese negli anni del dopoguerra, tanto quanto il suo bisogno (o abilità) di sviluppare un senso estetico che non fosse ristretto negli standard europei di bellezza. Il movimento attrasse l'attenzione, nei primi anni '50, della CIA. Vi videro un mezzo ottimale per la promozione dell’ideale statunitense di libertà di pensiero e di libero mercato, uno strumento perfetto per competere sia con gli stili del socialismo realista prevalente nelle nazioni comuniste, sia con il mercato dell’arte europea, allora dominante. I libri di Frances Stonor Saunders (La Guerra Fredda Culturale - The CIA and the World of Arts and Letters) spiega nel dettaglio come la CIA organizzò e finanziò la promozione degli artisti americani aderenti all’espressionismo astratto, tramite il Congresso per la libertà culturale dal 1950 al 1967.

Gli articoli su due figure portanti delle espressionismo astratto come Jackson Pollock e Philip Guston, scritti dall'artista statunitense Dorothy Koppelman, relazionano la loro arte alla loro vita seguendo un'ottica di Realismo Estetico.L'artista Canadese Jean-Paul Riopelle (1923-2002) aiutò ad introdurre l'impressionismo astratto a Parigi negli anni '50.Dal 1960, la corrente perse d'impatto e non fu più a lungo tanto influente. Alcuni movimenti, come la pop art e il minimalismo, furono una controrisposta e una ribellione verso quello che l'espressionismo astratto aveva generato. Ad ogni modo, molti pittori, come Fuller Potter, che aveva creato opere espressioniste astratte, continuarono a lavorare su questa linea per molti anni ancora, a volte estendendo ed espandendo le implicazioni estetiche e filosofiche di questa ricerca artistica.(Fuller Potter...)

Il Color field (o color field painting : Pittura a campi di colore) è un movimento pittorico caratterizzato dall'uso di grandi tele di canapa coperte interamente da estensioni invariate di colore, che escludono qualsiasi interesse per il valore del segno, della forma o della materia. La definizione è dovuta al critico Clement Greenberg che la utilizzò per la prima volta nel 1955. Il color field è collegato a Suprematismo e all'Espressionismo astratto. Alcuni importanti artisti color field sono: Trevor Bell, Helen Frankenthaler, Mark Rothko, Morris Louis, Jules Olitski (Helen Frankenthaler..)

ARTE CONCETTUALE

Nell' Arte concettuale l'elemento più importante è l'idea che sta dietro l'opera piuttosto che l'abilità tecnica della sua esecuzione. La definizione di arte concettuale, nel contesto dell'arte contemporanea, si deve a Joseph Kosuth che lo utilizzò verso la metà degli anni sessanta per definire il suo scopo di realizzare un'arte fondata sul pensiero e non più su un ormai frainteso senso del piacere estetico. Le prime esperienze "concettuali" possono essere fatte risalire al "Ready Made" di M. Duchamp e di Man Ray e ai movimenti Neo-Dada e Minimal Art tra gli anni cinquanta e sessanta: i cui maggiori rappresentanti, come Jasper Johns e Robert Rauschenberg, divennero in seguito esponenti di primo piano della Pop Art.(M. Duchamp, "La ruota")

Il movimento fu caratterizzato dall'uso di oggetti desunti dal quotidiano e inseriti all'interno dell'opera d'arte.Una propensione simile distinguerà poco dopo e in senso già profondamente concettuale anche le provocazioni neo-dadaiste di artisti italiani come Piero Manzoni, noto per i suoi barattoli di merda d'artista. L'arte concettuale divenne un fenomeno internazionale negli anni Sessanta, dando origine a una produzione molto diversificata. I "concetti" possono essere comunicati attraverso diversi mezzi espressivi, come testi, mappe, diagrammi, film, video, fotografie o happening, esposti in gallerie o realizzati per luoghi specifici. In alcuni casi il paesaggio stesso diviene parte integrante dell'opera d'arte, come nel caso della Land Art, o arte ecologica, di Richard Long e delle monumentali installazioni del bulgaro Christo. (Christo, "Valley courtain")

Le idee espresse attraverso il lavoro concettuale sono state tratte da filosofia, femminismo, psicanalisi, film od attività politiche. Purtroppo nella realtà dei fatti la nozione di artista concettuale come creatore di idee piuttosto che di oggetti mina alla radice i tradizionali ruoli dell'artista e dell'opera d'arte con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista commerciale e di conservazione. L'arte concettuale fu il punto d'arrivo del percorso che, dall' Impressionismo in poi, aveva caratterizzato l'evoluzione dell'arte visiva contemporanea mediante la volontà di sottrarre l'arte medesima ai vincoli formali e culturali che ne avevano costituito la tradizione: la scelta di rinunciare addirittura all'opera dopo aver ripudiato in sequenza la prospettiva, la storia, la forma, il valore sociale, la realtà e la natura, rappresentò senza dubbio il momento più alto e, nel contempo, l'ultimo possibile offerto alla ricerca e all'ansia di novità delle anaguardie novecentesche (non a caso l'evento forse più rilevante che seguì i quindici anni d'oro del concettuale – dal 1965 al 1980 – fu denominato Transavanguardia e venne caratterizzato dal ritorno all'oggetto e alla pittura). (Emanuele Sbardella,)

In questo senso possono essere definite "concettuali" esperienze molto diverse tra loro ma caratterizzate comunque da un comune denominatore inequivocabile (la Land Art, L'Arte povera, la Body Art, la Narrative Art, ecc.). (Body Art)

Negli anni successivi le premesse poste da questi due movimenti furono ereditate e ampliate dall'arte concettuale propriamente detta (Joseph KosuthBruce Nauman, Lawrence Weiner, Joseph Beuys  ecc.), nella quale il lavoro degli artisti si concretizzava intorno al dualismo narrativo rappresentato dalle immagini e dalla scrittura. In ambito concettuale fiorirono anche due forme di azione artistica come l'Happening e la Performance. Se gli antefatti storici di queste ultime esperienze furono sicuramente le "Serate futuriste"  e il dadaista "Cabaret Voltaire", negli anni sessanta il compito di ereditarne la poetica trasferendola all'interno della nuova sensibilità concettuale toccò principalmente alla Body Art, caratterizzata dall'uso del corpo stesso dell'artista per azioni spinte a volte sino ai limiti dell'autolesionismo, e alla Land Art, nella quale spirito documentaristico e nesso tra azione e territorio esplorarono inusitati ambiti espressivi con risultati artistici spesso molto convincenti (dagli interventi spettacolari dell'americano Walter de Maria, come The Lightning Field del 1977, al Concetto instatico di Fumagall, fino alle passeggiate dell'inglese Richard long).(J. Kosuth, "Sedia" )

POP ART

Pop art è il nome di una corrente artistica della seconda metà del XX secolo che deriva dalla parola inglese "popular art" ovvero arte popolare. La Pop Art è una delle più importanti correnti artistiche del dopoguerra. Discende direttamente dal graffiante cinismo della Nuova Oggettività e dalla semplicità equilibrata del Neoplasticismo, del Dadaismo e del Suprematismo. Nasce in Gran Bretagna alla fine degli anni cinquanta, ma si sviluppa soprattutto negli USA a partire dagli anni sessanta, estendendo la sua influenza in tutto il mondo occidentale. Questa nuova forma d'arte popolare è in netta contrapposizione con l'eccessivo intellettualismo de l'Espressionismo astratto e rivolge la propria attenzione agli oggetti, ai miti e ai linguaggi della Società dei consumi. L'appellativo "popolare" deve essere inteso però in modo corretto. Non come arte del popolo o per il popolo ma, più puntualmente, come arte di massa, cioè prodotta in serie. E poiché la massa non ha volto, l'arte che la esprime deve essere il più possibile anonima: solo così potrà essere compresa e accettata dal maggior numero possibile di persone. In un mondo dominato dal consumo, la Pop art respinge l'espressione dell'interiorità e dell'istintività e guarda, invece, al mondo esterno, al complesso di stimoli visivi che circondano l'uomo contemporaneo: il cosiddetto "folclore urbano". È infatti un'arte aperta alle forme più popolari di comunicazione: i Fumetti, la Pubblicità, i quadri riprodotti in serie. Il fatto di voler mettere sulla tela o in scultura oggetti quotidiani elevandoli a manifestazione artistica si può idealmente collegare al movimento svizzero Dada, ma completamente spogliato da quella carica anarchica e provocatoria. La critica alla società dei consumi, degli hamburger, delle auto, dei fumetti si trasforma presto in merce, in oggetto che si pone sul mercato (dell'arte) completamente calato nella logica mercantile. Ciò nonostante gli artisti che hanno fatto parte di questo movimento hanno avuto un ruolo rivoluzionario introducendo nella loro produzione l'uso di strumenti e mezzi non tradizionali della pittura, come il Collage, la Xilografia, la Fotografia, il Cinema, il Video. (Andy Warhol)

La Pop Art usa il medesimo linguaggio della pubblicità e risulta dunque perfettamente omogenea alla società dei consumi che l'ha prodotta. L'artista, di conseguenza, non trova più spazio per alcuna esperienza soggettiva e ciò lo configura quale puro manipolatore di immagini, oggetti e simboli già fabbricati a scopo industriale, pubblicitario o economico. Questi oggetti, riprodotti attraverso la scultura e la pittura, sono completamente spersonalizzati. Nelle mani di un artista pop le immagini della strada si trasformano nelle immagini "ben fatte" dell'arte colta. I temi raffigurati sono estremamente vari: prodotti di largo consumo, oggetti di uso comune, personaggi del cinema e della televisione, immagini dei cartelloni pubblicitari, insegne, foto di giornali. Gli artisti più rappresentativi della Pop Art sono gli inglesi Richard Hamilton, Allen Jones, Joe Tilson,  gli americani Andy Warhol, Toy Lichtenstein, James Rosenquist, Tom Wesselmann, gli europei Sigmar Polke, Mario Schifano, Mario Ceroli. (Richard Hamilton)

A partire dagli anni novanta  del XX secolo si è avuta una revitalizzazione di questa tendenza artistica, che va sotto il nome di NeoPop, ma che si è frantumata in numerosi sottogruppi con diversi rimandi culturali: dal graffitismo urbano al mondo dell'undergound, dall'uso di materiali diversi come plastiche, resine ecc. al mondo dei fumetti giapponesi, dell'urban art, fino a mescolarsi con riferimenti "alti", letterari o concettuali. Se nella Pop Art il riferimento era soprattutto al mondo dei consumi e dei mass media, con il NeoPop si manifestano i segni della globalizzazione e del multiculturalismo. Tra gli artisti più noti a livello internazionale, ci sono Jeff Koons, Takashi Murakami, Katarina Fritsch, Tim Noble (Fritsch Kataryna)

IPERREALISMO

Il fotorealismo o iperrealismo è un genere di pittura basato sulla riproduzione di un soggetto fotografico. Il termine è principalmente applicato ai dipinti realizzati negli Stati Uniti alla fine del 1960, inizi 1970. Chiamato anche realismo radicale, l'iperrealismo rappresenta la realtà partendo da un’immagine fotografica, ingrandita il più possibile, e riportandola come disegno, cercando di essere più fedeli della normale percezione, se possibile. Il movimento nasce neglianni '70, e si diffonde in Europa nel decennio successivo. Di fatto è derivato della Pop Art e si è contraddistinto per la maniacalità dei dettagli, sotto tutti gli aspetti esagerata. La straordinaria fedeltà nei confronti della realtà è stata abbracciata soprattutto dall'ambito pittorico. Tra i più famosi, ricordiamo gli americani Chuck Close, Richard Estes, Ralph Goings, Richard McLean. In italia Roberto Bernardi, Raphaella Spence, Vania Camoretti, Chiara Albertoni e altri. Unico esempio, raro nel suo genere ma di grandissima portata e ammirazione, è stato quello di Duane Hanson, scultore statunitense famoso per le sue creazioni raffiguranti persone del tutto normali, spesso in atteggiamento lavorativo, complete di acconciature altamente particolareggiate e abbigliate con vestiti veri. (Duane Hanson, "Turisti")

NEUE WILDEN

La locuzione “Nuovi Selvaggi" nasce nel 1980, quando viene impiegata per designare gli artisti esposti in una collettiva alla Neue Galerie-Sammlung Ludwig di Aachen in Germania: obiettivo della mostra, Die Neuen Wilden [I Nuovi Selvaggi], era quello di mettere a confronto l’arte di Markus Lupertz e A.R. Penk, con quella dei nuovi pittoriC americani e francesi. La critica passò poi a designare con questo nome un gruppo di pittori più giovani, seguaci di una pittura “urlata” e gestuale, dai toni violenti e dissonanti. Sono Helmut Middendorf, Rainer Fetting e Salomè, allievi di Karl Horst Hodicke all' Accademia di belle Arti di Berlino, che espongono in una galleria autogestita in MoritzPlatz, nel quartiere di Kreuzberg; ad essi si aggiungono Hans Petere Adamski, Elvira Bach, Peter Bommels, Luciano Castelli, Otto Zitko e Bernd Zimmer. (Helmut Middendorf)

Questi artisti riprendono, ampliando formati e furore espressivo, l’ Espressionismo tedesco della Brucke, sicuramente consapevoli di quello che faceva la Transavanguardia italiana e in sintonia, per molti aspetti, con la monumentale produzione di maestri tedeschi poco più vecchi di loro, comeGerard Richter e Anselm Kiefer. Si distinguono tuttavia per un linguaggio più libero e aggressivo e per le tematiche trattate. Quello che affascina è la vita notturna, i locali, i luoghi e i modi della socializzazione, che sono gli stessi in tutte le metropoli del mondo occidentale. Il furore selvaggio del segno diventa un modo per esprimere un modo di vita straniante e iperstimolante, fatto di balli, sesso, droghe e aperto anche ad ogni forma di perversione.(Sandro Chia)

NEW IMAGE PAINTING

New Image Art, termine vago applicato a partire dai tardi anni Settanta del Novecento all'opera di certi pittori che impiegavano uno stile figurativo disarmonico, spesso con immagini che ricordavano i cartoni animati, e una tecnica graffiante in qualche modo vicina al Neoepressionismo. Il termine si diffuse a partire da una mostra intitolata 'New Image Painting', tenutasi al Whitney Museum di New York nel 1978. Il catalogo che accompagnava la mostra ci informa poco utilmente che i pittori della New Image Painting "si sono sentiti liberi di manipolare l'immagine sulla tela così che se ne potesse fare esperienza in quanto oggetto fisico, raffigurazione astratta, associazione psicologica, ricettacolo di pittura applicata, esercizio analiticamente sistematizzato, ambigua semi-narrazione, esperienza specificamente non-specifica, veicolo per esplorazioni formalistiche o una combinazione di questi aspetti". Philip Guston, che negli anni Settanta abbandonò l'Espressionismo astratto in favore di uno stile figurativo ispirato ai fumetti, è considerato il progenitore della New Image Painting. Altri artisti americani che vengono fatti rientrare in questa corrente sono Jennifer Bartlett (1941), Jonathan Borofsky (1942) e Susan Rothenberg (1945). In Gran Bretagna il termine 'New Image' è stato applicato in particolare ai pittori della scuola di Glasgow degli anni Ottanta.(Philip Guston),

FOTOGRAFIA E VIDEOARTE

Possiamo parlare di fotografia d’arte come parliamo di pittura e scultura. L’immagine fotografica è considerata da gran parte dei critici al pari delle discipline pittoriche. Negli ultimi anni le quotazioni dei maestri internazionali, come quelle degli artisti emergenti sono andate alle stelle. Il panorama si è allargato ed è stato rivoluzionato dall’avvento del digitale che ha moltiplicato in maniera esponenziale le possibilità di ogni artista. soprattutto a partire dall'inizio degli anni settanta, alla comparsa delle prime carte politenate multigradazione e al contemporaneo abbandono di molte carte pregiate per stampa da parte dell’industria fotografica, alcuni fotografi hanno adottato le tecniche storiche già care ai pittorialisti per guadagnare quella libertà espressiva che era giudicata compromessa dal mercato. La fotografia d'arte vera e propria, viene chiamata anche fotografia di ricerca e ha inizio in Italia verso la fine degli anni 60'.I l punto di riferimento per i giovani fotografi artisti dell'epoca era la galleria il Diaframma di Milano (una delle più antiche gallerie fotografiche in Europa), che chiudera' nella meta' degli anni 90'. È in questo periodo che la ricerca fotografica in Italia raggiunge la sua massima espressione.La fotografia è entrata a far parte dell'Arte sin dalla sua nascita e ha avuto importanti stagioni: dai reportage degli anni venti, alla fotografia surrealista e, più recentemente alle correnti della narrative art, che fa della  documentazione di avvenimenti quotidiani il proprio campo di azionee e dell'arte concettuale. Oggi i fotografi sono considerati artisti a tutti gli effetti, esperti nell'utilizzo di un medium  neppure troppo moderno ma sempre più sofisticato e diffuso. Artisti fotografi contemporanei di risalto internazionale sono: Mariko Mori, nato nel 1967 a Tokyo. La giustapposizione di mitologia orientale con la cultura occidentale è un tema comune nelle sue opere, spesso attraverso la fotografia e la stratificazione di immagini digitali.(Mariko Mori)

Nan Goldin, nata a Washington DC nel 1953 ma cresciuta a Boston, dove fha requentato la School of the Musem of Fine Arts. Oggi vive ed opera  a New York. Fino dall'età di diciotto anni usa la fotografia come un "diario pubblico". L'opera di Nan Goldin è inseparabile dalla sua vita.(Nan Goldin)

Cindy Sherman  è una artista fotografa e regista statunitense, conosciuta per i suoi autoritratti concettuali (self-portraits). Attualmente lavora a New York.(Cindy Sherman)

Fen Weng è famoso per il ciclo di fotografie di Shangai che vuole rappresentare l'idea cinese della città del futuro, vista con gli occhi dei ghiovani:

Bill Viola è internazionalmente riconosciuto come uno dei maggiori artisti contemporanei. La sua opera è stata di fondamentale importanza per la consacrazione della Video Arte come forma massimamente vitale all'interno del panorama dell'arte contemporanea e ha contribuito in maniera significativa al suo sviluppo in termini di tecnologia e contenuti.(Bill Viola)

Matthew Barney, col ciclo di cinque film "Cremaster" ha mostrato una debordante fantasia espressiva, assumendo i panni dei più svariati e dissimili protagonisti; da un fauno ad un caprone, al mago Houdinì e persino all'efferato assassino Gilmore.(Matthew Barney)

Il territorio che sta tra l'arte e la moda è stato occupato magistralmente da Vanessa Beecroft, che costruisce azioni minimali ispirate alla Body Art.(Vanessa Beecroft)

 

13 quater Arte contemporanea oltre il 2000

 

Guggenheim Museum - Bilbao (Frank O. Gehry)

Arte contemporanea oltre il 2000:

Arman, scultore francese del Nouveau Realism, al contrario di Klein, non è per la smaterializzazione dell' arte; egli infatti accumula tutti gli oggetti che trova, in un inno paradossale e contraddittorio alla società del benessere consumistico.

Jean Michelle Basquiat, definito il James Dean della pittura, ha bruciato in poco tempo il suo talento di artista afro-americano trapiantato a New York, dotato di un immaginario ricchissimo e di uno stile pittorico "emotivo" imitato da molti:

Maurizio Cattelan: La provocazione e il paradosso  nei confronti del mondo dell'arte e dei media sono tra i motivi principali del successo d questo artista italiano, oggi  tra i più noto al mondo.

Tony Cragg, è uno degli esponenti di punta delle nuove generazioni di artisti inglesi di fama internazionale. Partito da una sorta di "Minimalismo" , raccogliendo oggetti di plastica accomunati da uno stesso colore, è riuscito poi ad uscire dalla sua cifra espressiva ideando agglomerati plastici di forte suggestione:

Walter de Maria, nel suo spettacolare "Lightning field" , opera permanente della Land Art nel deserto, ha coniugato l'ordine geometrico tipicamente umano con l'imponderabilità dei fenomeni naturali:

Lucian Freud, pittore anglosassone, preferisce restare fedele al proprio stile "tradizionale"

Mona Hatoum, di origine palestinese, porta nella sua ricerca artistica il dolore dell'esilio, ma ha anche una lucida interpretazione metaforica delle difficoltà politiche e sociali in cui si dibatte il mondo

Daimen Hirst, con i suoi animali sezionati e "fermati" nella loro situazione di morte, raggiunge il massimo della provocazione e della riflessione sul concetto di mortalità e di consapevolezza della fine (Impossibilità fisica della morte nella mente di un  essere vivente)

David Hockney è annoverato tra i grandi pittori Pop americani, soprattutto per i suoi dipinti a olio sulle piscine di Los Angeles, dai colori squillanti, la lucentezza geometrica dei bordi, l'indifferente presenza umana. E' divenuto famoso anche per le sue produzioni fotografiche con Polaroid

Carsten Höller (nato nel 1961 a Bruxelles, Belgio) Vive e lavora a Stoccolma, in Svezia. Nel suo lavoro, Höller crea situazioni che mettono in discussione le forme tradizionali di percezione e permette ai visitatori di sperimentare su se stessi,  invitandoli ad una partecipazione attiva.(Mushroom Room)

Jasper Johns, protagonista del New Dada statunitense insieme a Rauschenberg, ha fatto dell'oggetto comune il soggetto della sua pittura e scultura. Egli dipinge, per così dire, il "luogo comune"

Ilya Kabakov, grande interprete contemporaneo dell'anima russa, immette nelle sue installazioni ironia, umorismo, sogno, speranza, vissuto, desiderio, con una straordinaria verve narrativa:

Anish Kapoor, artista anglo-indiano, immette nelle sue sculture dalle forme ambigue, misticismo, percezione sensoriale, mecazitafisica del vuoto, coniugando Oriente e Occidente:

Alex Katz, è stilisticamente influenzato sia dalla Pop Art che dalla tradizione pittorica figurativa. Il suo modo di dipingere le figure e i paesaggi risente anche dellae semplificazioni tipiche delle "comic's strips" sofisticate:

Anselm Kiefer, è il cantore della cultura germanica, imbevuta di Mito e ricerca delle Origini. La sua scultura, e ancor più la sua pittura si colloca nell'ambito dell'Arte Concettuale (Libri in piombo, "pesanti" fuor di metafora)

Jannia Kounellis, artista greco dell'Arte povera. Egli tiene in gran conto la storia e il "peso" emotivo dei materiali semplici che usa, senza alcuna finzione scenografica:


Yayoi Kusama, a partire dal 1967 realizza numerose performances provocatorie e osé dipingendo con dei pois i corpi dei partecipanti o facendoli “entrare” nelle sue opere.

Bruce Nauman , ha sperimentato con successo tutti gli strumenti a disposizione dell'artista. E' famoso è il suo ciclo di Neon, opere nelle quali egli trasforma l'immaterialità delle parole, in elemento fisico, visibile, plastico:

Claes Oldenburg, artista svedese, naturalizzato statunitense, che erige monumenti agli oggetti quotidiani, con gigantesche riproduzioni di cose banali poste nel cuore della città, unendo cos' la sua esperienza di Arte ambientale e di Arte Pop:

Nam June Paik, artista coreano che ha indagato a fondo le relazioni tra il linguaggio dell'arte e quello della TV. nelle sue opere egli intende trasformare il mezzo televisivo, che addormenta le coscienze, in medium alternativo di comunicazione, in opera d'arte:

Mimmo Paladino, artista campano la cui pittura rappresenta l'idea della cultura mediterranea, filtrata attraverso la "tradizione del nuovo" e proposta come rivisitazione colta e fresca espressività:

Michelangelo Pistoletto, artista concettuale torinese il quale si esprime attraverso una serie di opere apparentemente incoerenti per sfuggire ad una classificazione,. E' famoso per la serie degli "specchi", dove accanto a personaggi serigrafati, entra anche lo spettatore che guarda, rendendo così sempre diversa l'opera d'arte.Famosa è la sua "Venere degli stracci":

Arnaldo Pomodoro: le sue sfere, i cilindri, le piramidi, i dischi e i coni, forme essenziali della sua scultura, sono diventati una autentica icona nel campo dell'arte pubblica internazionale:

Robert Rauschenberg è uno degli artefici del New dada americano. I suoi Combine painting sono diventati il paradigma di come l'oggetto trovato possa e debba entrare nell'opera d'arte contemporanea,

L'americano Charles Ray è un artista eclettico e può esibire sculture dipinte, mimetiche degli esseri umani, oppure parallepipedi immacolati.

Gerhard Richter, il più noto pittore tedesco vivente attraversa coscientemente tutte le discipline pittoriche, senza fare distinzioni tra linguaggi che per altri sarebbero assolutamente incompatibili

George Segal è considerato lo scultore pop americano per eccellenza. Segal rappresenta una specie di "uomo a una dimensione" in calchi di gesso bianco; oggetto inquietante e meno reale tra tutti quelli rappresentati nelle sue scene.

Richard Serra è uno degli esponenti più radicali del Minimalismo plastico. I suoi interventi sul piano urbano separano, chiudono, tagliano, costringono gli spazi altrimenti consueti e invisibili.


Jesùs Rafael Soto è particolarmente noto per le sue sculture interattive composte da tubi sottili pendenti, attraverso i quali l'osservatore è in grado di camminare. L'arte di Soto ha una caratteristica: la percezione che manda direttamente al cervello, e non all'occhio. Il cervello percepisce un'unica entità composta dal visitatore e dall'opera stessa.

Frank Stella può essere considerato l'ispiratore della corrente artistica minimalista (minimal art) sviluppatasi negli Stati Uniti tra gli anni sessanta e gli anni settanta in contrapposizione all'espressionismo astratto e alla Pop Art.

Jean Tinguely, scultore svizzero nelle cui opere hanno una parte importante il movimento e il rumore. Movimenti inconsulti, incomprensibili ed eccentrici dei meccanismi, a cui corrispondono rumori altrettanto strani e ridicoli:"Tutto si muove. L’immobilità non esiste. Non lasciatevi dominare da antiquati concetti di tempo. Dimenticate le ore, i secondi e i minuti. Non fate resistenza alle metamorfosi" (Inferno)

Rirkrit Tiravanija è un artista contemporaneo, nato a Buenos Aires nel 1961 e residente a New York.  Le sue installazioni spesso assumono la forma di stage o stanze per condividere i pasti, le lettura, l'ascolto della musica. Le strutture per vivere e socializzare sono un elemento centrale nel suo lavoro.

Chen Zen, artista cinese naturalizzato parigino usava miscelare elementi della cultura rientale con elementi di quella occidentale, sicchè lo spettatore riconosce nell'oriente qualcosa di proprio e di familiare.

 

14 Danaro

Il Danaro è il latte materno della Politica

"Il danaro non è l'idea, ma compera i padroni dell'idea" (E. De Marchi, "Giacomo l'idealista")

"La borsa pesante fa il cuore leggero"(B. Johnson)

"Il danaro è la misura dell'incapacità dell'uomo di amare il prossimo come sè stesso"(B.Marshall)

"Il danaro è una specie di sesto senso, senza il quale non si può fare pienamente uso degli altri cinque"(W.S.Maugham)

"Pecunia non olet": Il danaro non ha odore (Detto da Vespasiano al figlio Tito, che gli rimproverava di aver messo una tassa sui cessi)

 

15 Donna

Ogni uomo si forma il suo Dio e la sua Donna. Nei suoi tratti essenziali, quindi, la storia dell'uomo non è se non la storia di Dio e della Donna



L'uomo è stato creato da un soffio di Dio, ma non è un uomo finchè non sente su di sè il soffio di una donna (Libero adattamento di un pensiero di Vincent Van Gogh)

"Sempre": che parola tremenda! Le donne hanno la mania di usarla; sciupano tutto ciò che vi è di romanzesco tentando di farlo durare per l'eternità.

Gli uomini possono essere crudeli; le donne invece lo sono.

La donna beneficia di due straordinarie invenzioni che hanno cambiato la sua condizione: La lavatrice e la pillola.

L'unico modo di comportarsi con una donna è di fare all'amore con lei se è bella; o farlo con un'altra, se è brutta.

Davanti ai pensieri, alle azioni di una donna che amiamo, siamo tanto disorientati come potevano esserlo di fronte ai fenomeni della natura i primi fisici.

Le donne sembrano sentimentali; gli uomini invece lo sono.

Le donne sono tante serrature in cerca di chiave.

Le donne sono vittime della "sindrome di Atlante". Pensano di dover reggere tutto (la famiglia, il mondo) sulle loro spalle.

Quale altro desiderio nutrono le donne se non quello di piacere il più possibile agli uomini? Non mirano a tale scopo i tanti ornamenti, belletti e bagni, le tante pettinature, pomate e acque odorose, le tante maniere di aggiustare, di dipingere, di truccare il viso, gli occhi la pelle?(Erasmo da Rotterdam, "Elogio delle follia")

La felicità è la poesia della donna, come l'abito elegante ne è il belletto

Quando non amano le donne hanno tutta la freddezza di un vecchio avvocato

Un uomo, per malizioso che sia, non dirà lai delle donne tanto male o tanto bene, quanto ne pensano loro stesse

Non si nasce donna; si diventa (Simone de Beauvoir)

La donna è come la castagna: è bella di fuori e dentro ha la magagna

La donna sarebbe più affascinante se si potesse cadere tra le sue braccia senza cadere nelle sue mani

I briganti ti chiedono la borsa o la vita. Le donne le vogliono tutte e due

Le donne ci piacciono perchè sono meravigliose, o ci sembrano meravigliose perchè ci piacciono? (A. Campanile)

Essere donna è terribilmente difficile, perchè consiste soprattutto nell'avere a che fare con gli uomini

Una donna è sincera quando non dice bugie inutili (Anatole France)

15 bis Donna

Mi piacciono gli uomini che hanno un futuro e le donne che hanno un passato

La donna è il più potente strumento di dolore che Dio abbia dato all'uomo

La poesia e le donne si abbandonano nude solo ai loro amanti.

Tre cose solamente m'enno in grado le quali posso non ben ben fornire ciè la donna, la taverna e il dado, queste mi fanno il cor lieto sentire.

Casa di Bambola" (1877) di H. Isben ha dato un decisivo impulso alla emancipazione della donna ( e la femminismo), mettendo in crisi e in discussione il suo ruolo di moglie e di madre.

Ciò che dice la donna all'amante voglioso, scrivilo pure nel vento o sull'onda che fugge.

Sui molli prati è la femmina che muggisce al toro, è la femmina che sempre nitrisce al cavallo

Sentiva una bambina dimenticata che perforando macerie di anni riaffiorava da profondità sepolte nel suo corpo stanco di vecchia

Quando la porpora svanirà dalle tue labbra e l'oro dai tuoi capelli e i tuoi occhi incupiranno in color di ametista...

 

15 ter Ecologia

http://www.elogiodellabellezza.it/node/245/editECOLOGIA

L'energia più pulita che esiste al mondo è quella risparmiata.

Giuseppe Parini già a metà del '700, con l'ode "La salubrità dell'aria" denunciava l'inquinamento atmosferico (di Milano) e le colpe dei pubblici amministratori (la classe politica): "Pera colui che primo... per lucro ebbe a vile la salute civile".

E' auspicabile l'avvento di un modello di "energia distribuita e diffusa" fondato sulle "energie rinnovabili" (Sole, Vento, Biotermia, Biomasse da agricoltura o da rifiuti). Le energie fossili (Petrolio e Carbone) hanno da sempre comportato fortissime tensioni geo politiche, poichè sono concentrate territorialmente in pochi stati. Le energie rinnovabili, viceversa, si trovano in mezzo a noi equamente ripartite. 

Abbiamo domato l'energia del vento, del mare, del sole. Ma il giorno in cui l'uomo saprà dominare l'energia dell'amore, potrà dire di aver raggiunto un traguardo importante, quanto la scoperta del fuoco.

Plutarco narra di una voragine in Babilonia, dalla quale usciva continuamente il fuoco, come da una sorgente, e la corrente di nafta si allargava a palude per la sua gran quantità (p. 121-123). E' la più antica citazione di un giacimento (pozzo) petrolifero! Più avanti (p. 173) dice che Alessandro scoprì una fonte di liquido grasso e oleoso presso il fiume Osso in Battriana.

L'oro blu (l'acqua) è un terribile carburante per le guerre del futuro, come l'oro nero (petrolio) lo è stato per quelle del passato!

 

La Cina tiene soggiogato il Tibet per essere padrona dei ghiacciai himalayani, da cui nascono i più grandi fiumi asiatici (Gange, Brahmaputra, Mekong, Irrawaddy, Yangtzè) e da cui dipendono, quindi, le principali risorse idriche sue e di tutti gli altri Paesi confinanti (India, Pakistan, Banglades, Vietnam, ect)

Un'altra possibile "Guerra dell'acqua" e quella che si profila tra i paesi del bacino del Nilo. La controversia ruota intorno al 'Nile Cooperative Framework Agreement' (Cfa), raggiunto a maggio 2010 a Entebbe, in Uganda, dopo dieci anni di negoziati. L'accordo prevede modifiche al trattato coloniale del 1929, che dava all'Egitto il diritto di veto sui progetti che a suo avviso potevano interferire sul flusso del fiume, che scorre per 6.600 chilometri dal Lago Vittoria fino al Mediterraneo. Un successivo accordo con il Sudan del 1959 ha consegnato di fatto ai due paesi il controllo del 90% delle acque del Nilo, pari a circa 70 milioni di metri cubi all'anno

 

16 Economia

La pubblicità televisiva, commerciale è il colossale veicolo dell'ideologia, del culto della ricchezza; al potere incontrastabile di questa ideologia, si associano mitologie di massa, i grandi "miti analfabeti" di cui lo Sport e il massimo esempio e che rientra anch'esso nel culto della ricchezza.

I grandi creatori della pubblicità commerciale, sono i veri e a modo loro geniali "intellettuali organici" della vincente "dittatura della ricchezza". All'ideologia della ricchezza si affiancano altre mitologie di massa: i "miti analfabeti" come quello dello sport.

L'unico scenmario prevedibile è quello di un continuo accumulo di spazzatura

I dinosauri sono scomparsi dalla terra, si sono estinti perchè hanno portato alle estreme conseguenze la "legge del più forte che divora il più debole". Gli erbivori avevano distrutto tutte le piante di cui si cibavano e i carnivori avevano divorato tutti gli erbivori. L'uomo sembra avviato a fare la stessa fine?

