ACQUALIRICHE

Raccolta inedita di poesie (2003/2008)




Il titolo della raccolta "Acqualiriche" vuole significare che queste poesie sono come acquerelli. Esse, infatti, riproducono con freschezza e immediatezza visiva lo spettacolo della natura che le ha ispirate. Mai come in questi casi si avverte quanto siano vicine la poesia e la pittura. Come se fossero espressioni di una medesima arte:

"La pittura è una poesia silenziosa. La poesia è una pittura che parla!".

Il poeta butta di getto una prima stesura di versi, come il pittore stende il colore di fondo. Poi li affina ricercando le parole più giuste, più sapide e colorite, addolcendo i versi con la rima, dando loro ritmo; e da questi ritocchi verbali del poeta, come dai sapienti colpi di pennello finali del pittore, scaturisce l’opera d’arte. Secondo Rimbaud:

"I poeti e i pittori sono i veri padroni del mondo, perché prima lo hanno nel cuore e nella mente, poi nelle mani.




Poesia non è soltanto la forma ricercata, il ritmo calcolato del verso, la rima geniale; poesia è prima di tutto l’espressione sincera di un’anima che si apre senza veli e si mostra nella sua più profonda intimità, per trasmettere e condividere con gli altri un proprio sentimento, una propria emozione.



La poesia è una rivelazione che alza il velo dalla bellezza nascosta del mondo.




"..ma….mirando, interminati spazi, di là da quella e sovrumani silenzi e profondissima quiete io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura.."(da: "L'infinito", G. Leopardi - Caspar David Friedrich, "Wanderer")