Aristotele aveva già studiato il fenomeno della speculazione e del mercato finanziario. Con il nome Crematistica indicò l'arte di sviluppare ricchezza facendo della moneta l'inizio e la fine dello scambio, non solo il suo semplice strumento.

Nel libro IX° Repubblica, Platone individua la causa originaria della crisi della democrazia nela proliferazione del numero degli schiavi sotto l'effetto della libera circolazione delle merci e nella conseguente espulsione di un crescente numero di cittadini dal mondo della produzione, del lavoro, della ricchezza, con il conseguente loro impoverimento materiale e spirituale e la divisione crescente della società (e delle città) fra ricchi e poveri. Non sta ora accadendo la stessa cosa nei paesi democratici sviluppati con la crescente sostituzione della forza lavoro libera, salariata dai cittadini ad opera delle macchine (dei robot che sono i nuovi schiavi e degli extracomunitari che, come i robot, sono anch'essi i nuovi schiavi)?

La politica economica pseudo liberale: Privatizzare i profitti e pubblicizzare le perdite! Il mestiere del fornaio rende? Allora lo Stato non produce pane. Il servizio di distribuzione dell'acqua è oneroso? Allora se ne dovrà occupare lo Stato!

La politica è una periferia subalterna del potere tecnico e finanziario. I luoghi elettivi sono marginali rispetto ai luoghi della Borsa e della Banca."L'unico contropotere al Capitale non appartiene allo Stato, bensì alla società civile globale e alla monteplicità dei suoi protagonisti; in altre parole esso si incarna nella figura del consumatore politicizzato, il cui "rifiuto" ad acquistare rappresenta un'arma letale contro il capitalismo

Capitale salario e Capitale di immobilizzo. Oggi gli imprenditori sono più impegnati ad aumentare il secondo che dà profitti più facili e sicuri rispetto all'impiego del primo in azienda.

La locomotiva a vapore era destinata a trasformarsi nel carro funebre su cui l'assolutismo e il feudalismo avrebbero compiuto l'estremo viaggio.

Il capitalismo anglosassone sorge con la scoperta della macchina a vapore che fornisce una fonte di energia indipendente dei fenomeni naturali e della legge sulle recinzioni la "Enclosure Act" che pone fine al libero uso dei pascoli e dei boschi e spinge centinaia di migliaia di contadini, pastori e artigiani a proletarizzarsi nei bassi fondi dei centri urbani.

l mercato prospera nell'incertezza (di volta in volta chiamata competitività, deregolamentazione, flessibilità) e ne produce sempre di più per il proprio nutrimento

Gli americani hanno il culto della verità, della parola data. Chi mente è fuori, viene cacciato fuori, merita la lettera "A" scarlatta. Ciò vale per il racconto di N. Hawthorne come, secoli dopo, per Richard Nixon.

Per gli americani chi fa un lavoro eccezionale è giusto che venga pagato in maniera eccezionale. In un paese senza storia solo il danaro può compensare l'eccellenza.

Con l'introduzione dell'aratro si ebbe una radicale trasformazione nel possesso delle terre. Con la nuova tecnica un uomo poteva coltivare una estensione di terra molto più vasta di quella che poteva lavorare con la zappa, sicchè divenne economicamente redditizio (e logico) avere diritti di proprietà su un'area più estesa.

Con l'assillo del Baco da Millennio, l'America ha scoperto l'utilità dei cd "I.T. coolies" (i manovali indiani della Information Tecnology) capaci di risolvere i problemi di software a prezzi bassisimi e in tempo reale via internet.

Bangalore: la Silicon Valley dell'India. Non vi si produce nulla di materiale, solo soluzioni, programmi e linguaggi codificati, idee. Niente ciminiere, niente colonne di Tir, niente smog e tanto verde

Uno dei fattori del boom indiano dovuto alla delocalizzazione in India di molte industrie dei servizi, è la mano d'opera anglofona a basso costo. La lingua inglese è il maggior lascito fatto all'India dalla GBR.

Abele è pastore / allevatore (economia silvo pastorale primitiva). Caino è agricoltore / coltivatore ed è padre della cultura dell'arte e della scienza. Tra i suoi discendenti c'è Edoch (costruttore di città) Jabal (padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame: pastori nomadi, beduini), Jubal (padre dei suonatori di cetra e flauto), Tubalkain (il fabbro, padre di quanti lavorano il rame e il ferro). Arte e scienza per la Bibbia, nascono da una sorgente inquinata, con una venatura negativa.

Il capitalismo industriale (dal XVIII-XIX sec.) è stato una prerogativa dell'Europa (Occidentale) ma quello "mercantile" che lo ha preceduto (sec. XVI) era fiorito anche in Oriente. Ma poi, a dare il primato all'Occidnete europeo sono stati il Rinascimento (Umanesimo) con il suo rinnovare gli studi e il suo processo di secolarizzazione sfociato nella rivoluzione scientifica; quindi la Riforma Protestante che ha dato l'impulso decisivo allo spirito del capitalismo, quindi l'espansione coloniale.

Il timone e la bussola erano noti prima in Cina che in Europa. Il mulino a vento è stato importato dal mondo islamico. I concetti di latitudine e longitudine, derivati dall'opera di Tolomeo (ellenistico). La tecnica degli altoforni per la fusione del ferro era già diffusa in Cina, come i caratteri di stampa fusi in metallo. Anche la polvere da sparo è stata inventata dai cinesi. Tuttavia è in Occidente (Europa) che furono sviluppate le armi da sparo.

Paradossalmente la Cina comunista ha alterato l'equilibrio mondiale tra profitto e salario, a favore del primo, a favore dei detentori dei capitali.

 Ormai anche le industrie cinesi delocalizzano in India e nei paesi poveri del Sud Estasiatico, dove il costo del lavoro è più basso.

In Cina il tè sta per essere soppiantato dal caffè, energico e tonificante, una sferzata di aggressività più adatta alla competizione capitalista.

La Cina tiene soggiogato il Tibet per essere padrona dei ghiacciai himalayani, da cui nascono i più grandi fiumi asiatici (Gange, Brahmaputra, Mekong, Irrawaddy, Yangtzè) e da cui dipendono, quindi, le principali risorse idriche sue e di tutti gli altri Paesi confinanti (India, Pakistan, Banglades, Vietnam) !!

RENMINBI  o YUAN: la moneta cinese. La Wall Street sta per essere soppiantata dalla "Great wall street" la via della "Grande Muraglia

La classe dirigente indiana (a comincaire da Nehrn) si è formata nelle migliori Università inglesi e americane! Ma ha poi saputo investire nell'istruzione e nella ricerca anche in casa propria.

Nell'era del mercato globale sta tramontando il modello tradizionale della Corporations, sostituito dalla platform companies. Le società "piattaforma" non producono in patria; in patria progettano, elaborano disegni di prodotti, ma non producono direttamente nulla. Sanno dove i prodotti sono richiesti e li fanno produrre in loco con la loro marca, scaricando sui produttori locali tutte le questioni della quotidianità manifatturiera, le dispute sindacali, i noiosi rapporti con le autorità locali, i problemi ecologici e così via (America oggi). Alla guida delle platform companies non c'è il fondatore - padrone, non c'è il manager, ma il Chief Executive Officier (CEO).

I chief executive officer (c.e.o.) è l'homo novus del potere globale, il samurai dell'Occidente, il "regista della cabina di comando" dell'economia mondiale. Lui non legge. Pianifica. Non sa. Istituisce. E Decide senza esitazioni ("La coscienza ci fa codardi ed esitanti" diceva Shakespeare). Non è più un tecnocrate (padrone dell'azienda e capo carismatico: Non è più "l'agente dell'azionista", è un tecnico, un "tornitore di uomini" che non fa leva sulle emozioni, un robot umano, senza la dimensione delle passioni delle emozioni delle idee.

Il risparmio nel costo-lavoro è molto più ridotto nell'idustria automobilistica (dove è richiesta la massima automazione e la più moderna tecnologia - robot nelle catene di montaggio), rispetto all'industria manifatturiera del tessile e della calzatura.

La delocalizzazione finisce per cambiare il ruolo sociale, il volto del capitalista - imprenditore davanti ai suoi conterranei. Viene sempre più meno la funzione sociale del capitale, che non rappresenta più un beneficio per il territorio in cui opera, dove non ha più ricadute benefiche in termini di ricchezze e lavoro.

Il vantaggio tecnologico ed economico acquisito dall'Europa (dall'Occidente) rispetto al mondo orientale e islamico a partire dal XVI secolo, fu dovuto essenzialmente a fattori culturali, politici, religiosi

La globalizzazione sta confermando l'osservazione di Adam Smith secondo cui, mentre il proprietario della terra è necessariamente un cittadino del paese in cui si estende la sua proprietà, ... il proprietario del capitale è in verità un cittadino del mondo e non è necessariamente legato a nessun paese in particolare.

Soltanto verso il 1500 l'Europa aveva raggiunto la parità tecnologica con l'Islam e l'Oriente. Lo sviluppo dell'industria tessile in Inghilterra, che ha portato alla c.d. Rivoluzione industriale, è debitore delle antiche tecniche di tessitura e filatura sviluppatesi in Cina e India, fatte proprie e perfezionate dal mondo Islamico.

Le Madrasse musulmane, specie di suole o collegi universitari, hanno preceduto le Università europee del XII secolo. Nel mondo Islamico erano molto più diffusi i libri, che non in quello cristiano, grazie alla diffusione della carta, importata dalla Cina.

Oggi, nell'era del mercato globale, è praticamente rovesciato il motto del manifesto di Marx: "Capitalisti di tutto il mondo, unitevi!".

E' il modo di produzione di una società a determinare i suoi rapporti politici, ideologici, culturali. E' la classe dominante di una società a determinare ciò che è moralmente giusto o sbagliato.

E' forse già possibile ipotizzare un mondo diviso tra pensatori - ideatori di prodotti nella cabina di comando delle "società piattaforma" e puri esecutori - produttori. Un mondo che riprodurrebbe su scala planetaria la divisione fra Signori e iloti, fra padroni e servi. La massa dei disoccupati dei paesi tecnologicamente avanzati, passeranno da operai a operatori nella società della conoscienza e della informazione, oppure dediti all'"ozio creativo"del tempo libero.

The pursuit of happiness; la ricerca della felicità degli americani, costituzionalmente garantita, si è tradotta nella pursuit of loneliness: la ricerca della solitudine.

1) Rinascimento italiano. 2) Rivoluzione industriale inglese. 3) Entrata di Cina e India nel mercato globale. Sono tre grandi eventi della storia universale

Il motto della rivoluzione francese è dottrinario e ideologicamente universaleggiante "Libertè, Egalitè, Fraternitè". Quello dei rivoluzionari americani è pragmatico e molto più prosaico: "No taxation without representation". Gli americani sono i soli veri primitivi del mondo odierno.

La Rivoluzione Industriale, razionalizzata dall'illuminismo nelle sue due varianti liberale e marxista, capovolge i rapporti antichi tra natura ed economia, assoggettando la prima alla seconda e porta all'estremo parossistico la "meccanizzazione della concezione dell'universo" seicentesca, proclamando il predominio assoluto della Tecnica (Deve essere realizzato tutto ciò che la tecnologia può realizzare. Qui ha inizio la Modernità. "Incipit tragoedia" (E. Severino)

La Rivoluzione "parlamentare" di Cromwell con l'autorizzazione alle "enclosures", favori ai latifondisti (di cui era prevalentemente composto il Parlamento) aumentando la produttività delle terre, ma buttò milioni di contadini alla fame, pronti a servire da "carne da macello" per la incipiente rivoluzione industriale.

Struttura della società: La struttura ha tre livelli: a) condizioni della produzione: clima, vegetazione, materie prime ect. b) mezzi di produzione: attrezzi, utensili, macchine. c) rapporti di produzione: suddivisione del lavoro, rapporti di proprietà. I rapporti materiali, economici e sociali. Sovrastruttura della società: il modo di pensare, le istituzioni politiche, le leggi, la religione, la morale, l'arte, la filosofia, la scienza.

Tycoon (magnate, grande finanziere, persona ricca e potente) deriva dal giapponese Taikun, uno dei titoli dei grandi signori Sogun. Si afferma negli USA come figura centrale sulla scena politica. Non ha bisogno di corteggiare gli elettori. Gli basta dare ordini agli eletti.

 

17 Filosofia


"..e le ho studiate, ah ! Filosofia, Giurisprudenza e Medicina e anche purtroppo teologia, da capo a fondo, con tutto l'ardore. Povero pazzo ! E ora eccomi qui, che ne so come prima !" (Faust, W. Goethe)

La ricerca autonoma e libera della verità (la Filosofia e la Scienza) è da sempre stata in contraddizione con la Teologia, che reclama invece obbedienza (si pensi ad Adamo, Icaro, Prometeo, i tre grandi "disobbedienti" verso gli Dei).

Capitalismo, Cristianesimo, Democrazia per sopravvivere allo scontro con i propri avversari, dovranno potenziare al massimo la Tecnica (apparato scientifico-tecnologico) di cui si servono. Facendo di questo incremento di potenza della Tecnica il proprio scopo, rinunciano praticamente a sè stessi. A sua volta la Tecnica ha come suo scopo la crescita indefinita della sua potenza. Lo scopo supremo della umanità sta diventando lo scopo della Tecnica, il quale non è la realizzazione di uno scopo determinato che esclude gli altri, ma è l'incremento indefinito della capacità di realizzare scopi.(E. Severino)

"Homo homini deus est". Con questa affermazione L. Feuerbach intendeva sostituire alla fede nella potenza divina, la fede nell'uomo e nella efficacia della sua coscienza etica.

I filosofi, con le loro elucubrazioni fanno ricami nel vuoto e con una vista più acuta di quella di Linceo, scorgono, perfino nelle tenebre più fitte, ciò che non esiste affatto!

Per i filosofi il ferro e il grano sono stati gli strumenti, gli autori della civilizzazione degli uomini e della perdizione del genere umano. Per i poeti l'oro e l'argento.

L'uomo, con la Filosofia e la Poesia da sempre getta infinite reti sul mare del grande mistero di Dio e dell'Universo e qualcosa resta sempre impigliato; barlumi di verità.

La Filosofia è la ricerca della Verità, ma occorre diffidare dei filosofi che dicono di averla scoperta. Dunque lo scopo della filosofia è irragiungibile.

I filosofi discutono sulle nuvole e sulle idee, prendono la misura alle gambe delle pulci, o studiano, ammirati il ronzio delle zanzare.

Se non ci fossero verità, questa sarebbe già una verità e un'altra sarebbe che quella è una verità e così via. Sappiamo dunque che ci sono infinite verità. C'è differenza tra sapere che "qualcosa è" e "perchè qualcosa è". Ai filosofi spetta studiare gli "assiomi". Ai matematici spetta dimostrare i "teoremi". Il più sicuro, il più evidente di tutti gli assiomi è il "principio di non contraddizione": "è impossibile per lo stesso attributo appartenere e non appartenere allo stesso soggetto dallo stesso punto di vista.

"Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (le due cose che riempiono l'animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente quando ci si sofferma a pensare su di esse. E. Kant).

La conoscenza piena della realtà è possibile solo in chi l'ha prodotta, cioè in Dio (verum ipsum factum). La conoscienza della natura dell'universo cui può pervenire l'uomo grazie alla scienza raggiunge soltanto un grado più o meno alto di probabilità. L'uomo può conoscere invece alla perfezione la sua storia, perchè ne è lui l'artefice(La Scienza Nuova,  di G.B. Vico)

Corsi e ricorsi storici. Quando in una società, pervenuta lungo il corso storico all'età della ragione (cioè all'Età degli uomini, dopo essere passata attraverso l'Età degli Dei e l'età degli Eroi), si producono lotte intestine, tale società si trova a dover riepercorrere lo sviluppo che dalla Barbarie la porta alla Civiltà. Il Medioevo è una "barbarie ritornata", ossia l'inizio di un ricorso storico (con l'America di Bush siamo arrivati alla fine del ciclo e alle soglie di una nuova barbarie? ndr).

Che cosa significa presso i Greci dell'età migliore il mito tragico? E l'enorme fenomeno del dionisiaco e la tragedia nata da esso? E d'altra parte ciò per cui la tragedia morì, il socratismo morale, la dialettica, la moderazione e la serenità dell'uomo teoretico, ebbene non potrebbe essere proprio questo socratismo un segno di declino, di stanchezza, di malattia, di istinti che si d issolvono anarchicamente? E la "serenità greca" della grecità posteriore, non potrebbe essere solo un tramonto?

L'eterno ritorno dell'eguale è un tentativo di razionalizzare il sentimento di disperazione suscitato in Nietzsche dalla solitudine cosmica che lo assale nel momento stesso in cui il suo pensiero elimina la matafisica della storia della filosofia (Dio è morto).

Giordano Bruno, come Socrate, è il precursore, uno dei precursori decisivi della modernità perchè non pone più la fede religiosa come supremo criterio di giudizio intorno alla realtà, bensì la ragione filosofica. Anzi egli non sta all'inizio dell'età moderna, ma all'inizio stesso della filosofia nel pensiero greco, cioè costituisce l'inizio stesso della civiltà occidentale. Bruno è innovatore perchè torna ai greci.

Secondo la Bibbia l'unica cosa rivelata come indispensabile è l'amore obbediente (verso il padre e la madre). Secondo la filosfia greca è la libera indagine.

Con il coraggioso cogito ergo sum di Cartesio si è superata la stagnante cultura della vecchia scolastica. Con l'ardita sperimentazione scientifica di Galileo ci siamo sciolti dalle catene della reputazione e della magia. E' attraverso questi percorsi, difficili e sofferti che, nel '600 siamo arrivati ad accendere i lumi.

Qualsiasi dottrina che abbia al suo centro una concezione umanistica del vero, del buono, del bello, e l'idea che la storia dell'uomo tende inevitabilmente verso una unità, una armonia, un ordine finale, non può ammettere la varietà intesa come un valore in sè da perseguire in quanto tale; la varietà, infatti, implica la possibilità di un conflitto tra i valori...

Dobbiamo ascoltare il battito del cuore della terra, partecipare alla vita di tutto l'Universo e non dimenticare, sotto l'incalzare delle nostre piccole vicende personali, che non siamo degli dei, creati da noi stessi, bensì figli e parte della terra e del cosmo intero. Come i canti dei poeti e i sogni delle nostre notti, così anche i fiumi, i mari, le nuvole vaganti nel cielo e le tempeste sono simboli e depositari di quella nostalgia la cui meta è la certezza del diritto alla vita e all'immortalità di ogni essere vivente. Nella sua più intima essenza ogni essere umano è sicuro di questo diritto, è un figlio di Dio e riposa senza timore in grembo alla eternità. Tutto ciò che portiamo in noi invece di malvagio, di malato, di marcio, contraddice a ciò e crede alla morte.

"Non vi è un solo istante in cui un essere vivente non venga divorato da un altro e, al di sopra delle razze di predatori è posto l'uomo, la cui mano distruttrice non risparmia alcun essere vivente: egli uccide per nutrirsi, per vestirsi, per ornarsi, uccide per attaccare e per difendersi, uccide per istruirsi, uccide per uccidere. L'uomo chiede tutto in una volta: all'agnello i visceri per far suonare un'arpa, al lupo i denti micidiali per rifinire le opere d'arte, all'elefante le sue difese per costruire i giocattoli di un bambino; le sue tavole sono coperte di cadaveri. In questo massacro generale, quale essere sterminerà colui che tutti stermina? Egli stesso. E' l'uomo che ha l'incarico di sgozzare l'uomo. Così si attua la grande legge della distruzione degli esseri viventi."

ll cuore ha le sue ragioni, che la ragione, ignora. Il cuore è sede di una dimensione dell'essere che la ragione non saprebbe spiegare del tutto. Il cuore dice quello che non si riesce a dire razionalmente. Il Pascal fisico scopre l'esistenza del vuoto, il Pascal filosfo e letterato, l'eterno silenzio (della ragine) degli spazi infiniti (del cuore) del "vuoto dell'anima" e ne resta atterrito. Il mondo (per Pascal) non è il paese della verità, essa erra sconosciuta fra gli uomini.

 

18 Filosofia

Con Cartesio, Bacone, Giordano Bruno e Galilei,  la filosofia prima, e a maggior ragione la scienza poi, divorziano dalla teologia.

Come Galilei stabilisce il mondo naturale sui fatti, così Cartesio pone a fondamento della metafisica un fatto: "Io penso". All'esperienza esterna, si aggiunge l'esperienza interna, l'analisi psicologica. L'esperienza innanzi ai sensi e innanzi alla coscienza, è il criterio della verità.

Quattro sono gli idoli che assediano la mente: Idoli della tribù; della spelonca, del foro, del teatro.(F. Bacone)

L'emancipazione del pensiero umano scaturì dallo scetticismo, che cancellò l'intolleranza religiosa, la credulità scientifica e la servilità politica

L'idea centrale dell'Illuminismo dei philosophes francesi è che "l'uomo è fatto come la natura", che esiste cioè una natura umana altrettanto invariante dell'universo newtoniano. Le leggi che la governano possono essere diverse, ma esistono. Costumi, moda, questi possono variare, ma le passioni, sempre le stesse, che ovunque e in ogni tempo muovono gli uomini, causano lo stesso comportamento.

La libertà non c'è data. Dobbiamo crearla e la creiamo cercandola.

La teoria pitagorica del "tutto è numero razionale (tutto è commisurabile attraverso rapporti matematici) andò in crisi con la scoperta dei c.d. numeri irrazionali, come la radice quadrata di 2; o come il semitono nella musica (comma pitagorico è detta la differenza tra toni e semitoni). I Pitagorici tentarono di mantenere segreta la scoperta dei numeri irrazionali, ma...invano.

La nuova scienza, uscita da lotte religiose e politiche, è in stato di guerra col passato...La tradizione, l'autorità, la fede, sono i suoi nemici e cerca riparo nella forza e nell'indipendenza della ragione individuale; rifugge dalla metafisica e studia la fisica (natura), la psicologia (coscienza).

Gli uomini nuovi, i "nuovi filosofi" (del '500), stabilendo il primato della ragione sulla fede, vogliono abbattere l'edificio teologico - scolastico - aristotelico dominante nelle scuole, sul quale poggiava una società corrotta e ipocrita.

Platone suppone che l'acqua sia formata da due parti di aria e una di fuoco; anticipa la formula chimica: H2O

Principio di causalità: Nulla si produce dal nulla; per cui se esiste qualcosa (se qualcosa è prodotto) esiste qualcosa di eterno.

Tutto è relativo" è  una proposizione non vera perchè, altrimenti, sarebbe un assoluto (la proposizione si autoesclude). Dunque vi deve essere qualcosa di "assoluto" "conseguentia mirabilis". Lo stesso dicasi per la proposizione "tutto è falso" o "tutto è dubitabile". La conseguentia mirabilis consente di affermare verità, assolute certezze.

Principio ontologico: l'idea di Dio (dell'ente sommemente perfetto) è l'idea di una essenza che implica necessariamente la sua esistenza, giacchè l'esistenza è (un attributo) una perfezione di cui l'Ente sommamente perfetto non può essere privo. Ogni opera che mostra dei mezzi e un fine, rivela un artefice. Così l'Universo, che è composto di mezzi, ognuno dei quali ha il suo fine, rivela un artefice potentissimo e intelligentissimo.

"Non sunt multiplicanda praeter necessitatem" Guglielmo di Occam (1280-1349 c.a.). Il "rasoio di Occam", la più radicale rivendicazione dell'esperienza dell'uomo nel mondo, come un atto complementare al tempo, allo spazio e anche al cielo metafisico. Occam viene considerato il padre della esperienza scientifica. Senza di lui nè Copernico nè Galileo avrebbero osato scindere la ragione dalla fede, l'esperienza scentifica dalla esistenza di Dio.

Gli scettici i quali ritengono che non esista alcuna verità, dovevano riconoscere che era però vera questa loro convinzione, altrimenti cadevano in contraddizione. Cartesio riconosce che, se è lecito dubitare di tutto, l'esistenza del pensiero dubitante è l'unica verità indubitabile.

I superficiali si accontentano delle ombre che vedono scorrere sulla parete della caverna platonica senza pensare che esiste per forza qualcosa che la produce; qualcosa di meno imperfetto, di meno instabile e ingannevole; qualcosa di vero ed eterno: "la forma, l'idea". Essi finiscono così per trascorrere tutta la propria esistenza nel buio (nell'ignoranza) della caverna.

Baruch Spinoza ha smantellato il concetto stesso di trascendenza. Non ha negato l'esistenza del divino, ma l'ha identificato con tutto ciò che di vivente esiste in natura, con la Natura stessa che incessantemente crea e trasforma. L'immanenza fu la sua idea dominante (Deus sive natura)

19 Follia

"Si nasce tutti pazzi. Alcuni lo restano"(S. Beckett, "Aspettando Godot")

"Nell'essere pazzi c'è un piacere che soltanto i pazzi conoscono"(J. Dryden)

Secondo alcuni in fondo alla conoscenza, al sapere, c'è la pazzia. Secondo altri, l'infelicità

Chi ci dice che i pazzi, gli stravaganti, non rechino in sè, qualche volta, il midollo dell'universo? Mentre gli altri uomini della loro epoca, per una specie di uragano, si sono temporaneamente staccati da loro?

I beni più grandi ci vengono dalla pazzia...(ndr) cioè dai quattro divini furori: il Profetico (da Apollo); il Rituale (da Dioniso); l'Erotico (da Afrodite) e il Poetico (dalle Muse, dal Fedro di Platone).

La Pazzia è figlia di Pluto (Dio della Ricchiezza) e di Neotete (la Ninfa della Gioventù) la ninfa più bella e più amabile di tutte

La più alta forma di pazzia è il furore mistico, secondo Erasmo, di colui che esce da sè per congiungersi con l'Assoluto. Una forma di pazzia, sia pur più lieve, è la semplicità evangelica predicata da cristo ai suoi Apostoli. La grandezza di Erasmo sta proprio nell'aver saputo affrontare argomenti del genere con garbo della satira e dell'ironia (e con coraggio!)

"La follia è rara negli individui, Ma è la regola nei gruppi, nei popoli, nei partiti, nelle epoche"(F. Nietzsche)

Quando un pazzo sembra del tutto ragionevole, è il momento di mettergli la camicia di forza" (E. Allan Poe)

Pazzo chi al suo Signor contradir vole, se ben dicesse che ha veduto il giorno pieno di stelle e a mezzanotte il sole

 

20 Giustizia

"Piove sul giusto e sull'ingiusto. Ma sul giusto piove di più, perchè l'ingiusto gli ruba l'ombrello"(Lord Bowen)

21 Globalizzazione

Con la globalizzazione e la trasmissione elettronica dell'informazione si produce la "svalutazione del luogo", una perdita di significato dello spazio, un arretramento insidioso della "forma di comunità costruita attorno al nucleo di una densa ragnatela di interazioni frequenti e durevoli, mentre alla prospettiva dello "stanziale" sembra sostituirsi (ndr ritornare) quella del "nomade".

"Siamo nell'era della globalizzazione della "svalutazione del luogo" di un ritorno al nomadismo, eppure sentiamo il bisogno di un luogo nel quale riconoscerci e mettere radici; siamo nell'era della società "post tradizionale" eppure sentiamo il bisogno di una tradizione.

"Un paese ci vuole, se non altro per il piacere di andarsene. Un paese vuol dire non essere soli. Sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti"(C. Pavese).

"E' auspicabile una "terza via europea" alla globalizzazione democratica e solidale, rispetto all' "individualismo competitivo" degli USA e al "comunitarismo gerarchico e autoritario" delle potenze asiatiche.

"La globalizzazione sta confermando l'osservazione di Adam Smith secondo cui, mentre il proprietario della terra è necessariamente un cittadino del paese in cui si estende la sua proprietà, ... il proprietario del capitale è in verità un cittadino del mondo e non è necessariamente legato a nessun paese in particolare.

Immigrati....... illegali

"La globalizzazione sta divaricando la forbice tra paesi ricchi e paesi poveri, e tra classi ricche e classi povere all'interno della stessa società. Sta consegnando il potere a una classe dominante di "cresoedonisti (creso = danaro / hedoni = piacere) condannata a "divertirsi da morire" mentre milioni di esseri umani muoiono, senza avere mai sorriso.

Tutto il servidorame propagandistico-giornalistico del nostro "Occidente prospero", il "mondo vetrina" che ieri ha attirato intere popolazioni inducendole a scavalcare la cortina di ferro e oggi continua ad attirare intere popolazioni di disperati inducendoli a varvare i mari rischiando anche la vita pur di sbarcare nel paese di Bengodi, si sforza quotidianamente di occultare che questa sua prosperità è nata dallo sfruttamento di tutto il resto del pianeta

Si deve andare verso uno Stato Cosmopolita per il quale la nazionalità sia indifferente; ma esso non può derivare dalla dissoluzione o sostituzione degli Stati nazionali, bensì da una trasformazione interiore, attraverso una "globalizzazione interna".

22 Idee

Il desiderio è il padre del pensiero

"Oggi il cretino è pieno di idee"(E. Flaiano)

"Non mi spaventano le idee, ma le facce che rappresentano queste idee"(L. Longanesi)

"Ciascuno chiama idee chiare, quelle che hanno lo stesso grado di confusione delle sue" (M. Proust)

"Non c'è idea che non porti in sè la sua possibile confutazione" (M. Proust)

23 Ignoranza

L'ignoranza è la madre della felicità

Il caso non esiste in natura; è solo la proiezione o il frutto della nostra ignoranza; mano a mano che la scienza umana progredirà il "caso" sarà superato, come è stata sconfitta la superstizione.

24 Intelligenza

Non tutti sono condannati ad essere intelligenti.

L'uomo comprende il mondo un pò alla volta e poi....muore!!

La più pericolosa sorta di stupidità è una acuta intelligenza

L'intelligenza è la facoltà grazie alla quale....ci si astiene

L'intelligenza non è non commettere errori, ma scoprire subito come trarne profitto

25 Italia

I Greci chiamavano la nostra penisola Enotria (terra del vino), Ausonia (terra degli Ausoni), Esferia (terra del Tramonto)

Colori delle isole Eolie: Giallo-Verde per le incrostazioni sulfuree; Nero della sabbia vulcanica nelle spiagge; Nero luccicante dell'ossidiana; Bianco delle spiagge; Bianco della pomice; Rosso della lava sulla "sciara del fuoco" a Stromboli; Verde smagliante dei boschi di salina sui crateri spenti; Verde cupo per le piante di cappero che spuntano dalle rocce basaltiche di Alicudi; Ambrato di Panarea puntellato dal verde delle viti e dal bianco di calce dei dammusi; Blu intenso dei fondali rocciosi.

"...oh Patria mia..la tua passata gloria io più non vedo..nuda la fronte e nudo il petto mostri tu, formosissima donna. Chi ti ridusse tale? chi ti discinse il brando e spense il fuoco? Chi ti tradì? Come cadesti, o quando, da tanta altezza in così basso loco? (molto liberamente da: "All'Italia", di G. Leopardi)

 

"Che barbarie! Altro che Italia! Questa è Affrica: i beduini, a riscontro di questi caffoni, son fior di virtù civile" (rapporto a Cavour del Luogotenente di Napoli (Ottobre 1860) "Credimi, non siamo noi che profittiamo nella unione, ma sono queste popolazioni senza morale, senza coraggio, senza cognizioni e dotate solo di eccellenti istinti e di un misto di credulità e di astuzie che le dà ognora nelle mani dei più gran farabutti" (così scrive un amico a Massimo D'Azeglio a proposito dei Napoletani. E D'Azeglio gli risponde: "Unirsi ai napoletani è come andare a letto con un lebbroso").

"L'Italia, come Stato nazionale, è nata male. Il suo primo Re, Vittorio Emanuele di Savoia, non aveva il titolo di I°, ma di II°.

"Ancora oggi in Italia non è del tutto tramontata la paura del Comunismo; ancora si teme che i "cosacchi arrivino ad abbeverare i loro cavalli alle fontane di Piazza San Pietro", come paventava la propaganda dell'Azione Cattolica di Luigi Gadda e di Padre Lombardi, il "microfono di Dio" alla vigilia delle prime elezioni politiche repubblicane del 18 aprile 1948.

"Gli italiani sono da sempre spaccati in due fazioni contrapposte, sino dai tempi dei Guelfi e Ghibellini. Lo sono oggi e lo sono stati nel momento fondante della Repubblica, che la spuntò sulla Monarchia nel Referendum del 2 Giugno 1946, di stretta misura (12.717.000 si, contro 10.719.000 no). Ma con ben 1.009.000 voti annullati! Il che gettò un'ombra d'incertezza e di regolarità sul risultato.

26 Letteratura

LETTERATURA CLASSICA

Le Opere e i Giorni (Esiodo). L'uomo è posto dagli Dei di fronte alla scelta tra il "lavoro" o la "colpa" (la violenza, la frode).

Secondo Vico, soltanto una società dominata da una violenta, ambiziosa, crudele e avida èlite di "eroi" poteva produrre lo splendore dei poemi omerici; così come soltanto una società aristocratica quale quella italiana delle Signorie e del Papato poteva produrre tutto lo spendore nelle arti figurative del Rinascimento (ndr).

Omero è il massimo rappresentante della "Ragione poetica" che caratterizzò l'epoca barbara, l'epoca della fantasia, del mito, della magia della favola, non riducibile al mondo della ragione (come Dante lo è della "barbaria ritornata"che è il Medioevo).

Nel suo lungo e tormentoso viaggio iniziatico Ulisse ha amato quattro donne: Circe la maga amante, Calipso la ninfa innamorata, figlia di Atlante nell'isola di Ogigia, Nausicaa la vergine palpitante. Ma al termine del suo viaggio torna tra le braccia di Penelope, la sposa fedele e regina. Nel suo viaggio è guidato e protetto da Atena la Dea, e insidiato dalle sirene.

Nausicaa è la vergine palpitante, una creatura semplice; non una Ninfa che promette l'immortalità sovvertendo le leggi del fato, non una maga tentatrice che voglia mettere alla prava la sua forza (Circe), e verso di lei Ulisse nutre soltanto un amore paterno, privo di emozione e di desiderio. Egli non è più soltanto un eroe, ma un padre che vuole tornare da suo figlio, un marito che vuole rivedere sua moglie, un re che vuole tornare tra la sua gente.

Tragoidia: da trago (capro) e ode (canto). La tragedia greca nasce con le feste in onore di Dioniso nelle quali ci si vestiva con una maschera che riproduceva la testa del caprone. Teatro: da Theàomai (guardare con attenzione). Dramma: da drama (azione).

Da un sistema di pubblicazione e trasmissione orale della cultura, ancora imperante nell'Atene e nelle poleis del V sec. , nell'età ellenistica (IV - I sec. a.C.) si passa ad un sistema di composizione e di trasmissione scritta dell'opera letteraria o scientifica (il libro è un rotolo di papiro, poi di pergamena ndr). Non ci si affida più alla recitazione o al canto in occasione delle feste religiose, negli spettacoli teatrali e gli agoni poetici o nei simposi. Il pubblico non è più di uditori ma di lettori più sensibili agli articoli della parola scritta. Il sistema culturale dell'età ellenistica (grazie a questa rivoluzione) è più simile al nostro (a distanza di due millenni) che trova in esso le sue origini. La cultura diviene ora di élite, ufficiale, dotta e raffinata, riservata a quanti operavano nell'ambito della Corte o di un determinato circolo culturale (la cultura acquista in profondità ciò che perde in estensione). Permane tuttavia una cultura popolare orale trasmessa dai cantori dell'epoca tradizionale e dagli attori itineranti. Mentre nell'età arcaica la cultura era patrimonio della collettività, in quella Ellenistica si scinde in una cultura della classe dirigente, innovativa ed elitaria, e in una cultura delle classi subalterne, tradizionale e di massa.

Fedone: "...vi sono poi (nell'Etere, nell'universo) molti animali diversi da quelli di qui, e uomini poi, che abitano all'interno, altri sulle rive dell'aria, come noi qui su quelle del mare e altri ancora in isole avvolte d'aria, non lungi dal continente (per Socrate esistevano gli extraterresti - ndr)

Le affinità elettive, vedi in Eliodoro - "Etiopiche". In quel momento avemmo la prova che l'anima è divina e dal cielo riceve le proprie affinità; perchè nello stesso momento i due giovani si videro e si amarono, come se la loro anima avesse riconosciuto al primo incontro il suo simile. Poi ebbero un sorriso rapido e furtivo che fu denunciato soltanto da un lampo degli occhi, poi arrossirono vergognandosi dell'accaduto, poi impallidirono per la passione che invadeva il loro animo.

Romanzi antichi: Romanzo di Alessandro, attribuito al c.d. Pseudo Callistene, il più noto degli scritti di storia romanzata fioriti attorno alla figura di Alessandro Magno e alle sue imprese. Lucio o l'asino. Luciano (?) da cui Apuleio avrebbe tratto Metamorfosi o l'Asino d'Oro, primo romanzo di avventure del II sec. a.C. dal Siriano Iambulo. Romanzo di Nino (Rè dell'Assiria) datato 100 a.C. (ci sono frammenti in alcuni papiri). I romanzi pervenutici interi (attraverso la tradizione dei manoscritti bizantini appartengono tutti all'età imperiale. Le avventure di Cherea e Calliroe, Caritone di Afrodisia (I° sec. d.C.). Ephesiaka (racconti efesii) Senofonte Efesio (II° sec.). Le avventure di Leucippe e Clitofonte, Achille Tasio (II° sec.). Romanzo pastorale di Dafni e Cloe, Longo Sofista (II° - III° sec.). Storie Etiopiche, Eliodoro di Emesa (III° - IV° sec.). Le meraviglie di là di Thule, Antonio Diogene (I° sec.). Storie Babilonesi, Giamblico (II° sec.). Romanzo di Metioco e Partenope (I° sec.). Romanzo di Sesoncosi. Romanzo di Iolao.

La lira di Orfeo rappresenta il simbolo della effusione poetica che può smuovere le montage, addomesticare le belve e persino aprire le porte degli Inferi di Ade e di Persefone.

Il locus amoenus: Platani e salici piangenti che fanno ombra, tenera erba e fiori, edera e muschio, fonte zampillante, uccelli che cantano, grotta fresca per riposare.

 Già Luciano di Samosata scrive in difesa dell'eutanasia ne la "Storia Vera".

 Mecenatismo deriva da Gaius Mecenas, consigliere di Augusto e protettore degli artisti.

Coppie famose: Amleto e Ofelia (che si lascia morire nel torrente. Oppure è un incidente?). Rinaldo e Armida (Rianldo si apparta con lei in un'isola, ma poi torna alla guerra). Angelica e Medoro ( Angelica s'innamora di Medoro e Orlando, che ne è innamorato, scopre il tradimento e impazzisce). Erminia e Tancredi (Erminia è saracena e s'innamora di Tancredi, eroe cristiano. Amore segreto). Gerusalemme liberata - Tasso. Lot e le due figlie: incesto e rovescio (erano pure a Sodoma ma poi...). Giuseppe e la moglie di Putifarre. Tobia e Sara (sette mariti morti la prima notte!). Marte e Venere (moglie di Vulcano). Venere e Adone (dal cui sangue nasce l'anemone, era figlio di un incesto!). Pan e Siringa (che si trasforma in canna, come Dafne in alloro). Diana e Atteone (trasformato in un cervo). Galatea e Polifemo (che uccide il rivale Aci, da cui Acitrezza?). Cupido e Psiche (principessa bellissima che non può vedere il suo amante e, trasgredendo, viene tradita). Orfeo ed Euridice (Orfeo, figlio di Apollo e Calliope. Euridice, sua sposa che muore. Orfeo la vuole resuscitare dall'Ade ma si volta indietro e guarda la...). Giasone e Medea (costei uccide la rivale Glauce e lo stesso Giasone e i due figli avuti da lui). Ulisse e Calipso (Ulisse tradisce Penelope, ma si pente e vuole tornare. Calipso l'aiuta a costruire la zattera: conflitto). Enea e Didone.Abelardo ed Eloisa (la giovane che subisce il fascino del maestro più anziano, intellettuale).

 LETTERATURA ITALIANA MEDIEVALE

I primi testi in volgare in Italia furono "l'indovinello veronese" (sè pareba boves, alba pratalia araba albo versorio teneba, et negro semen seminaba) allegoria dello scrittore, e la "Carta capuana" (sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni li possette parte Sancti Benedicti).

La poesia cortese celebrava la donna amata, le sue furtive apparizioni e i Suoi fuggevoli abbandoni su uno sfondo di giardini incantati e profumati, di alberi complici, di foglie rugiadose, in un'atmosfera di trepidanti attese e di profondi sospiri, propizia agli smarrimenti e agli svenimenti, sotto un cielo azzurro e terso, di giorno, trapunto di stelle di notte. Il tutto condito dal cinguettio degli uccelli e dal frinire della cicala.

Dalla poesia romanza dei Trovatori provenzali derivò la poesia cortese siciliana alla Corte di Federico II di Svevia e il dolce stil novo della poesia toscana.

L'Università di Napoli fondata da Federico II di Svevia (sec. XIII, inizi), raccolse il fior fiore dell'intellighenzia italiana ed europea, un faro di cultura laica, spregiudicata, non più incappata dal dogma.

La Chiesa osteggiò sempre la nascita del volgare, cioè di una lingua italiana, che ebbe il suo trampolino di lancio nella scuola siciliana di Federico II e dovrà attendere ancora tre secoli per avere l'impulso decisivo con la scuola stilnovistica toscana.

 Le "Confessioni" di S. Agostino e la "Vita Nuova" di Dante Alighieri, le prime grandi autobiografie.

La scuola del "Dolce Stil Novo" fu fondata da una nouvelle vague della poesia italiana, di cui faceva parte Dante Alighieri, e la sua fu una art nouveau ante litteram.

Il Decamerone è la prima "Commedia umana" che segna il passaggio dalla narrativa medievale alla narrativa moderna, sotto la spinta innovativa delle civiltà dei Comuni e della borghesia (sicchè si può stabilire un ponte ideale tra il Decamerone e la "Comedie humane" di Balzac.  Idem per "Le mille e una notte" ndr)

Boccaccio riscopre il genere del romanzo e della novella, sino ad allora considerato un genere di scrivere volgare e scomunicato. Al mondo lirico con le sue estasi (Dante, Petrarca) le sue visioni e leggende (Poema cavalleresco) succede il mondo epico o narrativo, con le sue avventure, le sue feste, i suoi piaceri, le sue malizie.

I trionfi del Petrarca, sono quelli del desiderio sul sentimento, della castità sul desiderio, della morte sulla castità, della gloria sulla morte, del tempo sulla gloria, dell'eternità sul tempo.

LETTERATURA ITALIANA MODERNA

Le chansons de geste italiane, furono le imprese del mercenario normanno Ruggero di Altavilla alla conquista della Sicilia contro i Saraceni (celebrate nel Teatro dei Pupi).

Dal Tasso in poi, attraverso il Marino e il Guarini, sino a compiersi con il Metastasio, la letteratura si assoggetta lentamente alla musica, la parola non è più una idea ma un suono, non interessa ciò che dice, ma come suona; la parola è la nota e i nuovi poeti sono il Pergolesi e il Cimarosa, il Paisiello.

Il mondo dell'Orlando Furioso è un mondo vuoto di motivi religiosi, politici (patriottici) a morali, un mondo puro dell'arte, il cui obiettivo è realizzare nel campo dell'immaginazione l'ideale della forma. L'Ariosto continua il Petrarca, il Boccaccio, il Poliziano e chiude il ciclo dell'arte nella Poesia.

Per il suo "Orlando Furioso" l'Ariosto trasse spunto dall' "Orlando Innamorato" di Matteo Maria Boiardo.

Il fatto che l'Italia esprima il Poema Cavalleresco solo nel '400-'500 (con l'Ariosto, il Boiardo e il Tasso), rispetto ai corrispondenti francesi del '200 (Chanson de Geste), sta forse a testimoniare un suo ritardo culturale in letteratura.

Le "sette arti liberali": Trivio - grammatica, retorica, dialettica; Quadrivio - aritmetica, geometria, musica, astronomia. Le "sette colonne del Tempio di Salomone"

La "Scuola di Atene" del Raffaello, la basilica di San Pietro del Michelangelo e l'Orlando Furioso dell'Ariosto, sono le tre grandi sintesi del secolo XVI.

Leonardo da Vinci ha disegnato l'uomo Vitruviano. Assunto a simbolo della centralità dell'uomo nell'Universo, la grande conquista culturale dell'Umanisimo e del Rinascimento.

Con Macchiavelli nasce la scienza dell'uomo, non quale può e deve essere, ma quale è. La Divina Commedia, col Macchiavelli diviene la "commedia umana" e si rappresenta in terra. Si chiama storia, politica, filosofia della storia, la scienza nuova.

Manuzio a Venezia. Giunta o Giunti a Firenze. Sono i primi grandi tipografi italiani del '500, editori - librai

Altro famoso e influente umanista fu il Guarino, Veronese di nascita ma ferrarese di adozione. Fu Ercole d'Este a volerlo a Ferrara (fine'400). Altro ancora fu Lorenzo Valla, alla corte aragonese di Napoli (metà '400).

La letteratura italiana (del Seicento) con la sua tendenza accademica, classicheggiante e retorica, per la poca serietà del contenuto e il suo distacco dai temi  quindi interessi morali, politici e sociali che allora commuovevano e ringiovanivano l'Europa, portava in sè il germe della sua dissoluzione.

Cloe, Nice, Fille, Tirsi, Titiro, Irene, Licori sono tra i personaggi della poesia bucolica e idillica dell'Arcadia, le "pastorellerie" settecentesche

Il vero erede del Verri della rivista "Il Caffè", fu Gianpietro Viessieux, che fondò il "Gabinetto scientifico - letterario" e rilevò la rivista "Antologia" (1830), cui collaborarono Leopardi, Romagnosi, Guerrazzi e altri nella Firenze del Granducato di Toscana.

Uno dei primi giornali dell'Italia del '700 fu "Il giornale dei letterati", nato sul modello francese "journal des savants". Le prime testate di opinione erano redatte a cura de "Il Caffè" dei F.lli Verri o della "Frusta del Baretti, e avevano a modello i giornali inglesi (the Spectator). Poi vennero le Gazzette di Venezia e di Parma.I pionieri del giornalismo italiano del '700: Gaspare Gozzi: "La Gazzetta Veneta", Giuseppe Bavetti: "La Frusta letteraria", Pietro Verri: "Il Caffè".

Il Goldoni percorre la via tracciata dal Moliere e pone l'uomo, la natura umana, il carattere, al centro delle sue commedie, abbandonando tutti gli orpelli, la retorica, l'eroico, il fantastico, l'arcadico della vecchia letteratura. In nuce vi è in lui il realismo e il verismo letterario.

Eleonora De Fonseca Pimentel romana di origine portoghese, aveva fondato a Napoli un salotto intellettuale e divenne la Ninfa Egeria degli insorti giacobini della Repubblica napoletana. Ella affrontò il supplizio con grande coraggio e dignità (1799).

 Questo è Vincenzo Monti, cavaliero gran traduttor dei traduttor di Omero

"C'è il patriottismo, ma non la Patria, c'è l'amore, ma non l'amante, c'è la libertà ma manca l'uomo; sono personificazioni i protagonisti, non persone con i loro contrasti, con le gradazioni, la ricchezza della loro natura "(De Santis, a proposito dei personaggi delle tragedie dell'Alfieri).

Ciò che consentì a Leopardi di esprimere sentimenti e pensieri di dimensione universale tutt'ora insuperati, fu la sua condizione spirituale di esule; esule dalla felicità, esule dall'amore, esule dalla vita, mentre tutto il suo essere non anelava che a vivere e ad amare.

Il Leopardi, sotto il giogo della insostenibile pesantezza del (suo) essere, dà alla irraggiungibile felicità immagini di leggerezza: gli uccelli, la voce di una ragazza che canta da una finestra, la trasparenza dell'aria e, sopratutto, la luna.

E' curioso come il Leopardi si esprima divinamente nella poesia, ma abbia una prosa così stentata, contorta negli altri scritti (Zibaldone, Operette morali). Eppure è coevo del Manzoni la cui prosa (Promessi sposi) è estremamente più evoluta, scorrevole e godibile! Se anche il Leopardi, come il Manzoni, avesse "risciaquato in Arno" i suoi panni...

Leopardi e Shopenhauer furono rispettivamente il sommo poeta e il sommo filosofo del dolore umano, e del non senso della vita che ci è dato trascorrere.

Le magnifiche sorti e progressive dell'umanità è una frase ripresa dal Leopardi nella poesia "La ginestra e il fiore del deserto", scritta da suo cugino Terenzio Mamiani nella dedica ai suoi Inni sacri, ispirati alla idea degli spiritualisti cattolici.

"La "Frusta Letteraria", "Il Caffè", "Il Conciliatore", "Il Leonardo", "La Voce", "LA Ronda", "Solaria", "Politecnico", "Il Contemporaneo", "Officina"; sono le più famose storiche riviste letterarie italiane.

Come per Michelangelo la statua è già presente dentro al blocco di marmo e stà all'artista tirarla fuori togliendo il superfluo, così per D'Annunzio il verso perfetto è un pensiero che già esisteva preformato nella oscura profondità della lingua. Estratto dal poeta, seguita ad esistere nella coscienza degli uomini.

Il Realismo, la corrente letteraria dominante del secondo Ottocento europeo, prese il nome di Naturalismo in Francia (E. Zolà) e di Verismo in Italia (G. Verga).

Il semplice fatto umano farà pensare sempre; avrà sempre l'efficacia dell'esser stato, delle lacrime vere, delle febbri e delle sensazioni che sono passate per la carne...(Verga)

Il naturalismo fu una traduzione del positivismo, sul piano artistico letterario. Esemplare in tal senso fu il "romanzo sperimentale" di E. Zolà.

Nella Lirica moderna (da Rimbaud, Mallarmè, Valery sino ai poeti ermetici: Ungaretti, Montale, Luzi, E. Pound, T. Eliott ect...) vi è la rinunica alla comprensibilità, sentita come limitante, a favore di una ambigiutà (ritenuta) più ricca di significato.

Il Neorealismo. Nel Cinema "Ladri di biciclette" di V. De Sica e "Roma città aperta" di R. Rossellini. In Letteratura "Cristo si è fermato ad Eboli" (di P. Levi), "Conversazioni in Sicilia" (di E. Vittorini) "Gli indifferenti" (di A. Moravia), "Storia di poveri amanti" (di V. Pratolini).

Con il suo scetticismo sulla natura dell'uomo (gli individui sono pupi mossi dai fili invisibili di un burattinaio abile e crudele (la vita è una "enorme pupazzata"). Pirandello interpreta la crisi del positivismo di fine Ottocento e rinuncia all'illusione di giungere a certezze assolute.

La poesia di Montale è scabra ed essenziale, come l'osso di seppia, disseccato sulla sabbia, corroso dall'acqua salina sulla battigia. La poesia scabra e essenziale di Montale fu la reazione inconscia alla poesia del D'Annunzio, satura di pose eroiche, di cuore da lanciare oltre l'ostacolo.

Con lo sperimentalismo di C.E. Gadda "Quel pasticciaccio brutto di Via Merulana" entra in crisi il neorealismo italiano.

Vittorini riferisce sui sentimenti e i pensieri dei suoi personaggi solo attraverso le loro manifestazioni esteriori; non dice mai che il tale personaggio sentiva o pensava la tal cosa. Lo ritiene artificioso.

Dino Buzzati è il Kafka italiano

Buona parte della letteratura contemporanea per giovani è letteratura pulp o splatter punk, dove splatter è lo schizzo di sangue e punk è la scelta di un antagonismo radicale

Avanguardie letterarie - Modernismo (E. Pound) - Imaginismo. La realtà, ormai in crisi, era fenomenologia di una irrimediabile discontinuità. Cadute la linearità e la seguenzialità temporale, l'eperienza poteva essere rappresentata solo mediante schegge e frammenti ("l'immagine" presenta un complesso intelettuale ed emotivo in un istante di tempo). Si sostituisce alla diacronia la sincronia.

 

27 Letteratura

LETTERATURA STRANIERA MEDIEVALE

Il francese moderno deriva dalla lingua "d'oil" (il volgare neolatino); la lingua "doc" è quella provenzale dei "trovatori" con le chansons de geste e in particolare con la "chanson de Roland" nel Nord del paese e con la lirica amorosa dei trovatori nel Sud, ha inizio la letteratura francese.

Eleonora d'Aquitania, divenuta poi regina di Francia e d'Inghilterra, fu l'ispiratrice della poesia cortese dei Trovatori provenzali in lingua d'Oc. Il movimento cui diede vita, fu chiamato Gai Saber, o gaia scienza "Oc" e "Oil" derivano dal latino hoc e ille e significano: "si".

I Franchi di Carlo Magno esportano in Italia il feudalesimo, frantumandola in una galassia di Contee, di Ducati e di Baronie e provocando quel frazionamento linguistico che diede origine ai vari dialetti della lingua parlata; mentre la lingua scritta restava sempre il latino, guardato a vista e gelosamente protetto dalla Chiesa, che, attraverso il Latino, deteneva il monopolio della cultura medievale.

Chronicle plays, moralities, spiritual plays, mistery plays, sono le forme del teatro medievale inglese i cui temi sono profondamente legati al mondo allegorico-morale-religioso, e a cui si ispira Shakespeare nei suoi drammi e nelle sue commedie.

LETTERATURA STRANIERA MODERNA

Come Erasmo da Rotterdam, per mettere alla frusta il degrado morale della Chiesa dei Papi e dei Vescovi del suo tempo senza rischiare il rogo, ricorse alla satira geniale del suo "Elogio della Pazzia" oggi, per mettere alla frusta il degrado della politica del berlusconismo senza rischiare la denuncia penale, bisognerebbe scrivere un "Elogio della Furbizia" o della Disonestà. Il classicismo di Erasmo da Rotterdam, ha definitivamente espulso fuori dalla cultura e dalla civiltà europea, il bizantinismo e l'arido formalismo della Scolastica del Medioevo. E' merito suo se la razionalità e la libertà di pensiero si sono imposti nei secoli posteriori. Erasmo da Rotterdam (1500), con il suo Laus stultitiae (Elogio della Pazzia) anticipa lo stile brillante, dissacratorio, paradossale, trasgressivo, che poi sarà di Voltaire. Egli è stato una delle più insigui figure del Rinascimento, così come Voltaire lo è stato dell'Illuminismo

Di Shakespeare R. Greem scrive che "egli si abbelli di penne altrui" nel senso che attinse come scrittore a precedenti drammaturghi. Anche D'Annunzio subì la stessa accusa e chissà quanti altri scrittori lo hanno fatto (anche per una ragione un fenomeno naturale).

"Essere, o non essere questo è il problema. Se sia più nobile sopportare le pietre e gli strali dell'avversa fortuna o brandire l'armi contro un mare di guai e combattendo por fine ad essi. Morire, dormire e con un sonno dire che noi poniamo fine alle sofferenze del cuore e alle mille offese, retaggio naturale della carne" (Shakespeare, Amlet)

"Amici romani, compatrioti, prestatemi orecchio. Io vengo a seppellire Cesare, non a lodarlo. Il male che gli uomini fanno sopravvive ad essi; il bene spesso è sepolto con le loro ossa..."(Shakespeare, "Iulius Caesar")

Letteratura Inglese: il '600. La prosa: G. Gascoigne (Le avventure del Sig. F. J.) - T. Nashe (Il viaggiatore sfortunato); i primi romanzi inglesi.

Amadigi di Gaula; Palmerino d'Inghilterra; Tirante il Bianco; Lisuarte di Grecia; Felismarte di Icarnia; Circongilio di Tracia; Rodomonte; Orlando; Perione di Gaula; Splandiano; Re Sobrino...ect. I cavalieri erranti, "idoli" di Don Chisciotte della Mancia.

Storia della Letteratura Tedesca. 2° 700: Sturm und Drang. J.G. Herder - Goethe - Schiller - Il classicismo di Weimar. Romanticismo: Fratelli Schlegel - Novalis - Tseck - Brentano - Fratelli Grimm - Hoffmann - Chamisso. Tra Romanticismo e Realismo: (Biedermeier - Trivialitterature) - F. Grillparzer - Heine - Buchner - Gotthelf la "Junges Deutschland". Realismo - Naturalismo: G. Keller - Hauptmann (I tessitori - I ratti) - A. Holz Wedekind. Simbolismo - Estetismo - Espressionismo: Rilke - Hofmannsthal - Schuitzler - Hofman - G. Benn. Romanzo: T. Mann - H. Hesse - Kafka - Doblin - Musil. Elias Canetti, Hermann Broch - Gunter Grass - Enrich Boll - Walser "Gruppo '47". Teatro: Kurt Weill - Bertold Brecht.

Nell'epilogo della salvazione di Faust, va letto il "messaggio" dell'opera di Goethe e cioè la sconfitta del nichelismo grazie alla liberazione della creatività umana.

Dopo le alte vette attinte dalla letteratura tedesca con Goethe e Schiller a fine '700, essa restò imbrigliata nella mediocrità della Trivialitterature dello stile Biedermeir, incerta tra Romanticismo e Realismo.

Oltre al neoclassicismo, nell'Europa di fine '700 si manifestò il preromanticismo che in contrapposizione al razionalismo illuministico, contrappose alle astrazioni del pensiero gli impulsi del cuore. In letteratura lo Sturm und Drang tedesco (I dolori del giovane Werther di Goethe) e i poeti inglesi Young e Gray, Wordsworth - Coleridge con la loro Lyrical Ballads e I. Macpherson con i Canti di Ossian.

La "generazione pallida e febbrile" quella dei romantici tedeschi (Sturm un Drung), dei francesi e inglesi del primo Ottocento, ribelli alle convenzioni, liberi artisti, fuori legge satanici, proscritti byroniani, eroi prometeici tesi all'autorealizzazione alla più assoluta libertà di autoespressione.

La Letteratura Tedesca del primo '800 ha il suo epicentro in Vienna, nella produzione teatrale di Franz Grillparzer.

La Germania conobbe, in ritardo con il secondo Reich di Guglielmo I di Prussia e di Metternich (1871 - 1900), rispetto a Francia e Inghilterra, i rivolgimenti economici, sociali, culturali e politici portati dalla rivoluzione industriale e dall'ascesa della boghesia. Conseguentemente la letteratura tedesca giunse più tardi al passaggio dal Romanticismo al Naturalismo e questo si espresse più nella produzione drammaturgica teatrale che nella narrativa o nella Poesia. L'epicentro culturale tedesco, con l'unificazione del 2° Reich, si spostò da Vienna a Berlino, Monaco, Francoforte.

 Nietzsche scatena la volontà di potenza dell'individuo (superuomo) la sua irrazionalità, i suoi istinti dionisiaci, contro la dittatura della scienza, del razionalismo positivistico (che ha la sua lontana matrice nel pensiero di Socrate) da cui essa trae alimento, contro il falso egualitarismo democratico e la morale degli schiavi della religione cristiana.

 Nietzsche contrapponeva la "civilizzazione latina" dalla quale discendeva quella della Francia, alla "dionisiaca civiltà greca", progenitrice di quella tedesca.

Fine '700 inizi '800, storia letteratura inglese. Preromantici: Thomas Grey - Robert Burns - William Blake - Coleridge - Wordsworth - Walter Scott - Byron - Shelley - Keats. Primo '800 Romantici: Dickens - G. Eliot - Bronte - Thakeray. Epoca Vittoriana (1837 - 1900) James - E. Gaskell - Trollope - Hardy (far from the madding crowd) - Stevenson (Treasure Iland) - Carrol (Alice in Wonderland) - Doyle - Hawthorne - Stoker (Dracula) - Wells (The time machine - The war of the worlds) - Wilde - Conrad - Kipling - Shaw.

Storia della Letteratura inglese: il 1° '900. Poesia: Il Bloomsbury Group (V. Woolf E.M. Forster - T.S. Eliot). Poeti: Yeats - Eliot - Pound - V. Woolf - J. Conrad - E.M. Forster - Joyce. Narrativa: Lawrence, Ford, Maugham, Waugh, Orwel. Teatro: Beckett - T.S. Eliot - Craig - Coward. Il 2° '900: Lessing - H. Amis, Murdoch, Wilson, Berger, G. Greene, W. Golding, McEwan, Barnes, Swift, Rushke, Gray, Doyle, Kelman - Mokureishi, Ishiguro.

Il Novel, istituzione letteraria che si afferma nell'Inghilterra di fine '700, designa una lunga narrazione in prosa di invenzione fantastica, ma con personaggi realistici, situazioni quotidiane ed eventi plausibili, deriva dall'incrocio di due modelli narrativi apparentemente divergenti: Il Romance, di carattere fantastico che, insieme all'epica, è considerato sempre meno accettabile per la sua distanza dalla relatà e dall'esperienza comune; la History, che tende a dare importanza (solo) a queste ultime. Si stabilisce così nel Novel un equilibrio fra fittizio e reale, dove la preferenza (di stampo razionalistico) per il vero, il verosimile, lo storico, si trova spesso a contrastare con la permanenza dell'improbabile, del meraviglioso, del melodrammatico, del decisamente fantastico.l "Novel" dell'epoca vittoriana, è un romanzo "realistico - didascalico" che ritrae la pullulante vita cittadina della società inglese della rivoluzione industriale, dell'età della macchina (Mecanical age) Dickens - Thakeray (di Vanity Fair).

"Il Novel è il romanzo in cui gli avvenimenti sono adattati al normale corso degli eventi umani e allo stato moderno della società, con una forte impronta realistico - didascalica. Il Romance è il romanzo in cui l'interesse della narrativa si svolge principalmente verso il meraviglioso e gli incidenti inconsueti.

Secondo Hegel il Romanzo si configurò come "la moderna epopea borghese". Secondo l'Alfieri il "dramma (teatro) borghese contemporaneo" è l'"epopea delle rane"

"The natural goodness of heart": La naturale bontà di cuore nel Tom Jones di Fielding.

L'opera "Wuthering Heights" (Cime tempestose) è moorish, è rustica da cima a fondo, selvatica e nodosa come una radice di erica.

Far from the madding crowd": Via dalla pazza folla (Thomas Grey). E' il motto del poeta romantico che si allontana dal mondo "civile" per rifugiarsi nella campagna, nella natura.

Gli esponenti del Bloomsbury Geoup, ispirati dai principi del filosofo G.E. Moore, contestano le ipocrisie e le convenzioni estetiche, sociali e morali dell'Inghilterra Vittoriana.

Oscar Wilde volle essere per la sua Londra quello che Petronio arbitro, l'autore del Satyricon fu per la Roma di Nerone. Non solo un novello arbiter elegantiarum, bensì il promotore di un nuovo edonismo, di una spiritualizzazione dei sensi capace di ricreare la vita e salvarla dall'arido e rozzo puritanesimo dell'età vittoriana.

Letteratura indiana in inglese: M. Raj Anand. - R.K. Narayan (Swami e i suoi amici...) - K. Singh (Train to Pakistan) - G.V. Desani (All about H. Hatterr) - Arun Joshi (The foreigner - The apprentice) - A. Desai - Salman Rushdie (Midnight Children) - Amitav Ghosh (The Shadow lines) - Arundhati Roy (Il dio delle piccole cose) - Hanif Hureishi.

I più famosi ispettori: Sherlock Holmes (di C. Doyle); Miss Marple e Poirot (di A. Christie); Maigret (di  G. Simenon); Philo Vance (di W. H. Wright); Nero Wolf (di Rex Stout); Montalbano (di Camilleri).

Le pagine più belle che siano state scritte sulla tragica fine dell'impero napoleonico, dalla quale sarebbe poi nata l'Europa borghese, si trovano in tra libri La Certosa di Parma di Stendhal, Guerra e Pace di Toltoj, I Miserabili di V. Hugo.

Dostoewskij non è uno psicologo; è un realista nel senso più alto del termine, cioè quello che descrive tutti gli abissi dell'anima umana. Egli ama fuor di misura il realismo nell'arte, il realismo che, per così dire, giunge al fantastico. Cosa può apparire più fantastico e inatteso che la realtà.

I personaggi di Dostoewskij e di Tolstoj (come quelli di Stendhal) hanno uno spiccato individualismo e anticonformismo che finisce per isolarli dalla società e venirne espulsi.

Dostoewskij è drammatico. Tolstoj è epico. Il Carducci è più epico ed elegiaco; il Leopardi è più lirico.

I poeti e gli scrittori della avanguardia dell'Espressionismo (Rilke, Kafka, Joyce) vogliono esprimere l'indicibile e a questa necessità suprema anela tutta la loro arte.

Kafka è lo scrittore imprescindibile del XX Secolo; ne interpreta tutta la profonda angoscia, l'assurdità, dando un volto al potere e ai suoi orrori (n.d.r. tanto da non voler pubblicare le sue opere da vivo, quasi ne avesse timore o vergogna). Relazione tra Individuo e Potere. Il potere è virtuale e la vittima del potere mette in atto una forza che, altrimenti, non esisterebbe. Siamo noi a vestire il re nudo, a trasformare il fantasma del potere nel corpo del potere.

Kafka ha fatto del senso di colpa che il potere incute nell'individio per tenerlo soggiogato (così come le religioni monoteistiche) una categoria trascendentale; viviamo nel Tempo, nello Spazio, nella Colpa. Questa categoria fu usata contro Socrate, poi nei lager e nei campi di sterminio nei gulag e poi in forme blande ma non meno crudeli dai vari McCarthy del mondo.

Kafka ha insegnato che si può scrivere in un modo nuovo, varcando il muro, la frontiera del verosimile. Non per evadere dal mondo reale, come facevano i romantici, ma per afferrarlo meglio. Sulle sue orme sono passati molti altri, ciascuno a modo suo: Fellini, Marquez, Fuentes, Rushdie, Kundera, Bulgakov, Calvino, Buzzati e altri ancora.

Il personaggio di Kafka ne "il Processo e "il Castello", il Signor "K" è vittima di una "Scherzi a parte" ante litteram.

Per i poeti maledetti (simbolisti decadenti) tutto ciò che ci circonda non esiste realmente; le cose sono soltanto un simbolo e hanno un significato nascosto. Il poeta è colui che coglie questi significati irrazionalmente, attraverso l'intuito e rivela il mistero che ci circonda con la parola.

Letteratura francese: il '900. Paul Bourget, Maurice Barrés, Anatole France, Andrè Gide, Marcel Proust, Sartre, Camus, Celine, De Beauvoir, J. Prevert (poesia), E. Ionesco (teatro), G. Simenon.

Voltaire - Rousseau; Goethe - Shiller; Tolstoj - Dostoewskij. Queste "coppie" rappresentano antitesi tra razionalismo e irrazionalismo, intelletto e senso. In tutti i tre casi sono di fronte un aristocratico, un patrizio, da una parte, un plebeo ribelle, dall'altra.

Marcel Proust ha sicuramente tratto ispirazione e spunto, per la sua Recherche, dai Memoires d'outre-tombe di Chatenbriand.

La ricerca del tempo perduto non è la rievocazione nostalgica di un passato inaccesibile, ma la pregressiva scoperta della sola realtà, quella che si forma nella memoria, perchè i veri paradisi, sono i paradisi che abbiamo perduto. La "Ricerca del tempo perduto" è il primo romanzo la cui storia si riduce a dimostrare che era possibile scriverlo

Herbert Marcuse: "L'uomo a una dimensione" è una doppia critica alla società industriale che schiaccia e reprime l'individualità della persona e ai Mass Media che creano falsi bisogni a favore del sistema produttivo (consumismo). Poichè anche la classe operaia (americana) si era perfettamente integrata nel sistema consumistico, la speranza di una liberazione fu riposta da Marcuse negli emarginati!

 Introdurre i personaggi come apparizione, come presenze vagamente misteriche, scaltramente seducenti nel suscitare il desiderio di scoprire l'enigma che li circonda (tecnica narrativa di Fitzagerald).

La scrittura di Faulkner può definirsi barocca, per una certa sua dilatazione, un avvolgersi, una tortuosa complessità della frase e, soprattutto, un tono "alto", fino all'iperbole.

 l modernismo letterario (T.S. Eliot). Il tema del capolavoro "The Wast Land" è la crisi e la frammentazione della cultura occidentale, simbolicamente rappresentata come perdita della fertilità naturale. L'attuale desolazione, che è vita dissecata, rimanda alla aridità che le culture primitive erano chiamate ad esorcizzare affinchè, con il ritorno della pioggia, avesse luogo la rinascita della vita. La Wast Land è, allo stesso tempo, il deserto biblico, la terra devastata del Re Pescatore nella leggenda del Graal, l'Inferno di Dante, la città satanica di Milton, lala fantasmatica Fourmillant e citè di Baudelaire, la folla anonima della Londra attuale.

 L'Ulisse di Joyce è il controcanto eroicomico dell'Odissea; la putrefazione del mito e dell'epica omerica.

L'urlo di Munch, pittore norvegese a cavallo tra '800 e '900, e l'urlo di Allen Ginsberg, poeta della beat generation alla seconda metà del '900! E' da un pezzo che gli artisti lanciano appelli angosciosi all'umanità!

Per Jean Paul Sartre (che cosa è la Letteratura) gli scrittori devono sostenere la causa dell'emancipazione delle classi popolari, dell'indipendenza dei popoli oppressi, della pace, così che"nessuno possa ingnorare il mondo e nessuno se ne possa dire innocente.

Le "Vie dei canti" o "Piste del sogno", un dedalo di sentieri invisibili che coprono tutta l'Australia e che gli aborigeni chiamano "Orme degli Antenati" o "Via della Legge". I miti aborigeni sulla creazione parlano le creature totemiche che nel tempo del sogno avevano percorso il territorio cantando il nome di ogni cosa o animale creando così il mondo.

Casa di Bambola" (1877) di H. Isben ha dato un decisivo impulso alla emancipazione della donna ( e la femminismo), mettendo in crisi e in discussione il suo ruolo di moglie e di madre.

Scoraggiati, infelici, impauriti...che non si aspettano che i vicini gli siano amici... Sono così i protagonisti del racconto "Il colpevole" di Tobias Wolff e sono lo specchio dell'America anni '60. ndr Quella di oggi è ancora peggiore!

 VARIE

La letteratura è evasione: Evasione dalla società in cui si vive e che si sente estranea; evasione che non conduce soltanto alla solitudine come condizione esistenziale, ma anche nel vagheggiamento di una oasi di originaria innocenza, dei luoghi dei  costumi, delle condizioni di vita ai margini della civiltà (la campagna, o le zone inesplorate, l'infanzia o i popoli primitivi...)

Il romanzo epistolare è inaugurato da Samuel Richardson con i suoi "Pamela" e "Clarissa". Poi Goethe scrive "I dolori del giovane Werther", Rousseau scrive "La nuova Eloisa", Ugo Foscolo "le ultime lettere di Jacopo Ortis".

Il primo principio del romanzo moderno è da individuare ne L'Astrè di Honoré d'Ufrè (1568-1625), che ha le sue premesse vicine ne L'arcadia del Sannazzaro. Ndr

Il luogo comune in letteratura non dovrebbe esistere. Lo scrittore dovrebbe essere un avventuriero, una specie di capitano Cook, meglio, di Achab, con il pellicciotto di Amudsen sulle spalle quadrate, che ci transita in luoghi sconosciuti e inauditi, nel bel mezzo dell'hic sunt leones della nostra fantasia. Poi ci sta anche che naufraghi, come l'Ulisse dantesco; ma lo accettiamo e magari ne godremo, E' il rischio della esplorazione che non deve mancare.

L'arte, la letteratura non è in grado nè deve pretendere di cambiare il mondo. La letteratura non ha messaggi nè valori morali da proporre e quando ne ha è cattiva letteratura. Il suo solo compito è di rappresentare la contradditoria esperienza del tutto e del nulla della vita, del suo valore e della sua assurdità.

La letteratura parla sempre fondamentalmente della liberazione dell'uomo e dice che questa è possibile.

La Letteratura e forse il desiderio di resistere alla morte; è la difficoltà di non essere più bambini e nello stesso tempo la voglia di continuare ad esserlo.

La cultura del "Bello" (Rinascimento). La cultura del "Vero" (Seicento e illuminismo). La cultura dell' "Utile" (Rivoluzione industriale, capitalismo - '800). La cultura del "Potere"(Novecento - guerra). La cultura del "Superfluo" (Consumismo - fine '900) e la cultura della "Imbecillità" (Ventennio berlusconiano?)

Fu Enrico Borbone di Navarra a pronunciare la famosa frase "Parigi val bene una messa". Egli infatti era protestante (ugonotto - calvinista) e per ottenere l'investitura a Re di Francia accettò di convertirsi al Cattolicesimo (dopo la terribile "Notte di S. Bartolomeo (1572) della strage degli Ugonotti.

Gli inglesi non hanno anticipato i francesi solo nella rivoluzione e nell'esecuzione capitale di un re, ma anche nella pubblicazione di una Cyclopedia, or Universal Dictionary of Art and Sciences che precedette di oltre vent'anni la pubblicazione della Encyclopedie degli illuminati.

Per scrivere un grande romanzo occorre narrare una grande tragedia? Un fatto clamoroso e criminale il più abbietto possibile come l'uccisione di due donne per rapina, o l'uccisione del padre per gelosia (Delitto e castigo e Fratelli Karamazov)?

Questa totale aderenza ai linguaggi dei media da parte della giovane narrativa, è da taluni ritenuta rivoluzionaria e alternativa. Si sostiene infatti che l'immersione totale nel mondo della merce, dell'artificio, del consumo, in tutte le possibili forme di disgregazione e degradazione del presente, avrebbe di per sè una carica distruttiva, portandoci oltre il vecchio e autoritario umanesimo, aprendo la strada all'invasione selvaggia del diverso, dell'abnorme, di una vitalità barbarica e rigeneratrice. Questo è il linguaggio della cultura Pulp, Funk, Splatter dei "Giovani Cannibali".

L'Oriente è una specie di tesoreria a cui l'Occidente attinge ad ogni suo rinverdire. Il bisogno di rovesciare il corso del sole e della storia... Oriente, paese inesistente e straordinariamente materno, terra mentale e letteraria delle cose perdute.

Una "Prima Lingua" (sancrito?) anticipa tutte le lingue storiche, come tutte le letterature del mondo sono in embrione dentro a una "Prima Letteratura" universale e perduta da ricercare nella Bibbia, nella Poesia beduina pre-islamica, nei classici del Medioevo orientale. Le tracce di una Utopia: la spontanea, originaria "Natura poetante".

Raccontare è come "ballare" come "nuotare": la cadenza del racconto è il suo più vero respiro, tanto che il ritmo costituisce la vera essenza dell'opera, al punto da risolvere in essa la figura dell'autore.(C. Pavese)

Di fronte al racconto e al romanzo, che sono cose incredibili o irrealistiche, il lettore (ben disposto) opera dentro di sè una temporanea sospensione della incredulità.

Nel racconto breve lo scrittore deve saper coniugare la velocità con l'intensità, deve saper nascondere la profondità in superficie.

ll compito dello scrittore è quello di vedere, di scoprire che cosa si nasconde dietro le cose; una seconda realtà più profonda e vera di quella vistomente e sensibilmente apparente (ndr: Intermittenze del cuore; che sono poi le c.d. epifanie di Dedalus, alias J. Joice).

Con la scoperta della "Psicoanalisi" di S. Freud, con quella della "Relatività" di A. Einstein (che rifiuta la concezione di uno spazio e di un tempo assoluti), con quella del "flusso di coscienza" della filosofia di H. Bergson, il romanzo del '900 si concentra sulla psicologia, sugli stati d'animo, sull'interiorità di personaggi, piuttosto che sulla oggettività dei fatti, degli eventi, dell'azione. Al narratore onnisciente si sostituisce l'io narrante, al racconto di fatti, azioni e reazioni si sostituisce il discorso indiretto libero, il monologo, il flusso di coscienza.

Dopo Proust e Joice, il romanziere moderno si sforza di cogliere la realtà nascosta nelle cose dietro la loro apparenza, di cogliere il segreto che costituisce la verità permanente delle cose. Questo concetto mi richiama Verlaine secondo cui il bello, l'arte, non sta nel colore ma nell'alone, non nell'oggetto ma nella sua ombra, nelle sfumature (le idee platoniche?).

I romanzi sono organismi troppo grossi, gonfi di cose troppo pesanti e troppo inutili. La forma letteraria perfetta può essere soltanto il racconto molto breve che permette di concentrarsi solo sull'essenziale, come fa la poesia.

I grandi romanzieri del passato hanno non tanto raccontato, o rappresentato, ma realizzato l'epoca in cui vivevano. La vita sta sempre qualche spanna dietro all'arte. La vita va al trotto mentre l'arte galoppa su immaginarie praterie mai prima battute.

Entrare in un romanzo è come fare una escursione in montagna: occorre imparare un respiro, prendere un passo, altrimenti ci si ferma subito...; ci sono romanzi che respirano come gazzelle e altri che respirano come balene, o elefanti. L'armonia non sta nella lunghezza del fiato, ma nella regolarità con cui li si tira (nel ritmo ndr).

Porsi l'obiettivo, lo scopo ultimo di scrivere il più bel romanzo della tua vita è il modo migliore di vivere più intensamente e più a lungo, sino a quando non sarai riuscito nell'impresa;...cioè mai.

Il romanzo soddisfa il bisogno del sogno, l'appetito sentimentale della gente, la sua inquieta aspirazione ad uscir fuori da una realtà mediocre, a trascendere l'angustia della vita comune e quotidiana, una smania quasi incoscente di vivere una vita più fervida e più complessa.

Lo scrittore  deve saper penetrare nel cuore degli uomini e scavare nelle piaghe della società; altrimenti i suoi personaggi appaiono semplici macchiette e non uomini, maschere da commedia e non personalità contradditorie e complesse. Lo scrittore non deve limitarsi a descrivere i gesti, gli atteggiamenti, le smorfie dei suoi protagonisti, ma i loro sentimenti, i palpiti di odio e di amore.

Lo scultore scolpisce il blocco di marmo con lo scalpello e ne ricava la "figura". Lo scrittore scolpisce la realtà con la parola, e ne ricava il "concetto" il "significato essenziale".

Il "sublime"per i poeti romantici è il senso di vastità illimitata, di infinito, di terrore. Il pericolo, la pena, l'angoscia provocano emozioni, portano al sublime, quindi al piacere.

"...era stato un uomo di cultura (non un agitatore politico o un combattente per la libertà) silenzioso e delicato, un umanista, sempre chino sui libri al suo tavolino. Che cosa era però in fondo l'umanesimo? Nient'altro che amore verso gli uomini, quindi politica e ribellione contro tutto ciò che macchinava e offendeva l'idea dell'uomo"

"Vile, tu uccidi un uomo morto", lo disse Francesco Ferruzzi, comandante delle truppe fiorentine, a Fabrizio Maramaldo, al soldo degli Spagnoli nello scontro a Gavinana del 1530. di qui il termine maramaldeggiare, sinonimo di vigliaccheria.

Volghi scarsi di sapere, ricchi di passioni e di fantasia si affollano avidamente intorno al romanziere come le plebi elleniche intorno ai rapsodi.

 

28 Libertà

"La vera libertà consiste in una minima possibilità di dare un senso alla realtà e dare realtà al mondo è un compito sempre in divenire. La libertà non c'è data. Dobbiamo crearla e la creiamo cercandola.

Così come abbiamo dovuto rinunciare all'idea della immobilità della terra nello spazio e ammettere l'esistenza di un moto che non avvertiamo, analogamente dobbiamo rinunciare all'idea che la libertà individuale produca la storia dell'uomo, e ammettere che essa è soggetta a precise leggi di spazio, di tempo e di casualità.

La libertà non renderà forse gli uomini felici, ma almeno li rende uomini.

Proclamare il diritto alla libertà individuale in una società che ha bisogno di una massa di schiavi salariati, significa aver perso la testa.

La libertà comincia dall'ironia  (V. Hugo)

La libertà non può consistere che nel fare ciò che si deve volere e nel non poter essere costretti a fare ciò che non si deve volere. La libertà consiste nel poter disporre di sè, ma ha la sua regola nella Giustizia (Robespierre).

Se non ammettiamo la libertà di opinione in Matematica, perchè dovremmo ammetterla in Morale e in Politica?

Quella che ha vinto, allo stato attuale delle cose, è la libertà. Essa sta sconfiggendo la democrazia. La libertà, beninteso non di tutti, ma quella di coloro che nella "gara" riescono più forti (nazioni, regioni, individui); la libertà della "ricchezza" che è più forte dei governi; la libertà del mondo ricco. La democrazia è rinviata ad altre epoche e sarà pensata da altri uomini. Forse non più europei (L. Canfora)

La libertà è un peso da sopportare; oppure, a seconda dei casi, noi siamo vittime della nostra incapacità ad essere liberi.

L'unico modo di liberarsi di una tentazione è cedervi. Posso resistere a tutto, tranne che alle tentazioni (O. Wilde)

 

29 Morte

(A. Bocklin, "Isola dei morti")

(N. Poussin, "Et in Arcadia ego")

 

30 Morte

"La morte è la grande madrina di Eros"(G. Klimt, "Amore e Morte")

L'uomo comprende il mondo un po' alla volta e poi......muore.

"Morire è come annegare nel proprio cuore, come cadere dalla pelle nell'anima" (P. Neruda)

"La morte è la vera finzione, mentre fingersi morto per restare vivi è realtà". (Falstaff)

"La morte e la moda sono sorelle: entrambe rinnovano il mondo" (G. Leopardi).

"Con piede uguale la pallida morte batte alla capanna dei poveri e alle torri de' principi"

"Avrò gloria maggirore di quella di immaginare che la mia morte è unica, tutta solo per me, come una poltrona riservata nel grande teatro dell'Eternità?"

"Sono morto, tante volte ma così mai" (epitaffio).

E il cuore quando d'un ultimo battito avrà fatto cadere il "muro d'ombra" (allegoria della morte)

Assassino" deriva da "mangiatori di hasih (Hashahashin), una setta sciita agli ordini di un certo "vecchio della Montagna (Hassan) che secondo le cronache dei crociati e di Marco Polo, si drogavano con l'Hashish prima di commettere assassini o scendere in battaglia.

 

 

31 Morte

32 Musica

"L'essenza della musica non è nei suoni, ma nel silenzio che li precede e nel silenzio che li segue. Il ritmo appare e vive in questi intervalli di silenzio. Il ritmo è il cuore della musica, ma i suoi battiti non sono uditi se non durante la pausa dei suoni.

L'origine del linguaggio dell'uomo va cercata nel canto e l'origine del canto nel bisogno di riempire con un suono un'anima umana sovradimensionata e alquanto vuota.

La Musica è l'unica arte che arriva direttamente alla Psiche nei territori dell'inconscio dove essa si nasconde in attesa di venir raggiunta da Amore, che porta con sè dolcezza e turbamento, commozione e sgomento. La Musica è la risonanza dell'Universo, i suoi palpiti, il suo respiro.

Dal Golfo Mistico la musica saliva come in illusione di luce; le note si convertivano i raggi di sole primaverile, si generavano col giubilo del filo d'erba che fende la terra, della corolla che si apre, del ramo che mette le gemme, dell'insetto che mette le ali (G. D'Annunzio, "Il fuoco")

"La musica colmava la sala con la sua trasparenza metallica, schiacciando contro i muri il nostro tempo miserabile; io sono dentro la musica. Negli specchi roteano globi di fuoco: anelli di fumo li circondano, velando e svelando il duro sorriso della luce... Ascolto una negra che canta, mentre di fuori voga la debole notte. La notte è entrata, dolciastra, esitante ma è qui, vela le lampade; nell'aria si respira qualcosa di deciso, è lei. Fa freddo.

Agli inizi del '900 la Scuola di Vienna di musica modernista (Schonberg, Berg, Webern) ruppe definitivamente con le categorie tradizionali dell'armonia, conferendo nuova libertà alla musica con la dissonanza... e componendo opere basate sui principi della musica dodecafonica.

"L'Adagio (Bach) aveva una elevazione di canto così possente, saliva con tal volo alle sommità dell'estasi, con tal piena sicurezza allargavasi nell'infinito, che parve la voce di una creatura sovrumana la quale nel ritmo il giubilo di una conqiusta immortale. Tutti gli spiriti erano trascinati dall'onda irresistibile..." (G. D'Annunzio, "Il fuoco")

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33 Noia


"..tra i vizi umani, uno ve n'è, più laido, più maligno, più immondo, che senza grandi gesti, senza grida di guerra, farebbe di buon grado diroccare la terra e in un solo sbadiglio ingoierebbe il mondo: Il Tedio ! " (liberamente da: "Al lettore", di Charles Baudelaire)

Noia crudele! Solo per dimenticanza gli autori delle pene dell'Inferno possono non avercela messa. (G. Casanova)

Se le scimmie sapessero annoiarsi, potrebbero diventare uomini (W. Goethe)

La noia è la verità allo stato puro (J. Rigault)

Il segreto di annoiare sta nel dire tutto (Voltaire)

La noia di una donna ha sempre un nome: quello dell'uomo con cui vive (A. Suarès)

34 Odio

Fermo ho nel cor di odiarti; e s'io nol posso t'amerò, ma contro il voler mio

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"Odero si potero; si non, invitus amabo"Ovidio)

Preferisco l'odio che mi rispetta, all'amore che mi insulta

35 Passione

Voglio morire della voluttà che saprai svelarmi

Voglio le ebbrezze che prostrano l'anima e i sensi.

Le passioni non vengono mai sole, si tenogono per mano come le Furie o come le Muse (Chateau briand).

 

36 Poesia

"La poesia è una rivelazione che alza il velo dalla bellezza nascosta del mondo.



"Come il principe dei nembi (l'Albatros ndr) è il poeta che, avezzo alla tempesta, si ride dell'arciere; ma esiliato sulla terra, tra scherni, camminare non può, per le sue ali da gigante.

Con le parole appropriate il poeta - narratore scolpisce il concetto, così come lo scultore con magistrali colpi di scalpello estrae la figura dal blocco di marmo.

La poetica del D'Annunzio è fatta di "ricche immagini", di "epiteti esatti", di "metafore lucide", di "armonie ricercate", di sottili raffinatezze", di "squisite combinazioni di iati e di dieresi".

La fantasia creativa del poeta, dello scrittore, attinge ad un mondo, o ad un golfo non saturabile di forme e di immagini (un "golfo fantastico" ndr)

La poesia e le donne si abbandonano nude solo ai loro amanti.

La poesia cortese celebrava la donna amata, le sue furtive apparizioni e i Suoi fuggevoli abbandoni su uno sfondo di giardini incantati e profumati, di alberi complici, di foglie rugiadose, in un'atmosfera di trepidanti attese e di profondi sospiri, propizia agli smarrimenti e agli svenimenti, sotto un cielo azzurro e terso, di giorno, trapunto di stelle di notte. Il tutto condito dal cinguettio degli uccelli e dal frinire della cicala.

Dalla poesia romanza dei Trovatori provenzali derivò la poesia cortese siciliana alla Corte di Federico II di svevia e il dolce stil novo della poesia toscana.

"Solo e pensoso i più deserti campi vo mesurando a passi tardi e lenti e gli occhi porto per fuggire intenti ove vestigio uman la rena stampi...Ma pur sì aspre vie nè sì selvagge cercan non so, ch'amor non venga sempre ragionando con meco, ed io con lui...(Petrarca, "Il Canzoniere")

Tre cose solamente m'enno in grado le quali posso non ben ben fornire ciè la donna, la taverna e il dado, queste mi fanno il cor lieto sentire.("Si fossi foco arderei lo munno", Cecco Angiolieri)

S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui, torrei le donne giovani e leggiadre:le vecchie e laide lasserei altrui.("Si fossi foco arderei lo munno", Cecco Angiolieri)

La verginella è simile alla rosa ch'in bel giardin su la nativa spina ,mentre sola e sicura si riposa, nè gregge, nè pastor le se avicina. L'aura soave e l'alba rugiadosa, l'acqua, la terra al suo favor s'inchina; giovani vaghi e donne innamorate amano avernE e seni e tempie ornate. Ma non sì tosto dal materno stelo rimossa viene e dal suo ceppo verde, che quanto avea dagli uomini e dal cielo, favor, graziA, bellezza, tutto perde.

La "poesia dell'immaginazione" degli antichi (espressione di fantasia e di immaginazione e naturalezza propria dei primitivi e dei fanciulli), lascia il posto alla "poesia del sentimento" dei moderni (dove l'equilibrio tra l'uomo e la natura è stato spezzato dalla ragione la quale ha fatto crollare le illusioni di poter raggiungere la felicità. La "poetica della rimembranza" recupera la felice condizione, il mondo immaginario della fanciullezza.

E' del poeta il fin la meraviglia (parlo dell'eccellente, non del goffo). Chi non sa far stupir vada alla striglia.

Per i poeti maledetti (simbolisti decadenti) tutto ciò che ci circonda non esiste realmente; le cose sono soltanto un simbolo e hanno un significato nascosto. Il poeta è colui che coglie questi significati irrazionalmente, attraverso l'intuito e rivela il mistero che ci circonda con la parola.

Per D'Annunzio il poeta deve difendere la bellezza e il sogno contro il mondo prosaico, irrimediabilmente volgare e servile dell'uguaglianza democratica (il grigio diluvio democratico) e dell'industrialismo borghese.

"...gli offuscava la poesia della vita e lo riconduceva nel mondo naturale e ferino, non ancora abitato dall'uomo."La poesia è capace, coi simboli dell'arte, di esprimere limpidamente l'intuizione che dell'acqua ha un delfino, della foresta un leone, della luce una cicala, dell'aria una allodola."

La poesia è capace, coi simboli dell'arte, di esprimere limpidamente l'intuizione che dell'acqua ha un delfino, della foresta un leone, della luce una cicala, dell'aria una allodola.

"Ave color vini clari, ave sapor sine pari, tua nos inebriari - digneris potentia. O quam felix creatura, quam produxit vitis pura, omnis mensa fit se cura, in tua presentia; O quam placens in colore, o quam flagrans in odore, o quam sapidum in ore, dulce lingue vinculum, felix venter quem intrabis, felix gutter quod rigabis, felix os quod lavabis, et beata labia. Ergo vino conlaudemus, potatores ex ultemus, non potantes confundemus, in eterna tristitia, Amen".

"Ciò che poteva essere, e ciò che è stato tendono a un solo fine, che è sempre presente. Passi echeggiano nella memoria lungo il corridoio che non prendemmo verso la porta che non aprimmo mai sul giardino delle rose. Le mie parole echeggiano così, nella vostra mente... "(T.S. Eliot)

Voglio sapere da dove viene il vento, perchè le stelle cadono e gli uccelli no, dove va a dormire il sole e perchè la luna cambia di forma.

Vergin di servo encomio, e di codardo oltraggio, di mille voci al sonito, mista la mia non ho (variazione del 5 Maggio del Manzoni).

 

 

37 Poesia

Colori delle isole Eolie: Giallo-Verde per le incrostazioni sulfuree; Nero della sabbia vulcanica nelle spiagge; Nero luccicante dell'ossidiana; Bianco delle spiagge; Bianco della pomice; Rosso della lava sulla "sciara del fuoco" a Stromboli; Verde smagliante dei boschi di salina sui crateri spenti; Verde cupo per le piante di cappero che spuntano dalle rocce basaltiche di Alicudi; Ambrato di Panarea puntellato dal verde delle viti e dal bianco di calce dei dammusi; Blu intenso dei fondali rocciosi.

Confrontandosi con una vita reale che diventa sempre più cupa e più sorda, il poeta sviluppa un gusto sottile e segreto dell'esistenza; dell'essere.

Sia il tuo verso la buona avventura sparsa al vento frizzante del mattino che porta odori di menta e di timo e tutto il resto è letteratura.

Quando la rosa ogni sua foglia spande quando è più bella, quando è più gradita allor è buona a mettere in ghirlande prima che sua bellezza sia fuggita, sicchè, fanciulle, mentre è più fiorita cogliam la bella Rosa del giardino

Elogio della rosa" Rosa riso d'amor, del ciel fattura, rosa del sangue mio fatta vermiglia, pregio del mondo e fregio di natura, della terra del sol vergine figlia d'ogni ninfa e pastor delizia e cura onor dell'odorifera famiglia...

Di tutto quel cupo tumulto (temporale), di tutta quell'aspra bufera, non resta che un dolce singulto nell'umida sera. E', quella infinita tempesta, finita in un rivo canoro, dei fulmini fragili restano, cirri di porpora e d'oro. O stanco dolore, riposa! La nube del giorno più nero fu quella che vedo più rosa, nell'ultima sera.

Ahi serva Italia, di dolore ostello; Nave sanza nocchiero in gran tempesta; Non donna di provincia, ma bordello?

Le stelle sono bottoni di madreperla e la sera si veste di velluto; e tremola la sera fatua; è fatua la sera e tremola ma c'è nel cuore della sera c'è sempre una piaga rossa languente.(D. Campana)

Io che stimavo tutto il mondo nulla senza arme vinto sol da una fanciulla.

La falce cieca del mietitore abbatte il firodaliso e insieme il duro cardo.

Nero di nubi. Alba di perla. Nebbia di latte.

"Sinestesie": Esistono profumi freschi come carni di bimbo, dolci come gli oboi e verdi come praterie

Una prosa filigranata di poesia

Il poeta è rivelatore di immagini e di emozioni; per contrasto è proprio il poeta a condannarci ad una illimitata povertà.

'ntra lu labbru culuritu di lu caru amatu beni c'è lu meli chiù squisitu suca, sucalu, ca veni.

Lì ciuriddi durminghiusi, 'ntra li virdi soi buttuni, stannu ancora stritti e chiusi cu li testi a pinnuluni

In mille fogge il suo cantar distingue e trasforma una lingua in mille lingue (l'usignolo)

Lo sparviero che vive di preda (l'affarista). L'usignolo che canta triste e dolcissimo (il poeta).

Il poeta conosce le voci di tutti gli uccelli, favella coi venti, conosce il linguaggio del mare. (G. D'Annunzio, "Il fuoco")

Il mito è il nome di tutto ciò che non esiste, e che sussiste solo grazie alla parola. E la parola è il mezzo dello spirito per moltiplicarsi nel nulla. La poesia è un frammento perfettamente formato di un edificio inesistente.

Sinestesie: Esistono profumi freschi come carni di bimbo, dolci come gli oboi e verdi come praterie

Simbolismo: " C'è una certa gloria nel non essere compresi (Baudelaire). Nessuno scirverebbe versi se il problema della poesia fosse quello di farsi capire (Montale). Il poeta non vuole farsi comprendere, ma suggestionare. Il mio verso ha il significato che gli si dà" (Valery).

La "rimembranza" è essenziale al sentimento poetico, perchè il ricordo conferisce vaghezza alla realtà vissuta che si manifesta così in modo indefinito e piacevole (un filare li alberi all'orizzonte, la luce della luna che si riflette tra gli alberi e l'acqua, un canto che a poco a poco si allontana, una siepe che impedisce di vedere oltre, lo stornire del vento. (v. "Arte Poetica" di P. Verlaine, il quale esprime lo stesso concetto del Leopardi: il poeta deve creare atmosfere sfumanti, trasfigurare la realtà e presentarla in forme vaghe, indefinite, suggerire emozioni e penetrare così intuitivamente nella intima essenza delle cose. La sfumatura è ciò che ci vuole. Non il colore, soltanto l'Alone)

I primi grandi movimenti poetici del Novecento sono stati il Futurismo e poi l'Ermetismo, che non è stato propriamente un movimento, ma una etichettatura postuma di certi poeti e di un certo modo di poetare di concepire e praticare la poesia, come Poesia pura (v. Ungaretti, Montale (2° maniera), Quasimodo). In realtà con l'Ermetismo la poesia italiana è andata alla ricerca di una nuova interpretazione del simbolismo francese (Mallarmè piuttosto che Rimbaud) e del surrealismo (Eliot, Gongora)

Ermetismo deriva da Ermete, il dio greco delle arti occulte e trae origine dal giudizio negativo della critica tradizionale sulla nuova corrente letteraria di Ungaretti e Montale.Questa denominazione assumerà poi un significato storico e indicherà la più importante manifestazione del decadentismo italiano della prima metà del Novecento.

 

 

 

38 Poesia

39 Politica

DEMOCRAZIA

La democrazia è la disperazione di non trovare eroi che ci guidIno.

La democrazia non esiste in realtà, ma consiste nel continuamente cercarla

L'Africa è all'Alba della Democrazia. L'Italia è al Tramonto

I governi dei paesi democratici (USA in testa) sono sempre più semplici "comitati di affari" al servizio delle Elites (lobbies) socio economiche a cui, di fatto, è ormai riservata (e limitata) la rappresentatività effettiva di questo tipo di democrazia. Le nostre "democrazie avanzate" sono piuttosto delle post democrazie. Quale modello intendono esportare gli USA nei paesi musulmani? Quello Liberal Parlamentare, ormai desueto (svuotato dall'interno) che da noi non si usa più, o quello nuovo che somiglia sempre più a un sistema oligarchico di tipo censitario - massimediatoco? (Astrea e i Titani, p. 142).

La Democrazia, in realtà, è una poliarchia, cioè un insieme pluralistico di nuclei di potere, di elites sociali che apertamente perseguono, entro certi limiti, il proprio interesse. Le elites vanno sottoposte al freno del demos (alla sovranità degli elettori); ma senza le elites, la democrazia rischia di non essere altro che populismo, figura moderna dell'antica demagogia.

Io non parlo di Destra o di Sinistra, io parlo dei troppi politici di professione i quali, siano annidati a destra o a sinistra, di fatto stanno "dietro"...; dietro alle nostre spalle e si fanno beffa di noi cittadini.

Sistema democratico "misto" in cui il popolo si esprime ma chi conta sono i ceti possidenti; cioè la vittoria di una oligarchia dinamica e incentrata sulle grandi ricchezze ma capace di costruire il consenso e farsi legittimare elettoralmente tenendo sotto controllo i meccanismi elettorali.

I politici sono impotenti, non hanno un programma; ambiscono solo (ad andare) a rimanere in carica. L'avvicendarsi di governi, persino degli schieramenti politici, non è più un fattore decisivo, al massimo è una increspatura sulla superficie di un fiume che scorre ininterrottamente, inesorabilmente nella propria direzione, spinto dalla propria forza propulsiva.

Nessun uomo politico si è mai accontentato degli "incentivi morali" di cui parlava Mao.

Il Primo ministro è un essere capace di infiammarsi solo per brama di ricchezze,lussuria potere e titoli....Non dice mai la verità, o se la dice, la fa passare per una menzogna, così come gabella per vere le bugie più incredibili.....Si mantiene al potere corrompendo la maggioranza del Parlamento, finchè, con una legge... chiamata "Atto di Impunità", si sottrae ad ogni resa dei conti e si ritira a vita privata, satollo delle spoglie del paese (J. Swift: "I Viaggi di Gulliver" . Sic. !!!???)

I Principi sono uomini che non si intendono di leggi, nemici o poco meno del pubblico bene, solo attenti ai loro privati interessi, odiatori del sapere, della libertà, del vero, uomini che non si preoccupano minimamente del buon andamento dello stato, ma che, nel giudicare, adottano esclusivamente il metro del proprio... capriccio e della propria utilità" (Erasmo da Rotterdam, "Elogio della pazzia", inizi sec.XVI)

Il paese si avvia a diventare bipartisan (?). Da sempre più parti e su un crescente numero di temi politici si avverte la necessità che il Parlamento trovi una normalità "bipartisan", esprima convergenze politiche. Ciò conferma che la via da seguire è ormai una via unica e obbligata per tutte le parti politiche

Almeno sino all'età di Solone (VI sec. a.C.) la pienezza dei diritti politici di cittadinanza, non era concessa ai nullatenenti oltre che agli schiavi e alle donne. La cittadinanza era riconosciuta solo ai maschi adulti (in età militare, purchè figli di padre e di madre Ateniese e liberi di nascita)

Il fenomeno dinamico e lacerante innescato dalla democrazia Ateniese, fu l'estensione della cittadinanza piena ai non possidenti. Poi anche ai dipendenti, cioè agli "uomini passivi" che erano stati esclusi dal voto persino dai primi rivoluzionari francesi! Poi ammessi con Robespierre con la sua costituzione del 1793, che però non entrò mai in vigore. Restarono sempre limitazioni censitarie.

La parola "demokratia" sin dalle sue prime attestazioni, nasce come parola dello "scontro", come termine di parte, coniato dai ceti elevati ad indicare lo "strapotere" (kratos) dei non possidenti (demos) quando vige, appunto, la democrazia.

"Demokratia" etimologicamente nel linguaggio politico greco dell'età romana, ha il significato di "potere sul popolo", non quello di potere del popolo.

Secondo Aristotele, ciò che connota la democrazia, non è tanto che il potere si eserciti secondo il principio di maggioranza (ciò avviene anche nella Oligarchia), ma piuttosto il fatto che il pieno diritto di cittadinanza viene riconosciuto anche ai non possidenti. Oggi invece è sempre più evidente la tendenza ad escludere, di fatto, i non possidenti dalla Democrazia.

L'habeas Corpus dell'Inghilterra di fine '600, era un complesso di leggi garantiste che ponevano limiti agli arresti arbitrari e alla carcerazione preventiva. Le Leggi ad personam berlusconiane sono una rivisitazione di quello storico habeas corpus in salsa italica. Quello fu una conquista liberale del Parlamento della "Gloriosa Rivoluzione" contro le tendenze assolutistiche degli Stuart. Questa è una "Penosa Involuzione" del nostro sistema democratico.

In Italia sono troppe e troppo affollate le "nicchie del privilegio e del parassitismo", a cominciare dalla più grande di tutte: Il Parlamento.

Occorre una buona dose di volontà per credere che le classi dirigenti siano rispettabili e che le classi asservite (subalterne) siano degne di essere soccorse (aiutate) oppure compiaciute".

L'Italia è malata ancora di populismo e solo guarendo da questa malattia potrà giungere ad una vera democrazia.

Quella italiana, ormai, è la Repubblica dei compari, la degenerazione clientelare di un sistema democratico, come quella descritta da Robert de Jouvenel a proposito del regime parlamentare della Quarta Repubblica francese. Dove gli industriali affittano i Deputati e i Senatori.

Noi italiani importiamo dai francesi i modelli costituzionali. Oggi importiamo il semipresidenzialismo alla francese, ieri (1848) lo Statuto albertino ricalcava la Costituzione francese del 1830.

Le democrazie capitalistiche liberali borghesi, non consentiranno mai che il loro corpo elettorale vada a cascare nel socialismo per l'accidentalità di un verdetto delle urne" (Harold Laski - Democracy in crisis, 1933).

Nella Costituzione Pakistana è scritto che: "La sovranità appartiene solo a Dio!

Il principio della "sovranità popolare" è talmente pericoloso che, anche se fosse vero e fondato bisognerebbe occultarlo. L'uguaglianza è un principio meraviglioso, ma perchè dirlo al popolo?(De Maistre)

La sovranità (popolare) non può essere rappresentata, per la stessa ragione per cui non può essere alienata. La sovranità consiste nella "volontà generale" e la volontà generale non si rappresenta. Il popolo inglese si illude di essere libero. E' tale solo durante le elezioni del parlamento, ma dopo è subito in schiavitù, l'uso che fa della sua libertà gli fa meritare di perderla.(J.J. Rousseau)

Quando uno Stato, una società politica, non è in grado di garantire l'autorità del Governo (governabilità) e la giustizia (rispetto della legge, esecuzione della sentenza con l'effettiva espiazione delle pene), che sono tra gli scopi fondamentali per i quali è stato costituito, regredisce verso lo "Stato di natura", nel quale vige la legge di natura (del più forte, del più ricco, del più furbo). Il vero scopo a cui uno Stato non può venir meno è però quello della salvaguardia della proprietà privata.

Ci sono analogie tra la crisi della moderna Democrazia rappresentativa e quella che travolse la Democrazia antica della Polis? (v. Socrate al caffè 272 seg).

La Democrazia è una grande congerie di sogni e di menzogne. La prima menzogna è quella dell'art. 1 Cost. "La sovranità appartiene al Popolo..."...(già era menzognera la sigla SPQR della Civitas romana!)

Si rimprovera ai giovani l'uso della violenza. Ma non siamo noi forse in una eterna situazione di violenza?... Che cosa è che voi chiamate una situazione legale? Una legge che fa della gran massa dei cittadini delle bestie da soma per soddisfare i bisogni snaturati di una classe politica autoreferente, improduttiva, parassitaria e corrotta?... Questa legge è un'eterna, rozza violenza arrecata al diritto e alla sana ragione...

Anche Wilson (come G. Bush) presentò l'entrata in Guerra degli USA (1917) come una lotta per la democrazia, per la libertà e i diritti...(in realtà gli USA avevano forti interessi economici nel Mediterraneo e in Medio Oriente, minacciati dalla Germania, nonchè nei rapporti con Inghilterra e Francia). Un tempo il pretesto per le guerre era la Religione, oggi è la Democrazia.

Gli USA da sempre sono convinti di avere di fronte un "manifest desteny"; prima quello di liberare l'America dagli europei (guerra contro la Spagna del 1898), poi quello di esportare nel mondo Democrazia e Libertà.

Il Tiranno viene instaurato dal popolo contro i nobili, perchè lo protegga contro di essi". Dunque il vero protagonista della storia del consorzio umano è la ricchezza (il ceto nobiliare di un tempo) e lo è da sempre. L'avvento della democrazia non ha smentito questa verità storica.

sua volontà.Si cambia solo il suonatore ma non si cambia lo strumento e la musica, mentre a tirare il mantice delle canne restano sempre i poveri

Il "connubio" fra Cavour e Rattazzi nel Parlamento piemontese dell'Italia pre-unitaria fu il primo compromesso tra le forze conservatrici del centro destra (Cavour) e le forze moderate democratiche del centro sinistra (Rattazzi)

De Gaulle è stato l'ultimo protagonista del Cesarismo francese, il Bonapartismo, fondando la Quinta Repubblica francese (1958) di stampo presidenzialista e promuovendo la politica della "grand héure" (nel 1961 introdusse l'elezione diretta del Presidente).

E' auspicabile una "terza via europea" alla globalizzazione democratica e solidale, rispetto all' "individualismo competitivo" degli USA e al "comunitarismo gerarchico e autoritario" delle potenze asiatiche.

la schiavitù era sorta di peccato originale che aveva oscurato il sorgere della democrazia americana. Il peccato fu cancellato nel bagno di sangue della guerra di secessione.

 

40 Politica

ECOLOGIA

L'energia più pulita che esiste al mondo è quella risparmiata.

Giuseppe Parini già a metà del '700, con l'ode "La salubrità dell'aria" denunciava l'inquinamento atmosferico (di Milano) e le colpe dei pubblici amministratori (la classe politica): "Pera colui che primo... per lucro ebbe a vile la salute civile".

E' auspicabile l'avvento di un modello di "energia distribuita e diffusa" fondato sulle "energie rinnovabili" (Sole, Vento, Biotermia, Biomasse da agricoltura o da rifiuti). Le energie fossili (Petrolio e Carbone) hanno da sempre comportato fortissime tensioni geo politiche, poichè sono concentrate territorialmente in pochi stati. Le energie rinnovabili, viceversa, si trovano in mezzo a noi equamente ripartite. 

Abbiamo domato l'energia del vento, del mare, del sole. Ma il giorno in cui l'uomo saprà dominare l'energia dell'amore, potrà dire di aver raggiunto un traguardo importante, quanto la scoperta del fuoco.

Plutarco narra di una voragine in Babilonia, dalla quale usciva continuamente il fuoco, come da una sorgente, e la corrente di nafta si allargava a palude per la sua gran quantità (p. 121-123). E' la più antica citazione di un giacimento (pozzo) petrolifero! Più avanti (p. 173) dice che Alessandro scoprì una fonte di liquido grasso e oleoso presso il fiume Osso in Battriana.

 

 

FEDERALISMO

Il regime federale fu caratterizzato in primo luogo dalla disgregrazione dell'autorità regia...La difesa del paese, funzione originaria della regalità, passò rapidamente e irreversibilmente nelle mani dei Principi locali (insieme ai diritti e alle prerogative regie). In seguito la maggior parte dei Principati si disintegrarono a loro volta. I Signori di mezzo rango (primi fra tutti i conti) conquistarono la loro indipendenza dai Principi.

Il Federalismo, le autonomie locali, la devolution, il potere dal basso, sono gli ingredienti che possono rivitalizzare la democrazia.

GLOBALIZZAZIONE

La globalizzazione sta divaricando la forbice tra paesi ricchi e paesi poveri, e tra classi ricche e classi povere all'interno della stessa società. Sta consegnando il potere a una classe dominante di "cresoedonisti (creso = danaro / hedoni = piacere) condannata a "divertirsi da morire" mentre milioni di esseri umani muoiono, senza avere mai sorriso.

Tutto il servidorame propagandistico-giornalistico del nostro "Occidente prospero", il "mondo vetrina" che ieri ha attirato intere popolazioni inducendole a scavalcare la cortina di ferro e oggi continua ad attirare intere popolazioni di disperati inducendoli a varcare i mari rischiando anche la vita pur di sbarcare nel paese di Bengodi, si sforza quotidianamente di occultare che questa sua prosperità è nata dallo sfruttamento di tutto il resto del pianeta

GUERRA

L'oro blu (l'acqua) è un terribile carburante per le guerre del futuro, come l'oro nero lo è stato per quelle del passato !
 

 

Wilson proclamò che gli USA scendevano in Guerra (1917) per salvaguardare la libertà e i diritti...(in realtà gli USA avevano forti interessi economici nel Mediterraneo e in Medio Oriente, minacciati dalla Germania, nonchè nei rapporti con Inghilterra e Francia). Un tempo il pretesto per le guerre era la Religione, oggi è la Democrazia.La vera causa  delle guerre è sempre stata e sempre sarà il business

 Ma oltre che ad una guerra con le nazioni povere, le nazioni ricche non sfuggiranno a una guerra intestina tra ricchi e poveri (tra Anche Wilson (come G. Bush) presentò l'entrata in Guerra degli USA (1917) come una lotta per la democrazia, per la Aristocratici e Democratici o altre denominazioni che dirsi voglia).

L'uomo è una specie pericolosamente aggressiva. La guerra, come tale, è lo sfogo collettivo dei suoi impulsi aggressivi frustrati. Questo comportamento, nella foresta primordiale lo aveva aiutato a superare i tempi duri, ma nell'era della bomba atomica è divenuto deleterio.

I carnefici uccidono un piccolo numero di colpevoli. I soldati uccidono migliaia di innocenti, indiscriminatamente, alla cieca, con selvaggio entusiasmo.

Quale inconcepible magia è mai quella che fa dell'uomo un essere sempre pronto a rispondere al primo colpo di tamburo...a partire senza opporre resistenza, spesso anzi con una sorta di impazienza, per fare a pezzi sul campo di battagia il fratello che non gli ha fatto nulla di male, e che, dal canto suo, avanza per riservagli la stessa sorte, se gli riesce.

"Non più le assetate crepe del nostro suolo si imbratteranno le labbra del sangue dei nostri figli, non più gli zoccoli ferrati dei cavalli delle opposte fazioni calpesteranno e feriranno i fiori. Occhi lampeggianti d'odio come fulmini in cielo tempestoso...si sono fronteggiati nell'urto fratricida, nel furibondo macello della guerra civile (Shakespeare, Enrico IV).

IDEOLOGIE

La religione: oppio dei popoli. L' ideologia, oppio degli intellettuali

La tesi della predestinazione di Calvino, secondo cui la Chiesa vera e invisibile, è quella composta dai predestinati alla grazia, stimolò i fedeli a ritenersi parte di questa ristretta cerchia di privilegiati. Una convinzione che incoraggiò e stimolò l'intraprendenza, lo spirito missionario dei Puritani inglesi, degli Ugonotti, dei Padri Pellegrini. Il raggiungimento del successo, anche economico, era un segno della grazia divina. La ricchezza e la potenza cessavano di essere ambizioni mondane peccaminose, per diventare, al contrario, doveri morali. Lo spirito dell'Occidente moderno (e del Capitalismo, era tutto in questi concetti).

Marx è stato il Darwin della storia sociale dell'uomo.

La ricerca della Bellezza è un tentativo di concepire e vivere l'assoluto in maniera individuale, al di fuori delle Religioni tradizionali e secolari politiche (ideologie)

l romanticismo, padre del contro-illuminismo irrazionalista, ha generato i due mostri dei regimi totalitari di destra; La rivoluzione francese, madre dell'illuminismo razionalista e giacobini, ha generato il mostro totalitario di sinistra.

Dopo la prima guerra mondiale le "liberal democrazie" hanno spianato la strada ai fascismi (italiano, tedesco, spagnolo), per sbarrarla alle sinistre estreme che, sulla spinta della rivoluzione russa dei bolsevichi, minacciavano di conquistare stabilmente la maggioranza in Italia, in Germania, in Francia, in Spagna. Poi hanno dovuto combattere i mostri che esse stesse avevano creato nel proprio seno, con la seconda guerra mondiale.

La Religione della Libertà, il Liberalismo, si scontra con il Clericalismo cattolico, con le Monarchie assolutistiche della Restaurazione (che riluttavano a farsi costituzionali) e con l'ideale democratico (democratismo), poi con il comunismo.

Nell'incertezza esistenziale (della 1° Repubblica, tra sinistra e destra, fra una sinistra che perdeva i pezzi e una destra che appariva infrequentabile, diventarono all'improvviso tutti liberali (gli italiani della 2° Repubblica). "Non possiamo non dirci liberali" (parafrasando il crociano "non possiamo non dirci cristiani")

Il Sistema legale (sistema delle istituzioni legali imposto dallo Stato) e Sistema morale dominante (non imposto con la forza dallo Stato ma consacrato da una ideologia creata e controllata dalla classe dirigente); le due sovrastrutture erette sulle effettive forze produttive del sistema economico e le relazioni fra le classi ad esso corrispondente.

La distinzione tra "Destra" e "Sinistra", oggi mantiene un senso compiuto soltanto nel codice della strada.

La Destra ha bisogno di nemici; la Sinistra di utopie.

La schiavitù della massa è la conditio sine qua non della sopravvivenza di qualunque civiltà degna di tale nome.(Nietzche)

Le obbligazioni della legge di natura non vengono meno nella società politica ma, anzi, in molti casi diventano semplicemente più strette e le leggi umane vi associano sanzioni a tutti note per imporne il rispetto. La legge naturale è una legge non scritta che alberga nell'animo degli uomini.

Marcuse critica sia il Capitalismo che il Consumismo. L'uomo è alienato dal progresso tecnologico perchè dominato da una ristretta cerchia di potenti che lo portano a soddisfare bisogni secondari e indotti dal consumismo, non quelli fondamentali.

La "morale degli schiavi" è, per Nietzsche, la volontà di smettere di soffrire; contrapposta alla volontà dei migliori che amano invece lo scontro, disposti a subire la sofferenza delle ferite e della morte, perchè senza dolore non esiste piacere e senza piacere non c'è felicità.

Il progresso (della civiltà occidentale) è stato il frutto del sopravvento del diritto sulla potenza, della libertà sulla tirannide e della scienza sulla superstizione.

I grandi creatori della pubblicità commerciale, sono i veri e a modo loro geniali "intellettuali organici" della vincente "dittatura della ricchezza". All'ideologia della ricchezza si affiancano altre mitologie di massa: i "miti analfabeti" come quello dello sport.

La pubblicità televisiva, commerciale è il colossale veicolo dell'ideologia, del culto della ricchezza; al potere incontrastabile di questa ideologia, si associano mitologie di massa, i grandi "miti analfabeti" di cui lo Sport e il massimo esempio e che rientra anch'esso nel culto della ricchezza.

L'Iran si propone come Stato Guida del mondo Islamico, il quale non riesce ad emergere come super potenza, a differenza della Cina e dell'India, capace di competere ecomonicamente e militarmente con l'Occidente (USA ed Europa).

La riscossa del mondo islamico inizia con il wahhabbismo (Adb Al Wahhab, il primo "fondamentalista" islamico) del Sec. XVIII, che propugnava l'arroccamento dell'Islam nella originaria comunità dell'Umma, e riprende agli inizi del '900, dopo il crollo dell'impero musulmano, con "I fratelli musulmani" dell'egiziano Hasan Al Banna.

Lenin ha forzato e tradito il pensiero di Marx ed Engels anticipando prematuramente i tempi della rivoluzione del proletariato, in un contesto socio-economico non centrale al mondo capitalistico, affetto affatto diverso da quello dagli stessi previsto.

L'autorità del forte sul debole, del ricco sul povero, del grande sul piccolo, fluisce da un mistero impenetrabilmente oscuro che sta al centro dell'Universo, resistente e opaco all'indagine della ragione: il Re comanda e ordina; e noi dobbiamo marciare.

L'avidità vincerà sempre la saggezza nei consigli dei potenti e la paura vincerà sempre la compassione nella mente di chi impugna una spada.

La C.I.A. aveva progettato un piano di intervento immediato degli U.S.A. in Italia, qualora i comunisti avessero vinto le elezioni del 18 Aprile 1948. Il piano prevedeva la secessione di Sardegna e Sicilia e la guerriglia sostenuta dietro le quinte dagli americani. In alternativa, il piano prevedeva la "falsificazione del voto". Fortinatamente vinse la Democrazia Cristiana altrimenti l'Italia sarebbe stata "addomesticata" dagli americani, come successe poi alla Grecia (1967) e al Cile (1973).

La mano invisibile del mercato che, secondo Adam Smith, ristabilisce l'armonia nelle cose umane (cioè redistribuisce la ricchezza) altro non è che l'egoismo, i vizi privati delle api di Mandeville che producono pubbliche virtù.

L'ordine pubblico, nel Medioevo si chiamava "La pace del re".

Tutti sanno che il popolo è ignorante. L'unica distinzione che sono disposto a riconoscere nella classe politica, che è trasversale rispetto agli schieramenti Destra / Sinistra, è tra chi si impegna ad emancipare la gente dall'ignoranza e chi, invece, se ne approfitta.

Le forze della tradizione occidentale ancora in vita, Capitalismo, Democrazia, Cristianesimo, sono in conflitto tra loro. Il Capitalismo si rifiuta di essere ostacolato dai principi della solidarietà cirstiana e della Democrazia. La Democrazia si oppone oltre che al Capitalismo senza regole, anche al tentativo della Chiesa di trasformare le leggi dello stato in dogmi religiosi. Il Cristianesimo a sua volta si oppone al Capitalismo perchè persegue il profitto privato anzichè Bene Comune, così come si oppone a una Democrazia in cui la "libertà" sia disgiunta dalla "verità".

Un capitalismo autoritario, ormai privo del nemico comunista totalitario, incombe come possibile disgrazia su alcuni orizzonti del mondo.

Il Capitalismo nasce quando la volontà di incrementare il profitto abbandona il sostegno religioso che ha contribuito in misura rilevante a farlo nascere. Il capitalismo ha infatti come scopo l'incremento del profitto, non la salvezza dell'anima(Etica protestante e spirito del capitalismo - M. Weber)

.Il Comunismo è un'idea cristiana divenuta folle. Che cosa vieta che rinsavisca? (Igino Giordani sul "Popolo", dopo l'approvazione dell'art. 7 Costituzione sul Concordato, anche col voto del PCI di Togliatti

William Godwin, Spence, Owen, W. Cobbet: protosocialisti, protosocialdemocratici inglesi (utopisti) di fine '700. La pantisocrazia, sicietà utopica degli uguali e dei giusti che si sarebbe fondata nel New England.

Il trionfo del Cristianesimo ha distrutto la schiavitù; il trionfo della Rivoluzione francese ha distrutto il privilegio; il trionfo della democrazia distruggerà la povertà.

Il "sessantotto" fu una esplosione di individualismo, camuffata da comunitarismo. Il suo unico, vero prodotto, fu la nascita del "terzo mondismo".

Il più grande sviluppo capitalistico della storia è opera dei "comunisti" (Cina), della "Economia di Mercato Socialista" praticata dalla nomenklatura del Partito Comunista Cinese.

L'antipolitica che non trova sfogo, si allarga nelle paludi della buffoneria impotente, o della rabbia frustrante.

Il governo monocolore DC guidato da Andreotti fu sostenuto dal PCI di Enrico Berlunguer (compromesso storico) e dalle altre forze di sinistra in "stato di necessità" nel clima incandescente degli attentati terroristici delle Brigate Rosse, da una parte, e di Ordine Nuovo, dall'altra. Fu l'inizio della breve stagione dei governi di "solidarietà nazionale". Andando avanti di questo passo l'Italia rischia di tornare a quei tempi e ci vorrà un nuovo compromesso.

La cultura è di sinistra o di destra? Vi è ancora in Italia una cultura di sinistra? Vi è mai stata e vi è oggi una cultura di destra? La cultura dominante di sinistra, la cultura trend, mood dell'Italia della 1° Repubblica era rappresentata: Norberto Bobbio, Editori Feltrinelli, Einaudi, Adelphi, P.P. Pasolini, Alberto Arbasino, Leonardo Sciascia, Massimo Cacciari, Umberto Galimberti, Gianni Vattimo, e giù giù sino a Giorgio Strehler, Dario Fo, Nanni Moretti, Guccini, De Andrè, Espresso, Repubblica. La cultura (minoritaria) di destra:Papini, Prezzolini, Longanesi, Croce, Einaudi, Montale, Ungaretti, Gadda, Guareschi, Palazzeschi, Bert, Buzzati, De Felice, Evola e giù giù sino a Mogol e a Il Foglio di Giuliano

Lo scopo di un'azione definisce l'azione. Lo scopo del capitalismo è il profitto. Pretendere che diventi il "bene comune" significa pretendere che il capitalismo non sia più sè stesso, ma qualcosa d'altro.

Nel mondo si combattono due principi: quello del conservare (asiatico) e quello del progredire (europeo)...occorrerà ancora molto tempo perchè anche nei Paesi che non hanno vissuto un diciottesimo secolo (illuminismo) e un 1789, cadano in rovina le monarchie e le religioni.

Come nella Repubblica di Weimar, anche nell'Italia post fascista (dove il "Partiro Popolare" si tramuta in "Democrazia cristiana") il termine "Democrazia" ebbe il ruolo di contraltare polemico del "socialismo o del comunismo", soprattutto al momento dell'affermarsi dei regimi comunisti dell'Est. Fu questo un bel guadagno per l'Occidente; i cui stati acquisirono per sè quella parola, mentre in realtà marciavano verso la restaurazione della più incontrollabile economia liberalista, giovandosi di apparati (anche illegali) pronti a tutto contro il "comunismo".

Oggi è imperante l'ideologia liberista (l'ultima utopia?) fondata sul meccanismo produzione / consumo e sul libero mercato. E' questo il nuovo massimalismo, fondamentalismo, universalismo dell'Occidente, cui si abbina, a livello individuale un relativismo culturale per il quale non ci sono più valori assoluti, più nulla in cui credere (ma questo relativismo del singolo è indotto dal fondamentalismo del sistema occidentale di cui sopra).

 

41 Politica

LEGGE ELETTORALE

Le anime morte di Gogoli (i servi della gleba morti durante un censimento e l'altro) ricordano i defunti e gli emigrati non espunti dalle liste elettorali, che hanno impedito il raggiungimento del quorum e il fallimento dell'ultimo referendum del 2000, sulla legge elettorale (abolizione della quota proporzionale).

Le sinistre estreme sono ormai i "detriti" della prima Repubblica, tagliate fuori dal sistema elettorale maggioritario (anche se non perfetto). Il sistema semi maggioritario introdotto col referendum è stato il vero atto fondativo della seconda Repubblica.

Il sistema elettorale francese maggioritario a doppio turno con collegi uninominali della V Repubblica, ha finito per tagliare fuori dal gioco politico le estreme e, a sinistra, ha relegato il PCF al ruolo di portatore d'acqua e donatore di sangue del PSF di Mitterand.

Il sistema elettorale maggioritario tende ad escludere dal gioco politico le ali estreme, le minoranze radicali, ad impedire loro di contare qualcosa, di disturbare il sistema, di intralciare la "governabilità, ad impedire un eccesso di democrazia".

Il sistema elettorale maggioritario è un correttivo agli inconvenienti del suffragio universale e del principio democratico: "un uomo / un voto" ponendo l'elettore di fronte all'alternativa: "voto utile / voto inutile". Esso è lo strumento principe del c.d. sistema misto, dove non si limita esplicitamente il diritto di voto (col suffragio ristretto) del singolo, ma si limita il peso politico del suo voto

Il Referendum del 18.04.1999 con cui gli italiani avevano abolito la quota proporzionale della legge elettorale, invalidato per la "beffa delle anime morte" delle liste elettorali non epurate dai morti e dai dispersi, avrebbe potuto fondare la vera seconda Repubblica italiana, così come il Referendum del 2.6.1946 aveva fondato la prima. Dunque questa prima e ancora unica Repubblica italiana è stata fondata su un Referendum su cui grava il forte sospetto di brogli anti-monarchici, e continua a reggersi su un altro referendum invalidato da un altro broglio, questo però certo. E' una Repubblica imbrogliona.

Il "paradosso di Condorcet" (riscoperto da K. Arrow) dimostra che, nei sistemi di votazione a maggioranza il risultato è arbitrario, in quanto le preferenze individuali non riescono a fondersi in un coerente risultato complessivo (argomento a sfavore della democrazia rappresentativa che va ad aggiungersi a quelli di J.J. Rousseau

LIBERTA'

La libertà non ci è data, ma dobbiamo crearla e la si crea cercandola

Con il crollo del Comunismo nel 1989 ha vinto il Capitalismo, ma si può dire che ha vinto la democrazia e, con essa, la libertà? Si può dire, ma solo se si precisa che ha vinto la libertà nei paesi ricchi e per i ricchi. La democrazia è rinviata ad altre epoche e sarà pensata, da capo, da altri uomini, magari non più europei.(L. Canfora)

 "Nel "Regno della Libertà" finalmente raggiunto, dopo la liberazione della necessità (del lavoro), secondo Engels e Marx l'uomo avrebbe trascorso il suo tempo andando a caccia la mattina, pescando il pomeriggio, allevando maiali la sera.

 Il Regno della necessità (il lavoro, la produzione di beni, il metabolismo) e il Regno della libertà (il pensiero, le idee).

 NAZIONE

Ovunque, in Europa, stiamo assistendo al declino degli Stati nazionali unitari e al rinascere delle vecchie patrie storiche che esso aveva sconfitto e piegato alla sua volontà: la Slovenia, la Croazia, la Slovacchia, la Scozia, il Galles, la Bretagna, l'Occitania, la Corsica, il Paese Basco, la Catalogna, la Galizia spagnola, la Baviera, il Turolo, il Veneto. Sotto la spinta e la bandiera del federalismo, si sta riaprendo ovunque il vecchio libro delle autonomie locali.

Gli Stati Nazione nacquero dalla frantumazione della comunità cristiana medioevale causata dalle tensioni tra il potere temporale dell'imperatore e il potere spirituale del Papa, tra lo Stato e la Chiesa. Questa tensione tra lo Stato e la Chiesa non si produsse nella Russia bizantina, dove il cesaro-papismo è rimasto in vigore (identificazione fra Stato e Chiesa), sino alla simbiosi Stato - Partiro dei tempi di Lenin e Stalin.

"Lo Stato nazionale è in declino. Non batte moneta, è soggetto alle scelte politiche di Bruxelles, dell'ONU e della NATO, nonchè a quelle economico-finanziarie della Banca Centrale Europea (BEI), del Fondo Monetario Internazionale (FMI), ai lodi arbitrali dell'Organizzazione del Commercio mondiale (WTO) e alle sentenze della Corte di Strasburgo. Gli restano soltanto alcuni compiti sgradevoli, quale quello di riscuotere le imposte, combattere la criminalità, garantire l'ordine pubblico e pagare le pensioni ai cittadini che si ostinano a non morire. Intanto sotto la bandiera del feudalesimo, stanno rinascendo le vecchie patrie storiche, che lo Stato unitario aveva sconfitto e piegato alla unità.

Se dovesse fallire l'Europa, il processo di integrazione europea potebbe nascere e progredire piuttosto una Mitteleuropa, costituita da tutti i popoli dell'Europa centrale (polacchi, cechi, slovacchi, ungheresi, croati, sloveni e italiani del Nord Est, di cui la Germania sarebbe lo Stato Guida.

Trieste potrebbe essere il porto meridionale della Mitteleuropa qualora questa, da luogo letterario e culturale, divenisse una realtà geopolitica. Ciò potrebbe succedere qualora fallisse l'Europa e sarebbe a rischio la stessa Unità d'Italia,  perchè con Trieste si staccherebbe tutto il Nord Est.

Il regime cinese usa il nazionalismo come collante ideologico per tenere insieme una nazione nella quale si fanno sempre più forti le differenze di classe e per mascherare queste realtà potenzialmente destabilizzanti.

La nazionalità è un valore caldo: lingua, consuetudini, cibi, paesaggi, canzoni; lo Stato è un valore freddo: leggi, regole, sicurezza, assistenza sociale. Si amano i valori caldi, ci si commuove per una canzone natia, non per un articolo di codice; ma è quest'ultimo che permette a ciascuno di cantare, commuovendosi, le proprie canzoni.

L'Inquisizione della Controriforma ha ritardato di 4 - 5 secoli la nascita di uno Stato Italiano; ha estirpato la pianta del Rinascimento.

42 Politica

POPOLO

"Il popolo = la grande bestia = "una vorticosa moltitudine di bestie in sembianze di uomini".

Il popolo è un bambino, un malato di mente, un proprietario che non si occupa delle sue terre, è qualcuno che ha soprattutto bisogno di un guardiano, di un mèntore fedele, di un direttore spirituale che controlli sia la sua vita privata, sia l'uso che fa di ciò che possiede.

"Io non parlo di Destra o di Sinistra, io distinguo soltanto tra politici intellettualmente e moralmente onesti, e politici intellettualmente e moralmente disonesti; io parlo dei troppi politici di professione i quali vivono di politica, non per la politica, che non stanno nè a "destra" o a "sinistra", ma "dietro", dietro alle spalle di noi cittadini !! Cioè dei furbi che vivono alle spalle dei fessi, come diceva il buon Giuseppe Prezzolini, quasi un secolo fa!

"Chi costruisce sui cuori del volgo ha una casa traballante e insicura.

"Il popolo è una bestia savia e grossa che ignora la sua forza. Tutto è suo, quanto sta tra cielo e terra ma nol conosce; se qualcuno di ciò l'avvisa ei l'uccide ed atterra. (Campanella)

"Che giudice il popolo, tu lo conosci il più delle volte, stupido come è, assegna le cariche a chi non ne è degno e, sciocco, si fa schiavo del nome e rimane a bocca aperta davanti a iscrizioni e a ritratti."(Orazio)

 Per E. Kant il popolo è "la gran folla di chi non pensa" (sapere aude! è il motto dell' illuminismo).

"A furor rusticorum libera nos domine": Le rivolte dei contadini, appoggiate un tempo da correnti di pensiero religioso (eretiche) poi, dal sec. XV in poi, solo dai poeti, con le loro "pastorellerie"

Tutti sanno che il popolo è ignorante. L'unica distinzione che sono disposto a riconoscere nella classe politica, che è trasversale rispetto agli schieramenti Destra / Sinistra, è tra chi si impegna ad emancipare la gente dall'ignoranza e chi, invece, se ne approfitta.

L'Italia è malata ancora di populismo e solo guarendo da questa malattia potrà giungere ad una vera democrazia.

Il principio della "sovranità popolare" è talmente pericoloso che, anche se fosse vero e fondato bisognerebbe occultarlo. L'uguaglianza è un principio meraviglioso, ma perchè dirlo al popolo?(De Maistre)

La sovranità (popolare) non può essere rappresentata, per la stessa ragione per cui non può essere alienata. La sovranità consiste nella "volontà generale" e la volontà generale non si rappresenta. Il popolo inglese si illude di essere libero. E' tale solo durante le elezioni del parlamento, ma dopo è subito in schiavitù, l'uso che fa della sua libertà gli fa meritare di perderla.(J.J. Rousseau)

POTERE

Fame, amore e brama di potere, i tre grandi moventi nascosti della natura umana.

Il potere è dato solo a colui che osa abbassarsi per prenderlo (Dostoevskji)

L'uomo avido di potere incontra la sua rovina nel potere, l'uomo bramoso di denaro nel denaro, il sottomesso nella servitù, il gaudente nel piacere.

Il Processo è la metafora della struttura accusatoria del potere, sulla quale il potere si basa. La colpa (di esistere e di essere fuori dal sistema) è uno dei cardini del potere e delle religioni monoteistiche: la colpa, quale immensa riserva dei potenti per tenere i deboli in servitù.

Il potere è sempre più estraneo alla politica. I ministri dell'economia sono sempre più visti come "cimeli", espressione nostalgica di una sovranità statale (politica) sempre più evanescente (di fronte all'economia e al capitale).

Il potere si risolve innanzitutto in un accrescimento della vostra (della classe politica dirigente ndr) volontà di potenza individuale, in un soddisfacimento del vostro amor proprio, in una ipertrofia del vostro Io e, infine, in una maggior dose della vostra individuale felicità rispetto a quella di tutti gli altri vostri consimili.

PROPRIETA'

Lo scellerato amore del possesso "l'amor sceleratus habendi" (Ovidio, Metamorfosi)

Dalla Proprietà Tribale, periodo asiatico (che è ancora proprietà comune dei beni) si è passati alla Proprietà Statale, periodo greco-romano (in cui si sviluppano le prime forme della proprietà privata e dove i membri liberi dello Stato sono proprietari degli schiavi), quindi alla Proprietà Feudale, Medioevo feudale (che sostituisce gli schiavi ai servi della gleba) e infine alla Proprietà privata Borghese dei mezzi di produzione e del lavoro degli operai.

Nei "Secoli bui" dell'Alto Medioevo la base effettiva del potere non era il possesso fondiario, ma il controllo degli uomini, nonostante le loro miserabili condizioni e della loro rudimentale attrezzatura.

Lo Stato di natura, per i giusnaturalisti è una condizione antecedente alla costituzione del diritto di proprietà. Per Grozio, nel comunismo primitivo il libero uso dei beni di consumo tiene luogo della proprietà privata; questa si costituisce successivamente con il possesso delle greggi e, più tardi, con la recinzione della terra. Questa origine della proprietà, per Gozio, per Pufendorf e gli altri giusnaturalisti, ha natura contrattuale e avviene dopo la costituzione dello stato. Per Hobbes invece l'appropriazione è conseguenza immediata dello Stato di natura come Stato di guerra.

Con la scomparsa della struttura tribale la terra venne considerata di proprietà non più della tribù, ma del capo.

Per Locke l'appropriazione è legge di natura se limitata però dal criterio della "fruizione" (nessuno accumuli più beni di quelli che può consumare) e del criterio del "lavoro" (nessuno si appropri di più terre di quelle che può lavorare) (XXVI).

Lollardi (Wycliff) - Levellers (Lilburn) - Diggers (Winstanley). Winstanley (Law of freedom in a platform). Sostenere un comunismo primitivo nel quale la terra doveva appartenere a tutto il popolo (ndr come poi farà Rousseau). Per motivare il principio sosteneva che Guglielmo il Conquistatore aveva privato gli inglesi dei loro diritti naturali, facendoli servi suoi e dei soldati normanni

L'accumulazione di capitale accresce continuamente le diseguaglianze e lo Stato, con la copertura delle istituzioni democratiche, legalizza e legittima l'appropriazione della ricchezza da parte dei soli capitalisti e l'espropriazione del diritto naturale alla proprietà a danno dei più deboli. Contra: 1) In uno stato democratico tutti possono diventare capitalisti volendo. 2) Esiste davvero un diritto naturale di tutti alla proprietà?

Con l'introduzione dell'aratro si ebbe una radicale trasformazione nel possesso delle terre. Con la nuova tecnica un uomo poteva coltivare una estensione di terra molto più vasta di quella che poteva lavorare con la zappa, sicchè divenne economicamente redditizio (e logico) avere diritti di proprietà su un'area più estesa.

Il capitalismo anglosassone sorge con la scoperta della macchina a vapore che fornisce una fonte di energia indipendente dei fenomeni naturali e della legge sulle recinzioni la "Enclosure Act" che pone fine al libero uso dei pascoli e dei boschi e spinge centinaia di migliaia di contadini, pastori e artigiani a proletarizzarsi nei bassi fondi dei centri urbani.

RINASCIMENTO

1) Rinascimento italiano. 2) Rivoluzione industriale inglese. 3) Entrata di Cina e India nel mercato globale. Sono tre grandi eventi della storia universale.

Il Rinascimento non fu solo la rinascita della cultura e dell'arte classica. Esso non sarebbe stato concepibile senza l'accumulo di capitale dei mercanti veneziani o genovesi e dei banchieri fiorentini e senza le ambizioni sociali e il mecenatismo di questa plutocrazia cittadina.

Le varie "età dell'oro" i vari "Rinascimenti" intervallati da "secoli bui". Stiamo attraversando un nuovo buio medioevo? 1) Rinascimento. 2) Classicismo. 3) Romanticismo. 4) Realismo. 5) Età contemporanea.

Le età d'oro della cultura: l'Atene di Pericle, l'Alessandria dei Tolomei del periodo ellenistico, l'età di Augusto, la corte di Federico II°, l'età di Lorenzo de' Medici, l'età dell'Illuminismo.

L'Inghilterra elisabettiana ha attinto a piene mani i fermenti del Rinascimento italiano. Le novelle italiane, la poesia italiana, la raffinatezza italiana, il mondo classico rivisitato dagli italiani, gli ideali estetici italiani modellavano la vita culturale inglese (ma un "inglese italianato", ai lor occhi di inglesi, restava un "diavolo incarnato").

RISORGIMENTO

Che barbarie! Altro che Italia! Questa è Affrica: i beduini, a riscontro di questi caffoni, son fior di virtù civile" (rapporto a Cavour del Luogotenente di Napoli (Ottobre 1860) "Credimi, non siamo noi che profittiamo nella unione, ma sono queste popolazioni senza morale, senza coraggio, senza cognizioni e dotate solo di eccellenti istinti e di un misto di credulità e di astuzie che le dà ognora nelle mani dei più gran farabutti" (così scrive un amico a Massimo D'Azeglio a proposito dei Napoletani. E D'Azeglio gli risponde: "Unirsi ai napoletani è come andare a letto con un lebbroso").

Briganti: Braccio da Montone nell'Agro romano ('400). 2) Stefano Pelloni, detto il Passator Cortese (1850).

 

RIVOLUZIONE

Rivolte popolari: Huss e i Taboriti (p. 181 e seg.); Wycliffe e i Lollardi (p. 169 - 18 e seg. 190 - 207); Muntzer e Pfaiffer (p. 214 e seg.) e Gaismar (p. 215); Matthis a Munster (p. 220); I sociniani - antitrinitari a Venezia, 1550 (p.233); Unitariani in Moravia (p. 234-5); Lilburne e i Levellers (p. 265); Winstanley e i Diggers (p. 265); Zinzendorf - Kelpius e i pietisti - Wesley e i metodisti (p. 293); Babeuf e Goldwin (. 306).

Le rivoluzioni del 1648 (Inghilterra) e del 1789 (Francia) furono rivoluzioni europee. Furono la vittoria della proprietà borghese sulla proprietà feudale, della nazionalità sul provincialismo, della concorrenza sulle corporazioni, della divisione ereditaria sul maggiorasco, dell'Illuminismo sulla superstizione, del diritto civile sui privilegi medievali.

La seconda "rivoluzione" del 1688 fu detta "gloriosa" semplicemente perchè le mosse non vi ebbero nessuna parte, ma fu opera della ricca e potente borghesia cittadina e dei grandi latifondisti, organizzati nel partito dei Whigs. Con essa la Monarchia fu definitivamente assoggettata al potere del Parlamento, che avocò il controllo della finanza pubblica e il potere legislativo.

Anche gli Italiani ai primi del '900, come gli Inglesi nel '600 e i Francesi nel '700, hanno giustiziato un Re (Umberto I di Savoia); non però a seguito di una rivoluzione, ma per il gesto inconsulto di un anarchico insurrezionalista emigrato, Gaetano Bresci.

La Rivoluzione Russa fu proletaria; la Rivoluzione Cinese fu contadina (Mao)

Con quella francese di fine '700 e quella Russa dei primi del '900, le Rivoluzioni si sono involgarite. Quelle inglesi del '600 erano state rivoluzioni dell'aristocrazia parlamentare, la seconda fu chiaramente la "Gloriosa". Prima di queste le congiure avvenivano sempre tra la nobiltà, dai Principi macchiavellici, giù giù, sino a quelle dell'aristocrazia senatoriale dell'antica Roma.

Ciò che ha fatto fallire le rivoluzioni borghesi (inglese e francese) e ha impedito loro di arrivare alle loro estreme conseguenze, è stata la difesa del "Diritto di Proprietà" che le stesse minacciavano di abolire. E' su questo punto che, ad esempio, Cromwell non cedette alle idee radicali dei Levellers di Lilburne.

Goethe non si lasciò  prendere dall'entusiasmo per la rivoluzione francese, come fecero Schiller e altri romantici tedeschi dello Sturm und drang. Egli visse la crisi dell'individuo sturmeriano che non ha più speranza di essere, in un mondo ormai determinato dal movimento delle masse e dalla lotta delle classi.

Il destino di quei giovani ambiziosi di umile origine, che la cultura ha strappato al loro ambiente, rimasti alla fine dell'epoca rivoluzionaria, senza mezzi e senza legami, obbligati dalle occasioni della Rivoluzione e dalla fortuna di Napoleone, vogliono avere nella società una parte adeguata al loro ingegno e alle loro ambizioni. Ma potere, influenza, posti importanti sono tutti nelle mani dell'antica nobiltà e della nuova aristocrazia del denaro e, dopotutto la mediocrità (il servilismo ndr) ha il sopravvento sulle doti e sull'imgegno.

La rivalutazione dei Philosophes, dell'illuminismo della ragione, fu il colpo di piccone più tremendo che potesse essere inferto all'Ancient Regime; "la rivoluzione prima della rivoluzione".

La storia dell'uomo e della società umana è una serie continua di maree. Da un'alta marea rivoluzionaria che gonfia e spinge il mare oltre le sue sponde naturali, si passa immancabilmente ad una bassa marea restauratrice che riporta l'onda ribelle dentro alle sue sponde naturali.

Il trionfo del Cristianesimo ha distrutto la schiavitù; il trionfo della Rivoluzione francese ha distrutto il privilegio; il trionfo della democrazia distruggerà la povertà.

La storia insegna che le rivoluzioni, iniziate dagli uomini più saggi, sono sempre terminate dai più folli; che gli stessi autori ne sono sempre stati le vittime e che gli sforzi dei popoli per creare e accrescere la propria libertà, finiscono pressochè sempre per ridurli in catene. Non si scorgono che abissi, da ogni parte.

La Rivoluzione Industriale, razionalizzata dall'illuminismo nelle sue due varianti liberale e marxista, capovolge i rapporti antichi tra natura ed economia, assoggettando la prima alla secondae porta all'estremo parossistico la "meccanizzazione della concezione dell'universo" seicentesca proclamando il predominio assoluto della Tecnica (Deve essere realizzato tutto ciò che la tecnologia può realizzare. Qui ha inizio la Modernità. "Incipit tragoedia" (E. Severino)

Il motto della rivoluzione francese è dottrinario e ideologicamente universaleggiante "Libertè, Egalitè, Fraternitè". Quello dei rivoluzionari americani è pragmatico e molto più prosaico: "No taxation without representation". Gli americani sono i soli veri primitivi del mondo odierno.

UTOPIA

Il Comunismo ha fallito perchè inseguiva l'utopia di una società fondata sull'eguaglianza, senza classi e senza sfruttamento dell'uomo sull'uomo; e questa è una utopia assurda perchè contro natura! Il Cristianesimo accetta le disuguaglienze e le classi e, quindi anche lo sfruttamento, ma vorrebbe che lo sfruttato si rassegnasse alla sua misera condizione terrena, confortandosi al pensiero che, ultimo in terra, sarà primo nel regno dei cieli! E questo è contro la logica!

L'Utopismo, la nozione di una età dell'oro, di un paradiso terrestre, di una unità originaria infranta (dal peccato originale, dal diluvio universale - di un diluvio universale parla la Bibbia e anche la Mitologia greca, v. Deucalione e  Pirra - dalla costruzione della torre di Babele, dalla disobbedienza di Prometeo, dal vaso di Pandora) e dal suo ripristino, è il filone centrale di tutto il pensiero dell'Occidente.

Antiutopie: (Distopie, Utopie negative): J. Swift - I viaggi di Gulliver; G. Orwell - 1984 (Il grande fratello ?); R. Bradbury - Fahrenheit 451 (150° gradi, temperatura a cui bruciano i libri). "Ou topos" (non luogo) = utopia: Platone e Cicerone - Le repubbliche ideali; T. Moro - Utopia; T. Campanella - La città del sole; Voltaire - Candido - I. Calvino - Le città invisibili.

VARIE

Oggi sembra quasi che ci si vergogni di essere sentimentali, temendo di apparire deboli. Così come sembra che ci si vergogni di essere onesti, temendo di apparire fessi e coglioni.

 Nepotismo della politica italiana: Antonio Gava (figlio di Silvio); Maura Cossutta (figlia di Armando); Massimo D'Alema (figlio di Giuseppe); Rosetta Russo Jervolino (figlia di Raffaele); Luca Danese (nipote di Andreotti); Paolo Pillitteri (cognato di Craxi); Bobo Craxi (figlio di Bettino); Giorgio La Malfa (figlio di Ugo); Giuseppe Cossiga (figlio di Francesco); Enrico La Loggia (figlio di Giuseppe); Giorgio Fanfani (filgio di Amintore).

 Negli USA la pistola è stata sostituita dall'avvocato (ndr dal giudice)

Voltarie è per la libertà, De Maistre per le catene; Voltaire vuole più luce, De Maistre vuole più tenebre. Voltaire odia la Chiesa di Roma e non le riconosce la benchè minima virtù; De Maistre la ama e ne apprezza anche i vizi

Nella mitologia risorgimentale italiana, l'Austria era responsabile della nostra servitù politica: "il nemico esterno". La Spagna, era responsabile della nostra servitù culturale, della nostra pigrizia intellettuale, del nostro bigottismo, del nostro conformismo:"il nemico interno

"Tutte le cose che sono in divenire, tutte le cose generate sono destinate alla decadenza; ogni mutamento sociale è corruzione, o decadenza o degenerazione.

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43 Politica

44 Ragione

PAGINA IN ALLESTIMENTO

45 Razza

"Al mito della razza ariana (tragicamente dissolto) si contrappone quello di una razza anglosassone (Inghilterra e USA) che pretende anch'essa di dominare il mondo (e ci riesce, sul piano economico, scientifico e culturale).

46 Religione

La religione, oppio dei popoli; la ideologia, oppio degli intellettuali

Io non ho una religione: ho fatto della Terra il mio Clielo

Quando l'ultimo uomo sarà morto, sarà morto anche Dio. Dio è stato creato dagli uomini e non viceversa

Ricercare il sacro nella propria interiorità, nella propria coscienza, non più nella Religione o nella Politica, significa cercare la pienezza, l'assoluto nell'esperienza individuale, nella propria vita intima, attraverso le amicizie, gli amori, la ricerca spirituale, o artistica.

La mia religiosità è avere il senso dei propri limiti, sapere che la mia ragione è un piccolo lumicino che illumina uno spazio infimo rispetto alla grandiosità dell'Universo. Io vivo il senso del mistero che è comune tanto all'uomo di ragione, quanto all'uomo di fede. Con la differenza che l'uomo di fede riempie il mistero con rivelazioni che vengono dall'alto, di cui io non riesco a convincermi. La mia è la religiosità dei dubbi.

La Religione è superiore alla Ragione non perchè offre risposte più convincenti, ma perchè non offre risposte di alcun genere, non persuade, non argomenta; comanda. La fede è autentica solo quando è cieca; se cominci a cercare una giustificazione è finita. Tutto ciò che nell'universo è forte, permanente ed efficacie è al di là della Ragione e, in un certo senso, contro la Ragione. La Monarchia ereditaria, la guerra, il matrimonio, durano proprio perchè non possono essere difesi (con la ragione) ed è quindi impossibile cancellarli confutandoli. L'irrazionalità porta in sè la sua garanzia di sopravvivenza.

La mia religiosità è avere il senso dei propri limiti, sapere che la mia ragione è un piccolo lumicino che illumina uno spazio infimo rispetto alla grandiosità dell'Universo. Io vivo il senso del mistero che è comune tanto all'uomo di ragione, quanto all'uomo di fede. Con la differenza che l'uomo di fede riempie il mistero con rivelazioni che vengono dall'alto, di cui io non riesco a convincermi. La mia è la religiosità dei dubbi.

Religioso ma non clericale, laico ma non laicista.

Ricercare il sacro nella propria interiorità, nella propria coscienza, non più nella Religione o nella Politica, significa cercare la pienezza, l'assoluto nell'esperienza individuale, nella propria vita intima, attraverso le amicizie, gli amori, la ricerca spirituale, o artistica.

Se mangerete il frutto dell'albero della conoscenza sarete come dei", dice il serpente. L'uomo non è semplicemente al di là dell'uomo, come dice Nietzsche, ma è già da sempre al di là e al di sopra di Dio, e di ogni altra forma di potenza.

Lo scontro tra Abelardo e Bernardo di Chiaravalle sulle questioni teologiche della Trinità (inizi sec. XII), in realtà, fu il primo grande scontro tra la Ragione (Abelardo) e la Fede (Bernardo), che San Tommaso d'Aquino cercò di mediare e che avrebbe contraddistinto poi la cultura umanistica antiscolastica e posto le premesse della Riforma Protestante.

I collettori delle offerte per le indulgenze, erano praticamente i piazzisti incaricati di vendere il prodotto: Grazia; o agenti esperti nel piazzare polizze che assicuravano la salvezza eterna; o esattori incaricati di riscuotere i pedaggi per l'accesso al Paradiso.

L'episodio biblico di Abramo e Isacco è un retaggio dei sacrifici umani praticati dalle più antiche religioni animiste, dai Vudu africani, agli Atzechi, ai Maya americani.

Adamo viene dalla radice adam "terra" o "argilla"; così come Uomo deriva da "humus" (terrestre).

Nel Fedone, Socrate dice che le anime dei morti vengono condotte nell'Ade e su una barca attraverso l'Acheronte nella palude acherusiana (formata dal fiume Acheronte) dove vengono giudicate e divise secondo che vissero onestamente o meno. Quelle che vengono riconosciute di peccatori vengono precipitate nel Tartaro da dove non escono mai più. Le altre vengono purificate poi restituite alla luce per incarnarsi in esseri viventi (Metempsicosi). Quelle i cui peccati, sebbene gravi vengono giudicati espiabili, restano nel Tartaro solo un anno poi risospinte nella corrente del fiume Cocito o Periflegetonte e ricondotte alla palude Acherusiana dove devono invocare il perdono di coloro che furono vittima dei loro delitti. Se lo ottengono vengono premiati. Coloro che si sono distinti per santità di vita e soprattutto i filosofi, giungono in alto in una pura dimora e abitano la vera terra, sciolti da ogni legame corporeo per l'eternità . Per gli Eroi c'erano i Campi Elisi. (piuttosto affine alla visione Cristiana dell'Aldilà!. ndr)

Prima di marginare il frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male, Adamo ed Eva erano nudi, ma non ne provavano vergogna. Dopo il peccato se ne vergognarono e si coprirono le parti intime con foglie di fico.

Albero della vita, l'eterna giovinezza (già in Ghilgamesh)

Si può amare Dio senza conoscerlo? Sì risponde il santo e il mistico, si può conoscere Dio senza amarlo. Sì, ci dice l'artista.

Apollonio di Tiana = Gesù (imitatore di Cristo in chiave pagana - L. Bernard, Parigi 1977); Simone Mago; Circe - Medea (maghe); Orfeo, Pitagora, Empedocle (maghi, sciamani).

L'asceta cerca gli uomini in Dio; il missionario cerca di vedere Dio negli uomini.

Atei devoti; sono solo una variante più trendy di una specie diffusissima nell'Occidente, quella dei cristiani che se ne fottono

La Chiesa ha accumulato le sue enormi ricchezze, grazie ai pedaggi riscossi per l'accesso al Paradiso (indulgenze) dai suoi collettori, esattori, o commessi viaggiatori specializzati nel piazzare il prodotto: Grazia divina.

Chi non lavora non fa l'amore", così Celentano riecheggia la frase di San Paolo, nella seconda lettera ai Tassalonicesi: "Chi non lavora non mangia", fatta propria come slogan nella carta costituzionale dell'URSS del 1936.

I campanili delle chiese cristiane sono stati introdotti ad imitazione dei minareti delle moschee arabe siciliane del 7° sec. d.c. Anche la raffinata pasticceria siciliana è tributaria di quella araba.

Agiografia /ico: Biografia della vita dei Santi. Biografia tendente ad esaltare il personaggio.

Gli ebrei pronunciano il tetragramma Yhwh come "Adonai" dal fenicio "adon" che sta per "signore" e che ricorda tanto l' "Aton", il dio Egizio oggetto del primo culto monoteista della storia e l'Adone mitologico, la divinità della vegetazione che morì dopo essere stato amato da Afrodite resuscitando (come Osiride e Cristo) e rigenerandosi in anemone

Il battesimo nelle acque del Giordano praticato da Giovanni "Battista" è usanza di derivazione della mitologia orientale iranico - babilonese (ndr e ricorda l'analoga usanza degli indiani che si immergono nel Gange)

La Bibbia riprende ed elabora molti Miti propri di culture e tradizioni più antiche: il mito della creazione dell'uomo dall'argilla era presente nel poema mitico della Mesopotamia Enuma Elis, secondo cui fu il dio creatore Marduk a plasmare l'uomo con argille e sabbia diverse. La Bibbia elabora e sviluppa il mito aggiungendovi il soffio vitale infuso da Dio all'uomo.

Per il buddismo tutti gli esseri viventi, tutte le cose sono costantemente mutevoli, sono continuamente sottoposte al ciclo della nascita, crescita, distruzione, latenza. Rendersi conto di questa costante mutevolezza di tutte le cose è la chiave della felicità; infatti, per quanto una situazione sia disperata, essa sicuramente cambierà. Nessun male è insuperabile.

Anche i buddisti attendono l'avvento di un ultimo Budda, il Budda Maitreya o "Budda del futuro" il quale si sarebbe reincarnato 5000 anni dopo la nascita di Gautama (i primo Budda) come ultimo Budda sulla terra, portando a tutti luce e verità

Anche Buddha, come il Cristo, nacque da una madre vergine, Maya, alla quale pure era stata annunciata la nascita di un figlio prodigioso e che lo generò da un fianco quando aveva l'età di 33 anni.

Per la religione induista gli uomini non nascono uguali; da qui le "caste". La costituzione indiana sostanzialmente non ha abolito le caste, pur proclamando la parità e l'uguaglianza dei cittadini.

Calvino fu un moralista intransigente e fanatico come il Savonarola e a Ginevra impose un regime teocratico analogo a quello della Firenze del Secondo. Fu più furbo Lutero, il quale si dissociò dai movimenti di rivolta popolare dei suoi più fanatici seguaci, per non perdere l'appoggio dei Principi tedeschi.

La tesi della predestinazione di Calvino, secondo cui la Chiesa vera e invisibile, è quella composta dai predestinati alla grazia, stimolò i fedeli a ritenersi parte di questa ristretta cerchia di privilegiati. Una convinzione che incoraggiò e stimolò l'intraprendenza, lo spirito missionario dei Puritani inglesi, degli Ugonotti, dei Padri Pellegrini. Il raggiungimento del successo, anche economico, era un segno della grazia divina. La ricchezza e la potenza cessavano di essere ambizioni mondane peccaminose, per diventare, al contrario, doveri morali. Lo spirito dell'Occidente moderno (e del Capitalismo, era tutto in questi concetti).

Il celibato imposto ai prelati evitava che il patrimonio immobiliare finisse in eredità ai discendenti, e lo conservava la Chiesa. Agli eretici venivano confiscati i beni (a favore della Chiesa e dei delatori). Le penitenze imposte dal confessore potevano essere commutate in offerte di denaro.

Il Cenobitismo (vita in comune) fu introdotto dall'egiziano Macobio (290-346 d.c.). Il suo esempio fu raccolto in Occidente da San Benedetto da Norcia (480-547 d.c.). Monaco da monos = solo.

Il terrore della società è la base della morale; il terrore di Dio è il segreto della religione

Kultur Kampf: lotta per la civiltà, ingaggiata dalla Prussia di Bismark contro la Chiesa cattolica e il suo oscurantismo.

 

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47 Religione

Con il Cesaro papismo, nato dall'accettazione dell'imperatore romano quale arbitro delle questioni teologiche in cambio dell'Editto di Costantino (che sanciva la libertà di culto) la Chiesa romana si è garantita la sua preminenza e sopravvivenza secolare rispetto alle altre (religioni) Chiese (il Cristianesimo diviene religione di Stato), ma nello stesso tempo ha tradito le speranze di riscatto sociale e le attese di una eguaglianza e giustizia a lungo vogheggiata dalle masse del primo cristianesimo, sulla base del messaggio evangelico (per Gioacchino da Fiore con la donazione di Costantino (falso di Leone III) era iniziata la corruzione della Chiesa)

La falsa Donazione di Costantino (denunciata da Lorenzo Valla nel '500) fu usata per la prima volta nel 751 d.C. per spodestare i Merovingi dal trono di Francia a favore dei Carolingi di Pipino il Breve. Si ripeteva così anche per i Cristiani la divisione che era già avvenuta nell'Islam e perdeva tutt'oggi tra i sunniti (i re e gli sceicchi arabi) che derivano dall'Alto Califfato (l'equivalente della Chiesa per i Cristiani) e gli Sciiti (i vatollah iraniani) che derivano direttamente da Maometto (l'equivalente di Gesù per i Cristiani).

La Chiesa Cattolica Romana mi appare degna di venerazione solo ad una certa distanza; non appena mi avvicino, anch'essa come ogni creazione umana, emana odore di sangue e di violenza, di politica e di banalità.

La Chiesa Cattolica Romana della controriforma si è salvata e ha mantenuto il suo predominio grazie all'arte dei sommi Michelangelo, Leonardo, Raffaello, alla cultura dei Gesuiti prima e dei Domenicani poi, e al sostegno delle monarchie assolutistiche di Spagna, Francia e Asburgiche.

Il Concordato di Worms del 1122 (nel quale si riservò all'Imperatore l'investitura feudale dei Vescovi e al Papa quella episcopale) fu il primo dei tanti concordati che la Chiesa ha stipulato con i potenti della terra (con Napoleone nel 1801;con Francesco Giuseppe nel 1855; con Mussolini nel 1929; con Hitler nel 1933; con Salazar nel 1940 e con Franco nel 1953.

La controriforma salvò il corpo ma non l'anima della vecchia Chiesa, il suo dominio mondano ma non quello sugli intelletti e compì opera politica, non religiosa.

L'uomo, prima di avere coscienza di Dio, ha avuto coscienza dei suoi cari estinti. Per amore di loro, e per paura dei loro giudizi e delle loro condanne, l'uomo ha sviluppato una morale individuale, unetica di comportamento, prima ancora che per amore o per timore di Dio. Dio è quindi, per ciascun uomo, un altro uomo, che ha amato e perduto. L'umanità dei defunti è Dio. L'uomo è Dio.

La dottrina cattolica è sempre stata contraria alla cremazione definendola "cucina alla diavola per l'altra ditta

Il Medioevo è stato il momento di massima affermazione del Cristianesimo, il quale ha rivoluzionato la concezione del mondo e della storia degli antichi Greci e Romani. Imponendo l'idea che il fine dell'uomo è la vita ultraterrena e che tutto è predeterminato (Apocalisse e Giudizio Universale). Il Cristianesimo è stato un fattore di arretramento culturale.

Il Cristianesimo ha saputo sopravvivere...pur nella Chiesa Cattolica

Il Cristianesimo condanna e maledice le passioni, ha paura della bellezza, della sensualità, si è inventato un "al di là" per meglio calunniare "l'al di qua" (è la filosofia della morte che ha paura della vita ndr)

Agli inizi del Cristianesimo il suo simbolo non era la croce, ma il pesce che in origine era un simbolo pagano associato ad Afrodite (che si sarebbe gettata in un fiume con il figlio Eros e i due sarebbero stati sorretti da due pesci, divenuti poi la costellazione dei pesci) e ad Apollo che sarebbe giunto a Delfi nelle sembianze di un Delfino con in groppa i suoi sacerdoti. I Pitagorici rappresentavano il pesce con la "vesica piscis" la mandorla che si ottiene intersecando due cerchi aventi lo stesso raggio.

Che sarà del Cristianesimo in questa nostra era della scienza, dove non c'è più religione? Potrà sopravvivere soltanto se si libera di Dio (sostiene F. Jeanson), cioè solo come Cristianesimo orizzontale degli atei devoti, la cui essenza è "l'amare il prossimo" e non come "Cristianesimo virtuale" (relazione con Dio?).

Il precetto cristiano è credere che tutto sia stato creato per il bene, che esiste la fraternità umana, e se ciò non è vero, che importa. Il conforto di questa visione sta nel crederci, non nell'essere lei reale. Perchè se io ci credo, se tu, se lui, se loro ci credono, ecco che sarà avverata.

Dante ("Inferno" 108-112-117) chiama il "puttaneggiar coi regi" la così detta svolta costantiniana della Chiesa Cattolica o cesaropapismo o grande apostasia "Ahi Costantin di quanto mal fu matre non la tua conversion, ma quella dote che da te prese il primo ricco patre".

Per il cristianesimo è bene "dare a Cesare quel che è di Cesare"; ma Cesare deve essere cristiano!

Ciò che gli antichi chiamavano gli Dei e le loro Voci, altro non sono che le manifestazioni di ciò che in psicologia si chiama "inconscio" in fisiologia, "emisfero destro". Goethe diceva che ciò che l'uomo onora come Dio, è l'espressione della sua vita interna.

Negli dei olimpici non c'è santità, altezza morale, spiritualità, ascesi, misericordia ma una fantastica corporeità, dovizia di vita, esistenza rigogliosa, simbiosi con la natura in cui tutto ciò che esiste viene divinizzato, non importa se sia buono o malvagio. I Greci conobbero i terrori e le atrocità dell'esistenza; per poter sopravvivere, essi dovettero porre davanti a tutto la splendida nascita sognata degli dei olimpici. Essi sublimarono il dolore, le sofferenze, le paure della loro misera esistenza, rispecchiandola in quella dei loro dei, cironfusa da una gioia, da una gloria superiore. Così gli Dei giustificano la vita umana, vivendola essi stessi, la sola teodicea soddisfacente!

I filosofi cristiani riprendono la figura e il concetto del Demiurgo platonico per parpare del loro Dio creatore del mondo, che ama l'uomo così come il demiurgo di Platone è generoso e non ha invidia (in ciò la modernità del pensiero teologico di Platone, che non parla di Dei irascibili e vendicativi come nella teologia pagana del suo tempo.

Erebo (Inferno): Eliso (Paradiso) - Tartaro (Purgatorio). Deucalione = Noè. Danae = Maria Vergine (fecodanta da Giove in forma di nube d'oro). Perseo = Mosè (gettato in mare in una cassa) = Sargon (fondatore di Babilonia). Perseo = Edipo (entrambi uccidono il padre). Edipo = Romolo e Remo. Romolo = Caino - Remo = Abele. Adone = Gesù (che risorge) = Dioniso = Romolo. Perseo libera Andromeda dal mostro marino. Eracle libera Esione dal mostro marino. Orlando libera ? dal mostro marino. Ninurta (Dio della terra che affronta 12 fatiche) = Ercole. Gilgames = Ercole.

Non credere al Diavolo, significa dargli la possibilità di sorprenderci

Il Buddismo conosce dieci stati o regni nei quali può vivere il Sé individuale, che vengono comunemente chiamati i Dieci mondi: 1) Inferno; 2) Avidità; 3) Animalità; 4) Collera; 5) Umanità; 6) Estasi; 7) Studio; 8) Parziale Illuminazione; 9) Bodhisattva; 10) Buddità.

La questione dell'esistenza o meno di Dio va risolta in base alla posta in gioco, come nel gioco di azzardo. Se credo in Dio e Dio esiste, ho tutto da guadagnare; se Dio non esiste, non ho niente da perdere.

Dio ha sconfitto il Nulla. Se Dio è tutto, però, poteva esistere il Nulla? Dio e il Nulla coesistevano, gemelli assurdi, oppure confondiamo il Nulla semplicemente con l'assenza del mondo e dell'uomo? E' Dio, allora, ad essere una creatura dell'uomo e non viceversa? Se Dio esiste solo perchè l'uomo lo immagina, lo pensa e lo invoca, allora non possiede un'esistenza propria. Se così non è; se Dio è Dio non ha alcun bisogno del mondo e dell'uomo. Esiste in sè, basta a sè stesso; perchè allora ha creato il superfluo (l'uomo)?. E' questo il punto.

Dio si è sbagliato? L'uomo, la (sua) creatura, sta distruggendo il (suo) Creato!

Dio è una sfera intelleggibile il cui centro sta dappertutto e la circonferenza in nessun luogo

Secondo gli storici delle religioni, l'idea di divinità avrebbe compiuto un progresso, passando dall'animismo delle tribù primitive al politeismo dei Greci, Romani e Vichinghi, e dal politeismo al monoteismo degli Ebrei, dei Cristiani e dei Musulmani (ndr. ma è stato veramente un progresso?). Il monoteismo, a buon vedere, è stato ed è alla base di tutte le guerre di religione, o di ciò che si è sempre contrabbandato e si contrabbanda ancora oggi come guerra di religione. Il grande male innominabile della nostra civiltà è il monoteismo.

Eden, paradiso terrestre nella Bibbia = Età dell'oro ne "Le opere e i Giorni" di Esiodo = Le isole dei Beati di cui parla Omero = La vita felice degli abitatori di Atlantide di cui parla Platone = I "Saturnia Regna" di cui parla Virgilio.

Acnhe per gli Egizi l'anima era immortale e nell'aldilà viveva una nuova vita beata fra gli dei in un luogo sereno

L'ebraico "Eloha" (Signore, il cui plurale Elohim è citato nel Genesi) ha una curiosa assonanza (ma anche una radice semantica) con Allah.

Se Papa Clemente VII avesse applicato al caso di Enrico VIII e Caterina di Aragona gli stessi criteri su cui la Sacra Rota basa oggi la sua allegra giurisprudenza per annullare i matrimoni religiosi per infedeltà di uno dei coniugi, avrebbe evitato alla Chiesa lo Scisma d'Inghilterra!

Anche Ercole resuscita (dal suo rogo e sale in Olimpo). Teseo conquista la spada del padre Egeo = Excalibur, la spada conficcata nella roccia di re Artù. Durlindana: la spada di Orlando. Letto di Procusta, brigante vinto da Teseo. Icaro = Fetonte = Bellerofonte. Edipo = Sargon = Perseo = Mosè. Piramo e Tisbe = Romeo e Giulietta = Ero e Leandro.

Gli Eretici del '500 furono i padri dell'Illuminismo.

 

48 Religione

Dove non ci sono foglie non c'è Dio, dicono gli animisti vudu.

Eretico significa "colui che sceglie". "Il mio orrore per la scienza e la tecnica mi ricondurrà alla detestabile fede in Dio".

Il Ficino (ne la Theologia platonica) afferma che l'uomo ha natura divina (vedi V. Panozzo - Antologia...p.529) domina gli animali, controlla e trasforma gli elementi quasi fosse il Dio di tutte le cose.

Avendo bisogno di fraternità, gli uomini sono sensibili alla religione che regala loro la sensazione di appartenere a una comunità.

Spacciando Sara per sua sorella, Abramo dà prova di furbizia perchè così salva la pelle, ma nello stesso tempo denota uno scarso senso dell'onore di un marito che non si batte per proteggere la moglie dalle mire del faraone. Quanto di queste note caratteriali si sono trasmesse ai suoi discendenti, al popolo ebraico.

Il ritiro di Gesù nel deserto subito dopo aver ricevuto il battesimo di Giovanni Battista e lo spirito santo sotto forma di colomba, richiama lo scenario delle prove iniziatiche cui si sottopone il Gautama - Buddha.

La nascita da una vergine e la resurrezione dalla morte costituiscono archetipi universali, condivisi dalle mitologie di molte culture. La nascita e la morte di Gesù, rivelano assonanze con una serie di miti religiosi di altre civiltà: gli egizi Horus e Osiride; il persiano Mitra, i greci Dioniso ed Ercole, persino l'azteco Quetzalcoatl.

Nella narrazione dei sette miracoli contenuta nel vangelo secondo Giovanni, le gesta di Gesù lo fanno apparire come una reincarnazione di Mosè e una ricapitolazione simbolica die passi salienti dell'Esodo: ad esempio il primo miracolo di Gesù (la trasformazione dell'acqua in vino a Cana) corrisponde alla prima piaga d'Egitto (la trasformazione dell'acqua del Nilo in sangue). La moltiplicazione dei pani alla manna del deserto. La camminata sulle acque all'apertura del Mar Rosso. La resurrezione di Lazzaro alla liberazione del popolo ebreo dalla schiavitù dell'Egitto.

Per il cristianesimo giudaico, Gesù era soltanto un profeta, un modello di castità e di penitenza, distintosi per le sue alte virtù e perciò salito al cielo alla destra di Dio. E Paolo, con il racconto della apparizione del Cristo sulla via per Damasco, che attribuisce a Gesù la natura divina (di semidio, in ciò influenzato dalla sua cultura religiosa pagana greco-orientale dei culti misterici degli dei-eroi) poi ridefinita come consustanzialità tra Padre e Figlio.

Per trovare un gioiello caduto nello stagno bisogna calmare le acque. Non lo si può cercare se l'acqua è agitata. Quando le acque della meditazione saranno trasparenti e calme, il gioiello - mente sarà naturalmente visibile. Il saggio aspetta che l'acqua si calmi in modo da poter vedere il gioiello che brillerà naturalmente. Lo zen è la stessa cosa. Più si cerca di capire attraverso i libri più ci si allontana dalla (verità) natura buddhica. Se invece rimani seduto senza interrogarti, raggiungerai la consapevolezza del vero sè che vai cercando.

Giovanni Huss (boemo) fu condotto al rogo nel 1415. Al pari di un teologo inglese John Wycliff, i precursori della Riforma di Lutero (40).

Lo Gnostico apprende che il suo vero essere è di origine e di natura divina, sebbene attualmente prigioniero di un corpo dal quale, grazie alla Gnosi, riuscirà a liberarsi con una rinascita spirituale.

Quello dell'immortalità (e dunque la divinità) dell'anima era già una credenza propria dell'Orfismo (e della stessa India post upanishadica che credeva nelle indistruttibilità dell'anima, condannata a transmigrare (di corpo in corpo) fino alla sua liberazione finale.

La Cina è chiamata "L'Impero Celeste", quello del Dio cristiano è il regno celeste (dei cieli).

Dal viaggio iniziatico dei poeti romantici dell''800, agli hippies degli anni '60 che avevano letto Siddahrta, si va cercando in India come una "nuova fonte di vita" per noi occidentali decadenti o, come diceva Freud "Il sentimento oceanico di unione intima con il Grande Tutto, di appartenenza all'universo".

L'India è una democrazia tollerante, multietnica e pluriconfessionale, l'unica democrazia dove ben 150 milioni di musulmani hanno il privilegio (esclusivo) di votare i propri rappresentanti. A Bangalore non è raro vedere un Indù in una moschea o in una chiesa cristiana.

Nel 1600, mentre Giordano Bruno veniva messo al rogo, l'imperatore indiano (musulmano!) Akbar parlava di tolleranza e dialogo tra indù, musulmani, cristiani, ebrei, gianisti, parsi. L'induismo era già allora una cultura tollerante, duttile, malleabile, fautrice di una società aperta (forse perchè è politeista?!).

I Tribunali della Inquisizione, per salvare le anime dal bruciare all'Inferno, mandavano i corpi ad arrostire sui roghi.

Ipazia fu la prima vittima del fondamentalismo religioso cristiano per mano del Vescovo di Alessandria Cirillo nel 415 d.C.

Entrambe le divinità (lo Jahvè dei Cristiani e degli Ebrei e Maometto - Allah dei Musulmani) sono i capi di Stato Maggiore delle milizie del Monoteismo che da sempre combattono guerre sante contro gli eretici. Nei paesi orientali a religione induista (Panteismo) non si sono mai combattute guerre di religione, guerre sante!?

Di fronte alle maestosità della natura, alle immensità degli spazi, l'uomo si sente quasi annullare, schiacciare...ma poi comprende che quella natura, quel mondo esiste solo come sua rappresentazione ed egli si sente parte di esso, tutt'uno con esso e quindi non già schiacciato dalla sua smisurata grandezza, bensì elevato. E' il concetto espresso nelle Upanisad dei Veda: "Io sono tutte quete creature e all'infuori di me non esiste altro mondo, ente, creatura (ndr).

Nel Manzoni la triade libertà, eguaglianza, fraternità viene evangelizzata; è il Cristianesimo ricondotto alla sua idealità e penetrato dallo spirito moderno.

Se Maometto è una divinità guerriera e conquistatrice, non gli è da meno il Jahvè o l'Elohè dell'antico testamento, il dio che promette ad Abramo e ai suoi dodici figli la terra occupata da altrettante proporzioni ignare e pacifiche, e che poi guida gli ebrei dell'esodo capitanati da Giosuè alla conquista militare cruenta di questa terra promessa. Non a caso Jahvè è chiamato Sabaoth, il "Dio degli Eserciti". Entrambe le divinità Jahvè (degli ebrei e dei cristiani e Maometto / Allah dei musulmani) sono i capi di stato Maggiore della milizia del Monoteismo che da sempre combattono guerre sante contro gli eretici

La Mariolatria Cristiana sembra trarre origine dal culto della Dea egizia Iside

Il Concilio di Parigi del 1212 decretò la scomunica di quei religiosi che praticavano la medicina extra muros, cioè all'esterno dei monasteri. Ciò ricorda l'attuale normativa della AUSL relativa ai medici dipendenti che debbono scegliere se praticare privatamente la loro professione extra o intra moenia (fuori o dentro le mura dell'Ospedale).

Nel Concilio di Roma del 340 fu stabilita al 25 Dicembre la nascita di Gesù, per farla coincidere con la festa pagana del Natalis Solis Invicti, ancora molto popolare in tutto il territorio dell'Impero. In precedenza la nascita di Gesù era fatta risalire al 6 Gennaio "Epifania" (tale data resterà per la Chiesa orientale). Da allora l'Epifania si trasformò nel mito della comparsa della stella cometa e della visita dei Re Magi.

Il 25 Dicembre come giorno della nascita di Gesù è mutuata dalla festa del Sol Invictus, il dio Sole che l'imperatore Eliogabalo importò nel 218 a.C. a Roma dalla Siria. Era la festa di "Natale del Sole" il giorno cioè del solstizio d'inverno secondo il calendario giuliano quando il sole tocca il punto più basso del suo percorso, si ferma e ricomincia la sua salita (metaforicamente la sua morte, resurrezione e ascesa in cielo). Il collegamento tra Cristo e il Sole fu ufficializzato nel 350 d.C. da Papa Giulio I. Il simbolismo solare permane nell'uso dell'ostensorio in cui l'ostia viene esibita come un sole radiante ed era già in uso nella liturgia egizia per il culto di Aton.

Spinoza è molto vicino al panteismo delle religioni orientali, induismo, buddismo, taoismo, secondo cui l'uomo raggiunge la massima felicità di spirito quando riesce a sentirsi parte della natura, del cosmo, a cogliere l'anima del mondo, a vedersi "sub specie aeternitatis".

Pascal fa dire a Cristo: "Tu non mi cercheresti se non mi avessi trovato". Credo in Dio perchè se Dio esiste ci guadagno; se Dio non esiste, non ho niente da perdere.

Pietro Valdo e San Francesco d'Assisi sono due figure molto affini e predicavano identici principi cristiani. Il primo era a capo dei Poverelli di Lione, il secondo dei Poverelli d'Assisi. Oltre ai Valdesi, si formarono in quel periodo altre sette: i Catari o Albigesi.

Le piramidi sono il monumento per eccelenza dei sistemi teocratici. Il Faraone lasciava intendere diessere un dio; perciò doveva essere mummificato e sepolto nella piramide.

Se il passaggio dal politeismo al monoteismo è stato veramente un progresso (?), esso allora si compirà con la sottrazione di un ulteriore dio al monoteismo e cioè con l'ateismo.

Prima di Gesù, molti altri profeti come lui, capi di movimenti messianici, furono catturati e crocifissi dai Romani

Il mito di Prometeo possiede per la natura ariana esattamente la stessa importanza che il mito del peccato originale ha per la natura semitica e tra i due miti esiste una strettissima parentela. Mentre però quello di Prometeo è un mito virile, un peccato attivo commesso dall'uomo che ha aspirazioni titaniche, così che dagli Ariani il delitto viene considerato maschio, dai semiti il peccato (frutto della curiosità, seducibilità, lascivia femminile) viene considerato femmina, commesso dalla donna.

Il Protestantesimo fu anche (se non prima di tutto) una reazione alla corruzione, al lassismo morale e materiale in cui era sprofondata la Chiesa di Roma. Farsi protestante siginficava quindi, per ciascuno, fare una scelta di rigore morale e di virtù cristiana e civica. Con Calvino, significò anche una scelta di efficientismo e di impegno nel lavoro e nella ricerca della ricchezza, come segno predestinazione alla Grazia divina.

Nella sua evoluzione dal punto iniziale "alfa" l'uomo arriverà alla meta finale"omega" libero da limitazioni di spazio e tempo e sarà divenuto Dio (il punto omega coinciderà con il modello perfetto del Cristo resuscitato.

I Puritani, gli Ugonotti, i Padri Pellegrini della May Flawer erano tutti Calvinisti. Calvino fu intransigente (fondamentalista) come lo era stato il Savonarola. Anche la Riforma mandò al Rogo i dissidenti, come l'Inquisizione.

La speranza escatologica nell'avvento del Regno di Dio per i Giudei, era la salvezza del loro popolo dall'oppressione dello straniero. Gesù ha trasformato questa speranza di salvezza, nella salvezza di tutti gli uomini, dell'uomo, non del solo popolo giudeo. Egli spegne lo spirito rivoluzionario dei Giudei contro i Romani, dicendo "dai a Cesare quello che è di Cesare" e, in tal modo la sua religione diviene la più congeniale ad ogni regime d'autorità, perchè insegna la sottomissione e l'obbedienza.

La vera causa della Riforma Protestante non va cercata nelle intricate dispute teologiche; ma piuttosto nella pretesa di autonomia e di sovranità di Principi Tedeschi e del Re di Inghilterra, cioè dello Stato laico rispetto alla Chiesa e alle sue imposizioni tributarie. Non a caso la minaccia che fece scoppiare la Riforma furono le indulgenze plenarie che rappresentavano di fatto una specie di tassazione imposta ai sudditi da un sovrano straniero (il Papa). Le indulgenze = pedaggi per l'accesso al Paradiso. Esse comportavano una consistente uscita di denaro dai propri stati assolutamente indigesta ai sovrani.

La riforma protestante di Lutero riuscì ad imporsi grazie all'appoggio dei Principi Elettori germanici (Federico I di Sassonia in testa) interessati a sottrarsi all'egemonia dell'imperatore Carlo V di Spagna e ad impadronirsi delle immense proprietà immobiliari della Chiesa di Roma. Analoghi gli "interessi" patrimoniali furono alla base dello Scisma anglicano.

La Riforma Protestante di Lutero e Calvino, abolì la figura del prete come intermediario tra il fedele e Dio, relegandolo al ruolo di semplice consigliere. La necessità del fedele di leggere e conoscere le Sacre Scritture, mandò "a scuola" i popoli riformati e ne favorì l'alfabetizzazione.

La Roccia di Sion (su cui Abramo portò il figlio Isacco per il Sacrificio) era custodita nella Moschea di Omar, poi trasformata in una Chiesa Cristiana. Maometto è salito al cielo partendo da quella roccia. Gli Ebrei videro in quella roccia l'altare di Re Salomone. I Cristiani l'altare di Cristo. Nella Roccia di Sion si commette la fede delle tre religioni monoteiste.

Samsara e Nirvana. Il tempo non è reale (ndr. la voce del fiume te lo dice). E se il tempo non è reale, allora anche la discontinuità che sembra esservi tra il mondo e l'Eternità, tra il male e il bene, è un'illusione.

Lo scisma (del 1054) con la Chiesa Ortodossa d'Oriente si produsse sul dogma che: lo Spirito Santo proviene dal Padre e dal Figlio (e non solo dal primo) proclamato nel concilio di Toledo (nel VIII sec.?).

Lo "Scisma anglicano", con la sottomissione della Chiesa al Re e la confisca dei beni ecclesiastici, ebbe la sua lontana origine dalle teorie di John Wycliff (della metà del sec. XIV). anche la Riforma Protestante di Lutero trasse spunto dai principi teologici di Wycliff.

Lo scisma d'oriente (XI sec.) fu provocato non da una divergenza teologica sullo Spirito Santo ("Ex Patre Filioque procedit"; sosteneva la Chiesa Cattolica Romana / "Ex Patre per Filium procedit"; sosteneva quella Ortodossa di Costantinopoli), bensì dalla pretesa di supremazia del Papa romano sul Patriarca di Costantinopoli!

Vedi D. Hume (L'Eresia p. 291) secondo cui matrice del sentimento religioso è l'ignoranza e la paura, dovute alla incapacità dell'uomo di comprendere e dominare gli eventi della vita: nascita, malattie, morte. Originariamente le religioni erano politeiste, forma di divinizzazione di fenomeni naturali, poi monoteiste, ad opera di una cultura più raffinata anch'essa però sempre e ancora soltanto una superstizione, non avendo la ragione umana raggiunto la propria autonomia (vedi poi D'Olbach p. 700).

Nel Fedone, Socrate dice che, dopo aver bevuto il veleno, se ne andrà (la sua anima) verso la felicità dei beati (accostamento Socrate - Gesù).

Socrate, precursore di Ghandi, M.L. King, Malcom X (...e Gesù?).

I teologi occidentali subordinavano lo Spirito Santo allo stesso Figlio e ciò sarà motivo dei gravi dissensi che portano allo Scisma d'Oriente

L'uomo è (il dio) immortale di un giorno.

La Chiesa si oppose persino alla vaccinazione contro il vaiolo, perchè "si mischiavano le linfe delle bestie con quelle degli uomini

I Vangeli (canonici) sono quattro, perchè la Terra ha quattro angoli e quattro venti e la Chiesa è sparsa ovunque e i Vangeli sono i suoi pilastri (Ireneo).

Ed ecco, apparve nel cielo un grande segno: una donna vestita di sole, e la luna sotto i suoi piedi e incoronata da dodici stelle" (Apocalisse 12,1). Questa immagine fu rievocata dopo la vittoria di Lepanto contro i turchi e divenne un canone iconico-esegetico fondamentale per la rappresentazione della Vergine. Questa figura rinvia ad una lunga serie di personaggi divini di segno notturno, lunare e metroaco; da Artemide - Diana a Iside e ad una lunga serie di "dee madri" di origine unicroasiatica e semitica.

Virtù cardinali: Prudenza, Fortezza Giudiziaria, Temperanza. Virtù teologali: Fede, Speranza, Carità.

La "vivisezione dell'India". Il Pakistan fu creato per dare uno stato alla comunità islamica indiana.

Nella sua teologia Wycliff anticipò molti elementi della Riforma Protestante: la predestinazione, il rifiuto della transustanziazione nella Eucarestia, la negazione del Prete come insostituibile intermediario fra Dio e il fedele e, infine, l'affermazione della illimitata Sovranità dello Stato laico, il suo diritto a sottrarsi ai tributi imposti dalla Chiesa e il diritto di nominare i suoi Vescovi.

Y la lettera, nei trattati medievali, simboleggiava il bivio della vita umana; a destra la via beata e più difficile che porta all'Eliso; la sinistra e più facile, la via della dannazione che porta al Tartaro.

E' vero perchè è assurdo". Così Tertulliano ha definito concisamente la fede

 

49 Rivoluzione

"Il motto della rivoluzione francese è dottrinario e ideologicamente universaleggiante "Libertè, Egalitè, Fraternitè". Quello dei rivoluzionari americani è pragmatico e molto più prosaico: "No taxation without representation". Gli americani sono i soli veri primitivi del mondo odierno.

"Anche gli Italiani ai primi del '900, come gli Inglesi nel '600 e i Francesi nel '700, hanno giustiziato un Re (Umberto I di Savoia); non però a seguito di una rivoluzione, ma per il gesto inconsulto di un anarchico insurrezionalista emigrato, Gaetano Bresci.

50 Saggezza

"La saggezza è la capacità di agire in armonia con i propri errori preferiti.

"L'uomo saggio resiste e grida "Chi mi libererà?". Lo stolto si arrende e chiama questa debolezza felicità.

51 Scienza

"Dio non gioca a dadi"(Einstein)

La scienza è figlia della cultura umanistica; tant'è che ai suoi albori ('600) era definita "filosofia naturale" (così la chiama lo stesso Newton)

L'entusiasmo degli umanisti per la scoperta del mondo quale regno dell'uomo sviluppò due indagini complementari: quella scientifica sulla natura e sulle leggi dell'Universo e quella filosofica e morale sull'uomo.

La scienza è figlia della cultura umanistica. L'umanesimo quattrocentesco ha rivalutato la ragione, l'intelletto dell'uomo contro l'oscurantismo fideistico e il dogmatismo accademico aristotelico. Dalla filosofia di Cartesio (cogito ergo sum) e Bacone è nata la scienza di Galilei, Copernico, Newton e via dicendo. Dal canto loro le scoperte della scienza dischiudono nuovi scenari e pongono nuovi quesiti che chiamano in causa le stesse humanae litterae.

Se nulla nasce dal nulla e nulla finisce nel nulla (Lucrezio); se nulla si crea e nulla si distrugge (Gay Lussac); allora la materia, gli atomi e le molecole che compongono le cose e gli esseri sono eterni!?! Gli elementi costitutivi della materia sono un centinaio (non i quattro di Empedocle: terra, aria, acqua, fuoco) e sono ordinabili secondo le loro proprietà nella tabella della c.d. Tavola periodica degli elementi, o "Sistema periodico" (Tavola di Mendeleev).

Lucrezio con il suo "De rerum natura" è uno dei primi scienziati e come tale si scaglia contro la Religione e la superstizione, invitando i suoi lettori a far leva sulla propria ragione.

Non esiste il caso in natura, così come non c'è libero arbitrio nell'uomo.

Newton (1642-1727) coglie la natura comune della forza che mantiene i pianeti nelle loro orbite (forza gravitazionale) e quella scoperta da Galilei sulla caduta dei grani (?). Egli perviene a formulare la sua fondamentale teoria servendosi delle leggi di Keplero (1571-1630) nel movimento dei pianeti. (ndr. così come la meccanica relativistica di Einstein sarà debitrice di Newton).

La Grande Onda (nota anche come The great wave off shore of Kanagawa oppure Kanagawa oki nai ura) dell’artista giapponese Katsushika Hokusai (Tokio, 1760-1849). Il monito veniva da lontano e chissà se un giorno l'uomo capirà finalmente che deve riconsiderare il suo rapporto con la NATURA e rispettarla?!?!

La matematica svolge nella scienza un ruolo analogo a quello della Poesia nell'Umanesimo. Nella matematica sta la cerniera di collegamento tra la cultura scientifca e quella umanistica.

Il numero 1, anticamente non era considerato un numero, in quanto la numerazione era riservata ad indicare una molteplicità (neppure lo 0 era considerato un numero prima dell'ISLAM ndr).

La terra era rotonda già per i Romani ("Metamorfosi", Ovidio).

La limitazione fisiologica dell'occhio umano ci fa percepire come simultanei due segnali luminosi, se il tempo che intercorre tra loro (intervallo) è inferiore a 50 millesimi di secondo. Ma in 50 millesimi di secondo la luce percorre 15.000 km! Tutto ciò che sta all'interno di una sfera di 15.000 Km di diametro appare simultaneo ad un osservatore posto al centro.

Un esperto è uno che sa sempre di più su sempre di meno fino a sapere tutto di nulla.

La scienza non è (più) un puro capire disinteressato a disposizione della umanità. Oggi la scienza è interessi economici, investimenti e profitti formidabili, brevetti; la scienza è scienziati, cioè una comunità fortemente autoreferenziale di individui insofferenti di qualunque controllo che non sia da essi accettato o valutato. Un mondo interamente dominato da una costellazione siffatta non è compatibile con la democrazia. La democrazia non è in grado di tenere a bada il potere del sapere. Si può mettere ai voti cosa scoprire o dove indirizzare la ricerca? Quale potere può esercitare la Politica sulla Tecnica?(E. Severino)

Gli scienziati della eugenetica vorrebbero assumere la parte di Dio creando l'uomo "open source", aperto all'apporto di nuovi codici genetici, grazie all'intervento sul suo genoma e alla modificazione dei suoi geni.

 

 

52 Scienza

L'intero genere umano non è che un banale incidente nella storia dell'Universo. Negli animali dell'Eternità e dell'Infinito non ha più importanza del pupazzo di neve di un bambino nella storia dei popoli e delle Nazioni di questo Pianeta... L'umanità non è altro che un errore, uno sviluppo anomalo, una malattia della Natura, una escrescenza sul corpo infinito dell'evoluzione, come una verruca. Addio disegno cosmico riservato alla specie umana. Addio "disegno intelligente".

A priori c'è il caso; la necessità è a posteriori.

Copernico riprende una teoria eliocentrica già sviluppata 1800 anni prima da Aristarco di Samo, discepolo di Eraclide Pontico (che aveva scoperto la rivoluzione di Mercurio e Venere attorno al sole estendendola poi agli altri satelliti Giove, Marte e Saturno) il quale aveva intuito che anche la Terra era un satellite del sole.

Newton (1642-1727) coglie la natura comune della forza che mantiene i pianeti nelle loro orbite (forza gravitazionale) e quella scoperta da Galilei sulla caduta dei gravi (?). Egli perviene a formulare la sua fondamentale teoria servendosi delle leggi di Keplero (1571-1630) del movimento dei pianeti. (ndr. così come la meccanica relativistica di Einstein sarà debitrice di Newton)

La probabilità è solo la conseguenza della nostra incapacità di effettuare calcoli perfetti

La teoria della relatività di Einstein ha stravolto i concetti di tempo e di spazio come entità assolute (propri della teoria gravitazionale di Newton). Einstein ha scoperto la curvatura dello spazio in prossimità di grandi masse di materia (stelle e pianeti), che rallenta lo scorrere del tempo.

 

 

 

53 Società

"Tutte le disgrazie del mondo provengono dall'incapacità di restarsene tranquilli a casa, seduti in poltrona" (Pascal)

L'homo sapiens sta regredendo verso "l'homo videns, ludens et insipiens". Continuando così regredirà oltre "l'homo erectus" e tornerà a camminare a quattro zampe come i primati

L'homo sapiens capisce senza vedere. L'homo videns vede senza capire

Oggi è imperante l'ideologia liberista (l'ultima utopia?) fondata sul meccanismo produzione / consumo e sul libero mercato. E' questo il nuovo massimalismo, fondamentalismo, universalismo dell'Occidente, cui si abbina, a livello individuale un relativismo culturale per il quale non ci sono più valori assoluti, più nulla in cui credere (ma questo relativismo del singolo è indotto dal fondamentalismo del sistema occidentale di cui sopra).

"Ogni uomo, in fondo, pensa al proprio vantaggio e fa solo i propri interessi. La società nel suo complesso è dominata dalla logica della lotta di classe; la guerra tra i ricchi e i poveri, i forti e i deboli, i privilegiati e i pari non avrà mai fine. Ogni potere tenta all'autoconservazione e ogni classe oppressa tende a distruggere i propri oppressori.

Nessuno vuole essere debitore dei suoi contemporanei.

La "Ciudad Perdida" messicana, la "Villa Miseria" argentina, la "Poblacion Callampa" cilena, la "Favela" brasiliana

Il mondo è una lega di birbanti contro gli uomini da bene, e di vili contro i generosi.

Una grande arte è l'espressione di una società moralmente sana; nel tempo materialista della macchina fatalmente intristiscono il senso della bellezza e la facoltà di creare valori d'arte. La società capitalistica uccide l'anima con l'impronta della moneta e con i suoi metodi meccanici di produzione.

La virtù comincia con il benessere e l'onestà è un lusso che ci si può permettere solo quando si disponga di posizione e censo adeguati (principi basilari della filosofia di vita dei personaggi di Balzac).

L'umanità sarebbe perduta se non ci fossero più selvaggi.

Il falso amico è come l'ombra che ci segue fin che dura il sole.

La Ricchezza dice: il sommo bene sono io, perchè chi ha me può procurarsi ogni altro bene. Il Piacere dice: io sono il sommo bene, perchè gli uomini cercano la ricchezza solo per avere me. La Salute fa presente che senza di lei non vi può essere piacere ed è inutile la Ricchezza. La Virtù (Sapienza ndr) osserva che è superiore alle altre tre perchè con l'oro, coi piaceri e con la salute si può tuttavia ridursi al colmo della infelicità se non si sa vivere.

Il positivismo, l'utilitarismo, il razionalismo, che ispirano la rivoluzione industriale del XIX secolo rappresentano gli istinti egoistici dell'uomo come il movente fondamentale e invariabile dell'azione umana, riducendo l'uomo all' "homo oeconomicus"; contro questa filosofia dominante si leva la protesta dei romantici, che vi contrappongono la loro "filosofia della vita"

E se il futuro fosse la povertà? La povertà è la ricchezza di domani (messaggio francescano dove sono banditi possesso, proprietà, ricchezza). In Occidente impera la logica del profitto che distrugge l'uomo e la natura, dove si muore senza accorgersi di essere vissuti.

Il conformismo è figlio della Restaurazione, la storia procede (e anche la vita dell'individuo) tra continue Rivoluzioni e continue, immancabili, Restaurazioni.

Perchè si dovrebbe adulare il povero? Le lingue inzuccherate leccano solo il ridicolo sfarzo. Le pieghevoli giunture dei ginocchi si curvano solo quando la piaggeria può intascare il suo lucro (Shakespeare).

L'Amicizia è un tacito contratto tra due persone sensibili e virtuose. "Sensibili" perchè un monaco, un solitario, può essere una persona dabbene e vivere senza conoscere l'amicizia. "Virtuosi" perchè i malvagi hanno soltanto complici i gaudenti dei compagni di baldoria, i cupioli degli associati, i politici dei partigiani, i principi dei cortigiani. Solo le persone virtuose hanno amici.

Bambini senza sogni (quelli delle generazioni fra le due guerre). Giovani senza luce (le generazioni di oggi). nr. "Visione pessimistica, disperata della vita, della realtà, del mondo (dove temono di schiudersi i nidi). Pessimismo leopardiano, Shopenhauer...una tristezza irrimediabile" (vedi introduzione). Senso di impotenza...l'intellettuale si sente un Don Chisciotte.

Non so adattarmi ad un mondo dominato dal conformismo e dall'affarismo, da piccoli ipocriti calcolatori e da furfanti meschini; un mondo dal quale sono banditi gli ideali, le passioni.

Con la sua politica del "figlio unico" e la sua predilezione per i figli maschi, tra alcuni anni la Cina si troverà ad avere 30-40 milioni di uomini condannati al celibato e una società più turbolenta e instabile.

"...sentimentalmente egli (Julen Sorel) è un individualista e un aristocratico alieno da ogni istinto gregario. Il suo culto romantico dell'eroe, l'esaltazione della personalità forte, dotata, eccezionale, il suo concetto degli happy few, la morbosa avversione a tutto ciò che è plebeo, l'estetismo, il dandysmo, sono tutte forme di un preziosismo e di un autocompiacimento aristocratico. (Tutto per il popolo, nulla con il popolo).

Siamo una società individualista senza individui; una folla di solitari.

La Provincia può venir letta come plaga tutt'ora intatta dalle tradizioni e dalle antiche abitudini, nella doppia accezzione, però, di luogo della nostalgia, dei sentimenti, dell'innocenza, da contrapporre all'alienante dimensione della vita (urbana) contemporanea, ma anche come sede paludosa dell'inezia, del convenzionale, del più opaco provincialismo.

 

54 Società

"Bucce di uomini che il destino ha sputato..che stanno appiccicati a un muro o a un lampione e gocciolano lungo la strada lasciandosi dietro una traccia scura e sudicia" (R. M. Rilke)

43 Ragione

Per l'Illuminismo la ragione è il principio costitutivo (patrimonio) di ogni individuo umano. Mirando a liberare gli uomini dai vincoli della tradizione (pregiudizi, vincoli sociali, culturali) i philosophos mirano insieme anche a realizzare l'uguaglianza tra gli uomini, che spetta loro in quanto esseri razionali. Inoltre perseguono il terzo ideale della Fraternità che è sinonimo di tolleranza, cioè dell'atteggiamento razionale di chi comprende gli errori e le debolezze degli uomini, perchè sa che se il principio dell'uomo è la ragione, egli è anche istinto, passione, egoismo.

Con la riscoperta della cultura greca, della sua filosofia, del suo razionalismo, ad opera dell'Umanesimo, la Chiesa (con S. Tommaso) si sforza di "battezzare" Platone e Aristotele, presentandoli come precursori di Gesù e del Vangelo; cercando cioè di coniugare la Ragione con la Fede e le sue verità rivelate

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"Gli uomini sono sempre contro la ragione, quando la ragione è contro di loro"(Helvetius)

"La Ragione è la follia del più forte. La ragione del più debole è la Follia"(Eugene Ionesco)

Voltaire - Rousseau; Goethe - Shiller; Tolstoj - Dostoewskij. Queste "coppie" rappresentano antitesi tra razionalismo e irrazionalismo, intelletto e senso. In tutti i tre casi sono di fronte un aristocratico, un patrizio, da una parte, un plebeo ribelle, dall'altra.

"La ragione umana deve soltanto volere con più forza del destino; ed è il destino" (Thomas Mann)

"Oh...se le ragioni fossero tante, come le more!" (W. Shakespeare)

"Qundo tutti mi danno ragione, penso di avere torto" (O. Wilde)

"Aver ragione è la naturale vocazione della follia" (G. Manganelli)

Le donne preferiscono aver ragione piuttosto che essere ragionevoli

 

55 Spirito

"La schiavitù, la guerra, le conquiste, le rivoluzioni, i colpi di stato, non sono fatti arbitrari, sono fenomeni necessari dello spirito nella sua esplicazione. Lo spirito ha le sue leggi, come la natura; la storia del mondo è la sua storia; è logica viva, si può determinare a priori. Niente si ripete, tutto si trasforma in un progresso che è lo spiritualizzarsi dell'idea, una coscienza sempre più chiara di sè, una maggiore realtà. Le leggi che Vico traeva dai fatti sociali, ora si cercano a priori, nella natura stessa dello spirito.

56 Storia

"La clessidra della storia dell'uomo è ripiena di cenere, non di sabbia"

La storia non muterà mai a causa della politica, o delle conquiste, o delle teorie, o delle guerre. Queste sono solo ripetizioni, eventi a cui assistiamo sin dall'inizio dei tempi. La storia cambierà quando sapremo utilizzare l'energia dell'amore, così come impieghiamo quella del vento, del mare, dell'atomo.

"Se la storia é il Romanzo che è stato, il Romanzo è la storia che avrebbe potuto essere (... o che sarà).

"Dentro le viscere della storia, sotto i grandi eventi di sangue, si dispone un filo che rappresenta la continuità dei perdenti, di contro a quella dei vincitori. Sono loro i sommersi della storia, a salvare la storia. Tra loro puoi cercarti un padre adottivo, se non vuoi il padre naturale che ti hanno dato i vincitori. "Dalla furia salvatemi dal Mondo voi che patiste la tortura e il fuoco senza poter trovare o pace o loco al dolore di cui toccaste il fondo".

La storia è fatta dai grandi uomini, i "giganti", gli "eroi" di Carlyle.

 

"Platone è l'antitesi dei Progressisti (Comte, Mill, Hagel, Marx) i quali credono in una legge del progresso storico. Per Platone la storia è un regresso, una degenerazione da uno stato originario perfetto e ideale, così come tutte le cose degenerano.

 

STORIA MEDIEVALE

il Ducato è una istituzione di origine longobarda; la Contea e il Marchesato sono di origine Franca.

Il Sacro Romano Impero, dai Franchi di Carlo Magno e suoi successori, passa nel X sec. ai Re Sassoni, da Enrico I (l'Uccellatore) ai suoi discendenti (Ottone I ect. ect.). Non comprendeva però più la Francia, ormai avviata a divenire un Regno sotto i discendenti di Ugo Capeto (capetingi).

Con l'investitura papale a "Imperatore del Sacro Romano Impero", costui diveniva l'uomo di fiducia della Chiesa, costui poteva distribuire tra i suoi favoriti i Vescovati (Diocesi vaste e ricche di uomini e di terre), insieme a un bel blasone di Principe - Vescovo, o di Conte Vescovo, e creare così una nuova aristocrazia fedele. Dopo la morte di Carlo Magno, il titolo era rimasto praticamente vacante (conteso tra feudatari minori) sino a che non fu assunto dagli Imperatori germanici (Ottoni...).

Nella lotta per le "investiture" il Papa si arrogava il potere di deporre gli Imperatori scomunicandoli e di sciogliere dall'obbligo della fedeltà i sudditi dei Principi scomunicati.

I Baroni, rappresentanti della nobiltà feudale nel territorio del Regno di Napoli (sud della penisola), discendevano dai Longobardi, dai Normanni, dai Tedeschi, dai Francesi e degli Spagnoli, vivevano nelle campagne, arroccati nei loro turriti castelli e tribolavano il Regno con continue guerricciole fratricide, rivolte, colpi di mano. A loro risalgono molti dei mali che da sempre affliggono il Meridione d'Italia.

Federico il Grande di Svevia unificò tutto il meridione d'Italia nel Regno delle due Sicilie e fece di Palermo e di Napoli due centri all'avanguardia della cultura europea. Egli non riuscì ad unificare l'Italia intera in un Regno d'Italia, per l'opposizione del Papato che gli sobillò contro le città Guelfe e poi gli Angioini.

Fu Federico II di Svevia (1194-1250) a fondere l'Università di Napoli e la Scuola Medica di Salerno. Promulgò inoltre un corpusiuris detto le "Leggi Melfitane".

Il Papato impedì anche ai successori di Federico II (il Grande) di unificare l'Italia in un Regno d'Italia e farne uno Stato Nazione, come la Francia, l'Inghilterra e la Spagna. Per impedire questo disegno invocò l'aiuto del Re di Francia Luigi IX, che inviò il fratello Carlo di Angiò. Così il Regno delle due Sicilie dagli Svevi Hohenstaufen, passò ai francesi Angioini.

La battaglia di Legnano (1176) del Carroccio e della Lega Lombarda (contro l'Imperatore Germanico), insieme ai "Vespi Siciliani" contro gli Angiò francesi (del 1282), visti come le prime manifestazioni di patriottismo italiano?

La tragica e ingloriosa fine del Barbarossa (durante ua crociata fallimentare) segnò una prima, profonda crisi del Sacro Romano Impero rispetto alle forze nuove degli Stati Nazionali che si erano formati, o si andavano formando (Francia, Inghilterra, Spagna), rispetto alle autonomie comunali sorrette da una Borghesia che aveva spezzato le catene del Feudalesimo.

 La Lega Lombarda tra i comuni di Milano, Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova si estende a Venezia, Padova, Vicenza, Treviso, Bologna, Modena, Ferrara, formando la Lega italica. L'Italia dei Comuni.

Podestà (=capo della città); Capitano del Popolo (=comandante esercito); Consigli cittadini (l'organo che li eleggeva); Arti Maggiori e Minori (le Corporazioni dei mestieri), Priori (=Magistrati). Questi erano gli organi direttivi dei Comuni. Il Comune italiano medievale fu oligarchico, corporativo e gerarchico, assai poco democratico.

I Guelfi di Firenze costituivano la fazione dei Neri. I Ghibellini quella dei Bianchi.

La crisi dei Comuni medievali fu causata dalla estrema faziosità dei cittadini, del Popolo Grasso contro il Popolo Minuto e viceversa, dalle Arti Maggiori contro quelle Minori, e dalle Arti tra loro stesse. Sicchè, da carica a termine, quella del Podestà divenne permanente e con pieni poteri (facendone il dominu Civitatis). Qaundo la carica del Podestà divenne ereditaria nacque la Signoria.

Arnaldo da Brescia. Altro capo popolo (antesignano di Cola di Rienzo?).

Inghilterra e Francia uscirono dalla guerra dei cento anni con l'affermarsi di un forte sentimento nazionale e di una più stretta alleanza fra la Borghesia e la Monarchia, a scapito della Nobiltà feudale.

Gli Stati Generali francesi, durante la guerra dei cento anni, e neppure dopo, non ebbero la capacità di porre limiti alla autorità della Corona, che ebbe invece, da allora in poi, il Parlamento inglese.

Con la Bolla d'oro (metà sec. XIV) che affidava a sette principi tedeschi il potere di eleggere l'imperatore (principi elettori), ebbe inizio la progressiva trasformazione del Sacro Romano Impero, da istituzione di carattere universalistico, a Stato monarchico nazionale tedesco.

Le due maggiori Repubbliche marinare, Genova e Venezia, anticiparono di due secoli le grandi fortune coloniali di Spagna, Inghilterra, Portogallo e Olanda.

La Repubblica di Venezia nacque democratica, quando i primi Dogi venivano eletti dall'assemblea del popolo o Concio publica. Ma ben presto divenne sempre più oligarchica, governata dall'aristocrazia del danaro, che componeva di diritto il Maggior Consiglio e il Senato dei Pregadi, che deteneva il vero potere. Il Doge fu sempre una carica elettiva e una figura simbolica, di rappresentanza, senza reali poteri.

Il Balivo era una specie di magistrato dal Doge per governare i Fondachi veneziani, vere e proprie cittadine con i loro depositi, alberghi, ospedali e chiese, disseminati lungo le coste della Balconia e dell'Asia Minore, i quali godevano di speciali immunità e privilegi.

Capitani di ventura: 1) John Hawkwood detto Giovanni Acuto: combattè al soldo dei Visconti, dei Pisani, dei Fiorentini e del Papa. 2) Francesco Bussone, detto il Carmagnola: combattè al soldo dei Visconti e poi di Venezia. Vinse la famosa battaglia di Maclodio (1427) celebrato dal Manzoni nell'omonima tragedia. Finì giustiziato dai Veneziani per alto tradimento. L'Italia fu il paradiso dei condottieri perchè non aveva un suo esercito. Ma un paese senza soldati è anche un paese senza cittadini.

Condottieri: Wallestein, Montecuccoli, John Churchill, Duca di Marlborough, Eugenio di Savoia. Prima di loro Giovanni Acuto (John Hackwood); ma costui era un Capitano di Ventura.

Guglielmo Tell fu l'erore della lotta dei confederati Svizzeri per affrancarsi dal dominio feudale degli Asburgo (XIII - XIV sec.).

Alla morte di Lorenzo il Magnfico il Papa Innocenzo VIII commentò: la pace in Italia è finita. Egli infatti aveva sempre mediato diplomaticamente i rapporti di forza fra i cinque stati più potenti: Regno di Napoli, Stato Pontificio, Milano, Venezia, Firenze.

Il Savonarola fu un arruffapopolo, si scagliò non solo contro la corruzione della Chiesa, ma anche contro la corruzione, la protervia, l'ingiustizia dei Signori e dei Potenti.

La caduta di Costantinopoli ad opera degli Ottomani nel 1453, segnò la fine del'Impero d'Oriente e una grave sconfitta della religione cirstiana a favore dell'Islam. Provocò però anche l'esodo in Francia e Italia di uno stuolo di filosofi, letterarie artisti greci che sparsero qui i semi della rinascita umanistica.

Gli Arabi furono cacciati dalla Sicilia alla fine del XI Sec. (dai Normanni). E da Granada nel 1492 da Ferdinando e Isabella di Aragona

Il Papa (Clemente V) che trasferì la sede ad Avignone (1305) era il Cardinale di Bordeaux e il Conclave che lo elesse era composto in maggioranza da Cardinali francesi. D'altronde il Papato aveva chiesto l'intervento dei francesi (Carlo di Angiò, Carlo di Valois) per risolvere i suoi problemi italiani.

Durante l'esilio avignonese dei Papi (Cattività di Babilonia), praticamente durante tutto il sec. XIV, a Roma la Plebe viveva di elemosine, i nobili di rendita e rapine, il Clero di decime, usura e simonia. Mancava di una borghesia mercantile e imprenditoriale capace di inserirla in un circuito vasto e dinamico, come era accaduto nelle città del Nord e restava tagliata fuori dalla grande epopea comunale. Solo dopo e grazie al ritorno dei Papi, Roma fu restituita al suo rango di capitale e si avviò a diventare uno dei massimi centri del Rinascimento.

Cola di Rienzo, paladino della sovranità popolare, fondò una specie di Repubblica romana, nel periodo in cui il Papato aveva abbandonato la Città eterna e si era trasferito ad Avignone. Egli  fu un tipico arruffa popolo italico, che si ubriacava delle proprie parole e finiva per crederci smarrendo il senso della realtà e della misura.

Le Signorie succedono ai comuni: - Visconti a Milano - Malatesta a Rimini - Della Scala a Verona - Ordelaffi a Forlì - Da Camino a Treviso - Della Rovere a Urbino - Colleoni a Bergamo - Este a Ferrara - Bonocolsi poi - Gonzaga a Mantova - i Correggio a Parma poi i Farnese anche a PC.

La prima Signoria di Milano fu quella dei Visconti, ma furono gli Sforza (con Francesco Sforza e Ludovico il Moro) a darle lustro nel '400.

Il Cardinale Albornoz, con il suo esercito papalino piegò le mire dei signorotti Malatesta, Montefeltro, Ordelaffi, Varano, Di Vico e ricompattò lo Stato Pontificio, a rischio di dissoluzione durante l'esilio Avignonese del Papa e dopo la maldestra avventura dell'arruffa popolo Cola di Rienzo. Così spianò la strada del ritorno del Papa a Roma.

Niente avrebbe potuto rappresentare meglio lo scontro tra la vecchia Europa del feudalesimo e la nuova Europa delle Monarchie assolute che il duello tra il Duca di Borgogna Carlo il temerario e il Re di Francia Luigi XI.

Gli Angioini, chiamati in Italia dal Papa, sostennero la causa guelfa e vi guadagnarono le principali città italiane, tra cui Firenze e Milano, ma lo stesso Papato, per arginare lo strapotere angioino, non esitò a rivolgersi ai ghibellini (come i Visconti di Milano) sotto la protezione di Rodolfo di Asburgo!

Nel 1442 il Regno di Napoli fu tolto agli Angiò dagli Aragonesi (spagnoli) e unificato a quello di Sicilia. Alfonso d'Aragona (nel 1432) detronizzò l'ultimo degli Angiò, e riunificò sotto gli Aragonesi il Regno di Napoli con il Regno di Sicilia, già sotto gli Aragonesi dai tempi dei Vespri siciliani. Il Regno delle due Sicilie resterà sotto gli Aragonesi sino al 1501.

Francesco Sforza, era un capitano di ventura, genero di Filippo Maria Visconti, l'ultimo della dinastia dei Visconti, signori di Milano, che morì senza designare un successore. Dopo il brevissimo intervallo della Repubblica Ambrosiana, Francesco Sforza fu acclamato Duca e diede il via alla Signoria sforzesca.

Ludovico il Moro (Sforza) fece quello che tutti i potenti d'Italia avevano sempre fatto (vedi il Papato con gli Angioini francesi, per difendersi da Federico II il Grande) e che avrebbero continuato a fare: cioè chiamare in proprio aiuto contro altri italiani il padrone straniero (Carlo VIII di Francia).

Carlo VIII calò in Italia, chiamato da Ludovico il Moro per riprendersi il Regno di Napoli che gli Aragonesi spagnoli avevano sottratto agli Angiò (1494). Egli entrò trionfalmente in Napoli, quasi senza colpo ferire, dopo aver ottenuto il lasciapassare da Piero de' Medici per Firenze e da Papa Alessandro VI per lo Stato Pontificio. La sua, però, fu una conquista effimera e breve.

 

 

57 Storia

Furono i primi grandi banchieri, i Medici di Firenze, i Fugger di Augusta a determinare il primato dell'Economia sulla politica nell'Europa che aveva conosciuto il rifiuto medievale e chiesastico del Capitalismo (prestito e usura) considerato merce del demonio. I medici sostennero la politica del Papato. I Fugger, col loro oro, comprarono il consenso dei Principi tedeschi per l'elezione a Imperatore di Carlo V, a sfavore di Francesco I di Francia.

Il trionfo dello Stato moderno (le grandi Monarchie d'Inghilterra, Francia e Spagna del sec. XV - XVI) fu possibile grazie (tra l'altro) alla rivoluzione della tecnica militare prodotta dalla introduzione delle armi da fuoco, che determinò la supremazia della fanteria rispetto alla cavalleria.

Carlo V non aveva il carisma e la grande tempra di Carlo Magno, di Federico II di Svevia, di Pietro il Grande, di Elisabetta di Inghilterra, di Federico di Prussia o di Napoleone, di Francesco I di Francia o di Enrico VIII di Inghilterra. Fu piuttosto un grande diplomatico e fu il suo tempo (gli inizi del XVI sec.) a spiegare ed esaltare la sua statura.

Carlo V fu per eccellenza l'uomo dei due Mondi; il mistico del Medioevo e il profeta del Rinascimento

Fu Carlo V imperatore a coniare l'espressione: "todos caballeros" (tutti cavalieri) rivolta per scherno ai suoi sudditi Sardi in occasione dell'unica sua visita in Sardegna.

L'impero di Carlo V su cui "non tramonta mai il sole", era sorto dall'unione matrimoniale tra Filippo di Asburgo, suo padre, e Giavanna di Aragona, figlia dei re cattolici Ferdinando e Isabella (la loca = la pazza).

Espellendo da sè i "moriscos" (gli arabi convertiti al cattolicesimo), i "marrani" (gli ebrei convertiti), e gli "ugonotti" (cattolici protestanti calvinisti), Spagna e Francia persero l'apporto delle classi più produttive, e intraprendenti, una borghesia imprenditoriale di artigiani e commercianti.

Giulio II Della Rovere, oltre che un grande Mecenate (Michelangelo, Raffaello), fu anche un grande Papa guerriero e riconquistò parecchie città allo Stato Pontificio, passate sotto la Repubblica di Venezia (Faenza, Rimini, Ravenna) e Bologna togliendola ai Bentivoglio

Dietro alla Riforma protestante luterana e ai suoi contenuti religiosi, c'era sostanzialmente una esigenza di autonomia dei Principi tedeschi dall'Imperatore e dal Papa. Anche la riforma calvinista si accompagnò al nazionalismo svizzero.

Lutero avrebbe fatto la fine degli altri eretici (Huss, in particolare) se la sua protesta non fosse coincisa con un conflitto tra l'Impero di Carlo V e il Popolo e, successivamente, non si fosse giovato del contrasto tra i Principi tedeschi e l'Imperatore.

La nazione che uscì vera vincitrice della Guerra di Successione della Spagna fu l'Inghilterra. La quale non era guidata, nelle sue strategie, da appetiti e intrighi dinastici, come lo erano invece la Francia dei Borbone e l'Austria e la Spagna degli Asburgo, ma dall'interesse nazionale

Con la Guerra di Successione di Spagna (1700) la Spagna passa dagli Asburgo ai Borbone (che già regnavano sulla Francia e l'Italia passa dalla dominazione spagnola sotto quella dell'Austria asburgica.

Con Vittorio Amedeo II e Eugenio di Savoia, i Savoia da Duchi divennero Re (anche di Sicilia), grazie ad accorte e mutevoli alleanze con i contendenti nella guerra di successione della Spagna, gli Asburgo e i Borbone.

La rivalutazione dei Philosophes, dell'illuminismo della ragione, fu il colpo di piccone più tremendo che potesse essere inferto all'Ancient Regime; "la rivoluzione prima della rivoluzione".

La Repubblica Cispadana fu fondata nel 1796 tra Bologna, Ferrara, Reggio Emilia e Modena e si dotò di un esercito (Legione italiana). Era la prima volta, da molti secoli, che italiani di stati diversi e tradizionalmente ostili, si riconoscevano fratelli. Poi Napoleone istituitì una Repubblica Cisalpina icludendovi la Lombardia. Successivamente in Piemonte fu proclamata una Repubblica Subalpina.

La prima Campagna napoleonica di fine '700 portò in Italia una ventata di "repubblicanesimo" (Repubblica Cispadana, Cisalpina, Subalpina, Napoletana) che ben presto si esaurì... per poi riprendere con la seconda (Repubblica Cisalpina), che però da Repubblica fu trasformata in Regno.

Fra Diavolo (Michele Pezza) e il suo compare Mammone, erano colonnelli dell'esercito del Re di Napoli, Ferdinando di Borbone (il re lazzarone) per combattere i giacobini insorti sull'onda della prima CAmpagna napoleonica e che avevano istituito la Repubblica di Napoli (1799)..

La "congiura degli uguali" capitanata da Badeuf, leader della società segreta Pantheon, per rovesciare il regime borghese del Direttorio. Vi partecipò anche il nostro Filippo Buonarroti, il primo patriota cospiratore italiano, che Bakunin definì: "Il più grande cospiratore del secolo".

Filippo Buonarroti fu e restò sempre un convinto e fervente Giacobino, impropriamente definito precursore del marxismo. Scrisse "La cospirazione per l'uguaglianza detta di Badeuf".

La "Carboneria" prese il nome da una confraternita di boscaioli, cacciatori e contrabbandieri della franca contea, che si chiamavano appunto charbonniers e tra di loro si davano di cugini, o buoni cugini, e avevano come protettore San Teobaldo.

I primi moti rivoluzionari italiani scoppiarono a Napoli, sulla scia di quelli spagnoli che avevano ottenuto dal Re Ferdinando di Borbone la Costituzione liberale. I moti napoletani furono capitanati dal tenente Morelli e dal generale Guglielmo Pepe (1820).

Dopo i moti napoletani e quelli di Torino (del Santarosa), insorsero i moti di Milano (1821) del Maroncelli, di Silvio Pellico e del Conte Federico Confalonieri. tutti e tre purgarono i loro peccati con una lunga detenzione nel carcere fortezza dello Spielberg. Su cui S. Pellico scrisse "Le mie prigioni".

Dopo quelli napoletani, insorsero i moti piemontesi di Torino, capitanati da Santorre di Santarosa, che ottennero una Costituzione liberale (precaria) dal Principe Carlo Alberto (1821).

Se i moti rivoluzionari liberali italiani del 1820/21, presero spunto da quelli spagnoli, i moti del '31 presero avvio da quelli di Francia che avevano costretto all'abdicazione Re Carlo X e instaurato la Monarchia costituzionale di Luigi Filippo I°, il quale condusse una politica liberale in contrasto a quella reazionaria della Santa Alleanza del Metternich e divenne, consapevolmente o no, l'alto patrono dei movimenti rivoluzionari euroPei.

L'Unità d'Italia fu dovuta a tre vittorie straniere: Solferino (vittoria dell'esercito franco-piemontese di Napoleone III contro gli austriaci), Sadowa (vittoria dei prussiani sugli austriaci), Sedan (vittoria dei prussiani sui francesi).

Ricasoli, Rattazzi, Minghetti, De Pretis, Crispi, Sonnino, Zanardelli, Salandra, Giolitti; alcuni tra i primi ministri dell'Italia post risorgimentale.

Lo Stato risorgimentale sopravvive a Roma solo fra i busti del Pincio, e sulla sommità del Gianicolo. Il resto della città è stato restituito al suo vecchio padrone.

L'Ottocento è l'epoca illuministica dei russi; per tutto il secolo essi conservano l'entusiasmo e l'ottimismo dell'Occidente prerivoluzionario. La Russia non ha (ancora) provato le delusioni delle rivoluzioni europee (inglese - francese), tradite, sconfitte, falsate; qui non c'è traccia della stanchezza che si osserva in Francia e Inghilterra dopo il 1848.

Il primo tratto ferroviario fu quello tra Liverpool e Mancester (1780). Cui seguì la Napoli-Portici (1839) e la Milano-Monza (1840)

L'imperatore asburgico Giuseppe II, figlio di Maria Teresa (la grande e unica imperatrice), fu un sovrano illuminato, anticlericale, tollerante e democratico, che volle governare per il popolo, non con il popolo o attraverso il popolo. Le sue riforme in senso democratico e laico, però, vennero subito revocate alla sua morte. Presagendolo egli volle questo epitaffio: "Qui giace Giuseppe, che non riuscì in nulla".

I fatti che hanno portato al crollo del muro di Berlino: la riforma liberatrice della Perestrojka di M. Gorbacev; il movimento dissidente cecoslovacco "Charta 77" di V. Havel (vent'anni dopo la Primavera di Praga e il sacrificio di J. Palach del '68); il Movimento polacco Solidarnos di L. Walesa, appoggiato da Papa Wojtyla. La repressione cinese di Piazza Tienanmen dopo la visita a Pechino di Gorbacev, che funge da catalizzatore delle aspirazioni riformatrici degli studenti cinesi, così come di quelli di tutti i paesi del Patto di Varsavia. In Italia, il crollo dell'URSS porta alla svolta di Ochetto del 1990 che fonda i DS.

57 Storia

MITOLOGIA

Le amanti di Zeus: Europa (a cui appare come un toro bianco), Leda (a cui appare come cigno e da cui ebbe Castore e Polluce) Danae (a cui apparve come nube d'oro e da cui ebbe Perseo), Io (che tramutò in giovenca, catturata per gelosia da Hera e sorvegliata da Argo, il pastore dai cento occhi, poi accecato da Hermes per ordine di Zeus), Leto (la dea della notte, da cui nacquero Artemide (la luna) e Apollo (il sole). Mnemosine (da cui ebbe le nove Muse), Dione (da cui ebbe Afrodite - secono Esiodo, questa dea nacque dalla spuma del mare, fecondata dai testicoli di Urano), Demetra (da cui ebbe Persefone, poi divenuta moglie di Ades), Samele (da cui nacque Dioniso).

CAOS: Erebo, Notte, Fato, Parche, Eros, Giorno, Urano, Gea. Dal Caos si giunge al COSMO: dalla unione di Urano (Cielo) e Gea (Terra) nacquero i Titani, tra cui Oceano, Cronos, Giapeto, Iperione, Atlante e Prometeo. CRONOS: Da Cronos e Rhea, nata come Cibele, (Madre degli dei) nasce Vesta, Cerere, Giunone, Plutone, Nettuno, Giove. GIOVE: fu salvato dalla madre e allevato dalle Ninfe, allattato dalla capra Amaltea.

Deucalione e Pirra: popolano la terra dopo diluvio universale. Giasone e Medea: insieme sconfiggono il drago che vegliava sul "vello d'oro" e si sposano. Ma Giasone ripudia Medea che, per vendicarsi, uccide la rivale e i figli avuti da Giasone. Orfeo ed Euridice. Cadmo e Armonia. Ero e Leandro. Eco e Narciso. Bauci e Filemone. Piramo e Tisbe: sotto il gelso si uccidono (Romeo e Giulietta).

Divinità minori: Muse: Clio (Storia), Calliope (Poesia) , Urania (Astronomia), Talia (Commedia), Euterpe (Poesia lirica), Melpomene, (Tragedia), Tersicore (Danza), Erato (Poesia amorosa), Polimnia (Mimo). Grazie: Eufrosine (gioia), Aglaia (splendore), Talia (prosperità). Ore: Thallo (le Primavere) e Carpo (l'Estate). Moire: Cloto, Lachesi, Atropo. Pleiadi: (Maia +8) figli di Atlante e Pleione. Nereidi: Teti. Gorgone: Medusa, Steno, Euriale. Ninfe: Naiadi, Driadi, Amadriadi, Oceanine, Menadi. Sirene (tra cui Partenope). Tritoni. Erinni. Arpie.

Giove sconfisse i Titani e i Giganti e instaurò l'ordine cosmico. Poi punisce Prometeo perchè ha insegnato agli uomini l'uso del fuoco, la medicina, l'architettura e la scrittura. Gli uomini si credettero pari agli dei e cominciarono a guerreggiare tra loro sicchè furono puniti con il Diluvio Universale, dal quale si salvarono soltanto Deucalione e Pirra, che buttandosi alle spalle le pietre, queste divenirono esseri umani e ripopolarono la terra.

Nel suo "Il ramo d'oro", rielaborazione dei miti dell'antichità, J. Frozer, recupera la figura universale del re divino, che deve essere ucciso per rinascere e dare fertilità al suo popolo e lo consegna alla rielaborazione poetica del re pescatore in "The wast land" di T.S. Eliot.

Il mondo del Mito è il grembo da cui nasce il mondo della Ragione (Vico scopre "l'inconscio"), ma che la ragione non può spiegare. La ragione non può spiegare sè stessa quando pretende di separarsi dal mondo della non ragione, dal mondo del mito. Anche l'essenza della ragione, come quella di tutte le cose, stà nel suo "divenire" non è che "nascimento di essa in certi tempi e in certe guise".

Un mito Nupe (sudanese) racconta che Dio non diede la vita alle pietre ma chiese loro "Volete anche voi avere dei bambini e poi morire?". Esse risposero negativamente e così esse sono eterne, ma sterili; mentre l'uomo è mortale, ma fecondo (anche nel Corano vi è un racconto analogo: Sura XXXIII, 72). Dunque la morte sarebbe conseguenza della fecondità di una specie vivente, mentre le cose inanimate e sterili sarebbero immortali. L'uomo non è eterno perchè è capace di riprodursi; è però eterno come specie? ndr

Moire: tre dee greche figlie della Notte da cui dipendeva il destino degli uomini (Cloto teneva la conocchia; Lachesi filava; Atropo tagliava il filo della vita (per i Romani erano le Parche).

Le Muse (poesia, musica, pittura, ect.) sono femmine celesti che non sfigurano i propri lineamenti con smorfie; se piangono, è per il segreto disegno di rendersi più belle.

Nereidi: le cinquanta figlie di Nereo, ninfe del mare (Teti, Galatea).

Le Nereidi vivono in fondo al mare e provocano i suoi multicolori riflessi

Oceanidi: le ninfe del mare, figlie di Oceano e Teti.

Orione era stato l'amante di Eos (l'Aurora) che ogni giorno arrosisce in ricordo di questo amore.

Pan: figlio di Zeus e della ninfa Callisto. Dio dei boschi, aveva una voce spaventosa (da qui timor panico). Si innamorò della ninfa Siringa che gli sfuggì e si tramutò in una canna. Pan ne fece uno strumento musicale detto appunto siringa (flauto, zuffolo).

Poseidone (Dio degli Oceani) sposa Anfitrite - Hades (Dio dell'Erebo, mondo dei morti) sposa Persefone. L'Erebo è composto dal Tartaro (per i dannati) dall'Eliso (per i beati).

Zeus sposa Hera. Gli Dei dell'Olimpo sono dodici; Zeno, Hera, Afrodite, Pallade, Atena, Demetra, Hestia, Artemide, Apollo, Hermes, Dionico, Ares, Hefèsto (sei maschi e sei femmine)

Zeus punì Prometeo e Atlante per la loro disubbedienza; Atena punì Tiresia (accecandolo) per la sua indiscrezione, avendola vista nuda. Per lo stesso motivo Artemide punì Atteone, trasformandolo in cervo e facendolo sbranare dai suoi stessi cani. Apollo fece uccidere Orione da Artemide, che lo amava. Zeus lo trasformò in Costellazione. Afrodite punì Pigmalione facendolo innamorare di una sua statua d'avorio.

Per punire Prometeo, che aveva creato l'uomo e rubato ai celesti il fuoco (la tecnica), Zeus inviò sulla terra Pandora, la prima donna, nel cui vaso erano contenuti tutti i mali. Quando Pandora aprì il vaso, tutti i mali che affliggono il genere umano si diffusero; nel vaso rimase solo la speranza. Per punizione Zeus condannò anche l'uomo al lavoro, da cui era esente nell'età dell'oro.

Dal caos al cosmo. (Teogonia - Esiodo). Dal caos naquero Erebo e la Notte. Dalla Notte il giorno e l'Etere e dalla Terra Urano, da Urano Crono e Rea. Crono mutila il padre e dal suo sangue nascono le Erinni (dee della vendetta). Da Urano nascono le stirpi dei Titani, Ciclopi e Giganti. Crono ingoia i suoi figli tranne l'ultimo ZEUS, il quale ingoia la prima moglie Meti (saggezza) e si guarda dal procreare figli. Sconfigge i Titani ribelli e distribuisce gli onori fra gli dei pacificandoli. Così nasce il cosmo dal caos originario.

La lampada di Ero. Ero accendeva la lampada in cima alla sua torre per guidare Leandro che ogni notte attraversava a nuoto l'Ellesponto per raggiungerla.

Linceo eroe greco dalla vista acutissima "occhio di lince

La mela fu contesa tra Venere, Minerva e Giunone nel loro concorso di bellezza deciso da Paride a favore della prima. Secondo un altro mito greco, la bellissima Atalanta fu battuta nella corsa dal Giovane Ippomene, perchè si fermò a raccogliere tre mele d'oro lanciate appositamente sul percorso dal rivale. Nella bibbia non si dice di che frutto era l'albero del male. Si pensò alla mela per l'assonanza col latino malum.

Le Pleiadi: le mitiche figlie di Atlante che Giove trasformò nelle stelle della costellazione omonima: Maia, Elettra, Alcyone, Merope, Asterope, Taigete, Seleno.

Pleiadi: le sette figlie di Atlante e Pleione (Maia, Elettra, Alcione, Merope, Asterope, Taigete, Celeno) assunte in cielo nella costellazione del Toro. Pleiade: nome dato da grammatici alessandrini a sette poeti tragici greci del III° sec. a.C. Pleiade: Scuola poetica francese del XVI sec. fondata da Ronsard cui appartennero sette poeti.

In una leggenda narrata da Plinio si dice che il Centauro Chirone, ferito da Ercole, suo allievo, con una freccia avvelenata dal sangue dell'Idra, si curò e guarì grazie al Fiordaliso

La Sibilla era a Cuma; la Pizia era a Delfi. Entrambe le profetesse erano invasate del dio Apollo

Odino, divinità mitologica nordica, creò la Terra sollevandola dalle Acque e diede vita alla specie umana, traendo l'uomo dal frassino e la donna dall'olmo.

Il mirto è sacro a Venere, la quale se ne coprì quando, nata dal mare, approdò sull'isola di Citera. Esso è simbolo di fecondità e gli sposi erano soliti portarne corone sul capo (myrtus coniugalis). Per il suo bianco fiore è spesso associato alla Vergine, alla sua purezza.

La rosa era consacrata a Venere secondo il mito, dalla schiuma del mare da cui nacque Venere, spunta un cespuglio spinoso che, irrorato dal nettare degli dei, fa fiorire rose bianche. Secondo i Cristiani la rosa ha messo le spine dopo e a causa del peccato originale. La Vergine è detta rosa senza spine.

 

Ovidio narra di una fanciulla di nome Clizia amante del dio Apollo e da questi tradita. Per il grande dolore Clizia trascorre le intere giornate a seguire con lo sguardo il percorso del sole, il suo amato, sino a che non viene trasformata in un fiore. Si tratta probabilmente dell'eliotropio, in quanto il girasole è stato importato solo nel XVI secolo.

Il cipresso è l'albero sacro a Plutone, dio degli inferi. Ovidio narra che il giovane Ciparisso uccise per errore il cervo dalle corna d'oro col quale viveva solo nella selva e, per il dolore, chiese ed ottenne dagli dei di restare in lutto perenne e venne trasformato in cipresso.

Secondo la mitologia la cornucopia è un corno della capra Amaltea che (o della capra con cui la ninfa Amaltea) allattò Giove, sfuggito all'ira omicida del padre Saturno. Giove spezzò il corno, per gioco, e lo donò alla ninfa dopo averle accordato la facoltà di riempirsi di tutto quanto desiderasse.

 

 

58 Tempo

Che cosa è il tempo? Se nessuno me lo domanda lo so. Se voglio spiegrlo a chi lo domanda non lo so più.

C'è un solo modo per dimenticare il tempo: Impiegarlo

Non è il tempo che passa. siamo noi che passiamo!

Il tempo è un cane che morde solo i poveri

Quelli che impiegano male il loro tempo sono i primi a lagnarsi che il tempo passa in fretta

Amiam che non ha tregua cogli anni umana vita, e si dilegua; Amiam che il sol si muore e poi rinasce a noi sua breve luce; s'asconde e il sonno eterna notte adduce.

Però donne gentili giovani adorni, che vi state a cantare in questo loco, spendete lietamente i vostri giorni, chè giovinezza passa, a poco, a poco.

Quanto più mi avvicino al giorno estremo che l'umana miseria suol far breve, più veggio il tempo andar veloce e lieve e il mio, di lui sperar fallace e scemo

La vita fugge e non s'arresta un'ora e la morte vien dietro a gran giornate e le cose presenti, e le passate mi danno guerra, e le future ancora.

E quando vaghe di lusinghe innanzi a me non danzeran le ore futere...nè più nel cor mi parlerà lo spirito delle Vergini Muse e dell'amore.

Tra le mie dita fugge la sabbia del tempo.

Dimentica il futuro; vivi solo il presente. Ogni giorno porta con sè l'eternità

Non è inferiore all'universo, o minore della somma del tempo

La intermittenza del cuore. Istanti fuori dal tempo.

Internet vince la storia rendendo tutto contemporaneo e persino la geografia facendo ogni cosa ubiqua.

Le ore (delle recite) conventuali. Mattutino, compieta. La nona (ore 15,00) si partiva dalle sei del mattino.

Il passato è la sostanza di cui è fatto il tempo; per questo diventa subito passato.

ll presente sparisce e tu diventi memoria; sgusci via da tutto, paure, sentimenti, desideri e li custodisci, come abiti smessi, nell'armadio di una sconosciuta saggezza, di una insperata pace...Quel che io sono è ormai successo e qui, e ora, vive in me come un passo in un'orma, come un suono in una eco e come un enigma nella sua risposta...Il mio futuro è già tutto qui e adesso. Il mio futuro sarà la quiete di un tempo immobile, che collezionerà istanti da posare uno sull'altro, come se fossero uno solo. Da qui alla mia morte ci sarà quell'istante, e basta.

59 Uguaglianza

"Solo i coglioni sono uguali"! (B. Mussolini)

"Mi sento annientato sotto il mostruoso fatalismo della storia... Trovo nella natura umana una spaventosa uguaglianza, nei rapporti umani una ineludibile violenza, concessa a tutti e a nessuno. Il singolo è solo schiuma sulle onde, la grandezza è un puro caso, la sovranità del genio una commedia da burattini, un ridicolo lottare contro una legge ferrea; riconoscerla è la cosa suprema, dominarla è impossibile. La necessità è una delle parole della dannazione con le quali è stato battezzato l'uomo... "Noi non abbiamo fatto la rivoluzione. E' la rivoluzione che ha fatto noi"

 

60 Verità

Chi dice di mentire non mente, perchè altrimenti direbbe la verità. Ma non dice neppure la verità, perchè altrimenti mentirebbe. (Paradosso del mentitore)

Chi dice la verità, prima o poi viene...scoperto

La verità è appannaggio del vino e della fanciullezza.

Galilei si difende dalle accuse (del Cardinale Bellarmino) richiamandosi (implicitamente) al principio tomistico dell'accordo tra verità di fede e verità di ragione. Si richiama cioè alla "ragione naturale" di cui parla San Tommaso d'Aquino.

Un vero uomo deve tenersi lontano dagli uomini.

Secondo Giordano Bruno, l'uomo che cerca e raggiunge la verità, da uomo normale, civile, urbano, diviene un selvaggio, simile a un cervo, a un anacoreta.

 

61 Violenza

La violenza è la levatrice della storia (C. Marx)

Chi è nell'errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza (W. Goethe)

 

62 Virtù

"Le virtù sono come le essenze: se troppo esposte perdono la loro fragranza - sono piante sensibili che non sopportano contatti troppo intimi.

"La virtù comincia con il benessere e l'onestà è un lusso che ci si può permettere solo quando si disponga di posizione e censo adeguati (principi basilari della filosofia di vita dei personaggi di Balzac).

"Le virtù (per Oscar Wilde) sono rinunce prive di saggezza, scioccamente chiamate virtù dagli uomini, mentre i peccati sono naturali ribellioni, così chiamate dai saggi.

63 Vita


La vita fugge perchè non è fatta di ore, di giorni o di anni, ma è fatta di attimi, e l'attimo è, per definizione, fuggente.

Vivi come se dovessi morire il giorno dopo, ma pensa come se non dovessi morire mai.

Il tuo destino non è deciso dalle carte che ti sono toccate in sorte, ma dal modo in cui le hai giocate.

Pessimismo cosmico (leopardiano). Oscurità eterne, silenzi sovrumani oscuri e sconfinati, immensità gelide, abissi del tempo...spezzati soltanto dalla breve luce, dal piccolo fuoco che abbiamo chiamato vita e amore. "Quando sarà spento il nostro breve giorno, dovremo dormire una notte senza fine", la nostra vita è solo un attimo di luce tra due oscurità (silenzi) eterne; quella che ci ha preceduto, senza aver avuto un inizio, e quella che ci seguirà e che avrà fine. Qui c'è intenso lirismo c'è phatos, c'è musicalità, ritmo, qui la sua prosa diventa poesia.

La vita è un appuntamento; solo che noi non sappiamo mai il quando, il chi, il come, il dove. La vita è anche un viaggio, e nel grande viaggio noi facciamo i nostri piccoli viaggi, i nostri piccoli percorsi insignificanti, sulla crosta di questo pianeta che a sua volta è in viaggio, ma verso dove?

"Spegniti dunque ormai corta candela. La vita è solo un'ombra che cammina. Un povero istrione che si dimena, e va pavoneggiandosi sulla scena del mondo, un'ora sola; e poi non s'ode più. Favola raccontata da un'idiota, tutta piena di strepito e furore, che non vuol dire niente" (Shakespeare, "Machbet")

Tu non racconti la tua vita come l'hai vissuta, ma credi di averla vissuta come la racconti.

Voglio una vita senza regole con solo le eccezioni. Non mi va di sacrificare la mia vita a nessun sistema di pensiero o di morale.

La vita artistica, la vita per l'Arte è semplicemente lo sviluppo più pieno del nostro essere."Così la vita se ne andava, come l'onda del mare tra mile altre onde, verso l'eterno fragore delle rocce dove il lungo viaggio dell'acqua esplode in schiuma.

La vita è tutta una catena di casualità sospesa ad un atto di libertà.

La vita sarebbe più semplice se non ti avessi incontrata. Meno sconforto ogni volta che dobbiamo separarci, meno paura della prossima separazione e di quella che ancora verrà. [.....] La vita sarebbe più semplice se io non ti avessi incontrata. Soltanto non sarebbe la mia vita.(E. Fried)

A me la vita ha dato poco e mi ha tolto tanto; quel poco l'ho strappato con le unghie, quel tanto l'ho mollato a malincuore, dopo averlo stretto tra i denti.

 

 

64 Vizio

Il vizio degli italiani, il vizio più vecchio nella loro storia, è stato ed è quello di invocare un invasore straniero per liberarli da un altro invasore.

Un grosso vizio ne tiene lontani molti piccoli